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martedì 17 febbraio 2015

I Martedì della Emme / 18: I Pensieri Più Perspicaci


[di Geena Forrest]

Voglio bene ai miei gatti.
Voglio bene agli ABC.
Voglio bene ai giochi di parole.


Molto probabilmente quel pomeriggio, spulciando le mitiche cassette dello Spazio B**K e trovando questo libro qua, un gridolino deve essermi scappato.

 

















Comic and Curious Cats uscì nel 1979 in Inghilterra, con le illustrazioni di Martin Leman e le parole di Angela Carter; Rosellina Archinto lo portò in Italia l’anno dopo, col titolo sornione Gatti Gaudenti & Gravi.



















L’acume dell’editrice sta nell’aver affidato la traduzione/riscrittura del testo a Giulia Niccolai, traduttrice e poetessa della neoavanguardia letteraria, di cui possiamo leggere le sperimentazioni di senso/suono e poesia visiva fin nei primi scritti (Humty Dumpty, 1969; Greenwich, 1971, Poema & Oggetto, 1974).

Humpy Dumpy, G. Niccolai, Geiger, 1969.
Humpy Dumpy, G. Niccolai, Geiger, 1969.




















Giulia Niccolai aveva già collaborato con Emme edizioni in albi illustrati come Caccia alla Balena (1973), La nave nel prato (1973), L’isola (1974) e Francobolli francobolli (1976), ma ho idea che con questo libro si sia divertita oltre misura.



















Mantenendo la stessa struttura del testo utilizzata da Angela Carter - data una lettera dell’alfabeto, al gatto sono affibbiati una serie di aggettivi, un nome, un luogo di provenienza e un cibo preferito – la poetessa, a suo agio tra dizionario e nonsense,  si sbizzarrisce in rutilanti racconti fatti di parole a volte buffe, a volte obsolete, spessissimo geniali, ma rigorosamente con la stessa iniziale.




















È difficile leggere questo testo a dei bambini? Certo all’inizio non sarà una passeggiata (provate voi a spiegare com’è un gatto Epicureo o rifare lo sguardo di un micione Tradizionalista), ma dopo qualche pagina, capito il gioco linguistico, ci sarà chi Partorità i Pensieri Più Persicaci con Parole che Principiano per P, chi cercherà sull’atlante se esiste veramente un paese chiamato BagnoCavallo e chi di nascosto proverà come si muovono le labbra a sillabare querulo e quisquilie.
Io dico che dopo un libro del genere son tutti pronti a leggere Queneau.




















E non sono forse anche le illustrazioni di Leman degli esercizi di stile? Quante volte posso disegnare un Gatto? Quante vite può avere un Gatto? Ci sorprenderà ancora vedere un altro Gatto?








































Nel 1983, Emme edizioni  pubblicherà anche Gatti Antologia ConFusa, con illustrazioni di Jill e Martin Leman e la traduzione di Giulia Niccolai: una raccolta di scritti, aforismi e poesie di autori vari con i domestici felini per protagonisti.

Gatti Antologia ConFusa, Jill e Martin Leman, Emme ed. 1983.

In Sala Borsa, a Bologna, ho trovato anche il seguito inglese: illustrazioni sempre (e anche testo, pare) di Leman, questa volta con i numeri protagonisti e però pubblicato troppo tardi, nel 1990. Chissà se a Rosellina e Giulia sarebbe piaciuto lavorarci ancora.

Curiouser and Curiouser Cats, Accounting
for a Feline Family
, Victor Gollancz ed, 1990.

Messaggio per gli studiosi della Emme: sì, lo so che Giulia Niccolai, nel 1981, ha riadattato anche Book of Beast in Bestie Buone e Beffarde, sempre su illustrazioni di Martin Leman; ma il testo erano piccole poesie in rima e io poi oggi volevo solo parlarvi di gatti.)

Bestie Buone e Beffarde, M. Leman e G. Niccolai, Emme edizioni 1981.

 E Questa è la Mia Bio: Abito in un Bosco di Carpini, Dove mi Esprimo come Forrest Geena. Ho un Impegno di Lettrice (ad alta voce) a Montebelluna. Nessuno, O Pochi?, Qualcuno?, avrà da Ridire Se nel Tempo Utile Vago Zuzzurellando.

Dal nostro catalogo, per Geena Forrest abbiamo scelto Troppo tardi di Giovanna Zoboli e Camilla Engman.

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.

Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.

Tutte le informazioni sul percorso espositivo che la mostra propone, per tutti coloro che la volessero visitare o ospitare, le trovate  qui.
Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie
I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete
I Martedì della Emme / 10: Dove c'era un prato 
I Martedì della Emme / 11: La vita quotidiana è una storia ricchissima
I Martedì della Emme / 12: Tutto cambia

I Martedì della Emme / 13: Sull'esser gufo
I Martedì della Emme / 14: Vedere l'altrove

I Martedì della Emme / 15: Possedere una fattoria 
I Martedì della Emme / 16: Dentro le pagine
I Martedì della Emme / 17: Bill, prenditi la coda! 

martedì 10 febbraio 2015

I Martedì della Emme / 17: Bill, prenditi la coda!

Anche oggi, per i nostri Martedì un super classico Emme: uno dei numerosi capolavori di Iela Mari. Grazie a Franco Fornaroli.

[di Franco Fornaroli]

Non conosco la storia di questo libro, quel che so si trova nel catalogo Iela Mari. Il mondo attraverso una lente a cura di Hamelin Associazione Culturale (Babalibri, 2010), dove si vedono un prototipo con rilegatura a spirale, originali a china e prove di stampa, così come si facevano negli anni ’70.
Mangia che ti mangio è stato pubblicato nel 1980 e sicuramente ha una storia. Tra quelli pubblicati dalla Mari nel corso della sua vita professionale è uno degli ultimi.
Si tratta di un libro senza parole, ma non per questo silenzioso. La narrazione è densa di suoni della natura e delle voci dei lettori. È un testo che permette una bella interazione con i bambini. Ma trovo riduttivo pensare che sia un libro solo per i bambini dell’asilo nido e della scuola per l’infanzia, così come tutti i libri di Iela Mari.

Mangia che ti mangio, Emme Edizioni 1980.
Nella mia esperienza di bibliotecario e di promotore della lettura ho avuto la possibilità di sperimentarlo più volte in ambiti differenti e con pubblici differenti, e funziona.
Mangia che ti mangio, già a partire dalla copertina, ludica e giocosa, spiazza immediatamente. Si vedono una coda e una zampa posteriore, nere, sulla destra, e la testa e la zampa anteriore di un lupo, brune, sulla sinistra. Ancora non sai di quale animale sia la coda, ma capisci che il lupo con la rossa lingua, i canini ben pronunciati e l’occhio giallo stretto è pronto a prendere quella coda.
Ma se ruoti il libro e ti ritrovi in quarta di copertina ti accorgi che la coda dell’animale è del lupo stesso, che non sta facendo altro che rincorrersi. Ed è qui che inizia il mangia che ti mangio, perché la paura di essere mangiati si trasforma in gioco quando la mamma dice al suo bambino “adesso ti mangio” e diventa il pretesto per inseguimenti, fughe, nascondigli, ma anche sorprese, versi, urla e risa.
A me questo libro ricorda un cane pezzato della mia infanzia, Bill, di un’albergatrice di Varazze, che aveva l’abitudine di volersi prendere la coda. Vederlo concentrato in quell'inseguimento divertiva moltissimo me e i miei cugini. Si esibiva in questro strano passatempo ogni volta che la sua padrona in genovese gli diceva: «Bill, prenditi la coda!».
L’immagine in copertina suggerisce un inseguimento e una fuga, o meglio l'attimo prima che abbiano inizio. In scena entrano subito la coppia cacciatore-preda.


Dopo questo exploit, e dopo la pausa dei risguardi, ci si trova davanti alla nera coda del frontespizio, sempre sulla destra, che dialoga con la coda precedente e con tutte le altre code a seguire. Ma non è la stessa coda della copertina, ma quella di un grande animale tutto nero, che ruggisce. Una pantera ritratta proprio nel momento in cui si prepara allo scatto utile per catturare la sua preda. E sembra dire: Mangia che ti mangio, così come lo dicono le pantere, con la lingua rossa, i canini appuntiti  e la fessura degli occhii gialli. Ed ecco che la preda inizia la sua fuga. E inizia anche il dialogo fra gli animali, che alternano teste e code, inseguimenti e fughe, attese e corse, cacciatori e prede, in cui i ruoli si scambiano e le immagini si modificano pagina dopo pagina.


Se prima il cacciatore mostra la lingua rossa, c’è poi chi caccia tenendo la bocca stretta, come il gatto o l’uomo. Se il cacciatore che insegue corre, c’è anche chi si apposta, chi striscia, chi salta e così via. E allora viene l'idea che quelli di Iela Mari siano veri e propri libri di divulgazione scientifica. Perché qui lo spettacolo in scena è quello della catena alimentare, con il falco che vuole artigliare la vipera che vuol mangiare la rana che vuole catturare una libellula che vuol prendere una zanzara.

Immagini dall'edizione Mangia che ti mangio, Babalibri, 2007.

Ma la zanzara potrà dire a un piede umano Mangia che ti mangio?
E l’uomo potrà dire alla tigre Mangia che ti mangio?
La sorpresa non sta solo nelle immagini che Iela Mari propone, ma anche nel linguaggio che ci sta dentro, dietro, che permette di arricchire l'espressione di tutte le sfumature lessicali e sintattiche della lingua.

Mangia che ti mangio, Emme Edizioni 1980.

Con la zanzara che punge, si prepara il lettore alla sorpresa successiva: un uomo, a caccia, che spara, con tutte le implicazioni e i ragionamenti al riguardo. Quindi da mangia che ti mangio a mangia che ti prendo, a spara che ti pungo, a mangia che ti sparo, attraverso, a seconda di chi è ritratto, i diversi punti di vista. Se è quello di chi fugge, allora scappo che mi mangi e corro che mi prendi.
Il libro si chiude con il ritorno al gioco iniziale tra code e teste, cacciatori e prede, a rassicurare che è così: con la tigre insegue il coccodrillo che insegue la pantera che insegue… e il gioco continua, dalla pantera alla zanzara, all’uomo e dalla tigre alla zanzara a suggerire che questa storia è circolare, non si conlcude e va dal grande al piccolo e dal piccolo al grande.
Iela Mari. Disegno preparatorio per Mangia che ti mangio.

Il libro realizzato con il segno grafico pulito che è il marchio di fabbrica della Mari, ha disegni comprensibilissimi e, nonostante questo, ricercati, sullo sfondo di bianche pagine che lasciano immaginare ambienti in cui gli animali rappresentati vivono, a seconda dell’esperienza di ciascun lettore. Se c’è la pantera nera, ci sarà allora una foresta equatoriale? Se ci sono un cane o un gatto, ci sarà un ambiente domestico? E, se riconosco un coccodrillo, immaginerò un grande fiume? Una storia, un libro circolare, come accade a certi versi di filastrocca, ai movimenti dei bambini quando dondolano se stessi.
Così è la vita: nulla si perde, prima o poi lo si ritrova.
Chissà se è questo che l’autrice vuole dirci? Chissà se sono anche gli affetti a entrare in gioco?
Chissà se è solo ciò che accade in natura?
Ma questo è un'altra cosa ancora, e ognuno mette del suo.

Edizioni Emme ad anelli e Babalibri rilegata. Dal sito Animalarium.

Sono Franco Fornaroli, vivo e lavoro a Melegnano. Mi occupo di biblioteche e promozione della lettura. Tra le mie passioni, i libri per i bambini e i ragazzi e l'illustrazione per l'infanzia occupano un posto importante. Organizzo mostre ed eventi per bambini e ragazzi e non solo.

Dal nostro catalogo, Franco Fornaroli ha scelto Case stregate di Massimo Scotti e Antonio Marinoni.

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.

Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.

Tutte le informazioni sul percorso espositivo che la mostra propone, per tutti coloro che la volessero visitare o ospitare, le trovate  qui.
Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie
I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete
I Martedì della Emme / 10: Dove c'era un prato 
I Martedì della Emme / 11: La vita quotidiana è una storia ricchissima

I Martedì della Emme / 12: Tutto cambia
I Martedì della Emme / 13: Sull'esser gufo
I Martedì della Emme / 14: Vedere l'altrove

I Martedì della Emme / 15: Possedere una fattoriaI Martedì della Emme / 16: Dentro le pagine

martedì 3 febbraio 2015

I Martedì della Emme / 16: Dentro le pagine

Oggi due bibliotecarie ci raccontano la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche. Un'esperienza che ha coinvolto scuole, bambini, adulti ragazzi, alla scoperta di un modo diverso di creare libri e immagini.

[di Roberta Colleoni e Valentina Dellera, Biblioteca civica Abate Cameroni di Treviglio, sezione ragazzi]

Non abbiamo avuto la fortuna di essere bambine quando Emme Edizioni ha iniziato a pubblicare i suoi meravigliosi albi illustrati, perché non eravamo ancora nate. Inoltre siamo state cresciute da genitori distanti dall'ambiente milanese degli anni Settanta, che ha potuto godere in modo privilegiato della rivoluzione prodotta dalla Archinto nel mondo dell'editoria per bambini.
Ma non per questo ci sentiamo meno coinvolte nel parlare dei libri pubblicati da Emme Edizioni, perché abbiamo potuto conoscere e apprezzare questi albi nel corso della nostra esperienza lavorativa, come giovani bibliotecarie del settore bambini e ragazzi.

Abbiamo utilizzato gli albi di Lionni, Luzzati, Carle e Munari nelle innumerevoli attività di promozione alla lettura per le scuole del territorio: sono stati i nostri strumenti di lavoro quotidiani degli ultimi cinque anni, durante i laboratori presso la Biblioteca Civica di Treviglio.

Per questo motivo, quando ci è stato proposto di curare l'allestimento della mostra su Emme Edizioni che la nostra biblioteca avrebbe ospitato, nulla ci è parso più naturale di pensare a una mostra attiva che utilizzasse i pannelli previsti come base di partenza per quello che sarebbe stato il vero percorso espositivo: quello dentro le pagine degli albi illustrati.


Così non abbiamo fatto altro che selezionare, tra i bellissimi titoli elencati nei 20 pannelli che ripercorrevano il ventennio d'oro di Emme, gli albi illustrati con i quali noi bibliotecarie, per prime, avevamo voglia di giocare e sperimentare con i bambini: perché la mostra che abbiamo allestito a Treviglio è stata da noi concepita come fruibile in primo luogo dai bambini. Sembra scontato, ma c'era il rischio che la mostra diventasse un richiamo solo per cultori dell'albo illustrato, in primo luogo adulti di una certa estrazione socio culturale. Ma non era questo il pubblico che ci interessava raggiungere.


La faticosissima scelta alla fine è ricaduta su: Il piccolo bruco Maisazio di Eric Carle, Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni, I tre briganti di Tomi Ungerer, Sembra questo sembra quello… di Maria Enrica Agostinelli e i particolarissimi libri di Bruno Munari.
A partire da questi libri, abbiamo ideato dei laboratori ai quali hanno partecipato tutte le classi in visita alla mostra. Non dimenticheremo mai l'entusiasmo dei bambini, meravigliati da tanti libri bellissimi osservati in una sola volta, e tanto meno la loro soddisfazione nel veder compiuto e messo in mostra anche il frutto del loro lavoro artistico.


In questo modo, l'esposizione si è arricchita ogni giorno di più, finché un grande bruco Maisazio è uscito dalle pagine del libro di Eric Carle per salutare i bambini, il tesoro dei briganti ha lasciato a bocca aperta i visitatori, e così via....
La ricchezza del materiale librario esposto è stata possibile anche per la collaborazione di tutti i bibliotecari della provincia di Bergamo, che dopo una lunga ricerca fra gli scaffali delle proprie biblioteche ci hanno inviato numerosi libri di Emme Edizioni. In questo modo, al termine del percorso, i visitatori hanno avuto la possibilità di prendere in prestito il libro che più gli era piaciuto. Il merito della riuscita di questa iniziativa, quindi, va a tutti loro.


Infine, ci teniamo a sottolineare che all’allestimento della mostra hanno partecipato, insieme a noi bibliotecarie, anche i ragazzi di una quarta Liceo Artistico della città di Treviglio. Grazie a una professoressa particolarmente illuminata, che ha accolto con entusiasmo la nostra richiesta di collaborazione, è nata una sinergia positiva che ha condotto i giovani studenti di arte a confrontarsi con i grandi maestri dell'illustrazione e a realizzare delle tavole da affiancare ai pannelli espositivi della mostra. Abbiamo cercato, così, attraverso le illustrazioni di questi ragazzi, di dare vita a un dialogo attivo con i capolavori di Emme, creando la possibilità di un'ulteriore esperienza formativa per il nostro territorio.


Per noi bibliotecarie questa è stata la prima esperienza di allestimento di una mostra. Abbiamo seguito con passione ogni fase della sua realizzazione. Si è trattato di un lavoro impegnativo, ma che ci ha ripagato di tutte le nostre fatiche quando ci siamo accorte, fin da subito, dell’enorme successo che l'iniziativa stava riscuotendo. Trascinate dall’entusiasmo di questa esperienza, stiamo già pensando di organizzare, anche l’anno prossimo, una mostra dedicata alle illustrazioni per l’infanzia.


Roberta Colleoni, laureata in Lettere Moderne con indirizzo in Scienze dell’Editoria, ha avuto la fortuna di incontrare lungo il suo cammino, mentre prestava servizio civile presso la Biblioteca di Ranica, due bibliotecarie che le hanno saputo trasmettere la passione per questo straordinario lavoro. 

Grazie a loro, oggi può svolgere il lavoro di promozione della lettura con le scuole in una realtà come la Biblioteca di Treviglio, che le ha dato carta bianca, lasciandole la possibilità di sperimentare quotidianamente nuovi metodi per far appassionare i bambini alla lettura.
 

Valentina Dellera, laureata in Scienze della Comunicazione, dopo un anno di servizio civile presso la Biblioteca di Treviglio è stata completamente conquistata dal mondo dei libri e della lettura. Per una serie di fortunate circostanze, è dal 2010 che ha la fortuna di lavorare ancora nella stessa biblioteca.

Dal nostro catalogo, Roberta Colleoni e Valentina Dellera hanno scelto per la loro biblioteca Vorrei avere di Giovanna Zoboli e Simona Mulazzani.

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.

Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra di cui si parla oggi in questo post, ovvero La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.

Tutte le informazioni sul percorso espositivo che la mostra propone, per tutti coloro che la volessero visitare o ospitare, le trovate  qui.
Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie
I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete
I Martedì della Emme / 10: Dove c'era un prato 
I Martedì della Emme / 11: La vita quotidiana è una storia ricchissima
I Martedì della Emme / 12: Tutto cambia
I Martedì della Emme / 13: Sull'esser gufo
I Martedì della Emme / 14: Vedere l'altrove

I Martedì della Emme / 15: Possedere una fattoria

martedì 27 gennaio 2015

I Martedì della Emme / 15: Possedere una fattoria

[di Francesca Romana Grasso]

Recentemente un'amica bibliotecaria che ama le mucche, Giovanni Segantini e la vecchia Emme, mi ha regalato Una fattoria, un libro che intorno alle immagini di Carl Larsson vede prendere forma il testo di Lennart Rudström.
Pubblicato a Stoccolma nel 1966, è stato tradotto da Margherita Gelsomino, per Emme, nel 1982.

Carl Larsson (1853-1919) era un popolare pittore, incisore e illustratore svedese. Nonostante le umili origini contadine, fu ammesso all’Accademia Reale Svedese delle Arti di Stoccolma, in virtù del suo talento. Con la moglie Karin Bergöö, anch'essa artista,  si trasferì nel piccolo villaggio svedese di Sundborn, e insieme ebbero sette figli.

Larsson comprò la fattoria di Spadarvet con il denaro guadagnato
dipingendo un murale al Museo Nazionale di Stoccolma.

Queste note biografiche aiutano a comprendere Una fattoria, che principia così:

«Che cosa meravigliosa deve essere per un artista che dipinge paesaggi possedere una fattoria e cavalli e maiali e galline! Questo è quel che pensava il pittore Carl Larsson.(...) Un giorno che il vento fischiava e la pioggia batteva contro i vetri, arrivò una lettera di Björk (…) che scriveva che la fattoria era in vendita, insieme a quattro mucche, un cavallo, un maiale, delle pecore e naturalmente anche le galline. 
Quando arrivò di nuovo la primavera, Carl Larsson partì, insieme alla moglie e ai bambini, per andare a comprare Spadavert.»

I boscaioli usavano seghe ben affilate e “dentellate”
per ben penetrare  nella legna umida.

Tra parole e immagini si susseguono animali, stagioni, attrezzi, lavori, seghe dentellate, blocchi di ghiaccio trasportati con i cavalli, falegnamerie e fucine per approvigionare gli attrezzi, reti e nasse da pesca, battiture di terra e semine in primavera, pascoli, stalle, fienagioni e trebbiatrici, chiese di campagna con fedeli addormentati, letamaie e campi fertilizzati, raccolte settembrine di patate e arature, carbonaie, caccie e banchetti natalizi. E così, pagina dopo pagina, ci si immerge in un mondo che per millenni ha affinato tecniche e consuetudini per mediare tra esigenze umane e leggi naturali.

Uomini intenti a recuperare blocchi di ghiaccio dal lago,
per alimentare la ghiacciaia della fattoria.

Amo questo libro per gli acquerelli, che, mirabili, si pongono al servizio di una consegna puntuale di saperi antichi; lo amo perché come in un mito, il racconto si dipana attraverso parole che nominano e spiegano attività e attrezzi, tramandando gesti da compiere con regolarità, seguendo la cadenza delle stagioni, riti sociali, momenti di raccoglimento, pause di attesa. 
La scrittura di Karin Bergöö si rivolge al lettore in maniera piana, con grande rispetto per la sua capacità di interessarsi alle cose del mondo, senza escamotage volti a destare stupore. Il linguaggio è preciso, sequenziale, 'tecnico'.

Nella falegnameria si costruivano  mobili e arnesi:
si segava, trapana, piallava, passata la carta vetrata a mano.

Leggere queste pagine mi ha fatto ricordare con quale piacere ascoltavo e seguivo i 'grandi' quando mi mostravano un luogo - indifferente se una fattoria, una falegnameria, o un laboratorio chimico - e mi spiegavano dettagliatamente come funzionava, mi facevano vedere gli attrezzi, gli spazi, motivando gesti e posizioni dei lavoranti, la collocazione dei materiali, l'ordine con cui si avvicendavano le diverse azioni.

 Un contadino doveva anche saper pescare, tessere reti e nasse.

I bambini, oggi come ieri, amano capire come funzionano le cose, comprendere qual è il modo migliore per farle, sentire testimonianze e vedere le persone che lavorano; non sempre e non tutti sono animati dal desiderio di 'fare' direttamente le esperienze, magari partecipando a laboratori e attività didattiche. Queste pagine, lette o raccontate, possono soddisfare molte curiosità, con buona pace di chi ama starsene tranquillo e far lavorare solo i neuroni specchio.

Prima della semina il campo deve essere ben erpicato,
per far divenire la terra molle e leggera.

Francesca Romana Grasso è pedagogista e dottore di ricerca in scienze dell'educazione; appassionata di libri, ha conseguito il Master dell'Accademia Drosselmeier. Centro studi di Letteratura per l'Infanzia. Da tre anni vive a Milano, dove lavora come formatrice, progettista e consulente -sia presso il suo studio privato sia con servizi educativi e scolastici, consultori familiari, biblioteche, librerie, cooperative e associazioni. Progetta e conduce percorsi formativi su tematiche sociopsicopedagogico, con particolare attenzione al pensiero di Maria Montessori, Elinor Goldschmied, Emmi Pikler, Bruno Munari, Jella Lepman. Collabora con la rivista Liber e alcuni blog di letteratura per bambini e ragazzi. Ha scritto a quattro mani con Alice Gregori il Manifesto. Alleanze Educative e di Cura. Per saperne di più sul suo lavoro potete consultare il sito Edufrog oppure seguirla sul suo blog.

Dal nostro catalogo, Francesca Romana Grasso ha scelto La Casa delle Meraviglie a cura di Loredana Farina.

Le pastorelle si portavano ai pascoli piccoli telai,
per lavorare anche durante le lunghe permanenze all'aperto.

Il sagrestano, sulla destra,  aveva il compito di svegliare
chi si addormentava in chiesa durante le funzioni.

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.


Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.

Tutte le informazioni sul percorso espositivo che la mostra propone, per tutti coloro che la volessero visitare o ospitare, le trovate  qui.
Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie
I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete
I Martedì della Emme / 10: Dove c'era un prato 
I Martedì della Emme / 11: La vita quotidiana è una storia ricchissima
I Martedì della Emme / 12: Tutto cambia

I Martedì della Emme / 13: Sull'esser gufo

I Martedì della Emme / 14: Vedere l'altrove