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domenica 23 marzo 2014

Bologna come non l'avete mai vista - prima puntata

[di Anna Martinucci]

Vado a Bologna, per la Fiera del Libro per Ragazzi, dal 2008. Ma quest'anno, per la prima volta, ci vado da espositore. Quindi ho accesso a tutti gli anditi più reconditi dei padiglioni, anche nelle ore di chiusura e nelle giornate di allestimento. I Topi, furbi come sempre, mi hanno chiesto di sfruttare questa condizione particolare per raccontare la Fiera da un punto di vista inedito.
Allora, comincio così: sabato, 22 marzo 2014.

Non c'è altro che scale.
E ragazzoni rumeni e slovacchi, armati di avvitatori e pennellesse.
E sguardi ai raggi X per le ragazze.


E bottiglie di birra e di merlot abbandonate vuote.


E sorridenti elettricisti ferraresi.


E parcheggi pronti ad accogliere il fermento di domani.


E libri ancora solo sognati.


E speranze non ancora tradite.


E mostre da allestire.


E lampade da montare.


E scaffali da riempire.


E uno stand tutto da fare.


 Con la sua bella scala.

mercoledì 22 gennaio 2014

Dopo Guadalajara

[di Valentina Colombo]

Tra la fine di novembre e i primi di dicembre ho avuto la felice opportunità di assistere alla Fiera del libro di Guadalajara, in Messico. Una occasione per la quale devo ringraziare la Fiera stessa, in particolare Rubén Padilla, che si è occupato di sistemare tutte le scartoffie necessarie; i Topi, per avermi permesso di andare; Filustra e l'agenzia spagnola Pencil, che mi hanno invitato a una sessione di discussione con illustratori messicani sul tema del lavoro dell'illustratore che è stata un bel momento di scambio e riflessione.

L'ingresso della FIL dal lato del padiglione internazionale
Lo stand del gruppo editoriale Santillana
La FIL di Guadalajara è aperta al pubblico quotidianamente. Ed è una fiera di lunga durata, circa 10 giorni, due fine settimana inclusi e anche una apertura notturna, fino alle 23, che sembra sia frequentatissima (dicono, ma io non ho assistito all'invasione; mi è bastato vedere cosa succede il sabato pomeriggio).

Editori messicani e di tutto il Sud America, qualche americano, molti spagnoli, ovviamente, vista l'appartenenza alla stessa area linguistica. Moltissimi illustratori, agenti e visitatori da ogni parte del mondo. Stand stracolmi di libri, sia gestiti direttamente da editori sia da librerie e distributori, anche se in misura minore. Tanti gli stand condivisi tra più case editrici. Pochi gli stand che ospitano, ad esempio, prodotti cartotecnici o paralleli come giochi e gadget. Anche se, in questo caso, devo dire che lo stand di pubblicazioni cristiane che vende i rimasugli delle ostie sconsacrate, pagabili con carta di credito, mi ha un po' spiazzato; così come lo spazio-laboratorio della Kinder (sì, quella del cioccolato), dove i bambini potevano fare il loro ovetto; oppure quello di pubblicazioni esoteriche con incensi, cimeli e amuleti di varia natura, gioiellini e gli immancabili microlibri.

Al di là di queste piccole invasioni di campo (niente a che vedere con i criticatissimi - a ragione- prosciutti di Torino) è una fiera totalmente incentrata sul libro, con pochi ebook e device, molte attività, presentazioni, conferenze; un foro illustratori attivissimo e un programma denso di incontri e convegni.

Allo stand di Océano trovo Velluto, alias Terciopelo



Quel che mi sono portata a casa da questa fiera è stata la chiara percezione della presenza di una forte rete. Dato che la Spagna fatica a uscire da una crisi che sta mettendo a durissima prova gli editori, questi hanno cercato una via di fuga nel mercato in lingua spagnola dell'America Latina. Questo ha avuto due conseguenze molto interessanti. La prima è che si è creata una strettissima alleanza fra editori spagnoli ed editori sudamericani. La seconda, è che gli editori spagnoli, e parlo degli indipendenti, stanno collaborando.

Stand di Océano, L'ora blu - La hora azul
Il principio è abbastanza semplice. Se la crisi sta mettendo in ginocchio tutti, è un problema di tutti, che non è sufficiente affrontare in una logica individualista di strategia editoriale. Certamente, un editore, oggi come oggi, deve per forza fare "i conti con i conti". Ma la prospettiva collettiva e, anzi, per usare una parola che mi piace di più, comune, degli editori stranieri mi ha molto colpito.
Non si tratta di trovare solamente soluzioni semplici come quella di condividere gli spazi dello stand (sappiamo tutti che le fiere costano). Si tratta di condividere esperienze, saperi, conoscenze. Cose molto, molto preziose per i singoli business. Si tratta di vedere il libro di un editore che espone di fianco a te, ma che magari non conosci, e suggerirgli di parlare con Tizio o Caio, o di presentarlo al concorso Sempronio. Si tratta di concepire la filiera editoriale come un sistema vitale in cui ogni singolo pezzo favorisce il buon funzionamento dell'organismo intero.
In una bella chiacchierata con Ángel e Sandra, che hanno creato l'agenzia per illustratori Pencil, abbiamo a lungo parlato proprio di questo. Di come, cioè, i ruoli nella filiera stiano diventando sempre più liquidi, e di come sia importante allargare i propri orizzonti di lavoro, per esempio, verso una maggiore comunicazione, al di là dei ruoli dei singoli; un po' come stiamo facendo noi con questo blog, in cui non facciamo mera promozione del catalogo e delle attività che lo riguardano, ma cerchiamo di dare una visione più ampia del lavoro editoriale nel senso più generale del termine, cioè di lavoro culturale, che non riguarda solo noi, ma tutto quello che ci sta intorno, creando continue occasioni di confronto e scambio. O, appunto, come fa Pencil, creando momenti di formazione degli illustratori e promuovendo il loro lavoro all'estero, non solo in quanto agenti, ma in un'ottica più allargata di diffusione della cultura dell'ilustrazione (come, appunto, in Filustra).

Poco prima dell'inizio della conferenza di Filustra "Más allá de las fronteras"

Abbiamo parlato di come un editore può far da agente a un illustratore che ha lavorato con lui, presentandogli editori stranieri; di come un agente può fare da collante fra editori di paesi diversi; di come gli illustratori possano scambiarsi opinioni, soluzioni su problematiche comuni, informazioni utili, collaborando tra loro e organizzandosi per aiutarsi e sostenersi a vicenda. Si è parlato insomma di un lavoro di collaborazione, ascolto delle esigenze degli altri, di condivisione.

Stand di Océano, Ninna nanna per una pecorella - Canción de cun para una ovejita
Se Facebook ci ha portato, negli ultimi dieci anni, a condividere contenuti in maniera quasi automatica, forse è il momento di applicare questa logica, in modo critico e costruttivo, anche all'interno di una catena produttiva come quella libraria che, invece, si è sempre definita attraverso ruoli precisi, spazi chiusi, inattivabili collegamenti.
In una logica di bene pubblico, che in Italia manca in maniera costitutiva (mia opinione personale, lo so, e continuerò a ripeterlo), aiutare il mio cosiddetto "concorrente", parlarci, condividere dubbi e perplessità, riflettere sui punti deboli e trovare soluzioni, aiuta anche me. Se un sistema così come lo conosciamo non funziona più, è il momento di ridisegnare la sua geografia.
Spesso si ragiona in termini di fette di mercato, di domanda-offerta e di concorrenza.
Io, in Messico, ho visto affacciarsi, e mi auguro che la cosa abbia uno sviluppo, una mentalità diversa, che si basa da una parte su una forte presa di coscienza dell'identità di ogni singolo editore, e dall'altra sul senso di appartenenza allo stesso orizzonte di lavoro e scambio. Ognuno fa e continuerà a fare i suoi libri come meglio crede; farà le cose che gli piacciono e piacciono al suo pubblico. Ogni editore continuerà a essere se stesso, ma insieme agli altri, con l'obiettivo di innalzare il livello qualitativo del prodotto-libro che si sta offrendo al pubblico. Certamente non è la soluzione alla crisi editoriale, che deve passare anche da una seria riflessione politica e che deve portare ad atti politici forti. Però questa costante osmosi di notizie, questo circolare di conoscenze, questo riflettere insieme, seduti a un tavolo, dopo otto ore di fiera, sulle possibilità di abbattere costi, creare nuove reti tra editori, librai e distributori; confrontarsi su problematiche concrete, sulle relazioni con le istituzioni e sulle loro risposte; promuovere la lettura con festival e incontri tematici, organizzati o patrocinati dagli editori stessi; questo dibattito così spontaneo, vivo, questo ribollire di idee che vanno e vengono, è l'atteggiamento giusto. Mai come a Guadalajara il proverbio "chi fa da sé fa per tre" mi sembrato più sbagliato.

sabato 18 gennaio 2014

È stampato!


Venerdì mattina, molto presto, alle Grafiche AZ, a Verona, accompagnati da un personaggio misterioso che presto ci racconterà le sue impressioni, abbiamo assistito all'avviamento della stampa del prossimo libro di Beatrice Alemagna: I cinque malfatti


Per cinque malfatti ci sono voluti ben cinque colori. Abbiamo stampato in simultanea l'edizione Topipittori, in libreria verso il 20 febbraio, ma anche quella francese per Hélium e quella brasiliana per WMF Martins Fontes.


Dato che non stiamo più nella pelle, nonostante le foto siano piuttosto brutte, abbiamo pensato di condividere con i lettori del blog questa anteprima dell'anteprima.


I librai possono già prenotarlo dal distributore. Gli altri dovranno attendere. Speriamo di riuscire a organizzare una sessione di dediche alla Fiera del Libro per Ragazzi a Bologna. Ma l'agenda di Beatrice sarà molto, molto piena. Quindi tenete le dita incrociate e aspettate comunicazioni ufficiali.


Per il momento, accontentatevi di queste immagini. Ma se proprio non riuscite ad aspettare, potete consolarvi comprandovi Buon viaggio, piccolino, o Che cos'è un bambino?.
Buon fine settimana dai Topi.

lunedì 13 gennaio 2014

Il tempo della scrittura libera

Nei giorni di Più libri più liberi, a dicembre, si è tenuto la fase  conclusiva del concorso Che typo sei?, durante cui cinque ragazzi di scuole medie romane sono stati premiati per essere stati selezionati, fra alcune centinaia di partecipanti, con i loro racconti per una piccola pubblicazione a cura di Più libri junior.
Più libri junior nasce nel 2009 come gioco letterario di Più libri più liberi dedicato ai più giovani. Obiettivo è quello di proporre alle scuole un’iniziativa di promozione della scrittura per coinvolgere i ragazzi.
Ogni anno viene stabilito un tema: Storie per attraversare i muri, nella prima edizione; nel 2010, Storie che fanno eco cioè racconti dedicati al tema dell’ambiente; nel 2011, Cinque storie da mangiare con gli occhi; e nel 2102, Qui comincia l’avventura per far immaginare ai ragazzi mondi possibili e avventurosi.
Quest’anno il tema, in omaggio Giambattista Bodoni a duecento anni dalla morte, è stato: Moderno, barbarico, selvaggio, curioso, raffinato, semplice, tecnologico, fantasioso. E tu che typo sei?. Perché se è vero che le lettere, come le persone, hanno una personalità, per l'appunto il carattere tipografico, nulla come la scrittura può rivelarsi, nei libri e fuori di essi, strumento migliore per raccontare se stessi e il proprio carattere.
Verso i primi di novembre Minimondi, nella persona di Paola Cantarelli, ha invitato Anna Castagnoli e me, Giovanna Zoboli, a fare parte della giuria selezionatrice dei racconti. Invito che entrambe abbiamo accettato con particolare curiosità e soddisfazione, trattandosi di ragazzi. Della giuria facevano parte la stessa Paola e Giulia Caminito.

Mi sono chiesta se questi racconti sarebbero potuti piacere al celebre tipografo di Saluzzo, Bodoni, divenuto famoso in tutto il mondo, e fino ai giorni nostri, per avere creato uno dei caratteri più belli del mondo.
Non possiamo ovviamente saperlo. Immagino, però, che avrebbe potuto apprezzare il piccolo libro edito in questa occasione, che potete sfogliare qui, per la bella grafica e le illustrazioni tipografiche dovuti allo studio Bunker.
E non escludo che, come noi giurato, sarebbe rimasto colpito dalle composizioni dei ragazzi premiati: Due tipi semplici di Lorenzo Bianchi, prima media; Sono un tipo tecnologico di Luca Sorace, terza media; Questa sono io di Chiara Fiammetta De Santis, prima media; Elzidin, il selvaggio di Zemir Reka, seconda media; Selvaggia di Monia Terlizzo, prima media.
Cinque composizioni sorprendenti per diverse ragioni che vanno dalla capacità di introspezione psicologica alla urgenza di raccontare se stessi in modo spiazzante, forte e diretto; dalla poeticità di sguardo alla bravura nell'invenzione di personaggi e atmosfere; dall'acume nelle osservazioni all'umorismo affettuoso e, a volte, all'ironia tagliente. Tutti strumenti espressivi che, se di competenza di ragazzini delle medie, diciamo che fanno impressione, in senso positivo, ovviamente.

Anna e io ci siamo sentite onorate di leggere ad alta voce davanti a un pubblico numeroso gli scritti di questi ragazzi. È stato commovente, bello, divertente. E non è una affermazione retorica. Abbiamo chiamato i vincitori sul palco per una stretta di mano e un breve scambio di parole, entrambe consapevoli dell'importanza che quel momento e quel piccolo libro avranno nelle vite di questi ragazzi.




In questo senso, è ammirevole l'iniziativa e l'idea di Più libri più liberi e di Minimondi di legare la fiera romana della piccola e media editoria alla scrittura, facendo uscire l'importanza delle storie e dei racconti dall'ambito della fiera e dei suoi pochi giorni per raggiungere scuole e ragazzi. Sono iniziative importanti e dovrebbero essere più frequenti perché sono un modo concreto di portare la parola, nel suo senso più alto e autentico, nei percorsi formativi istituzionali.
Nel chiudere questa cronaca, vi proponiamo un racconto dei cinque selezionati, gli altri li potete leggere qui, dove trovate pdf della pubblicazione che merita di essere sfogliata.



Selvaggia 
di Monia Terlizzo

Io sono selvaggia, proprio cosí, sono fatta cosí, mi piace arrampicarmi ovunque, guardare film d’avventura e… menare mio fratello. Indosso sempre, sempre ma sempre una tuta per muovermi, i miei colori preferiti sono il rosso, il colore piú ribelle, quello che, se ti ci sporchi, la macchia non si leva piú, il celeste, come il cielo che ogni giorno penso di poter toccare, e per ultimo il verde come la natura che mi diverte piú di tutto e mi piace osservare. Ogni selvaggio però ha le sue debolezze e io ho le mie: ho le vertigini e ne soffro tremendamente, non so nuotare e l’acqua mi terrorizza, sono claustrofobica, e ogni qualvolta mi trovo chiusa in un piccolo posto, mi manca il respiro e comincio a urlare. Ora vi lascio perché è finito il tempo della scrittura libera e la mia mano comincia a reclamare e penso che si vendicherà presto.

mercoledì 18 dicembre 2013

8,999 kg, ovvero Central Vapeur al microscopio

[di Diletta Colombo e Giulia Mirandola]

Siamo a Strasburgo in occasione di Central Vapeur tredicesima edizione per rappresentare Topipittori, ospite straniero 2013. Central Vapeur è una fiera dedicata all'editoria indipendente nata nel 2000. Cura il progetto l’associazione omonima, un collettivo costituito da editori, autori indipendenti e attori culturali di Strasburgo e Alsazia, sensibili soprattutto al fumetto e al disegno contemporanei. Ci troviamo ad Hall des Chars, ex centrale del latte trasformata a uso culturale. Al salone, oltre a noi, sono presenti trentacinque realtà diverse, che operano sia attraverso canali distributivi tradizionali sia nei circuiti indipendenti collegati a esperienze di riviste, festival, progetti editoriali realizzati a tiratura limitata e rivolti a un pubblico selezionato di appassionati e collezionisti.



A Jean Lecointre e Icinori è dedicata una piccola mostra che ha l'effetto della sorpresa, per l'intensità e la cura con cui è allestita, nonostante l'essenzialità. Oltre alle opere, chi visita la mostra, ha modo di scoprire e di leggere su comodi divani tutti i loro libri ed eventualmente di acquistarli all'interno del salone.



Destreggiarsi tra gli stand è facilissimo, portafogli permettendo. United Dead Artist è un'isola postdark-postpunk che raccoglie opere prime di disegnatrici giovanissime, titoli di autori del calibro di Blex Bolex, riviste di grande formato.


Les Rhubarbus vende a prezzi competitivi locandine di film mai esistiti e affiche di viaggi turistici avventurosi in luoghi immaginari realizzati in serigrafia.


Biscoto (http://www.biscotojournal.com/ ) è un giornale di illustrazione e fumetto mensile, per bambini dai sei anni, nato nel gennaio 2013 con una tiratura di 2000 copie a numero.


Lubok Verlag conquista per i colori smaglianti della storica rivista del gruppo di Leipzig e la gentilezza di Henriette. Orbis Pictus Club mostra uno dei libri più belli del salone, un abc di Jérémie Fischer, tra i fondatori del gruppo formatosi nel contesto dell'HEAR (École des Arts décoratifs de Strasbourg).


Éditions du livre tenta di rendere compatibile il linguaggio del silent book con quello della poesia visiva, in oggetti sofisticati prodotti a livello industriale, come il bellissimo Dans la lune.


Ma i veri principi del salone sono Icinori, che fanno sold out con Explorer, un leporello in serigrafia, senza parole, dedicato ai grandi esploratori da Colombo ad Neil Armstrong.


La principessa, invece, è Marion Fayolle che dedica i suoi libri allo stand delle Éditions Magnani, dove scoprire anche un delizioso picture book su uno strano personaggio privo di pancia. L'Association, collocato in mezzo al salone, ne rappresenta simbolicamente il cuore. Qui ci sono tutti: da David B. a Satrapi, da Rupert e Mullot a Guibert. Portiamo con noi questo reportage dai ghiacci, fiocco natalizio insieme a un libro quadrato sui diversi modi di chiamare la neve secondo gli Inuit, di La nef des fous.


Papier Gâchette ha l'odore d'inchiostro dell'esperienza della stampa artigianale, tra libri, quaderni, cartoline, poster a prezzi imbattibili, senza rinunciare alla cura del progetto. Delle celebri Éditions 2024, si vorrebbe avere il catalogo completo. Ci accontentiamo (si fa per dire) di una copia di AZ firmata dall'autore, Guillaume Chaucat.


Mescolata tra i progetti maggiormente sperimentali, c'è Séries Graphiques, la futura libreria café che sorgerà a Strasburgo a marzo 2014, specializzata in disegno contemporaneo, illustrazione, grafica, fumetto, arte, architettura, design.


Central Vapeur, offre a chi giunge da visitatore, una panoramica ampia e internazionale per capire chi sono realmente, tra le realtà indipendenti, le novità e i protagonisti. Soprattutto, è un osservatorio dinamico. Qui, si coniugano in modo armonico qualità organizzative, ricerca, capacità progettuale e commerciale. Il confronto tra operatori di settore si svolge a un livello alto di comunicazione, dove contano in pari misura lo scambio intellettuale e commerciale, il profilo professionale e quello umano. Queste caratteristiche fanno sì che si possa parlare di una effettiva proposta di mercato alternativa. Essa appare attenta alla crescita e allo stesso tempo al ruolo indipendente degli autori. È influenzata positivamente da una visione organica di tutti i passaggi necessari al successo di un progetto editoriale, dall'ideazione alla vendita.
Il festival è accompagnato da un via vai di persone strettamente interessate ai linguaggi presenti al festival: autori, editori, curatori. Tuttavia, c'è spazio per altro: la musica, che anima le serate fino a notte fonda; i laboratori di stampa, per bambini e adulti.



Mentre vendiamo i libri del catalogo Topipittori (esaurito Forte come un orso; vanno per la maggiore C'è posto per tutti e Il grande libro dei pisolini), constatiamo la natura composita del pubblico di Central Vapeur.


Partecipano mamme con bambini nel marsupio e in passeggino, bambini che hanno caldo e protestano per muoversi in maglietta e senza scarpe, lettrici e lettori provenienti da paesi non europei (Sud America, Stati Uniti, Giappone, Africa).



Fino all'ultimo minuto non possiamo prevedere quello che ci accadrà grazie a un premio indetto dagli organizzatori del festival e che consiste nell'indovinare il peso di un paniere di prodotti editoriali donati dai trentacinque espositori. C'è chi dice 26 kg, chi 11, chi 9, 450. Noi puntiamo su 8, 999 kg. Con la nostra previsione, sbagliamo di un solo grammo il peso esatto e siamo ufficialmente le vincitrici della tredicesima edizione del premio.
«Giulia, adesso come facciamo a tornare? Abbiamo già uno zaino e un trolley a testa pieni di libri.»
«Ma ti rendi conto, Diletta, è una notizia sensazionale, dobbiamo festeggiare! Ti porto a cena in un ristorante indiano!»
«Giulia, ma come facciamo a tornare? Pensa ai bagagli. Vado a comprare due borse.»
«Preferisci cucina kashmere o alsaziana?»
«Giulia! Mi ascolti!... Ok, vada per Bollywood.»