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mercoledì 16 settembre 2015

Recollection. Illustrare, ascoltare e conoscere la pianura veronese

Cliccare sull'immagine per leggere.
[di Valeria Marchi]

Ho pensato a Recollection un giorno in cui, a cena con un'amica, ho incontrato una persona che mi ha chiesto: «Perché non pensi a un progetto culturale per Villafranca?» E da qui è partito tutto.
La Villafranca in questione è una cittadina di pianura nella provincia di Verona, piatta e industriale: ci sono case, negozi, gelaterie, scuole, supermercati e tutto quello che in una cittadina di pianura, piatta e industriale, si immagina di trovare.
Vi sono però anche dei luoghi speciali: un castello scaligero, una vecchia stazione ferroviaria, un caffè storico liberty, un parco che costeggia il fiume, una chiesetta antica intitolata a San Rocco e un palazzo settecentesco noto come Palazzo Bottagisio o Casa del Trattato, dove l’11 luglio 1859 si incontrarono l’imperatore di Francia Napoleone III e l’imperatore d’Austria-Ungheria Francesco Giuseppe per firmare l’armistizio che decretò la fine della Seconda Guerra d’Indipendenza. Villafranca, insomma, è un luogo pieno di storia e di storie da raccontare.

Recollection. Arte e Memoria è costruito intorno a una domanda: come possono osservare, conoscere e vivere il territorio con occhi e linguaggi nuovi gli abitanti di questa città?
Nel progetto, l'arte e la memoria si intersecano perché sono legate alla stessa radice: l'ambiente, il paesaggio, la storia, gli abitanti del luogo.
Tutto è nato da un'idea che si è sviluppata con un'associazione locale, Associazione Culturale Contemporanea.Lab  (pagina fb), costituita da giovani storici che cercano di fare attività di promozione del loro territorio, e da Giulia Mirandola (pagina fb), che si occupa di libri illustrati e di moltissime altre cose realtive alla lettura dell'immagini. Dunque, abbiamo condiviso le energie dividendo il progetto in tre fasi e per obiettivi.

Primo atto: le scuole + i laboratori Architettando Villafranca + una mostra.

Architettando Villafranca, Valeria Marchi.

Tra ottobre e novembre i bambini di IV e V delle scuole primarie di Villafranca vivranno l'esperienza di mettere a confronto l'immagine attuale della loro città con le molte immagini del passato, in una visita "guidata" ad alcuni luoghi villafranchesi, e in un laboratorio creativo che sarà condotto da un'illustratrice veronese, Valeria Bigardi. Valeria fa deliziosi quadretti illustrati, borse, magliette e stampe, lavora spesso con i bambini e si diverte con LEFAVE, "un grappolo di idee diverse ma vicine, condivise dalle stesse mani e dagli stessi corpi: laboratori teatrali per bambini e adulti, creazioni artigianali con materiali di recupero, spettacoli con burattini e con corpi veri, stampa su carta e tessuto di illustrazioni, esperimenti di scrittura inattesa e di abitazione obliqua degli spazi cittadini... ". Alla fine di tutti i laboratori, creeremo una mostra delle nuove visioni architettoniche di Villafranca costruite dai bambini.



Secondo atto: gli adulti, le famiglie, gli illustratori (e gli aspiranti), gli appassionati, i curiosi + il workshop Pianura Disegnata + una passeggiata culturale.

Il 4 ottobre, con l'illustratrice e fumettista Giulia Sagramola, (pagina fb) si va in passeggiata per Villafranca e ci si ferma in alcune tappe a osservare, discutere e disegnare quello che si vede, ma anche quello che si immagina. Vilafranca sarà vista attraverso il segno grafico di Giulia e le parole dei ragazzi di Contemporanea.Lab, che racconteranno le storie dei luoghi visti. Pianura Disegnata è il nome che io e Giulia Mirandola abbiamo dato a questa giornata: l'ispirazione è nata dalle bellissime esperienze dei workshop di Montagna Disegnata che Giulia ha realizzato in tante valli trentine in questi anni.
Quando ho scoperto il progetto di Montagna Disegnata ho subito pensato che potesse diventare un modo per approfondire i nostri paesaggi di pianura, che io stessa spesso ho letto con diffidenza e indifferenza, osservandone le brutture, il grigiore, la ripetizione. Dunque, uno sguardo mediato dall'illustrazione, ho pensato, può portare nuovi approcci.

Giulia Sagramola.

Illustrazione di G. Sagramola.
Terzo atto: gli adulti, i giovani, gli studenti, i musicisti, i curiosi "digitali" + il workshop Pianura Ascoltata + una passeggiata sonora.

Con Portobeseno, un progetto che si occupa di archivi multimediali 2.0, progetti sul territorio, il paesaggio, la memoria individuale e collettiva, si utilizzeranno diverse tecniche e alcuni strumenti (registratori digitali, fotocamera, mappe web) per fare un’esperienza guidata del territorio, come fossimo degli antropologi multimediali. Scopriremo alcune nozioni di registrazione digitale, montaggio e utilizzo di software open source, per raccontare la città di Villafranca con il suono ambientale e le audio narrazioni. Saranno raccolti suoni, rumori e interviste a alcuni abitanti del luogo e creeremo, così, una specie di archivio atipico della città.


Quando?

Pianura Disegnata | 4 ottobre 2015
Pianura Ascoltata | 24 -25 ottobre 2015

Qui puoi trovare la pagina Fb di Recollection, e scoprire come il progetto va avanti.
 Per info e iscrizioni contattaci.

Fasi di registrazione a Montagna disegnata.

venerdì 5 giugno 2015

La chitarrina rivoluzionaria

[di Giulia Mirandola e Chiara Raffaelli]

Si chiama Chiquitica ed è una piccola chitarra prodotta a bassissimo costo concepita per diffondere l'educazione musicale in Burundi e a Cuba, grazie all'impegno di un musicista italiano e di alcune associazioni di volontariato attive in Italia e in questi paesi stranieri, tra cui l’Associazione Spagnolli-Bazzoni Onlus.




Ho conosciuto la Chiquitica (in spagnolo significa “piccolina”) qualche mese fa, durante un concerto a casa di Chiara Raffaelli. Si tratta di una cosa bella chiamata House concert, una situazione molto conviviale dove i musicisti si esibiscono gratuitamente in casa invece che in uno spazio pubblico, allo scopo di raccogliere fondi per sostenere le spese di produzione di Chiquitica. Il concerto è avvenuto in contemporanea ad altri momenti musicali, ospitati in altre case, volti a promuovere UpDoo World, che è la culla in cui è nata la prima chiquitica.



Ho quindi conosciuto meglio Chiara Raffaelli e Lorenzo Frizzera, per tutti Friz, il musicista cui si deve l'ideazione della piccola chitarra. Tornata a casa mi sono chiesta come poter aiutare il loro progetto a crescere. Ho condiviso da subito le mie riflessioni con Diletta Colombo e Chiara Bottani di Spazio b**k (con le quali mi accade facilmente di dare forma compiuta ai desideri abbozzati).




Il pubblico milanese avrebbe conosciuto Chiquitica sabato, 23 maggio, durante una giornata dedicata alla musica e all'illustrazione. Alla festa per Chiquitica erano presenti anche i Topipittori, che alla fine della serata, emozionati, ci hanno chiesto di scrivere questo post.




A Chiquitica. Giornata di musica e illustrazione hanno partecipato tanti bambini, tanti illustratori, giovani, meno giovani, signore cui piace la musica jazz, genitori di tutte le età, editori, grafici, maestre di yoga, maestri di musica, superottisti, studenti, amici, innamorati. Per un pomeriggio e una serata, Chiquitica ha movimentato Spazio B**K con ospitalità differenti: la Banda Erode diretta da Vincenzo Onida (dove c'era pure un trombone blu elettrico), il chitarrista Lorenzo Frizzera (che ha suonato la Chiquitica illustrata da Maurizio Minoggio), alcuni illustratori cui si deve la realizzazione di una collezione di Chiquitica d'autore, vendute al termine del concerto.




Il ricavato della vendita di Chiquitica servirà a finanziare la produzione di chitarrine destinate a bambini che frequentano la scuola musicale della città di Bujumbura, in Burundi (la prima scuola musicale del paese), e agli studenti dei corsi di musica attivati a Rodas, a Cuba.




La collezione di Chiquitica d'autore è nata chiedendo a 18 illustratori e illustratrici e a 2 bambini e bambine, di disegnare sulla cassa armonica (di cartone) di Chiquitica. Hanno detto sì Guido Scarabottolo, Maurizio Minoggio, Francesca Bazzurro, Claude Marzotto, Vito Manolo Roma, Massimo Caccia, Alice Beniero, Gaetani, Marta Jorio, Anna Resmini, Giulia Orecchia, Emanuela Bussolati, Alicia Baladan, Gaia Stella, Ilaria Faccioli, Arianna Vairo, Pietro Corraini, Emanuela Ligabue, una coppia di fratelli e una bambina di nome Melita.





Lorenzo Frizzera (Friz) ha suonato e raccontato. In alcuni momenti ci siamo un po’ commossi a sentirgli usare certe parole e note. Friz prova a dire perché suoniamo: gli piace la possibilità che un bambino o una persona di ottant’anni che vivono in paesi dove c'è la guerra o la libertà è limitata per motivi politici abbiano pari diritto di imparare a suonare uno strumento musicale. Ricorda che ci sono mille modi di soffrire e che la musica li allontana da questi. Scherza con gli accordi maggiori e invita a tenere una chiquitica sempre a portata di mano: quando siamo nel traffico, quando siamo arrabbiati, quando siamo disperati…. quello è il momento di un RE maggiore.



UpDoo World crede che la musica possa unire e migliorare la vita delle persone. Per promuovere la sua attività e per raccogliere fondi destinati alla produzione di strumenti musicali artigianali a basso costo, si sono attivate energie e persone che insieme crediamo capaci di spostare montagne. Oltre alla programmazione house concert, alla produzione e alla spedizione di chiquitica, UpDoo World è impegnata in altri esperimenti interessanti, tra cui l'organizzazione di banchetti ai concerti, di incontri informativi nelle scuole, di mercatini di strumenti musicali usati. La collezione di Chiquitica d'autore è stata un'esperienza che ci piacerebbe ripetere presto, in altre città e spazi, insieme ad altri disegnatori.






Chiquitica non rimarrà un esperimento isolato. UpDoo World sta lavorando affinché possano nascere accanto alla chitarrina altri strumenti musicali basati sul medesimo concetto: oggetti costruiti in modo artigianale, a basso costo e alta resa acustica, per imparare a suonare il mondo.


mercoledì 15 aprile 2015

PiPPo al MART

[di Giulia Mirandola]

PiPPo continua a testimoniare che in mano a lettori intelligenti, questa collana sa generare esperienze educative e umane di straordinaria intensità e valore. Lo hanno dimostrato, dal 2013 a oggi, il gioco Pippo non lo sa e la sua seconda edizione intitolata Le scarpe di Pippo. Lo confermano gli eclatanti risultati dei laboratori condotti da Ada Colombi nella scuola dell'infanzia. Lo ribadiscono le sessioni di educazione all'immagine curate da Marta Sironi con Francesca Zoboli e con Francesca Bazzurro in alcune classi della scuola primaria, accompagnate nei musei milanesi, dove è svelata l'intimità con l'arte invece del suo spettacolo.


Da gennaio 2015, la Piccola Pinacoteca Portatile di Topipittori è al centro di un nuovo scenario, che ha per la prima volta come interlocutore principale un museo italiano, il Mart-Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Grazie a questo legame virtuoso, il percorso della collana, già ricco di esperienze riuscite, sfocia in un programma articolato, di cui sono in parte responsabile. Da subito è piaciuto a Cristiana Collu, direttrice del Mart fino a gennaio 2015, che ne ha promosso il compimento.


PiPPo ha scelto di dialogare con questa istituzione pubblica attraverso una formula che collega tra loro aree museali differenti e suscita effetti sia all'interno sia all'esterno del museo. L'impegno profuso ha avuto come esiti la progettazione e la realizzazione di un volume dedicato a Fortunato Depero, Depero e la Casa del Mago, illustrato da Lucia Pescador e scritto da Marta Sironi; la proposta di Piccole pinacoteche, un seminario di due giornate, rivolto a insegnanti e operatori didattici e museali; la formazione di un gruppo ristretto di operatori interni all'area educazione del museo; la conduzione di Museo Disegnato, un ciclo di laboratori raccomandati alla scuola dell'infanzia e primaria.

 Di questi momenti proverò a raccontarne due in particolare, documentati da me attraverso il materiale fotografico prodotto nel corso di Piccole pinacoteche e Museo Disegnato, che qui condivido. Il corso di formazione è nato da un’idea maturata nel corso del 2014, insieme a Giovanna Zoboli e Paolo Canton di Topipittori, in seguito sottoposta a Carlo Tamanini (responsabile Area Educazione Mart) e approvata. L'unicità di questo corso è nell'impronta voluta per la sua struttura: aperta al confronto diretto tra chi legge la collana Pippo e chi la fa, tra chi la progetta e chi la utilizza negli ambienti della scuola. A Rovereto, infatti, per studiare e analizzare al microscopio PiPPo, sono giunti tutti insieme i Topipittori, Guido Scarabottolo, Marta Sironi, Francesca Zoboli, Ada Colombi e Giulia Mirandola. Giovanna Zoboli ha ripercorso alcune tappe della genesi di Pippo, ha offerto alcune anticipazioni sui volumi in corso di realizzazione e ha sottolineato un concetto che pare ovvio ma tale non è: a una cosa bella che è l'arte Topipittori ritiene debba corrispondere un modello editoriale bello altrettanto.


Quando prende la parola Francesca Zoboli, autrice di Dame e cavalieri, il tavolo attorno a cui siedono i partecipanti - 25 donne e uomini giunti dal Trentino, dal Veneto, dalla Lombardia, dall'Emilia-Romagna – si riempie di forbici, tubetti di colla, splendide carte decorate dall'autrice, vecchie riviste da ritagliare. Le mani dicono più delle frasi, in questo tipo di discorsi. Quelle di Francesca Zoboli hanno il dono della sintesi. Dalle pagine di Dame e cavalieri ciascuno impara come giocare a PiPPo e come rivalutare il concetto di copia.


Marta Sironi è l'anima dei testi di tutti i volumi della collana PiPPo. Parla di PiPPo come di una creatura in evoluzione, adatta a provocare confidenza tra bambini e quadri, amica dei giochi linguistici e formali, perfetta per trascorrere in modo non rituale il tempo della scuola e quello della scuola nello spazio museale. Ada Colombi è pragmatica. Della sua testimonianza nella scuola dell'infanzia, riporta immagini altamente significative, da cui emerge una realtà inconfutabile: la collana PiPPo può essere integrata alla programmazione scolastica ordinaria, ma ci vuole fatica, energia, volontà, impegno. Guido Scarabottolo, che della collana PiPPo è il nume tutelare, dopo avere raccontato la storia della PUT (Pinacoteca Universale Topolò) e della PIPO (Pinacoteca Portatile), invita il gruppo a una sessione di disegno davanti all'opera Depravities of war di Sandow Birk (2007, Collection of Deborah and Andy Rappaport), esposta all'interno della mostra La guerra che verrà non è la prima. Copiare è difficilissimo per chi non ha mani educate a disegnare.


Museo Disegnato è un laboratorio riservato a bambini e bambine della scuola dell'infanzia e primaria e alle loro maestre, costruito a partire dalle pagine di Depero e la casa del mago di Lucia Pescador e Marta Sironi. Si tratta di tredici appuntamenti in calendario da gennaio a maggio 2015, che ho il piacere di seguire in prima persona. Per fare Museo Disegnato servono una copia di Depero e la casa del mago; un arazzo di Fortunato Depero intitolato Guerra-Festa (1925, Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma), esposto temporaneamente all'interno della mostra La guerra che verrà non è la prima; vecchie buste da lettera, cartoncini blu, neri color panna un po' appassiti dal tempo, timbri appartenuti a zii e nonni coetanei di Depero, pagine di album fotografici scampati a traslochi, sgomberi di cantine, fallimenti di cartolerie; retini colorati, pastelli a olio, partiture musicali, quaderni pentagrammati.


Suscitare il piacere della composizione è la tensione che guida il laboratorio, mentre ciascuno si cimenta nella stesura di poesie telegrafiche, canzonette rumoriste, disegni di marionette meccaniche, manifesti pubblicitari, schizzi per costumi di scena, in puro stile futurista.  Il gioco di leggere le figure di Depero si materializza in quadri compiuti, che sommati tra loro, tra qualche mese, daranno luogo a una piccola grande pinacoteca dei bambini, aperta al pubblico del Mart.