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mercoledì 2 aprile 2014

"Facciamo!" fra le 20 migliori applicazioni del 2013 nel mondo

[di Gianluca Rotoni]

Quella di quest’anno è stata un fiera molto ricca di novità digitali. Tra queste, la nostra app Facciamo! ha fatto il suo debutto nello stand dei Topipittori e la sua presenza non è passata inosservata!

Alla fiera sono state presentate 9 delle 20 facce che coloreranno l’app. Musica originale, nuove interazioni e la possibilità di fruire l’app anche in inglese sono alcune tra le tante novità presentate che saranno a breve disponibili anche per le facce già rilasciate (trovate tutta la storia del progetto qui).

Moltissimi i curiosi venuti a provarla e che hanno lasciato i loro commenti entusiasti.


Molti insegnanti ed educatori hanno apprezzato l’aspetto formativo dell’app, altri ci hanno confessato di aver già utilizzato il libro Facce e l’app Facciamo! in ambito scolastico.
Tra gli addetti ai lavori interessati ad approfondire la conoscenza con il progetto Facce e Facciamo! anche diversi editori stranieri. Ah, e anche un famoso fumettista italiano!


Ma le notizie su Facciamo! in fiera non sono finite qui: durante l’incontro con la giuria del concorso Bologna Ragazzi Digital Award, giunto alla sua terza edizione, sono stati resi noti i nomi delle app selezionate nella shortlist delle 20 migliori applicazioni digitali partecipanti e
Facciamo! è tra queste.
All’incontro era presente il presidente della giuria Warren Buckleitner editore della rivista statunitense Children’s technology review e la giurata Cristina Mussinelli, consulente per l’editoria digitale dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e membro del board del International digital publishing forum (IDPF).



Le app presentate sono state 258 pubblicate da 176 editori provenienti da 37 paesi. I criteri utilizzati per la selezione sono stati:

- modalità di interazione (il bambino deve sentirsi protagonista nell’interazione con l’app)
- facilità ed immediatezza nell’uso (app per le quale l’autore aveva ritenuto necessario includere le istruzioni per l’uso venivano giudicate negativamente)
- adeguatezza per il target di età specificato
- varietà dell’interazione e delle soluzioni tecniche
- diversificazione dall’eventuale prodotto libro originario
- qualità della storia (meglio se inedita) e delle illustrazioni
- innovazione
- non necessariamente linearità nella navigazione (come le app cosiddette page-turn)
- appropriatezza dal punto di vista evolutivo del bambino.


Tutti argomenti che ci trovano ampiamente in sintonia e sui quali abbiamo basato lo sviluppo del progetto Facce e Facciamo! ed è un grande piacere vedere riconosciuto il nostro lavoro da una giuria tanto competente.
Se siete interessati a conoscere la giuria e vederla al lavoro, guardate qui.

Nel sito della rivista Children’s technology review trovate la lista dei 20 finalisti e un commento dell’editore sulla nostra App Facciamo! che riportiamo di seguito:

Facciamo! (Let’s Face It) by Topipittori Isotype.org Semidigitali (Italy) is a delightful collection of interactive forms that can be mixed and matched to make numerals, faces and relationships. Take note of the way the unveil technique is used to uncover hidden images.


E notizia di ieri è che Facciamo! è stata inserita da Apple tra le Best New Apps nella categoria 0-5 anni di iTunes. E come vedete sotto fa concorrenza a Disney, la Pimpa e quella megalomane di Peppa Pig.


venerdì 17 gennaio 2014

Come è nata "Facciamo!"

[di Lorenzo De Tomasi]

Nuovi nativi digitali
I piccoli e privilegiati esperti di nuove tecnologie, nati tra il 1995 e oggi, che non sanno come funzioni un mondo senza computer e Internet, sono stati definiti “nativi digitali”, “digital kids”. Da un paio d'anni i nuovi nati sono protagonisti inconsapevoli della nuova “rivoluzione touchscreen”, che sta cambiando il nostro modo interagire con i dispositivi elettronici. Stiamo gradualmente abbandonando le scomode interfacce-protesi come mouse, trackball e touchpad, che ci hanno abituati a una "distanza" tra il comando (premo due volte il tasto sinistro del mouse) e l'effetto (aziono un elemento sullo schermo), per passare una naturale e impercettibile unione dei due passaggi (tocco un elemento sullo schermo e si aziona).
Si sta livellando uno scalino per molti insormontabile, una delle principali cause del cosiddetto "digital divide", che compromette la facilità d'uso, rendendo indiretta e poco intuitiva l'interazione.
Si può percepire la portata di quest'innovazione osservando la spontaneità con cui un neonato o un anziano si approcciano per la prima volta a un dispositivo touch.
Non è più necessario attivare alcuni processi d'apprendimento di procedure innaturali che finora hanno rallentato la familiarizzazione con molti dispositivi elettronici.
Per questo oggi si può parlare di “nativi touchscreen”, come evoluzione dei “nativi digitali”.


Un disagio, un progetto

Come la maggior parte dei progetti, anche questo nasce da un disagio.
Mio figlio Mattia, come credo tutti i bimbi, da quando aveva pochi mesi ha dimostrato una forte curiosità per tutti i dispositivi digitali e, in particolare, per quei misteriosi computer, tablet e smartphone che mamma e papà maneggiano ogni giorno. Come dargli torto? Ma, soprattutto, come impedirgli di usarli una volta che li ha intercettati? Per un bambino non c'è niente di più disorientante del divieto di fare qualcosa che noi stessi facciamo. Poiché ogni “no” causava pianti disperati, ci siamo chiesti se tenerlo forzatamente alla larga fosse la soluzione migliore.


Quando abbiamo scoperto che, in un’indagine del 2006, il 90% degli intervistati aveva dichiarato di far usare dispositivi elettronici ai propri figli, abbiamo avuto la conferma che si tratti di un problema comune e, da genitori, ci siamo posti due problemi.
Come evitare che venisse travolto da campi magnetici dagli effetti potenzialmente dannosi per la sua salute?
Questi strumenti possono essere un valido strumento educativo e formativo per un bambino da zero a tre anni?


La risposta alla prima domanda era semplice: basta disconnettere tutte le connessioni (WiFi, Bluetooth, Gps e 3G/4G) prima che il bambino si avvicini al dispositivo. Tanto semplice che avrebbe senso che tutte le app che per l'infanzia lo facessero in automatico una volta avviate e che le riattivassero solo se strettamente necessario e/o se autorizzate da un adulto.
Per rispondere alla seconda domanda, abbiamo subito interpellato una nostra amica psicologa, Laura Bastianelli, tra le fondatrici del Istituto per il disagio minorile (IPDM), che, dopo alcune ricerche e basandosi sulla sua pluriennale esperienza, ha evidenziato numerosi punti a favore di questi dispositivi.


Le prime ricerche sembrerebbero suggerire che l'utilizzo attivo di smartphone, tablet e computer è preferibile alla visione passiva della televisione.
L’uso di mezzi passivi, come tv e i dvd, al di sotto dei due anni di età è fortemente sconsigliata in una ricerca del 1999 dell’American academy of pediatrics (un’associazione statunitense di pediatri), in quanto disincentiva le fondamentali “interazioni con i genitori e gli altri adulti che si occupano di loro”.
L'utilizzo di prodotti multimediali sembrerebbe invece raccogliere commenti positivi tra gli esperti, anche se abbiamo a disposizione meno dati e documentazione scientifica in merito.


L’approccio più consigliato è seguire una “dieta multimodale” sana e varia. L'utilizzo di un’app ben progettata per un tempo molto limitato e in compagnia di almeno un adulto con cui interagire può stimolare positivamente il bambino. Basta non esagerare, alternandole ad altre attività come il gioco, la lettura, l'esplorazione… E poi puntare sulla qualità. Ovvio. Ma quale qualità, quando, sui vari app store, se cerchi "bambini" trovi solo milioni di obbrobri visivi, spesso eccessivamente rumorosi, in cui è difficile intravedere un minimo di esperienza formativa? Migliaia di cloni di memory, puzzle, colora e cancella (ma non sono meglio i pastelli?) e altre amenità.


Uno dei maggiori problemi del neonato mondo delle app per l'infanzia è che la qualità è merce molto rara. Le cause sono molteplici.
Sembrerebbe che nessuno si chieda: “Perché realizzare questa app? Ne vale la pena?”.
Probabilmente molti lo fanno esclusivamente per provare a guadagnare: realizzano qualcosa che pensano possa essere scaricato, lo riempiono di pubblicità o lo vendono a basso prezzo nella speranza che porti qualche soldino nei loro salvadanai.
A volte gli sviluppatori, entusiasti di aver appreso come realizzare mirabolanti effetti speciali, si improvvisano illustratori e grafici, realizzando sterili collage di interessanti funzionalità e terrificanti scarabocchi: le app tecno-centriche, brutte esteticamente, estremamente rumorose, poco creative e originali, che però funzionano benissimo.


Altre volte sono gli illustratori e i grafici a improvvisarsi sviluppatori, hanno idee fantastiche, inventano ambientazioni e trame molto interessanti, ma, non sapendo come realizzarle, si arrendono o scendono a compromessi che generano app poco più interattive di un filmato: sono le app creativo-centriche, belle esteticamente, raffinate e discrete, creative e originali, che però funzionano male o sembrano incomplete.
Poi c'è chi ha buone idee e si affida a mediocri sviluppatori e creativi per realizzarle, un po' per questioni economiche, un po' per incapacità di identificare la qualità. Sono app intelligenti e innovative che non valorizzano questi loro pregi e naufragano nell'oceano degli app store.

Principalmente è la vastità dell'oceano degli store il grosso ostacolo che impedisce alle app di qualità di emergere e avere successo: riuscire a scovarle tra una miriade di icone anonime è un'impresa ardua, dispersiva e scoraggiante.
In circa un anno, le app di qualità per bambini che sono riuscito a rintracciare si contano a dir tanto sul palmo di una mano.


Facciamone una noi!
Le competenze non ci mancano: ho fondato, Isotype.org, un network di creativi ed esperti di comunicazione. Uno dei membri, Stefano Baldassarre, aveva da poco curato l'allestimento della mostra tratta L'alfabeto delle fiabe, un libro illustrato da Antonella Abbatiello, con i bei testi di Bruno Tognolini, tra i preferiti del mio piccolo Mattia. Ho subito proposto ad Antonella, e Stefano di organizzare un incontro tra i membri di Isotype interessati, e altri professionisti che avrebbero potuto arricchire il progetto.

Da qualche giorno ci stavamo incontrando presso lo studio di Antonella Abbatiello per decidere quale dei suoi libri convertire in un'app per l'infanzia. L'idea era quella di realizzare qualcosa di fruibile anche dai più piccolì (0 - 3 anni). Dopo aver selezionato una prima rosa di titoli, Antonella ci ha mostrato il prototipo di Facce, la sua ultima opera realizzata insieme all'editore Topipittori: è stato un colpo di fulmine!
Il libro affianca brevi testi evocativi e ironici a una ventina di facce divertenti e originali, realizzate con ritagli di carta colorata.
Abbiamo subito convocato i Topipittori, Paolo Canton e Giovanna Zoboli, che sono atterrati a Roma con tutto il loro entusiasmo e qualche dubbio, tra cui la fatidica domanda “Perché fare un app con queste facce?”. Perché viene voglia di toccarle!", è stata la risposta che riassume il principale motivo della nostra scelta definitiva. Perché davvero, subito, osservando le pagine del libro Facce abbiamo pensato al grande piacere con cui bimbo tocca e ritocca, senza mai stancarsi, i volti dei propri genitori. Una bozza di storyboard è bastata a convincere definitivamente i nostri editori a procedere.

In questo modo è nata Facciamo!. Realizzare la versione digitale di un libro cartaceo non è cosa semplice: richiede una regia che, senza snaturare l'opera originale, la rinnovi o addirittura la rivoluzioni, introducendo le funzionalità interattive. È necessario essere originali, non banali. La sfida principale consisteva nel mantenere quell'artigianalità e semplicità che caratterizza i disegni di Antonella.

Un lavoro di gruppo
L'esperienza ci dice che, nel caso di un'opera multimediale o multimodale, sia preferibile una progettazione multiautoriale, che coinvolga più competenze complementari, dall'illustratrice, al grafico, al designer di interfacce esperto di usabilità, agli sviluppatori esperti nei diversi linguaggi e sistemi operativi, ai musicisti ecc. L'esperienza necessaria per eccellere in ciascuna delle competenze coinvolte richiede ormai tempi di formazione e aggiornamento non sostenibili da un singolo. L'importante è riuscire a creare un gruppo di lavoro affiatato, in cui ciascun membro sappia collaborare e criticare l'operato dei suoi compagni d'avventura in modo costruttivo, riconoscendone le competenze, senza mai scavalcarle. Se l'obiettivo di tutti è la realizzazione di un'opera di qualità, si crea un'alleanza basata sulla complicità che non può che contribuire al successo del progetto.

Questo post riprende intergralmente l'intervento di Lorenzo De Tomasi alla conferenza Dai Silent Book all’Editoria digitale, Biblioteca Europea, Roma 9 maggio 2013.

Trovate la app Facciamo! su Apple Store.

 

martedì 3 dicembre 2013

I Topi vi aspettano a Roma

Terminato il mercatino dei Topi, a Milano, comincia, dal 5 all'8 dicembre, Più libri più liberi a Roma, una fiera di cui abbiamo scritto fin dagli albori di questo blog.

Se siete romani, non potete mancare perché è un'occasione che merita. Lo dico da lettrice, dato che torno sempre a casa da Palazzo dei Congressi con le sporte piene di libri: titoli che non trovo altrove, oppure che trovo, ma con difficoltà. E poi è l'occasione per guardare tutto il catalogo dei miei editori preferiti.

Noi ci saremo, come sempre, al solito posto. Segnatevi che lo stand dei Topi è H 08, o in mezzo a quella folla rischierete di cercarci a vuoto. Non sia mai!



Saremo presenti con il catalogo al completo e, ovviamente, con tutte le novità autunnali in bella mostra (a corredo alcune copertine dei libri da poco usciti).

Che appuntamenti vi segnaliamo coi nostri autori o libri? Tre, da non mancare.



7 dicembre, ore 12.00,  Spazio Ragazzi - presso Sala Incontri: Facciamo le facce!

Presentazione di Facce e Facciamo!, un libro e una app che stanno ricevendo attenzione e gradimento da parte di molti genitori. Antonella Abbatiello, Stefano Baldassarre e Lorenzo de Tomasi racconteranno come è nato e si è sviluppato il progetto che ha visto nascere e crescere insieme un libro e una app, e come è possibile salvaguardare cura e qualità anche progettando prodotti tecnologici. L'incontro è per tutti.





















7 dicembre, ore 16.30, Spazio Ragazzi - presso Sala Incontri: Bambine a fumetti

Laboratorio di fumetto a cura di Lorenza Natarella e Giulia Sagramola, autrici di La Cìtila e di Bacio a cinque, entrambi editi nella collana Anni in Tasca Graphic. Le due fumettiste racconteranno ai bambini in che modo si sono divertite a raccontare la propria infanzia per immagini e spiegheranno come, attraverso carta, penna, e matite è possibile farlo, costruendo un piccolo libro autobiografico con le proprie mani. Età: 7/12

Lorenza Natarella, La Cìtila.

Giulia Sagramola, Bacio a cinque.

8 dicembre, ore 15.00,  Spazio Ragazzi - laboratorio: Vivi la natura morta

Un laboratorio a cura di Scaffale d'arte, di Palazzo delle Esposizioni, condotto a partire dall'ultimo volume della Collana Piccola Pinacoteca Portatile, la PiPPo, Viva la natura morta con illustrazioni di Francesca Bazzurro e testi di Marta Sironi. Disegnare, colorare, osservare prendendo spunto dai grandi artisti del passato.





Francesca bazzurro, Viva la natura morta!