Visualizzazione post con etichetta Favole di Esopo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Favole di Esopo. Mostra tutti i post

venerdì 20 gennaio 2012

Ilustrarte 2012: l'inaugurazione (quasi) in diretta

Di Ilustrarte 2012 avevamo già parlato qui, con relativo corollario di polemiche che si è esteso anche qui, essendo stati fra i giurati della selezione. All’inaugurazione non abbiamo potuto partecipare, ma abbiamo il privilegio di condividere con voi il reportage di un inviato molto speciale.

[di Simone Rea]
Io e Rossana arriviamo a Lisbona il 10 gennaio, due giorni prima dell’inaugurazione di Ilustrarte 2012 e con circa trenta minuti di anticipo sull’orario previsto per l’atterraggio.
Pensavamo di prenderci un po’ di vacanza ma, posati i bagagli in albergo, ci dirigiamo subito verso il Museo dell’Elettricità. Sono troppo curioso e non riesco ad attendere l’inaugurazione.
Con grande sorpresa ed enorme emozione in lontananza Rossana nota un disegno dall'aspetto famigliare: la gigantografia di una tavola delle Favole di Esopo. Ma davvero colossale! La situazione si presenta davvero molto stimolante.


Conoscevo Ilustrarte solo tramite informazioni indirette, carpite qua e là sul web. Immaginavo una mostra molto curata in uno spazio interessante, ma di certo non avevo colto la bellezza e l’originalità della location. La mostra è allestita in un’ex centrale elettrica ristrutturata e tenuta come un gioiello che ora viene utilizzata come sede di vari eventi culturali e didattici, oltre che come museo di archeologia industriale.
Essendo arrivati in anticipo, abbiamo avuto la possibilità di vedere l’allestimento in diverse fasi e la fortuna di conoscere i due bravissimi architetti,  Pedro Cabrito e Isabel Diniz, i grafici di Silvadesigners e, naturalmente, Eduardo Filipe, ideatore e curatore dell’evento, oltre che ospite caloroso e attentissimo.


Due schizzi del progetto di allestimento della mostra
L’atrio del museo è accogliente e propone tre possibili percorsi: a sinistra, verso l'esposizione degli illustratori selezionati; dritto davanti a noi, dove uno schermo proietta momenti salienti della fase di selezione delle opere; e a destra per visitare la mostra personale del bravissimo Martin Jarrie.
Naturalmente, scegliamo la mostra degli illustratori selezionati e prendiamo a sinistra. Delusione. Non si vede alcun disegno, ma solo un paesaggio surreale composto da un accumulo oggetti che, da lontano, sembrano meduse. O forse funghi. Poi mi avvicino e scopro che è una piantagione di comodini. Ma dove sono le illustrazioni?


Ogni comodino è contrassegnato dal nome di un illustratore. Su ogni comodino c'è una lampada e un bicchiere personalizzato. Insomma, un po’ come nella camerata di un collegio, ma più bello. Bene. Ma dove sono le illustrazioni?

Il comodino di Alicia Baladan
Ogni comodino ha tre cassetti. In ogni cassetto, c’è una delle tre illustrazioni selezionate. E dato che le illustrazioni hanno formati diversi, anche le dimensioni di comodini e cassetti sono diverse.

Il comodino di Simone Rea...
Anche l’altezza dei comodini è strana: sono più alti del normale. A misura di adulto. Alti quanto basta a far sembrare, anzi a far sentire un adulto un pochino più piccolo. Come se celassero un messaggio: ricordatevi che un tempo anche voi eravate bambini!

... e quello di Daniela Tieni.
La sera dell’inaugurazione è tutto veramente speciale!
L'esterno del museo è illuminato da fari e fasci di luce colorata che ne esaltano notevolmente la struttura architettonica e lo trasformano, contrastando con il buio circostante, in un’isola colorata.

                      
Entriamo nella mostra quasi all’apertura e di gente ce n'è già abbastanza. Poi, nel giro di pochi minuti il museo si riempie!
Chi poteva immaginare un'affluenza tale? Tantissima gente, adulti di tutte le età con figli e non, ma soprattutto moltissimi giovani.

Simone dedica cataloghi sotto lo sguardo vigile delle ragazze dello staff di Ilustrarte.
Una cosa che non avevo proprio messo in conto era l’intervista televisiva che, avendo ottenuto la menzione speciale, mi toccava d'ufficio. Io, una telecamera, una giornalista... e intorno tutta la gente che osservava!
Insomma, mi sono imbarazzato da morire. Anzi mi sono proprio bloccato. Alla notorietà non ho ancora fatto l’abitudine.
Certo se avessi vinto il primo premio (con i relativi cinquemila euro di borsa) l’intervista senza preavviso l’avrei digerita meglio. Ma sarà per la prossima volta. Promesso!

Bravo, Simone!
[Ah, a proposito, un altro illustratore (anzi, illustratrice) ha scritto un bellissimo post sull’inaugurazione di Ilustrarte 2012. Lo potete leggere qui. Nello stesso blog, alcuni altri post molti interessanti su Lisbona] 
[Le fotografie sono di Rossana Molfetta]

martedì 6 settembre 2011

Ossa rotte, medaglie e lamentazioni

Certo, Giovanna batte tutti, con ben quattro fratture in un colpo solo. Ma l’estate non è stata solo foriera di apparecchi gessati, tutori regolabili e fili di k. Qualche esempio:

1) «Refined forms and a beautiful use of color for these Aesop’s fables. Balance and elegant compositions dominate the pages renewing a classic work.» Con questa motivazione a Simone Rea e al suo Favole di Esopo è stata assegnata una delle BIB Plaque conferite quest’anno alla Biennale di illustrazione di Bratislava, lo scorso 29 agosto.


2) All'inizio di agosto, Alicia Baladan, con le illustrazioni di Una storia Guaranì ha ottenuto una menzione speciale al Certamen 2011: Premio a la ilustración latinoamericana - UP “Las mejores ilustraciones latinoamericanas 2010” della Universidad de Palermo, a Buenos Aires.


3) Sempre all'inizio di agosto, Velluto di Silvana D’Angelo e Antonio Marinoni, o meglio, la sua edizione tedesca Der Duft der Dinge, pubblicato da Gerstenberg Verlag è stato inserito dalla rivista Focus e da Deutschland Rundfunk fra i “7 Besten”: i sette migliori libri per giovani lettori.



4) All'inizio di luglio, poi, mi è giunta la notizia che, con decreto del ministro della cultura Frédéric Mitterrand, sono stato nominato Chevalier dans l’ordre des arts et des lettres.
Sono sicuro di non essere stato io a meritare una così alta onorificenza della Repubblica Francese, che viene concessa a «les personnes qui se sont distinguées par leur création dans le domaine artistique ou littéraire ou par la contribution qu’elles ont apportée au rayonnement des arts et des lettres en France et dans le monde.»  Penso che l’abbiano data a me, non potendola assegnare, per statuto, a un’entità immateriale come i Topipittori.

Come dite? Libri, autori ed editori italiani ottengono all’estero più riconoscimenti di quanti ne abbiano nel loro paese? Non è così strano: più che un nemo propheta è una delle conseguenze più gradevoli della globalizzazione.
Certamente ci farebbe piacere se di queste e di tutte le altre notizie che documentano i successi di un settore vivace, e ormai sotto i riflettori in tutto il mondo, si desse maggior seguito sulla stampa, nei media specializzati, nei portali di informazione sull’editoria per ragazzi, nelle istituzioni nazionali e in quelle di settore.
Gli specializzati fanno un ottimo lavoro, ma sono ancora legati a un’immagine vecchiotta e provinciale dell’editoria per ragazzi italiana che, invece, ormai  non è più un fenomeno esclusivamente locale. Negli ultimi dieci anni, autori, illustratori, libri ed editori italiani hanno conquistato una posizione di rilievo nel panorama europeo. Questo richiederebbe un cambio di prospettiva.
I media generalisti e le istituzioni, invece, sono completamente latitanti. A sottolineare la differenza fra la Repubblica Italiana e i paesi nei quali la letteratura per ragazzi e l’illustrazione hanno ben altro seguito da parte delle istituzioni (giacché quello del pubblico ci viene continuamente confermato dalla crescita dello specifico segmento di mercato, unico nel panorama dell'editoria nazionale), faccio presente che l’Ambasciata del Portogallo a Tokyo ha segnalato nel proprio sito, con tutto l’orgoglio che la cosa merita, la presenza di un illustratore portoghese (Bernardo Carvalho di Planeta Tangerina) in una mostra al museo Itabashi (vedi qui). Per la cronaca, a quella mostra gli illustratori italiani erano 14: la rappresentanza nazionale più forte, dopo quella giapponese. Di questo l’Ambasciata d’Italia a Tokyo, l’Istituto Italiano di Cultura e le altre istituzioni nostrane non hanno avuto tempo di occuparsi.

lunedì 16 maggio 2011

Stop the presses! Breaking news!

Marcella Terrusi ci ha or ora informato che Ibby Italia ha deciso di candidare, fra gli altri, Simone Rea e il suo/nostro Favole di Esopo a rappresentare l’Italia alla BIB, Biennale di Illustrazione di Bratislava.
Ricordiamo che Ibby Italia fra le proprie importanti funzioni ha anche quella di segnalare nei contesti internazionali le eccellenze espresse dagli artisti del libro e dall’editoria per ragazzi italiana.

Queste sono le immagini che Simone ha scelto per la mostra.




mercoledì 11 maggio 2011

Uomini e altri animali

Domani, alla Casina di Raffaello, fra gli alberi secolari del parco di Villa Borghese, a Roma, aprirà la mostra di Simone Rea Uomini e altri animali.
Non è prevista una vera e propria inaugurazione, ma ci sarà una presentazione alla stampa (e a chi vorrà esserci) il 19 maggio, alle 11.00. La mostra, promossa dalla Provincia di Roma e dalla Camera di Commercio di Roma in collaborazione con la Tribù dei lettori e con i Topipittori, sarà aperta fino al 3 luglio.

L’esposizione va dalle prove di esordio alle tavole più recenti, come quelle realizzate per Le Favole di Esopo: un libro del quale abbiamo già parlato qui, e che potete acquistare qui.  Le illustrazioni di Simone si avvalgono di un segno del tutto originale, tecnicamente risolto, nutrito d’importanti esperienze figurative del passato come del presente, in un rimando di richiami che va dall'ironia icastica della pop art di Andy Warhol ai vividi cromatismi degli affreschi minoici, al simbolismo inquietante di Hieronymus Bosch. Della sua ricerca estetica, subito colpisce, non solo la maestria tecnica nell’uso delle linee e dei colori, ricche di citazioni dalla storia dell’arte del passato, ma soprattutto l’insolita scelta dei soggetti rappresentati. La selezione delle favole da illustrare, infatti, tra le oltre 400 opere di Esopo, è stata estremamente ricercata e ha portato a preferire, al fianco di quelle più note come “Il lupo e l’agnello” anche racconti meno conosciuti come “Le rane e il sole”.

Oltre che per godersi i meravigliosi originali, c’è un’altra, ottima ragione per visitare la mostra, o il laboratorio organizzato dalla Tribù dei lettori e dalla libreria Centostorie nella tenda di piazza san Giovanni Bosco il 27 maggio, alle 17.00: farsi dedicare un libro da Simone.


Per quanto possa sembrare poco, non lo è affatto. Ecco qualche esempio della straordinaria generosità di Simone nel disegnare le sue dediche.













[Le fotografie di Rossana Molfetta, che ringraziamo per la disponibilità e la pazienza, sono state scattate in occasione delle sessioni di dediche di Simone alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, alla Libreria Books di Genzano e in occasione del suo workshop alla Scuola Italiana di Comix, a Napoli. ]

mercoledì 6 aprile 2011

Disegnare animali

Che i Topipittori abbiano pubblicato una raccolta delle Favole di Esopo illustrate da Simone Rea non è un segreto per nessuno.
Abbiamo anche pubblicato, nella collana Gli anni in tasca, Piccolo grande Uruguay: l'infanzia di Alicia Baladan nel paese sottomesso e  umiliato da Juan Maria Bordaberry e dal generale Alvarez.
All'incrocio di questi due libri, così apparentemente diversi fra loro, sta Antonio Frasconi.

Antonio Frasconi è uno dei maggiori xilografi del Novecento. Nato a Montevideo, in Uruguay, nel 1919, da genitori aretini emigrati, durante la Grande guerra, non ha avuto un’istruzione artistica formale. Dopo la seconda guerra mondiale si è trasferito negli Stati Uniti, dove ancora vive. La sua notorietà è dovuta principalmente a due opere di contenuto politico: Los Infrahumanos, che attraverso dieci linoleografie racconta l'epopea degli schiavi afro-americani, pubblicato nel 1945 a Montevideo, con uno scritto di Richard Wright (quello di Ragazzo negro, per intendersi); e Los Desaparecidos, un’opera alla quale ha lavorato per anni, che ha pubblicato in proprio nel 1984 in sei copie e, sempre in proprio, nel 1991 in una tiratura di 475 esemplari.
Una incisione da Desaparecidos.
Quest’ultima opera raccoglie i ritratti degli “scomparsi”, i dissidenti politici uruguaiani sequestrati e uccisi dalla giunta militare caduta nel 1985. (Nel catalogo della donazione Frasconi al MNAV di Montevideo, potete ammirare altre drammatiche xilografie)
da 12 Fables of Aesop

da 12 Fables of Aesop
Ma nel nostro immaginario, Frasconi è soprattutto un grande disegnatore di animali. Nella nostra collezione, oltre alle 12 Fables of Aesop, pubblicato nel 1954 dal Museum of Modern Art di New York (la nostra copia è della terza edizione, 1967) e stampato da Spiral Press, c’è anche il Bestiario/Bestiary a Poem by Pablo Neruda […] with woodcuts by Antonio Frasconi (New York: Harcourt, Brace, & World, 1965): un esemplare impreziosito dall’autografo di Pablo Neruda al frontespizio.
da 12 Fables of Aesop

da 12 Fables of Aesop
Le xilografie dell'Esopo hanno forti riferimenti alle incisioni quattro e cinquecentesche delle prime edizioni a stampa di Esopo (delle quali abbiamo parlato sul blog di Anna Castagnoli, Le figure dei libri, qui e qui) e una disciplina a volte evidentissima nell’occupazione dello spazio della pagina, come nell'illustrazione di “The crab in the mouth of the fox”, riprodotta qui sopra.
Bestiario è più libero e arioso, con alcune pagine di impareggiabile maestria compositiva, ma anche con un tratto meno formale, più naif, al punto da lasciar pensare, in qualche passaggio, come nel lupo che ulula alla luna, riprodotto qui sotto, a un incontro di Frasconi con l'opera di Antonio Ligabue da Guastalla.


Peculiare la sua tecnica di riproduzione: le sue incisioni non sono stampate al torchio, ma strofinando energicamente il dorso di un cucchiaio sul foglio, applicato al blocco inchiostrato. Un metodo di stampa apparentemente primitivo, ma che permette una variazione dei toni impossibile da raggiungere con le pressioni uniformi dei torchi.

Due anni fa, abbiamo tentato di ripubblicare alcuni libri di Antonio Frasconi. Abbiamo contattato il suo agente, abbiamo negoziato ma, appena raggiunto un accordo, ci siamo trovati davanti una richiesta di raddoppio della cifra già concordata: «Il dollaro è debole,» è stata la giustificazione. Non se ne è fatto più niente. Peccato.
Ma di Frasconi torneremo a parlare.