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lunedì 20 luglio 2015

12 malfatti ovvero "vedere il bambino"

[di Adolfo Serra e Carolina Lesa Brown]

“Vedere il bambino. Tutto sta nel vedere il bambino e non la sua disabilità.”
Forse questa è la prima frase che s’impara quando si lavora con bambini che hanno necessità educative speciali. Forse perché la nostra stessa storia ci dice che le parole hanno il potere di avvicinarci, ma anche di allontanarci gli uni dagli altri, anche se sembra che la distanza reale continui a smentire questo fatto. Questo accade con parole come “autismo”, “asperger” o altre parole vincolate alle “altre capacità”, termine all’ultimo grido nell’ambito delle etichette che s’impongono a bambini e bambine che non rientrano nei parametri della norma, nelle percentuali né nelle valutazioni psicopedagogiche. Etichette contro cui ogni giorno dobbiamo dichiarare una battaglia perché non induriscano il cuore di chi le porta, come la brina la Regina delle Nevi, dato che si tratta di etichette che non sanno raccontare quello che rappresentano.
Qualche mese fa, abbiamo iniziato a realizzare laboratori di letteratura e illustrazione nel Centro di Attenzione Precoce (CAT) e nel Gabinetto Psicopedagogico dell’associazione Aspadir.


Al principio: “Vedere i bambini e non la loro disabilità”, ne abbiamo aggiunto un altro: “Tutti abbiamo diritto alla buona letteratura e all’illustrazione di qualità”. Per questo motivo, quando è arrivato nelle nostre mani Los Cinco Desastres di Beatrice Alemagna, non abbiamo potuto resistere all’impulso di includerlo in uno dei laboratori.
L’opera, pubblicata in Spagna da A buen paso e in Italia da Topipittori, costituisce in se stessa un invito a pensare al modo in cui le nostre apparenti debolezze diventano autentici punti di forza, a riflettere su ciò che significano perfezione e imperfezione, così come i loro possibili vantaggi e svantaggi: un’opportunità per parlare di noi, dell’ordine e del caos attraverso illustrazioni allo stesso tempo belle e suggestive, che consentono un interessante approccio a partire dalla plastica.


Abbiamo iniziato a divertirci fin dal momento della scelta. Più che un laboratorio, abbiamo preparato un piano: creare un’esperienza che potesse arricchire i partecipanti, che fosse piacevole e indimenticabile. Così ci siamo messi in marcia!

I partecipanti erano i bambini e le bambine del gruppo di abilità sociali, che oscillano fra gli 8 e i 12 anni, con i profili più variegati: autismo, asperger, difficoltà auditive e visive gravi, disturbo da deficit di attenzione, bambini con membra amputate e altri con problemi d’integrazione sociale. Allo stesso tempo si trattava di bambini e bambine provvisti di un’invidiabile capacità di meravigliarsi, sperimentare, provar piacere.

Innanzitutto abbiamo letto il racconto.
“Cosa ne pensate?”, abbiamo chiesto alla fine.
“Bene! No, molto di più!”, hanno risposto sorridendo.
L’album aveva colpito nel segno, toccandoli profondamente. Tutti cercavano la complicità nello sguardo di un compagno e si notava che avevano iniziato un dialogo interno con la lettura.
Abbiamo deciso di rispettare questo dialogo e di non fare altre domande. Avremmo avuto tempo per parlare alla fine del laboratorio.
Allora abbiamo portato i bambini a un grande tavolo coperto da una tovaglia. “Uno, due e tre!”, abbiamo gridato: la tovaglia è caduta, e allegria e sorpresa sono apparsi sui loro volti. C'è stato bisogno di un po’ d’aiuto per guardare e discernere quello che si trovava davanti a loro: c’erano scatole, recipienti, fili, pitture, rotoli, carte, legni… e una gran varietà di materiali, in attesa di entrare a far parte del “malfatto” che ognuno avrebbe costruito.


Alla fine dell’ora, nel momento di mettere in comune i lavori realizzati, abbiamo incontrato nuovi amici: “Elvis insanguinato”, il migliore in pista, anche se ogni tanto dà dei pestoni mortali. Comunque sia, Elvis vive in una scatola (casa) da cui quasi non vuole uscire.
“Gel” è l’opposto della sua autrice: alta e con le braccia lunghe, così impacciata che non riesce a passare inosservata, però proprio per questo attira l’attenzione degli altri.


Le braccia costituiscono un elemento fondamentale anche del “malfatto” creato da Maria*, una bella bambina che ha una tal ansia di abbracciare gli altri che esaurisce la pazienza di molti possibili amici. L’opera di Giovanni*, invece, è un complesso robot con unghie grandi che ti danno la caccia e, allo stesso tempo, capaci di fare il solletico come nessun altro. Non sono mancati malfatti bravissimi nella lotta né altri che, con le loro lacrime, possono creare antidoti per curare.

L’esperienza del laboratorio realizzato con I cinque Malfatti ha corroborato la convinzione che la letteratura e l’illustrazione sono territori d’incontro. Lì, i bambini e le bambine abitano la stessa storia, ma ognuno costruisce il suo significato personale. Si tratta di luoghi in cui non c’è spazio per il giudizio e questo permette di limitarsi a essere se stessi. Perciò scommettiamo sull’illustrazione: a tutti i bambini piace dipingere, disegnare, ascoltare storie e poter raccontare le loro. Giocare con le forme, i colori, scoprire tessiture… Si tratta di emozioni originali e immediate, esperienze che coinvolgono l’essere umano in modo istantaneo attraverso i sensi e tracciano una possibile strada, relazione, dall’esterno all’interno e dell’interno verso l’esterno.
Scommettiamo sulla qualità letteraria: i nostri lettori non hanno bisogno di opere semplificate, di tono compassionevole, che parlino delle loro “altre capacità” e ricordino tutte le etichette che vengono loro appioppate. Anzi, il contrario: hanno bisogno di libri e illustrazioni che li incitino a giocare con la lettura, perché è nel gioco che una persona si crea e ricrea.
I nostri bambini cercano albi che accendano in loro la voglia di parlare con se stessi e instaurare un dialogo da pari a pari con il mondo, perché in questo consiste l’inclusione. Esigono opere che risveglino la risata, raccolgano le loro paure e riservino alcune pagine per il pianto, perché nella vita c’è posto per tutto.


Lavoriamo con libri in cui c’è spazio per l’utopia e anche per la realtà; perché tutti i bambini e tutte le bambine hanno il diritto di accedere alle possibilità offerte dall’arte ed è nostro obbligo, in quanto adulti, offrire loro questa possibilità. Non possiamo dimenticare che qui si mettono in gioco la nostra parola e la nostra immagine in quanto agenti del futuro; se ce ne dimenticassimo sarebbe un vero e proprio disastro.

*I nomi dei bambini sono stati modificati per proteggere la loro identità. Ringraziamo la associazione Aspadir per la fiducia e soprattutto tutte le terapeute che ci accompagnano in ogni laboratorio.

(traduzione di Arianna Squilloni)


lunedì 18 maggio 2015

Brava, Beatrice!

[di Vittoria Negro]

Lo stupore, è una delle più belle sensazioni che si possono provare di fronte a qualcosa di inaspettato, ma in qualche modo atteso. Questo è quello che ho provato quando ho sfogliato I 5 malfatti la prima volta ed è ciò che vedo ogni volta che lo leggo con i bambini con cui lavoro. Anche gli insegnanti si stupiscono di fronte a una complicata semplicità che racconta di come, fatti ciascuno a nostro modo, possiamo essere unici, preziosi, intelligenti e sbagliati. Essere stupita è una delle cose che più mi piace, che lo stupore arrivi da un libro, un film, un gesto, una frase non è importante, lo è invece che succeda e non di rado. I bambini mi stupiscono continuamente con la loro attenzione sopraffina che arriva molto lontano, vedono anche ciò che non c’è ma potrebbe e questo libro è fatto apposta per loro.
E quando per I 5 malfatti ho trovato due seconde elementari, un bel gruppo di ragazzini con lo sguardo lungo, e due insegnanti che hanno visto nel libro (testo e illustrazioni) potenzialità grandi per affrontare temi quotidiani come le differenze di capacità, la timidezza, la lentezza, il disordine, la creatività dei loro alunni il gioco era già iniziato.
La lettura della breve storia è stata seguita con attenzione: tutti vicini, sfogliando il libro e cercando con lo sguardo nelle illustrazioni quello che le parole non raccontano, ma le immagini sì, e con dovizia di particolari, come l’espressione dei protagonisti, l’arredamento della casa, i colori delle coperte e il pavimento della storia, come ha osservato una bambina.

I cinque malfatti più il Perfetto. Illustrazione di Beatrice Allemagna.

Poi ci siamo messi a parlare del significato della parola malfatti:  il contrario di benfatti, un modo per dire che una cosa o una persona è sbagliata. Inizialmente molti i riferimenti all’aspetto esteriore, all’abbigliamento, alle forme e alle posture, poi un ragazzino sveglio e attento ha detto che potevano esserci anche cose che non si vedono nelle figure, cose immaginate, cose che poi la storia ci ha raccontato. Ancora: è stato detto che qualcosa è malfatto per qualcuno e non per un altro, per esempio chi è vegetariano pensa che sia malfatto chi mangia carne; è ritornata ancora  la parola sbagliato/a e due bambini hanno puntualizzato che sbagliato non è malfatto, malfatto non è sbagliato, ma diverso da quello che si può immaginare o credere che sia.

Alesha, autrice di questo disegno, è una bambina pachistana.
Per lei alcune parole del testo sono difficili, non per questo
 ha rinunciato alla sua interpretazione grafica del personaggio.
Alessandro è l’inventore del titolo di questo racconto di laboratorio.
Mi piace la spiegazione relativa alla scrittura  "brutta"
in quanto opera del suo malfatto.

Su questo punto, dopo un’animata discussione, ci sono state diverse affermazioni, ecco quella che ci ha convinti: un'addizione ha un risultato che è giusto oppure no; le altre cose, moltissime, per fortuna, possono avere diverse risposte e risultati, come accade per i Malfatti. Loro sono una possibilità, un risultato, anche giusto. A questo punto ho spiegato al gruppo che le illustrazioni e il testo de I 5 malfatti sono di un’unica autrice, Beatrice Alemagna, che ha pubblicato altri albi illustrati, ha uno stile molto personale e usa materiali differenti  per le sue illustrazioni; quindi, ho osservato che il testo e le immagini sono molto legati fra loro, perché vengono dalla stessa mano. E a questo punto, il bambino autore del titolo ha precisato: “Anche dalla stessa mente” e alla fine di questa chiacchierata ha aggiunto: “Brava, Beatrice!”.

Sofia: una doccia al succo di pesca, una doccia malfatta o sbagliata?
Oppure dolcissima? Questione di punti di vista. Nel disegno viene
ripreso il titolo e Beatrice Alemagna diventa bravissima!

I disegni che illustrano questo post riprendono in parte le cose che sono state dette, alcuni si rifanno alla storia, altri inventano nuove situazioni in cui i Malfatti sono protagonisti. Non tutti i personaggi ritornano nelle elaborazioni grafiche degli alunni. Grande successo per la Capovolta e lo Sbagliato. Osservandoli, si trovano particolari legati alle illustrazioni, le decorazioni dell’abito della Capovolta e i disegni di Sbagliato, insieme a variazioni personali, come la doccia con il succo di frutta e relativa pozzanghera. Per realizzare il Piegato abbiamo usato fogli di giornale, come nella tavola originale.

Davide: Capovolta e Bucato insieme, 
uno è sotto la doccia e l’altra, lo guarda.
Ludovica: altra Capovolta, notare il segno a zig zag
sotto la testa che indica il ritmo dei salti a testa in giù.

Mi sono molto divertita. Mi sono divertita  perché quando un libro mi piace tanto la vera prova la supera quando lo propongo ai ragazzini, quando con loro leggo, guardo, scavo, cerco e trovo. Certo con i libri belli è meglio, e i  libri belli ci sono, bisogna cercarli. Ripensando all’incontro, mi sono accorta che il Perfetto non se l’è filato nessuno; o, meglio, l’unica cosa emersa in proposito è stata la parola nullità che non è piaciuta molto, quasi un’offesa, perché “almeno una cosa tutti la sanno fare, anche se sono malfatti”, ha commentato un bimbo in genere piuttosto silenzioso.

Soraya: Capovolta al parco, per chi guarda l’albero
potrebbe essere appesa alle nuvole?

Altro particolare che mi ero persa, i fichi d’india. Dove abitiamo noi (Sardegna sud-ovest) ce ne sono davvero tanti, sui bordi delle strade, lungo i muri a secco in campagna, belli grandi, verde lucido dopo la pioggia e con frutti succosi a fine estate, proprio come quelli che circondano la rabbia del Bucato. E infine le pacche sulle spalle, quelle fanno la differenza: malfatti, ma, insieme, amici,  “in cricca” come dicono qua e se manca la perfezione pazienza, potremo cercare qualcosa di perfetto in ognuno, ogni giorno, anche una cosa piccola, perché tutto sarebbe troppo.

Elena: ha scelto il malfatto Piegato, e con gli accessori aggiunti
ha fatto il proprio autoritratto (capelli ricci e borsetta rosa con cuore).
Elias: Piegato sotto la pioggia.

Sentirsi tutti Malfatti, anche in una cosa sola (“Io non leggo molto bene”, mi ha detto sottovoce la bambina al banco vicino alla cattedra), avere punti di vista differenti e poterli mettere insieme con quelli degli amici, scegliere qual è il personaggio che non solo ci piace tanto, ma sotto sotto ci somiglia. Infine, la chiusa della discussione, da parte del filosofo della classe: “Comunque malfatti siamo un po’ tutti” e, poi, tutti a disegnare!

Gabriele: Sbagliato e i suoi lavori.
Marika: Sbagliato dipinge con un pennello rosso gocciolante.

Io ho scelto la Capovolta perché mi piace vedere qualcosa solo io, almeno qualche volta.
Ringrazio i bambini della scuola Primaria di Gonnesa, le insegnanti e la bibliotecaria che non smette mai di cercare modi per portare libri e storie a scuola.
E infine, una riflessione sul pavimento a quadretti della storia: a parte che già altri prima di noi ne hanno detto, vogliamo puntualizzare che il  pavimento della scuola primaria del Comune di Gonnesa, cittadina del Sulcis Iglesiente  è proprio uguale a quello a quadretti sul quale dorme il Molle e sul quale pedala lo Sbagliato: guardare per credere!


giovedì 2 aprile 2015

Malfatti, ma vincitori!

Il Premio LiBeR, giunto alla sedicesima edizione, viene assegnato dalla rivista omonima ai migliori libri dell’anno appena trascorso, selezionati da un giuria di 56 esperti di editoria per bambini e ragazzi (bibliotecari, educatori, docenti, studiosi, librai…).
Quest’anno al primo posto c'è stato un ex-aequo:

- I cinque malfatti di Beatrice Alemagna
- Jane, la volpe e io di Fanny Britt e Isabelle Arsenault (Mondadori).

Al secondo posto ancora un caso di ex-aequo tra:
- Fuori fuoco di Chiara Carminati (Bompiani)
- Il giorno degli eroi di Guido Sgardoli (Rizzoli)
- Virginia Wolf: la bambina con il lupo dentro di Kyo Maclear e Isabelle Arsenault (Rizzoli).

Beatrice al nostro stand.
Al nostro stand c'era anche Bubo...




















Ieri, 1 aprile alle ore 10.45, alla Fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna, si è tenuta la cerimonia di premiazione. Ringraziamo la giuria e la redazione di LiBeR per questo premio, e naturalmente anche la nostra Beatrice Alemagna che abbiamo la fortuna di pubblicare.

Mentre i cinque malfatti, ovviamente, come al solito dormivano della grossa.

giovedì 17 aprile 2014

Il grillo dei Malfatti

La prima edizione di I Cinque Malfatti va rapidamente esaurendosi e, coerentemente con la logica capovolta dei nostri, è uscita ieri la presentazione video del libro: un delizioso film con la regia di Emmanuel Feliu e le musiche di Kevin MacLeo e, ovviamente, le immagini degli ormai celebri cinque perdigiorno di Beatrice Alemagna.



Grazie a questo video sappiamo, ora, come finora avevamo solo potuto supporre, che il Molle russa, che i piccioni che lo osservano tubano di curiosità, che la bici dello Sbagliato produce un fantastico rumorino di raggi, che la padella di Capovolto manda un invitante sfrigolio, che la mela del Bucato scrocchia, che al Piegato piace entrare a piè pari nelle pozzanghere, e che, infine, dove abitano i Malfatti dimora quello che dal frinio si direbbe un grosso e festoso grillo. Facciamone tesoro.



Ma oggi non vi elargiamo solo questa fantastica primizia. Vogliamo rovinarci e, perciò, basta fare click qui per leggere, in esclusiva mondiale, totale e globale, l'intervista di Beatrice uscita su Art Book di Lucca Comics & Games 2013 in occasione della mostra a lei dedicata come ospite d'onore, in cui si parla anche di questo libro (e di noi). E per questo, grazie Beatrice.

venerdì 11 aprile 2014

Sembra proprio il pavimento dei Malfatti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo messaggio di Barbara Cuoghi.

Cara Giovanna, 
I Malfatti siamo noi! 
Lo dico con un certo orgoglio e con la stupita felicità di chi inaspettatamente si riconosce nelle parole e nelle illustrazioni di un libro così perfetto. La settimana scorsa siamo stati costretti in casa da un’influenza ritardataria. Al termine di un pomeriggio di giochi, la mia bimba di quasi otto anni si guarda intorno e, mani sui fianchi e sorriso sulle labbra, soddisfatta, mi dice: «Sembra proprio il pavimento dei Malfatti, mancano solo le mutande!» e giù a ridere a crepapelle. 


Ce li rileggiamo praticamente tutti i giorni, i Malfatti, da più di una settimana, e tutti i giorni ci ammazziamo dalle risate quando arriviamo alla pagina dove i Malfatti si divertono a discutere su chi di loro sia, appunto, il più malfatto e più avanti, quando il Molle, mollemente sdraiato a terra, dichiara che le sue idee sono deboli…. «ma lì sembra una cacchetta!». E di nuovo a ridere come matti, con il mio piccolino di due anni che corre felice per la sala e poi si lascia cadere lungo disteso interpretando la sua personalissima versione del Molle.

Oggi la mia bimba mi ha disegnato il Capovolto. 
«Bellissimo. È proprio lui! È quello che ti piace di più?» le ho chiesto.
«No», mi fa lei. «Quello che mi piace di più è il Bucato, ma il Capovolto è un po’ come me… quando mi dici che faccio le cose alla rovescia, che poi, delle volte, a far le cose alla rovescia vengono meglio di quando le faccio come dici tu!». 

Ecco, noi vorremo ringraziarvi, cari Topi, per questo libro che è in testa alla nostra top ten (a pari merito con Il grande libro dei pisolini) e vorremmo che tu ringraziassi Beatrice Alemagna da parte nostra per tutti i bei momenti che ci ha regalato con le sue Pulcette, il suo Piccolino e i suoi Malfatti. In special modo vorresti ringraziarla da parte mia che, alla tenera età di 43 anni, grazie a lei e a mia figlia, mi sono resa conto che, a volte, “alla rovescia è meglio? 
Ciao e buona domenica 

Barbara 


PS: mia figlia vuole che ti scriva che in copertina al Bucato mancano i buchi…porta pazienza…

lunedì 17 marzo 2014

Una recensione malfatta

Siccome I Cinque Malfatti è il libro illustrato più recensito del momento, cosa per cui ringraziamo i suoi molti appassionati recensori, a noi, che arriviamo in ritardo, rimane poco da aggiungere.

Allora abbiamo deciso di fare una recensione malfatta, per coerenza.

Questa recensione malfatta comincia così:


 I Cinque Malfatti vi piacerà perché:

- ha un errore in bella vista, in copertina, ancora prima di aprirlo. Cosa che dimostra che Beatrice Alemagna non è affatto perfetta, come si potrebbe pensare di una che ha creato I Cinque Malfatti;


- ha un risguardo finale di un rosa perfetto;

- lancia la moda dei pantaloni a palloncino;


- una vita da nullità è una aspirazione da Illuminato;

- potete fare esercizi di smemoratezza osservando quante cose ci sono sul pavimento della casa dei Malfatti che non riuscirete a ricordare mai;

- lo Sbagliato sembra una grossa patata al cartoccio e fa venire fame;

Studio preparatorio, non inserito nel libro.
Schizzo dal primo storyboard per I Cinque Malfatti.

- il Molle dorme, dorme e, quando parla, parla nel sonno, quindi di certo non sa di essere il protagonista di un libro;

- la casa dei Malfatti sembra una di quelle fattorie americane che c'erano nei Quindici libri, ma dopo un attacco di epilessia o una ristrutturazione di Frank Gehry;


- in copertina, il Bucato tiene in bocca un rametto in un modo che fa venire in mente La mer di Charles Trenet;



- la rabbia è una caos di cactus neri;

Schizzo dal primo storyboard per I Cinque Malfatti.

- c'è sempre un da non si sa dove;

- il Piegato è un origami di notizie dell'altro ieri;


- i quadrati azzurri nel vestito del Capovolto migrano a seconda delle ore del giorno;

- i ricordi si perdono più facilmente degli ombrelli;


- una scatola di pelati è un ottimo contenitore per la pittura fresca;

- nella valigia del Perfetto probabilmente c'è solo un giornale di annunci immobiliari e sconti del supermercato;

Schizzo dal primo storyboard per I Cinque Malfatti.

 - i Malfatti ci hanno dato del bel filo da torcere, e quindi il nostro consiglio è di non prenderli troppo sottogamba;

- questo libro finisce con una porta aperta. Perciò io adesso vi saluto ed esco. Vi sarete accorti che è primavera.



Il video che proponiamo è stato realizzato in occasione della mostra Beatrice Alemagna, illustr-autrice, curata da Sarah Genovese, che si è tenuta a Lucca, a Palazzo Ducale, Cortile degli Svizzeri, in occasione di Lucca Comics & Games, dal 19 ottobre al 3 novembre 2013.

sabato 18 gennaio 2014

È stampato!


Venerdì mattina, molto presto, alle Grafiche AZ, a Verona, accompagnati da un personaggio misterioso che presto ci racconterà le sue impressioni, abbiamo assistito all'avviamento della stampa del prossimo libro di Beatrice Alemagna: I cinque malfatti


Per cinque malfatti ci sono voluti ben cinque colori. Abbiamo stampato in simultanea l'edizione Topipittori, in libreria verso il 20 febbraio, ma anche quella francese per Hélium e quella brasiliana per WMF Martins Fontes.


Dato che non stiamo più nella pelle, nonostante le foto siano piuttosto brutte, abbiamo pensato di condividere con i lettori del blog questa anteprima dell'anteprima.


I librai possono già prenotarlo dal distributore. Gli altri dovranno attendere. Speriamo di riuscire a organizzare una sessione di dediche alla Fiera del Libro per Ragazzi a Bologna. Ma l'agenda di Beatrice sarà molto, molto piena. Quindi tenete le dita incrociate e aspettate comunicazioni ufficiali.


Per il momento, accontentatevi di queste immagini. Ma se proprio non riuscite ad aspettare, potete consolarvi comprandovi Buon viaggio, piccolino, o Che cos'è un bambino?.
Buon fine settimana dai Topi.