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venerdì 30 maggio 2014

Forme e figure, come organismi viventi

[di Francesca Zoboli]

Certi lavori hanno dei tempi di gestazione molto lunghi e la loro riuscita può quasi avvenire per caso, prendendo poi direzioni imprevedibili come spesso succede agli organismi viventi. Forse per questo, ripensando a questa vicenda mi è sembrato di assomigliare un po’ a un agricoltore.

Semi
Quando ancora ero all’Accademia di Brera e frequentavo il corso di pittura (con l’indimenticabile Beppe Devalle, che purtroppo ci ha lasciato un anno fa), affrontavamo in classe il tema della figura.
Iniziavo allora a sperimentare varie tecniche, tra cui il frottage, e cercavo confusamente di rendere la figura come fantasma, sorta di silhouette bianca in paesaggi acquamarini e cespugli ispirati dai meravigliosi dipinti di Pisanello che vedevo sui Maestri del colore, comprati alle bancarelle di Porta Venezia.

Francesca Zoboli, Studi sulla figura.

Sono nati così dei fogli di carta molto grandi, trattati con divesre tecniche, dal contorno impreciso, causale, poi esposti a una mostra collettiva a Ferrara, a Palazzo dei Diamanti. Pochi anni dopo, ho partecipato a un’ altra collettiva al Castello di Udine in cui mi è stato chiesto di lavorare sul tema della 'donna guerriera'. Dopo una piccola indagine sugli abbigliamenti cavallereschi del Cinquecento, ho deciso di realizzare un vestito di carta decorato per un amazzone medioevale e la gualdrappa per il suo cavallo. Le grandi carte erano tagliate come fossero cartamodelli sartoriali.
Poi sono passati venticinque anni. Anni in cui ho fatto cose molto diverse fra loro, ma anche lavorato  sulle tecniche di trattamento della carta: una riflessione e un'esperienza che è stata, insieme, su decorazione e pittura.


Francesca Zoboli, Donna guerriera.

Pianta
Frequentando Topolò e volendo realizzare un disegno per la PUT (Pinacoteca Universale di Topolò), un pomeriggio prendo il solito libro su Pisanello, prendo i miei pizzi per i frottage, le aniline e i pastelli e in quattro e quattr'otto viene fuori, tutta da sola (o così a me è parso), un’interpretazione del ritratto di Leonello D’Este.
Un disegno riuscito, come se gli antichi tentativi avessero trovato, improvvisamente, una soluzione.

Francesca Zoboli, rielaborazione
di Lionello d'Este di Pisanello.

Fiori
Da questo disegno è nato tutto il progetto del libro Dame e Cavalieri, secondo volume della PiPPo, ovvero la Piccola Pinacoteca Portatile. I riferimenti alla storia dell’arte si sono ampliati e ai ritratti si sono affiancate, in modo un po’ pop, le tante texture decorate da tagliare per “vestire” le silhouette dei ritratti, un lavoro molto appassionante e divertente.


Dame e cavalieri, in mostra a Casina di Raffaello, primavera 2013.

Frutti
Nel frattempo il libro è maturato, cioè i semi hanno dato frutti che a loro volta stanno andando a depositarsi in terre diverse e inaspettate. Una di queste è l’attività dei laboratori, concepiti sia per i bambini, nelle scuole, nelle  biblioteche e in festival vari, sia per gli adulti, insegnando la tecnica del frottage e della decorazione su carta.




















Laboratorio su Dame e cavalieri, Roma, Più libri più liberi, 2013.

Ma l’ultimo e più sorprendente territorio in cui è approdato il libro è stato quello del wall-design. Da due anni collaboro con l’azienda Wall&Decò che produce carte da parati on demand piuttosto particolari. 


Per la collezione 2014, Christian Benini, uno dei soci di questa azienda, dopo aver visto il libro Dame e cavalieri mi ha chiesto di provare a pensarne un’interpretazione da adattare a parete. L’idea mi piace ed è subito chiaro che le figure devono essere intere, associabili e interscambiabili tra loro e che devono avere un fondo neutro, ma interessante.


Francesca Zoboli per Wall&Decò, 2014.

Dopo un mese e più di studi e prove, finalmente il lavoro si può dire concluso, ma i miei originali non sono più alti di 80 cm, così quando durante il salone del mobile vado allo show room per vedere le mie carte stampate e incollate sulla parete anche per me è una vera sorpresa: la figure sembrano grandi affreschi un po’ rovinati e sono altissime, anche  più di due metri!



venerdì 22 febbraio 2013

Menzione d'onore per la PiPPo al BRAW!


Con gran gioia vi informiamo che la Giuria del Bologna Ragazzi Award, il più importante premio internazionale dedicato ai libri per ragazzi, ha assegnato alla collana PIPPO ovvero PIccola Pinacoteca POrtatile, la Menzione d'onore nella categoria Non-fiction.

Festeggiamo questa bellissima notizia insieme ai lettori dei nostro blog, e agli autori dei primi due volumi usciti in autunno: Guido Scarabottolo, autore di Quadri quadretti e animali (e da un'idea del quale la collana è nata); Francesca Zoboli, autrice di Dame e cavalieri; Marta Sironi, curatrice dei testi dei volumi della PIPPO. Sono stati bravissimi. Altri illustratori, naturalmente, sono già al lavoro sui nuovi volumi della collana.



I membri della Giuria che ci ha assegnato il riconoscimento sono: Antonio Faeti, Presidente (Bologna, Italia); Paola Vassalli (Roma, Italia); Carla Poesio (Firenze, Italia); Beppe Chia (Bologna, Italia). Questa la loro motivazione:

Nella collana PIccola Pinacoteca POrtatile si condensa l’autentica tradizione tutta italiana, da Corrado Ricci fino a noi, della ricerca attiva, sperimentale, fortemente conoscitiva in cui l’infanzia è posta in contatto con l’arte. Qui è delineato, con tante splendide occasioni, l’unico rapporto con l’arte che l’infanzia ama davvero: quello fortemente attivo che fonda il conoscere con il fare. Infiniti sono i suggerimenti che si offrono per creare un clima complessivo di “confidenza”: il rifacimento, l’indagine, la contaminazione, gli accostamenti non giudiziosi, le correlazioni ludiche, i giocosi contatti con le mille suggestioni. Nell’atelier qui delineato c’è l’arte, c’è la nostra memoria, c’è il nostro patrimonio. Ma ci sono soprattutto i giovanissimi cittadini di un paese in cui si deve conoscere per difendere, interpretare, per conservare. Cittadini molto attivi di questa non piccola pinacoteca che vive della loro stessa vita.



Alcune pagine da Quadri quadretti animali di Guido Scarabottolo.

La premiazione avverrà a Bologna, martedì 26 marzo 2013, al Teatro Comunale, alle 20.30.

Di PIccola Pinacoteca POrtatile su questo blog abbiamo già scritto parecchio: trovate tutto qui.
Sulla collana è stata anche realizzata una intervista dalla rivista "Vita scolastica" che trovate qui.



Alcune pagine da Dame e cavalieri di Francesca Zoboli.

venerdì 15 febbraio 2013

Premiatissime Dame!

Qualche giorno fa, abbiamo ricevuto la notizia che Dame e cavalieri, con illustrazioni di Francesca Zoboli e testi di Marta Sironi, è stato selezionato fra i White Ravens 2013. Di questo riconoscimento importante e dell'istituzione a cui si deve, la Internationale Jugendbibliothek di Monaco, abbiamo parlato più volte, su questo blog. Potete trovarne un esauriente resoconto qui, con una intervista a Gabriele Poeschke, responsabile della Kinderbibliothek. Che sia stato scelto proprio questo libro, ci fa particolarmente piacere, dato che appartiene a una collana nuova, la Pippo, ovvero Piccola Pinacoteca Portatile, dedicata all'arte e nata da un'idea di Guido Scarabottolo, che vi abbiamo presentato qui.


Qui invece trovate un'ampia descrizione di Dame e cavalieri, qualora ve la foste persa.

Nella comunicazione con cui ci ha dato la notizia di questo nuovo White Ravens per i Topi, Gabriele commentava: “Anche se, alla fine, il libro passato fra le mani di ragazze e ragazzi non sarà più lo stesso, ma una galleria nuova e unica!”

















Niente di più vero, perché la Pippo , e quindi anche Dame e cavalieri, nasce proprio con l'idea di fare del libro solo un punto di partenza per una navigazione molto più ampia e personale. Perché nelle mani del lettori, ognuno di questi volumi è fatto per trasformarsi in una cosa diversa e unica, come per esempio un laboratorio di invenzioni, tagliando, colorando, incollando; come una piccola pinacoteca personale da appendere dove si vuole, ma anche un album su cui esercitarsi nel disegno, su cui annotare schizzi, riprodurre figure. Una sperimentazione offerta, però, a partire da grandi opere del passato, rielaborate da grandi illustratori del presente: soggetti, forme, composizioni, prospettive che sono inscritte nella storia del nostro sguardo, da conoscere  smontare, osservare, condividere del presente.


Per farvi capire cosa intendiamo, ecco alcune immagini di due laboratori che si sono tenuti a dicembre, a Roma a partire da questo libro, in occasione di Più libri più liberi. Il primo laboratorio si è tenuto allo Spazio ragazzi della fiera, a Palazzo dei Congressi; il secondo, a Palazzo delle Esposizioni, presso Scaffale d'arte, biblioteca specializzata in editoria internazionale d'arte per ragazzi.


















In entrambi i casi, a partire dalle magnifiche carte decorate di Francesca, si è proceduto, dopo aver realizzato le silhouette di celebri volti e profili di personaggi del Rinascimento italiano, a inventare e ricreare costumi e acconciature di principi e principesse, re e regine, duchi e duchesse.


















Vi ricordiamo che proprio in questi giorni, a Roma, e fino al 14 aprile, le tavole originali di Dame e cavalieri sono esposte a Casina di Raffaello, nel corso della mostra Un libro, un gioco, a cui sono previste visite scolastiche e attività laboratoriali, anche con l'autrice.

Dame e cavalieri, in mostra a Un libro, un gioco, a Roma fino al 14 aprile.

lunedì 8 ottobre 2012

Le dame e i cavalier...

Guidoriccio da Fogliano di Simone Martini, ridisegnato da Francesca Zoboli. Copertina di Dame e cavalieri.

Nel primo dei suoi interessantissimi post sullo stile, Anna Castagnoli, si chiedeva fino a quando la realtà è riconoscibile nella rappresentazione che ne fa un'opera d'arte e a che punto del processo di  reinterpretazione/astrazione, invece, scompare. Vi riporto alcune sue parole:

Quale è il massimo comun divisore della realtà? Come e quanto possiamo alterare quello che vediamo senza snaturarne il senso? … Per quale affascinante fenomeno percettivo ci basta il profilo delle cose per capire cosa sono?

In questa riflessione si parla di “copia” della realtà, ma il discorso funziona anche quando la copia è quella di un'opera d'arte. E la domanda allora diventa: fino a quando un'opera è riconoscibile nella rielaborazione che è possibile farne?

Piero della Francesca, Battista Sforza e Federico da Montefeltro, 1465, Firenze, Uffizi.

Battista Sforza e Federico da Montefeltro, ridisegnati da Francesca Zoboli.

Nel secondo volume della PIPPO (ovvero PIccola Pinacoteca Portatile di cui abbiamo appena parlato qui), dal titolo Dame e cavalieri, Francesca Zoboli pone il problema (un problema che la PIPPO costituzionalmente pone agli illustratori e agli artisti che ne stanno realizzando i volumi). Non credo esista campo più adatto del ritratto per sondare il crinale fra riconoscibilità e nuova opera, come mostrano, per esempio, le infinite rielaborazioni della Gioconda (da Duchamp, a Malevich, a Dalì, Lèger) che si è prestata al gioco della variazione e dell'alterazione, rimanendo sempre, e più che mai, se stessa, e mostrando come una gestalt si fondi su pochi ma solidissimi elementi strutturali che non solo ne scongiurano la scomparsa percettiva, ma ne affermano la superiorità su tratti accessori e variabili. Il ritratto, infatti, coglie i tratti salienti di una fisionomia, che è quanto di più riconoscibile e peculiare esista per la percezione umana. Il volto umano, come è noto, è la prima forma che i bambini riconoscono: la più rassicurante, importante e familiare.

Battista Sforza, ridisegnata da Francesca Zoboli.

Il Dittico dei Duchi di Urbino viene proposto prima colorato, poi scomposto
 e con i volti in silhouette. A questo punto, il lettore può intervenire, seguendo
i suggerimenti dell'autore, creando gli abiti e scegliendo e ritagliando le carte
decorate del libro, e disegnando e colorando i volti.

In Dame e cavalieri, dedicato a volti e corpi dipinti di celebri uomini e donne vissuti nel Medioevo e nel Rinascimento, l'idea di Francesca è stata quella di muoversi fra silhouette e decorazione: cioè fra due attitudini opposte della pittura: essenza e ornamento, sintesi e ridondanza, sottrazione e eccedenza, stilizzazione e fregio. In che modo? Riducendo al minimo comune denominatore le forme dei volti e dei corpi di alcuni famosissimi ritratti, fino a ridurli a un segno nero e sinuoso che sulla pagina bianca ne racconta, mettendoli in risalto, i tratti fondamentali. E corredando questa galleria di celebri fisionomie in silhouette con pagine e pagine meravigliosamente decorate, ispirate a tessuti, tappezzerie, ricami, broccati, velluti, cotoni, lane, garze...


Paolo Uccello, particolare da San Giorgio e il drago, ridisegnato da Francesca Zoboli.

Le carte decorate sono doubleface. Si possono ritagliare e piegare con bellissimi effetti.
I lettori possono usarle per vestire dame e cavalieri, ma anche per creare alle loro spalle
paesaggi, oppure per ritagliare oggetti, personaggi, animali da inserire nei quadri.
L'importante è non avere soggezione del libro: fatto per essere usato in tutti i modi.

Con questo campionario di alta sartoria, i lettori, ritagliando e assemblando, accostando, incollando, potranno dedicarsi a creare i costumi di questi personaggi: strascichi, giubbe, cappelli, elmi, gualdrappe, giustacuori, corpetti, vesti, sopravvesti, panciotti, manicotti, berretti, mantelli... Insomma: gli abiti più sontuosi della storia della pittura in una personalissima galleria di gentiluomini e gentildonne. Una sfilata di strepitosa eleganza per scatenare il proprio talento di sarti, vestendo, acconciando, abbigliando. Alla fine del gioco le pagine (che sono fustellate), si possono staccare e appendere, per creare dove lo si desidera la Propria PP, ovvero Pinacoteca Personale.

Come per il primo volume di PIPPO, Quadri quadretti animali, alle immagini si accompagnano i testi di Marta Sironi: brevi e incisive note su un genere, qual è il ritratto, ricchissimo di storia ed echi. Racconti minimi a suggerire le storie di famosi condottieri e dame dalla bellezza di perla. Descrizioni concise a suggerire ambienti e atmosfere del passato. Brevi osservazioni su come guardare un'opera e intuirne i molteplici significati... Dame e cavalieri nasce con l'idea di raccontare la bellezza autentica e non convenzionale dei volti di uomini e donne, e insieme quella sfolgorante dei costumi più preziosi creati dall'uomo per esaltare fiabescamente la virtù, il rango, le origini, i ruoli di personaggi del passato che sono parte della nostra storie e cultura.