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martedì 9 giugno 2015

I Martedì della Emme / 23: Leoni & Martini

[di Roberta Favia]

Non c'è bambino di passaggio o residente a Venezia che non abbia immaginato i leoni della piazzetta attigua a Piazza San Marco a Venezia animati. Tutti i bambini veneziani che abitualmente e da sempre vi salgono in groppa, hanno immaginato i più esotici e improbabili viaggi, proprio come ha fatto un bambino tanto cresciuto e famoso: Ernst Hemingway che nel 1951 per il nipote di un'amica, scrisse Il leone buono, racconto in seguito edito da Emme con le bellissime illustrazioni di Enrica Agostinelli, nel 1978.
Non è detto che un grande autore sappia scrivere per i bambini, anzi, ma il caso di Hemingway mi pare fortunato in questo senso: Il leone buono è una storia divertente e, grazie anche alla costruzione sapiente delle illustrazioni, accattivante. A differenza di tutti noi bambini che abbiamo immaginato le nostre avventure in prima persona in groppa al leone, Hemingway immagina che a raccontare l'avventura in prima persona sia il leone, per la precisione un leone alato, figlio di colui che abita sulla Torre dell'Orologio, che un giorno, stanco della solita vita mondana, abbandona la città per atterrare in Africa in mezzo a un gruppo di leoni tanto selvaggi da mangiare gnu, zebre e persino mercanti indù.
Leoni con i baffi ancora sporchi di sangue intollerabilmente grezzi e dal canto loro profondamente intolleranti nei confronti del nuovo venuto da lontano e dai natali tanto nobili.
La struttura del racconto, tuttavia, sorretta dalle illustrazioni dell'Agostinelli, maestra nel celare e svelare con effetto spiazzante, è tale per cui all'inizio della storia il lettore non sospetti niente della natura e provenienza straordinarie del leone protagonista:

C'era una volta un leone che viveva in Africa con tutti gli altri leoni.


Niente di strano sin qui, nessuna idea su chi possa essere questo leone che tuttavia si distingue dagli altri perché... è buono: non divora, non sbrana e non si macchia di sangue, osserva dal margine destro della pagina.
Si gira la pagina e si scopre che sul dorso questo leone ha le ali: ali vere che, lungi dal destare invidia nei compagni leoni, provocano al contrario la loro derisione.
Il susseguirsi di parole e immagini, a ogni giro di pagina, via via scoprendo lo sviluppo della storia, è bellissimo, in ogni dettaglio.
Il leone buono, con le sue ali ben piegate sul dorso, si ostina a mangiare solo pasta e scampi, e a chiedere Negroni o un Americano (chissà poi a chi), voltando lo sguardo allo spettacolo di pessimo gusto di un altro mercante indù dilaniato.


Insomma, non c'è leone (cattivo) che si rispetti che non si sarebbe arrabbiato moltissimo di fronte a questo atteggiamento un po' radical chic. E, in effetti, a un certo punto, una leonessa prende in mano la situazione e chiede conto al leone alato di tanta superiorità, ostentata di fronte ai fratelli della savana. Ed è a questo punto che inizia, nel racconto come nelle immagini, la narrazione delle origini, una specie di 'intermittenza del cuore' versione albo illustrato, grazie alla quale il leone buono racconta che il suo papà vive sulla torre di un orologio di una città da cui domina i piccioni e ben quattro cavalli che di lui hanno tanta paura da vivere costantemente con uno zoccolo sollevato in aria, pronti a scappare.

Nella città di mio padre la gente va in giro a piedi o in barca e nessun cavallo vero entrerebbe mai in città per paura di mio padre.

In questo modo, il ricordo si fa racconto eziologico a proposito sia dei cavallli della basilica di San Marco sia dell'assenza di cavalli in città.


Gli altri leoni, malvagi, nell'udire il racconto, si arrabbiano ancora di più, e sospettando che il leone buono sia un grifone (l'equivalente delle streghe per gli umani?) cercano anche di ucciderlo. Per fortuna le ali funzionano ancora bene: il leone buono spicca un salto e, volando, torna a casa, ma non prima di aver sorvolato i leoni, salutandoli nelle molte lingue che parla perfettamente.
Si volta la pagina e lo scenario cambia, a sorprenderci ancora una volta: ecco apparire Venezia, con i cavalli con lo zoccolo sollevato, il campanile, i piccioni e... Cipriani, il celeberrimo bar (amatissimo dal 'leone' Hemingway) dove il leone buono, affaticato dal viaggio, si affretta a recarsi. Insomma, tutto è come prima tranne lui: il leone buono.

Da Cipriani nulla era cambiato. C'erano tutti i suoi amici. Ma lui stesso era un po' cambiato essendo stato in Africa.
«Un Negroni, signor Barone?», chiese il signor Cipriani.
Ma il leone buono aveva fatto tutto il viggio dall'Africa a volo e l'Africa lo aveva cambiato.
«Non avete qualche sandwich di mercante Indù?» chiese a Cipriani.
«No, ma possiamo procurarglielo».
«Finché lo vanno a prendere, fammi un Martini molto secco – aggiunse – con del gin Gordon».
«Benissimo – disse Cipriani – benissimo davvero».
Il leone allora si guardò attorno, osservando le facce di tutte quelle simpatiche persone e si rese conto che era davvero a casa e che aveva anche viaggiato. Ed era molto contento. 


Nel 2013, Il leone buono è stato riedito da Mondadori nella collana Oscar Junior, con le illustrazioni di Fabio Visintin. La nuova edizione ha il merito di far trovare ancora disponibile questo bel racconto di un Hemingway a dir poco sconosciuto, ma la raffinatezza e bellezza dell'edizione originale Emme indubbiamente manca. Per questo, vale senz'altro la pena di recuperarla in qualche biblioteca ben fornita.

Mi chiamo Roberta Favia. La mia passione è studiare e, inseguendola, mi sono conquistata un dottorato e un assegno di ricerca in letteratura contemporanea presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Fare ricerca e leggere sono tra le cose che più mi divertono e hanno trovato forma di vero e proprio lavoro in quel poco tempo, ahimè, durante il quale avuto la straordinaria fortuna di lavorare in una libreria per bambini. Adesso, tra le altre cose, lavoro nella libreria Alef specializzata in ebraistica all'interno del Museo Ebraico di Venezia in cui faccio anche la guida. Da qualche tempo curo un blog di letteratura per l'infanzia e un'associazione di promozione e didattica della lettura: entrambi si chiamano Teste fiorite.

Dal nostro catalogo, Roberta Favia ha scelto in regalo Mondocane di Giovanna Zoboli e Francesca Bazzurro.

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.

Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.


Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie
I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete
I Martedì della Emme / 10: Dove c'era un prato 
I Martedì della Emme / 11: La vita quotidiana è una storia ricchissima
I Martedì della Emme / 12: Tutto cambia
I Martedì della Emme / 13: Sull'esser gufo
I Martedì della Emme / 14: Vedere l'altrove
I Martedì della Emme / 15: Possedere una fattoria
I Martedì della Emme / 16: Dentro le pagine
I Martedì della Emme / 17: Bill, prenditi la coda!  
I Martedì della Emme / 18: I Pensieri Più Perspicaci
I Martedì della Emme / 19: Emme come Meraviglia
I Martedì della Emme / 20: Per essere liberi

I Martedì della Emme / 21: Esattezza vuol dire... 
I Martedì della Emme / 22: Il galateo dell'avventura
I Martedì della Emme / 23: Leoni & Martini

martedì 26 maggio 2015

I martedì della Emme / 22: Il galateo dell'avventura

[di Sara Stangherlin, Biblioteca di Montebelluna]

La biblioteca dove lavoro ha la fortuna di custodire un fondo Emme nel ventre del magazzino, e ogni occasione (specialmente questa) è buona per far prendere una boccata d’ossigeno a questi libri.  Sono dei classici perché parlano ai bambini e agli adulti di oggi come lo facevano quando sono stati pubblicati, senza perdere nulla di ciò li rende speciali, anzi guadagnando di volta in volta significati nuovi. Così ho deciso di affrontare l’oscuro piano interrato.
Sono nel magazzino: è poco illuminato e mi fa sempre un certo effetto. Mi infilo tra gli scaffali mobili e anche quelli mi fanno un po’ impressione. A un certo punto un libro mi cade sui piedi provocandomi un leggero dolore.  “E allora tu che cosa dici?” mi interroga il titolo del libro per terra. Ehm, che cosa dico?! Prima dico “Ahi!
e poi dico grazie al libro per la sua incontenibile voglia di uscire dal magazzino, lo raccolgo e lo porto a fare un giro ai piani alti.



Il libro Emme che si è fatto avanti è proprio E allora tu che cosa dici? di Sesyle Joslin, con le bellissime illustrazioni di Murice Sendak. L'albo  uscì negli Stati Uniti nel 1958 e valse ai suoi autori la Caldecott Medal l’anno successivo. Accanto a questo albo, c’è suo fratello, E allora tu che cosa fai?, della stessa squadra vincente autore-illustratore. Furono pubblicati in Italia dalla Emme nel 1980, quando all’estero godevano già di fama indiscussa: due manuali di buone maniere per tutte le occasioni.



Le incantevoli illustrazioni di Sendak, dal tratto e dai toni subito riconoscibili, non hanno bisogno di molti colori, perché parlano da sé: la loro peculiarità sta nell’immediatezza con cui comunicano e in una eleganza discreta e senza tempo.
Questi due piccoli albi sono popolati di bambini in situazioni bizzarre e fiabesche, in uno schema fisso a doppie pagine: a sinistra un breve testo descrive la situazione illustrata nella pagina di destra e pone al lettore sempre la stessa insistente domanda (quella del titolo, appunto). Segue la risposta, sempre spiazzante, data da un’illustrazione a doppia pagina accompagnata da una breve frase degna del più alto galateo britannico.
La sorpresa si rinnova ogni volta, a ogni giro di pagina, grazie al succedersi di scenette inverosimili e al contrasto fra queste e le risposte così educate dei bambini protagonisti.



Non è facile sapersi comportare come si deve, specie se si è piccoli. Ci sono situazioni che mettono in difficoltà: non si sa cosa dire, non si sa cosa fare. E si rimane a bocca aperta e con le mani in mano.
Presentarsi a uno sconosciuto, prendere congedo educatamente, rifiutare un’offerta con cortesia.
La sgradevole sensazione di sentirsi fuori posto o inadeguati che genera insicurezza qui è ovviata dal proporre di continuo situazioni altamente improbabili ed eccezionali, in cui chiunque - anche una Principessa o un Pirata - si sentirebbe stranito e impreparato. 


Ad esempio, mettiamo il caso che tu sia andato in centro a fare spese e che camminando all’indietro – ti diverte sempre un sacco farlo! - inciampi in un coccodrillo. E allora che cosa dici?


Oh, scusami!


Supponiamo che un signore ti regali un elefantino; oppure che mentre stai cogliendo margherite nel prato appaia un drago feroce e un cavaliere gli tagli la testa; o che il cowboy Bill Nasolungo ti chieda se vuoi un buco in testa; o infine che la Regina ti inviti per una interminabile e monotona spaghettata a Londra (situazione che ricorda il recente fumetto A cena dalla regina di Rutu Modan, La Giuntina edizioni – in cui si ragiona anche lì di buone maniere, spaghetti e inviti regali)… allora tu che cosa dici?


Ti presenti educatamente agli elefantini; ringrazi con garbo il cavaliere in armatura; rifiuti l’offerta esplosiva del bandito; ti congedi dal banchetto supplicando la sovrana. Così come mandi giù il boccone prima di rispondere alla proposta di matrimonio di un principe; ringrazi la padrona di casa, prima di scappare dal drago che ha fatto irruzione alla sua festa; cedi il posto a una signora sul palanchino affollato di un elefante da trasporto.


Dalle situazioni più incredibili i bambini protagonisti escono sempre con grande disinvoltura  e massima cortesia, scongiurando la figuraccia e ritrovando sempre il sorriso.
Da notare che in queste pagine i piccoli agiscono in completa autonomia, senza nessun adulto che dica loro come comportarsi o cosa rispondere. I grandi raffigurati sono semplici comparse occasionali, a volte anche un po’ burbere e maleducate, a cui dare il buon esempio.
Mi piace come in queste pagine i piccoli lettori siano catturati subito dentro la dimensione straordinaria, ma allo stesso tempo molto quotidiana dell’avventura che è sempre dietro l’angolo. E i bambini accettano questo patto di inverosimiglianza come la cosa più naturale del mondo, perché ai loro occhi l’incredibile è sempre possibile nella vita di tutti i giorni.


L’alchimia che si instaura fra testi e illustrazioni ha il pregio di rendere meno distante il sogno a occhi aperti e meno barbosa la quotidianità delle buone maniere. Il segreto del successo senza tempo di questi albi è presto svelato: riescono a far convivere la fantasia e la libertà proprie dei piccoli con la realtà e la buona educazione che dovrebbero essere proprie del mondo dei grandi.
Attraverso queste pagine, si scopre così che si è sempre al proprio posto, nell’avventura e non, se si sa rispondere come si deve anche a un rozzo pistolero.


Ah, state ben attenti al bandito Bill Nasolungo! È un tipaccio che frequenta le biblioteche ed è invidioso dei lettori appassionati: ama prenderli al lazo per portarli nel suo ranch selvaggio. Mi raccomando, nel caso sciagurato in cui vi acchiappasse, ubbidite e uscite tranquillamente senza dare troppo nell’occhio! Lasciategli pure il libro, prima o poi, mollerà la presa.


Mi chiamo Sara e lavoro nella zona meno silenziosa della Biblioteca di Montebelluna: lo spazio 0-6 anni e la sezione ragazzi. Tra albi con belle illustrazioni e belle parole ho trovato il mio habitat. Oltre ai libri, ho una passione smodata per gli scoiattoli, le vecchie lettere, i peperoni e le finestre sull’oceano. Spesso mi capita di avere la testa tra le nuvole e di essere un po’ maldestra, perciò ho trovato molto interessanti questi simpatici galatei dell’avventura. Penso ne farò buon uso, nelle mie avventure quotidiane tra gli scaffali, e non!

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.

Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.



Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie
I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete
I Martedì della Emme / 10: Dove c'era un prato 
I Martedì della Emme / 11: La vita quotidiana è una storia ricchissima
I Martedì della Emme / 12: Tutto cambia
I Martedì della Emme / 13: Sull'esser gufo
I Martedì della Emme / 14: Vedere l'altrove
I Martedì della Emme / 15: Possedere una fattoria
I Martedì della Emme / 16: Dentro le pagine
I Martedì della Emme / 17: Bill, prenditi la coda!  
I Martedì della Emme / 18: I Pensieri Più Perspicaci
I Martedì della Emme / 19: Emme come Meraviglia
I Martedì della Emme / 20: Per essere liberi

I Martedì della Emme / 21: Esattezza vuol dire... 

martedì 10 marzo 2015

I Martedì della Emme / 21: Esattezza vuol dire...

Con oggi I Martedì della Emme non avrà più cadenza regolare. Usciranno post occasionalmente, quando riceveremo nuove proposte di lettura. Oggi prende la parola Martina Pozzebon, bibliotecaria nella magnifica biblioteca di Montebelluna di cui tempo fa abbiamo parlato qui e qui. Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno speso il loro tempo per riflettere insieme a noi sui libri della Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Senza di loro, bibliotecari, insegnanti, promotori della lettura, librai, genitori, appassionati di libri illustrati, questi Martedì non ci sarebbero stati.

[di Martina Pozzebon]

Ma com'è seria questa copertina. Com'è elegante quel blu. E che dire di quel distinto papavero che si è fatto ritrarre nella sua posa migliore (ma si sa che i fiori sono tutti un po' vanitosi).
Il libro si fa prendere in mano, con garbo, prego, ed è in quel momento che, frrrrrrullo d'ali, e il maggiolino parte: ali frementi, antenne all'erta, elitre in posizione. Ma non era un libro raffinato questo? Qualcuno fermi quel maggiolino!

Libro elegante, libro fremente, libro scientificamente rigoroso, libro poetico. Libro illustrato. Libro da sfogliare prima che da leggere. Un libro che, siccome parla della natura, ha dentro tante cose. Ecco che già sbaglio: questo libro non parla della natura, ma la racconta: Colette Portal, La natura raccontata, Emme edizioni, 1979.


Un libro sulla natura non potrà mai essere esaustivo, e questo l'autrice lo sa bene. Ecco quindi che seleziona quei pezzettini di natura che le serve raccontare: parte dal fiore che ha scelto di mettere in copertina e fa un percorso a balzi, più corti-più lunghi, fino ad arrivare alla luna, in una struttura studiata dal piccolo al grande, dagli esseri viventi agli astri, dalla familiarità della formica sino alla distanza mitica del vulcano, in un catalogo calibrato di elementi dei quali è interessante trovare legami, assonanze, differenze, all'interno di ogni singola scheda che lo compone.
“Esattezza vuol dire [...]:
    1) un disegno dell'opera ben definito e ben calcolato;”


Ogni elemento naturale è narrato allo stesso modo: una serie di tavole ad acquerello e una porzione di testo, i due elementi ben distinti. È interessante sapere che le tavole nascono prima del testo, tanto che potrebbero essere lette anche indipendentemente da esso. Provando a leggere il libro solo attraverso le immagini è evidente come riescano a esprimersi da sole.


Ogni serie di tavole illustra il ciclo di vita di un essere vivente o il possibile stato di un fenomeno naturale. È completa la classificazione delle nuvole, così come è immediatamente chiaro il ciclo vitale del fungo, grazie ad una struttura sequenziale che richiama direttamente il fumetto e le sue strategie temporali.


Tanto è dettagliato il disegno quanto lo è il testo che lo accompagna e che ne segue e spiega l'evoluzione. Testo e immagine si compenetrano, ma non a livello grafico: le due letture possono legittimamente correre parallele, ma l'incrocio delle due porta inevitabilmente a un aumento di significato e a una maggiore definizione del concetto, figurativo ma anche temporale: la composizione delle immagini riesce a imporre un ritmo rallentato alla lettura che si adatta ai cicli della natura.
“Esattezza vuol dire [...]:
    2) evocazione di immagini visuali nitide, incisive, memorabili; in italiano abbiamo un aggettivo che non esiste in inglese, «icastico», dal greco είκαστικός;”


Il linguaggio, incluso quello iconografico, è preciso, utilizza termini e modi scientifici: rizoma per il grano, ape bottinatrice e, quando si parla della ninfa del maggiolino, le immagini sono esplicative. Però il lessico scientifico viene supportato da un linguaggio che invece appartiene alla sfera dell'esperienza e della poesia, ma che lo completa nell'espressione precisa del fenomeno descritto: così l'ardente frenesia amorosa delle formiche, l'impero del sonno delle api, la luna che diventa un falcetto cornuto. Un andamento che mi ha ricordato vagamente le poesie di Ponge, almeno nello sforzo di arrivare a una definizione esaustiva.
“Esattezza vuol dire [...]:
    3) un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell'immaginazione.”


È a Calvino che ho chiesto la conferma alla sensazione che ho avuto guardando e leggendo questo libro, perché è esattezza il termine che volevo usare per definire questo libro e che ora, grazie alle Lezioni americane, credo di poter usare.
Il libro blu ed esatto ora si può chiudere: in quarta di copertina una rana con un avanzo di coda che, io ora lo so, ha appena lasciato le profondità lacustri.


Ho appena letto un fumetto colorato ad acquerello, ho guardato l'opera di una pittrice che si chiama Colette, ho imparato che un maggiolino si sviluppa in tre anni e che le api abitano un tempio silenzioso. Cortina di miele, torta di cera. Ho letto un poeta che si chiama Francois Ponge, ho valutato la necessità dei cicli vitali in natura. E mi è venuta voglia di primavera. E questo sarebbe un libro solo per bambini?

 

Sono Martina e faccio la bibliotecaria per ragazzi in una bella biblioteca con la piscina, i pesci e un ponte di legno. Sto cercando di far cambiare colore al mio pollice nero leggendo libri sulla natura e le piante, così come per imparare a disegnare leggo albi illustrati e fumetti. Per il momento le mie piante sono ancora in cattiva salute e le matite le uso solo per sottolineare. Però, di libri belli, non sapete quanti ne vedo.

Dal nostro catalogo, Martina Pozzebon ha scelto in regalo La volpe e il polledrino di Antoniao Gramsci e Viola Niccolai (aggiungendo quetso pensiero: Viola Niccolai, ti voglio bene anche se non ti conosco).

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.

Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.



Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie
I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete
I Martedì della Emme / 10: Dove c'era un prato 
I Martedì della Emme / 11: La vita quotidiana è una storia ricchissima
I Martedì della Emme / 12: Tutto cambia
I Martedì della Emme / 13: Sull'esser gufo
I Martedì della Emme / 14: Vedere l'altrove
I Martedì della Emme / 15: Possedere una fattoria

I Martedì della Emme / 16: Dentro le pagine
I Martedì della Emme / 17: Bill, prenditi la coda!  
I Martedì della Emme / 18: I Pensieri Più Perspicaci
I Martedì della Emme / 19: Emme come Meraviglia

I Martedì della Emme / 20: Per essere liberi
I Martedì della Emme / 21: Esattezza vuol dire... 

martedì 3 marzo 2015

I Martedì della Emme / 20: Per essere liberi

[di Alessandra Mastrangelo]

Se in casa non mi è mai stato possibile trovare una copia di Alice nel paese delle meraviglie - mia madre lo riteneva un libro “troppo moderno” [sic!] - è facile immaginare quanto improbabile potesse essere per me, bambina, l’incontro con un libro Emme, sebbene io sia nata proprio nell’anno di avvio della casa editrice. Cosicché il primo libro Emme che ricordo di avere avuto per le mani non è per bambini. Erano i primi anni Ottanta e, ormai all’università, mi capitava di trascorrere diversi sabato pomeriggio al Libraccio, dove amavo starmene tra casse di libri usati da sistemare. Quel chi mi interessò, allora, de Il problema inventato di Marcello Bernardi (Emme, 1971), prima ancora dei contenuti, fu la frequenza con cui mi capitò di avere a che fare con lui e col suo “seguito”, La maleducazione sessuale (Emme, 1977).

Con tutta evidenza erano stati dei best-sellers e ora, sfumata l’urgenza della necessità, in tanti se ne liberavano. Ma di che tipo di best seller doveva essersi trattato all’epoca? Anzi, di long seller, considerate le continue ristampe. Mi informai sull’autore: un pediatra tanto popolare – anche per Il nuovo bambino (Milanolibri, 1972) – quanto scomodo per le sue idee antiautoritarie, utopiche forse, certo rivoluzionarie perché libertarie. Per la sua considerazione dei bambini non come piccoli incapaci da ammansire e ammaestrare, ma come maestri cui gli adulti devono prestare attenzione, tempo, rispetto, autenticamente.
«Pensare che il bambino debba essere educato e l’adulto no è addirittura ridicolo. Se si ammette, e non vedo come sia ragionevolmente possibile il negarlo, che l’educazione sia un’operazione dialettica di cui la persona è soggetto, e non oggetto, e che costituisca la spinta primaria a ogni momento evolutivo, non si comprende per quale motivo l’adulto possa farne e meno».

 Forse non è stata una coincidenza il fatto che Il problema inventato sia stato il primo volume della gloriosa Il Puntoemme, collana di saggistica capace di affrontare con determinazione e coerenza, nel corso di una quindicina d’anni, argomenti di carattere pedagogico da punti di vista sempre critici e originali.

Bernardi non è il solo, in quegli anni, a indicare i bambini come la parte di sé che l’adulto ha dimenticato e con cui deve riconciliarsi, mettendosi sullo stesso piano, con curiosità e lealtà. Insieme a lui Rodari, Lodi, Malaguzzi, il Movimento di Cooperazione educativa, l’amico di una vita Roberto Denti e tanti altri che hanno scelto di percorrere le loro strade dando la mano ai bambini, spesso lasciandosi guidare da loro.
«Come si fa ad avere la possibilità di soddisfare i propri desideri, se non si riesce ad andare oltre i desideri suggeriti dagli altri? Per essere liberi di fare qualche cosa bisogna sapere che cosa fare e se non si ha della fantasia si può sapere soltanto quello che gli altri vogliono sia fatto.»

Bernardi era un medico, ma il suo sguardo non aveva l’arroganza di voler medicalizzare il mondo che invece amava affrontare con stupore e allo stesso tempo con disincanto. Mai per compartimenti stagni, tutto è degno di interesse e interrelato, niente può essere insegnato, se non con l’esempio diretto perché si impara facendo.




















«Se dovessi dare retta alla mia esperienza potrei dire che il bambino generalmente diffida dell’adulto. Ciò che l’adulto gli propone (impone) non è sempre accolto con entusiasmo. Questo della scatola del dottore mi sembra un esempio abbastanza dimostrativo. Quando il bambino gioca al dottore  vuole divertirsi col corpo umano, col suo, con quello dei compagni e delle compagne, col corpo vero, caldo, pieno di segrete seduzioni, di affascinanti divieti… non con uno stetoscopio e un martelletto per i riflessi o un laccio emostatico. Il bambino che gioca al dottore non vuole, penso, imparare a fare il dottore. Vuole trasgredire un tabù. Che si potrebbe supporre sia appunto il tabù del corpo umano come giocattolo.»

Nessuna regola preconfezionata può educare un bambino; nessuna scuola dà strumenti per riconoscere la natura che ci è propria ma soltanto costringe a calpestare solchi già tracciati da altri senza un perché comprensibile.
«[…] all’atto pratico, è ben difficile trovare due persone che siano d’accordo su ciò che debba intendersi per educazione sessuale, su ciò che si dovrebbe fare, dire e insegnare. […] non si tratta di costruire un sistema teorico, filosofico, politico, o economico, piuttosto che un altro; si tratta di concedere ai nostri figli la possibilità di essere uomini felici, liberi, responsabili. Si tratta, tutto sommato, di non interferire nel loro divenire, di non condizionare il loro futuro, di non mettere in crisi, al limite, le loro ragioni di vita.»

Molti anni dopo ho ritrovato l’intelligenza luminosa e caparbia di Bernardi negli scritti di altri educatori che hanno esplorato territori confinanti a quelli percorsi da Bernardi, con lo stesso entusiasmo e la stessa intolleranza per i luoghi comuni e le tante ipocrisie pseudoeducative che zavorrano le giornate di bambini e ragazzi: da Giuseppe Pontremoli in Elogio delle azioni spregevoli a Fabio Pusterla con Una goccia di splendore, a Franco Lorenzoni, I bambini pensano grande. Cronaca di una avventura pedagogica, ad esempio.
Ma quando l’anno scorso mi sono imbattuta in Make Love. Un manuale di educazione sessuale, di Ann-Marlene Henning e Tina Bremer Olszewski, (L’Ippocampo, 2013) mi è tornato in mente Bernardi e mi sono chiesta cosa ne avrebbe detto. Credo l’avrebbe tenuto nella sua libreria.


Alessandra Mastrangelo vive a Bergamo. Siccome non può stare senza almeno un libro sotto agli occhi, 25 anni fa ha pensato che occuparsi di biblioteche potesse esserle d'aiuto. Non si sbagliava, perché sta continuando a farlo. È un'accumulatrice seriale di carta sotto varie forme: libri, giornali, scatole, calendari, carte da pacco, carte di agrumi, cataloghi di quasi tutto, carte da gioco orfane. Quintali, poi, le immagini ritagliate: era il 1968 quando ha infierito per la prima volta su un Postal Market della nonna. Tra le cose che le piacciono: visitare un museo senza incontrare nessuno fino all'uscita, scoprire che c'è un giardino botanico dove non è ancora stata. Quanto al suo noto interesse per il cibo, c'è troppo poco spazio per scriverne.

Dal nostro catalogo, Alessandra Mastrangelo ha scelto in regalo C'era una volta una bambina di Giovanna Zoboli e Joanna Concejo.

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.

Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.

Tutte le informazioni sul percorso espositivo che la mostra propone, per tutti coloro che la volessero visitare o ospitare, le trovate  qui.
Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie
I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete
I Martedì della Emme / 10: Dove c'era un prato 
I Martedì della Emme / 11: La vita quotidiana è una storia ricchissima
I Martedì della Emme / 12: Tutto cambia
I Martedì della Emme / 13: Sull'esser gufo
I Martedì della Emme / 14: Vedere l'altrove
I Martedì della Emme / 15: Possedere una fattoria

I Martedì della Emme / 16: Dentro le pagine
I Martedì della Emme / 17: Bill, prenditi la coda!  
I Martedì della Emme / 18: I Pensieri Più Perspicaci

I Martedì della Emme / 19: Emme come Meraviglia

martedì 24 febbraio 2015

I Martedì della Emme / 19: Emme come Meraviglia


Sabato 28 febbraio, a Carpi, al Castello dei Ragazzi, biblioteca ludoteca che si trova nel meraviglioso Castello dei Pio, nella piazza principale della città, inuagura la mostra Il viaggio incantato. Alla scoperta dei libri di Emme Edizioni, alla base della quale è il percorso espositivo curato da Loredana Farina e Alessandra Mastrangelo, La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra. Il lavoro del Castello dei ragazzi, le mostre, i laboratori e gli incontri organizzati dal suo staff sono contraddistinti da grande spessore e qualità, lo sappiamo per esperienza. Per questo siamo orgogliosi che questa mostra, legata al volume La Casa delle Meraviglie, sia da loro ospitata. E sia stata il punto di partenza per una proposta ricca e articolata che ha l'obiettivo di portare i libri di Emme ai bambini di oggi. Se siete dalle parti di Carpi, perciò, non perdete la mostra, che durerà fino al 3 maggio. Ricordiamo che in occasione dell'inaugurazione ci sarà una grande festa per i bambini.

Gli imperdibili.

[di Cinzia Bonci, Emilia Ficarelli]

La mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi è approdata a Carpi, al Castello dei ragazzi. La biblioteca e la ludoteca che compongono il Castello dei ragazzi da anni lavorano su progetti comuni che intrecciano i temi culturali su cui si fonda il loro lavoro: illustrazione e lettura, da una parte; gioco e creatività, dall’altra. Per questa ragione, la mostra dedicata a Emme Edizioni da subito ha suscitato un interesse particolare.




















Il percorso espositivo, che ripercorre in senso cronologico l’esperienza di questa straordinaria casa editrice, si presta infatti a essere affiancato da elementi ludici e narrativi, in modo da far emergere storie, personaggi, immagini dei libri Emme di Rosellina Archinto, e trasformarli in altrettante occasioni di gioco e lettura per i bambini di oggi.

I tavoli delle storie: Sembra questo, sembra quello di M.E. Agostinelli.

Sono così nati gli allestimenti scenografici, le postazioni gioco e i laboratori che accompagnano la sezione storica della mostra. Si comincia con un’installazione che riproduce una barca su grandi onde, ispirata al libro La barca di Paola Pallottino, pubblicato da Emme nel 1976. La barca accoglie il visitatore e lo invita a iniziare un viaggio incantato alla scoperta dei libri Emme.

I tavoli delle storie: Sembra questo, sembra quello di M.E. Agostinelli.

L’itinerario di questo viaggio a tappe si compone di alcuni spazi ludici: I tavoli delle storie per giocare con le immagini tratte da Sembra questo, sembra quello di Maria Enrica Agostinelli, Il palloncino rosso di Iela Mari, Cappuccetto Rosso di Rita Pagani, una straordinaria versione della fiaba classica composta da variopinte tessere fustellate.

I tavoli delle storie: Il pallonicino rosso di I. Mari.
Accanto ai tavoli, Le sedie narranti, frammenti di storie che invitano alla lettura e poi La galleria dei personaggi per travestirsi e trasformarsi nei protagonisti dei libri più conosciuti.

Il viaggio si conclude con il laboratorio Crea il tuo libro Emme, che ha l’obiettivo di sottolineare il lavoro di ricerca visiva compiuto da Emme Edizioni, ricerca ampiamente testimoniata dai nomi di famosi artisti, designer e grafici che ne compongono il catalogo. Per grandi e bambini il laboratorio sarà un’opportunità per scoprire e rielaborare in modo personale i tanti libri presenti nel percorso espositivo e proposti in grande quantità in versione originale, grazie anche al prestito gentilmente concesso da alcune biblioteche.

La mostra, intitolata per questa edizione a Carpi, Il viaggio incantato. Alla scoperta dei libri di Emme Edizioni, inaugurerà sabato 28 febbraio con una grande festa nel corso della quale i bambini parteciperanno alla narrazione Emme come meraviglia.

Tra le sorprese, le tavole originali de La barca di Paola Pallottino, esposte qui per la prima volta. Nel corso dei due mesi di apertura della mostra, il Castello dei ragazzi alternerà laboratori dedicati ai libri Emme, visite guidate e narrazioni.

L'installazione dedicata a La barca di Paola Pallottino.

Le immagini di questo post, di cui ringraziamo Il Castello dei Ragazzi, si riferiscono alla fase di allestimento della mostra. Sul Castello dei Ragazzi e le sue attività in questo blog abbiamo scritto qui e qui.
Chi è interessato al programma degli eventi che accompagneranno Il viaggio incantato, lo trova qui (oppure cliccate per ingrandire l'ultima immagine).

Programma della mostra.

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.

Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.

Tutte le informazioni sul percorso espositivo che la mostra propone, per tutti coloro che la volessero visitare o ospitare, le trovate  qui.
Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie
I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete
I Martedì della Emme / 10: Dove c'era un prato 
I Martedì della Emme / 11: La vita quotidiana è una storia ricchissima
I Martedì della Emme / 12: Tutto cambia
I Martedì della Emme / 13: Sull'esser gufo
I Martedì della Emme / 14: Vedere l'altrove
I Martedì della Emme / 15: Possedere una fattoria

I Martedì della Emme / 16: Dentro le pagine

I Martedì della Emme / 17: Bill, prenditi la coda!
 
I Martedì della Emme / 18: I Pensieri Più Perspicaci