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giovedì 13 settembre 2012

Una misura libera

[Qualche tempo fa Maurizio Landini, curatore del blog Cartiglio d'ombra, dedicato alla poesia, mi ha invitato a scrivere un post sulla nostra collana Parola magica. Ho accettato con piacere e l'articolo è uscito alla fine di luglio. Mi sembra interessante riproporlo nel nostro blog. Anche per far conoscere il lavoro di Maurizio, attento ai rapporti fra parola immagine, come dimostra anche uno degli ultimi post usciti su Cartiglio, scritto da Francesca Moro, redattrice della rivista Illustrati edita da Logos.]

E sulle case il cielo.
Che i rapporti fra bambini e poesia siano difficili, è uno di quei luoghi comuni di cui si farebbe tranquillamente a meno. Con risparmi di tempo e di energie incommensurabili. E tuttavia l'umanità sembra non poter fare a meno dei luoghi comuni. Pertanto all'editore a cui sembra ovvio pubblicare libri di poesia destinati a bambini, con l'avvallo di un discreto successo di vendite, pubblico e critica, tocca spesso spendere parole a convincere parenti meditabondi e diffidenti che i piccoli sono naturalmente dotati per la poesia, capendola intuitivamente, amandone il linguaggio figurato, la musica, l'incisività, la profondità, l'intensità, il divertimento. Nonché quelle difficoltà che gli adulti tanto temono.


Cielo bambino.
Certo, ove qualcuno - insegnante, genitore, nonno, zio, vicino di casa eccetera... - si sia preoccupato di fargliela conoscere, dedicandole lo spazio e il tempo di pensieri e letture: passaggio che non è scontato, ma a cui spesso gli adulti non prestano la dovuta attenzione. Certo i bambini, da soli, difficilmente potranno incontrare la poesia. E quando questo non accade, la perdita è notevole, lo spreco di possibilità, triste.
Quando ero piccola fra i miei libri preferiti c'erano titoli di poesia. Uno su tutti: Cinque lire di stelle, di Federico Garcia Lorca, raccolta di ninna nanne, filastrocche, nenie, canzoni e canzoncine, con disegni di mano del poeta. Questo per dire, fra le altre cose, che i benefici della poesia sono durevoli e profondi.



Al supermercato degli animali.
E che la poesia è un genere letterario poco convenzionale quanti altri mai, simile a uno di quegli orti di montagna che alle verdure mischiano fiori, erbe aromatiche ed erbe selvatiche, alberetti da frutto, arbusti e cespugli, dando luogo a un insieme a cui ogni pianta, con la sua forma, il suo portamento, il suo temperamento e il suo colore, offre un contributo unico. Chi guarda alle poesie dei piccoli con sufficienza, chi non ha orecchie per cogliere la lingua della poesia, il suo guizzo luminoso, in una ninna nanna della tradizione, in una canzoncina popolare, in una filastrocca, si dubita abbia l'intuito, la finezza e gambe abbastanza robuste per salire al piano nobile della poesia “alta” (qualora a tutti i costi si ritenga di dover ascendere a qualche luogo superno).



Alfabeto delle fiabe.
Insieme a Lorca, molti furono i poeti che sondarono la vena limpida e segreta che scorre nella poesia povera, umile, ridente, allegrissima, malinconicissima che ha i bambini come destinatari elettivi.
Penso a Pascoli, Gozzano, Caproni, Pasolini, Apollinaire. Per non dire della poesia anglosassone che affonda le sue radici nel fertile nutrimento delle nursery rhymes folli, surreali, inquietanti di Mother Goose's Melody.
Topipittori, cioè la casa editrice che ho fondato insieme a Paolo Canton, ha cominciato a pubblicare poesia fin dal suo primo anno di vita, nel 2004 (e alla poesia dedica una sezione del suo blog. Uno dei nostri due primi libri, Filastrocca ventosa per bambini col fiato corto, ha inaugurato la collana Parola magica (sottotitolo:



C'era una voce.
Poesie da recitare insieme ai bambini come formule magiche per superare gli ostacoli lungo il cammino delle giornate). Da allora abbiamo pubblicati molti altri libri di poesia.
La collana Parola magica è un contenitore flessibile sia per caratteristiche fisiche (formato, numero di pagine, tipo di illustrazione, legatura eccetera), sia per il tipo di poesia che ospita.
In questo senso, l'immagine dell'orto è calzante: Parola magica vede crescere l'una accanto all'altra voci di poeti diverse per temi, metri e stili, oltre che mani diverse di illustratori, nella certezza che bambini e ragazzi non abbiano pregiudizi e preclusioni, ma solo gusti, interessi, predilezioni che in questa varietà possono trovare risposte alla loro altezza (ci si augura).


Ninna nanna per una pecorella.
Così accanto a nomi noti, stanno a proprio agio nomi di poeti molto discreti, ma molto bravi, che nella vita fanno tutt'altro, ma di tanto in tanto sono onorati dalla visita della Musa, o addirittura di perfetti sconosciuti che magari hanno scritto una volta per caso, spesso per un bambino molto amato, rime degne di pubblicazione, e poi si sono fermati lì, felici di quel solo risultato.
La poesia non tollera forzature, è una misura libera, ma quanto mai sfuggente, e di precisione infinitesimale: si fa un baffo di chi cerca di alterarne l'esattezza a scopi diversi da quelli di una pura, perfetta gratuità. Questo l'editore di poesia deve saperlo, e tenerlo ben presente. Sempre.




Filastrocca delle mani.

Filastrocca acqua e sapone.