Visualizzazione post con etichetta Internationale Jugendbibliothek. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Internationale Jugendbibliothek. Mostra tutti i post

venerdì 10 ottobre 2014

Quando vivevo sotto al tavolo

[di Leyla Vahedi]

Metà Cartastraccia durante l’estate è alle prese col problema di dover studiare (anzi solitamente chiudere, spicciarsi, produrre) per scadenze impellenti, senza avere un posto per sé, dove poter consultare libri, in cui occupare una scrivania, trovare conforto umano: una biblioteca insomma. Perché a Roma d’estate le biblioteche (quelle universitarie e la Biblioteca Nazionale) sono chiuse, o a regime talmente ridotto che definirle aperte è una beffa.
Da qualche anno, dunque, si cerca ospitalità altrove, nelle biblioteche degli altri.

Della Internationale Jugendbibliothek di Monaco, che ha sede nel romantico castello di Blutenburg, avevamo sentito parlare con entusiasmo, due per tutte: Letizia Tarantello, guru delle biblioteche per ragazzi di Roma, e Giulia Mirandola, che ce ne aveva parlato durante un corso presso Spazio BK. Detto fatto, eccoci sul treno notte e alle nove di mattina del giorno successivo siamo nel cortile del castello.

Immediatamente una voce: «Siete voi Cora e Leyla?» Ok, nei giorni precedenti, via mail ho perseguitato il personale della biblioteca, mandando liste su liste di libri storici che avrei voluto visionare. La voce è quella di Petra Wörsching, della direzione, che con molto entusiasmo e un po' di fretta - il giorno successivo si sarebbe aperto il festival White Ravens - ci ha condotto per tutto il castello, dandoci tutte le indicazioni possibili, mostrandoci armadietti, la biblioteca di studio, spiegandoci dove prenotarci per il pranzo.


 Nella biblioteca di studio siamo state accolte come in un circolo di amiche di vecchia data, e ci siamo sentite proprio a casa. Due grandi scrivanie, immerse tra scaffali di libri dai quali era impossibile non essere distratte, erano riservate a nostro nome. A lle postazioni vicine, studiose di tutte le nazionalità, a cui siamo state presentate calorosamente. Tra queste, Junko Yokota, che ha praticamente messo le tende alla Jugend, e Anna Becchi, che studiava documenti e carte di Jella Lepman, mitica fondatrice della biblioteca internazionale oltre che dell’Ibby. Appena mi sono seduta, dai magazzini sono cominciati a “salire” con un montacarichi dall’aria fiabesca, una montagna di tesori, direttamente dagli anni Trenta, Quaranta, Cinquanta, Sessanta… da Stati Uniti, Francia, Italia, Gran Bretagna... Il patrimonio di questa biblioteca è prodigioso.



Vorrei raccontarvi tutto: dalla meraviglia di sfogliare edizioni storiche eppure attualissime (molti libri che mi colpiscono li vedrò ripubblicati in Francia, dove tra i libri per ragazzi spopola il vintage), allo scoprire e innamorarmi dei Provensen; dal toccare con mano i libri di attività Pere Castor al guardare da vicino le incisioni di Antonio Frasconi, all'esplorare i libri di Martha Alexander, Virginia Lee Burton, Roger Duvoisin, Marcia Brown…


O ancora, dalla gentilezza delle bibliotecarie alla competenza del personale tutto, dai magazzinieri che mandavano su casse di tesori accompagnati da un foglietto con su scritto “Leyla”, a Gabriele, la bibliotecaria per ragazzi; dall’immenso tiglio al centro della corte che funge da ombrellone, panchina e punto di osservazione privilegiato, al fiume Isar dove alla fine delle giornate di studio, andavamo a pucciare i piedi, godendoci tramonti strabilianti, blocchetto di schizzi alla mano. Tutto ciò, nello stato d'animo sospeso fra l’emozione del viaggio e della scoperta e il pensiero di  casa, vorrei raccontarlo mostrando un libro che mi ha fatto in particolar modo pensare a voi, ai Topi, intesi come editori e lettori: questo stormo sempre più largo di pazzi per libri e bambini. E a tutti quelli che, piccoli e grandi, amano costruire capanne e mettere radici in ogni angoletto del mondo.


Sono arrivata a questo tesoro, emerso dai magazzini interrogando il catalogo, ricercando anno per anno, nazione per nazione - ho seguito un po’ i suggerimenti di Geena Forrest, un po’ le ispirazioni di Carlo Ginzburg, che recentemente in una conferenza raccontava del lavoro d’archivio e di come aggirare anche attraverso il caso quell’ostacolo tra noi e i documenti che è il catalogo. Un libretto stretto e lungo, dalla copertina sgargiante, illustrato in bianco e nero, con tratti sottili, particolareggiati e giocosi.

Sotto la sovraccoperta, una deliziosa copertina di stoffa portava impresso un buffo disegno, piccola scoperta che è bastata, da sola, a conquistarmi e che ho subito mostrato alla bibliotecaria Nadine, che si è entusiasmata quanto me nel leggere questo libro. Parlo di A little House of Your Own, di Beatrice Schenk de Regniers e Irene Haas, pubblicato a New York nel 1954 da Harcourt, Brace and Company.
Tema: una situazione che ogni adulto conosce. Se è bello stare con gli amici, condividere le cose con gli altri, a volte abbiamo necessità di un posto tutto per noi: A Little House of Your Own, senza coetanei, senza adulti, solo con i nostri pensieri. Tema però anche immediatamente vicino ai piccoli: la passione di costruire capanne, trovare nascondigli segreti, rimpicciolirsi in cantucci o elevarsi dove nessuno ti può raggiungere, per vedere le cose da altri punti di vista: sotto il tavolo, dentro un cespuglio, dalla cima di un albero.

Quindi, un albo-galleria di piccole casette tutte per sé, catalogo fatto di parole gentili e immagini ironiche, ricco di stimoli narrativi e aperture all’avventura, e anche metafora poetica della lettura, come pratica eminentemente solitaria, ma capace di aprire sguardi e relazioni.

Il libro si apre con una affermazione decisa: «Ognuno dovrebbe avere una piccola casa tutta per sé. Ogni bambino dovrebbe avere una piccola casa tutta per sé. Ogni bambina dovrebbe avere una piccola casa tutta per sé».

Poi l’autrice prende la parola in prima persona, perché lei stessa, da piccola, amava stare sotto il tavolo, luogo segreto in cui nessuno la vedeva pur avendola vicina, in sala da pranzo: «Lo so che abiti in una casa, ma non è questo che intendo. Quando ero piccola, mia madre aveva un tavolo da pranzo. Era un tavolo tondo, apparecchiato con una tovaglia bianca lunga fino ai piedi. Ecco, quando ero piccola, vivevo sotto al tavolo. Ovviamente non tutto il tempo, ma a volte” (mia traduzione...).

Da qui, da questo ricordo che si fa immagine, comincia un elenco di posture, rifugi, posticini e situazioni che ci fanno ridere e sorridere, forse proprio grazie alla complicità che l’autrice riesce a tessere, con quel filo che da memoria infantile diventa il presente di ogni bambino.

Perché se è molto interessante mangiare con gli altri bambini la torta di compleanno, o partecipare alle letture in biblioteca, giocare a palla, a mosca cieca, a campana, con la sabbia… ogni tanto si sente il bisogno di ritagliarsi uno spazietto, in cui fare merenda col succo di frutta, leggere un albo illustrato, riflettere sulle cose.

Può essere una casetta sull’albero, ma anche un cespuglio in cui nascondersi, due sedie con una coperta sopra o una poltrona in cui affondare.

Ma può diventare una casetta tutta per sé anche un cappello a falde larghe, o un ombrello. Anche una grande scatola può funzionare, soprattutto perché poi puoi saltare fuori e far «BU!» alla gente che passa.

L’esito è tutt’altro che intimistico, non si tratta di isolarsi, ma di creare il proprio spazio, anche per capire meglio quello altrui.
Ognuno di noi ha la propria casetta tutta per sé, quindi se abbiamo letto immaginando la nostra, la storia finisce con una raccomandazione delicata: «Se passi vicino alla piccola casa tutta per sé di qualcun altro, walk softly, speak gently

La Internationale Jugendbibliothek è un po’ così: una piccola casa tutta per noi, in cui si passeggia e si parla dolcemente, uno spazio in cui non si dà fastidio a nessuno, in cui trovare il proprio posto, dove rincantucciarsi non per chiudere, ma per aprire orizzonti, guardare il mondo, esplorare e scoprire.


La biblioteca è come l’incontro con un bel libro, da cui ci si sente capiti e compresi in maniera speciale, personale ma che allo stesso tempo fa volare i pensieri ad altre persone, città, situazioni.
Da Monaco, città piena di luce e libri, un pensiero per i Topipittori, mentre dal magazzino sale una nuova scatola e con Cora divido una rosinen, la brioche all’uvetta.

Le illustrazioni di Irene Haas tengono insieme l’ironia e la tenerezza dei ricordi d'infanzia alla realtà esperita quotidianamente dai piccoli, sempre alla ricerca di angolini segreti dove o pensare in pace o da cui osservare il mondo, ascoltare le conversazioni degli altri senza essere visti.

E se ne volete sapere di più...

Se siete illustratori o appassionati di libri per bambini, o semplicemente genitori a cui va di andare a Monaco in vacanza (probabilmente la più bella delle città tedesche come scrive Jella Lepman), andate a visitare questo castello incantato. C’è una splendida biblioteca per ragazzi, oltre che mostre, archivi, attività, ma se volete visionare libri conservati nei magazzini o accedere alla biblioteca di studio, scrivete alle due bibliotecarie, Nadine Zimmermann e Lucia Obi.
Se siete editori, l’invio dei libri, sin dalla nascita di questa biblioteca davvero speciale, è più che benvenuto.


Se siete studenti, studiosi o ricercatori, entro il 30 settembre potete mandare una proposta di ricerca di due o tre mesi, per concorrere alle 12 borse di studio che ogni anno la biblioteca internazionale mette a disposizione e immergervi in una gran quantità di libri illustrati da tutti i paesi.
Tutte le informazioni, sul sito della Internationale Jugendbibliothek.

Molte immagini di A Little House for Your Own si trovano qui e qui. Lo stesso anno di A little House of Your Own, le due autrici danno alle stampe il rocambolesco Was it a Good Trade? che si può leggere integralmente qui.


Beatrice Schenk de Regniers (1914-2000) è una autrice e editrice scolastica americana, ha scritto il suo primo libro con Maurice Sendak, The Giant Story (Harper 1953). Beni Montresor ha vinto la Caldecott Medal illustrando il suo May I Bring a Friend? (Atheneum 1965; a questo libro il blog di Topipittori ha dedicato un post) (Ha scritto numerosissimi libri, uno che ci teniamo a segnalare è Waiting for Mama (ill. da Victoria De Larrea, Houghton Mifflin 1984).


Altri libri di Irene Hass sono The Maggie B (Margaret K. McElderry Books 1975), The Little Moon Theater (Atheneum 1981), A summertime song (Margaret K. McElderry Books 1997), Bess and Bella (Margaret K. McElderry Books 2006). Ha illustrato di S. Joslyn, There is a Dragon in My Bed (Harcourt, Brace and Company 1961) e Dear Dragon…and other useful Letter Forms for Young Ladies and Gentlemen Engaged in Everyday Correspondence (Harcourt, Brace and Company 1962).


giovedì 6 settembre 2012

Mille di questi giorni

Qualche giorno fa ci è arrivato l'Arche Kinder Kalender 2013.
Di che si tratta? Nel 2010, la casa editrice amburghese-zurighese Arche, famosa per una raffinatissima produzione di calendari, ha aggiunto alla sua prestigiosa collezione un calendario dedicato alla poesia per bambini. Composto da 53 poesie illustrate tratte da volumi di poesia editi in 30 paesi del mondo, questo calendario è curato dalla Internationale Jugendbibliothek di Monaco. L'idea della sua pubblicazione nasce, infatti, dalla mostra dedicata alla poesia che la celebre biblioteca per ragazzi di Monaco ha realizzato nel 2009, per festeggiare i suoi sessant'anni.

Stampato con grande cura per rendere la qualità delle illustrazioni, il calendario propone sia i testi poetici nella lingua originale sia la traduzione in tedesco.
Nel 2011, abbiamo avuto il grande onore, e piacere, di essere pubblicati sull'Arche Kinder Kalender, con E sulle case il cielo di Giusi Quarenghi e Chiara Carrer, e Poesie per aria. di Chiara Carminati e Clementina Mingozzi. Quest'anno il prescelto è stato Cielo bambino di Alessandro Riccioni e Alicia Baladan, un libro che ci ha dato e ci sta dando molte soddisfazioni.




























Il capostipite degli Arche Kalender, creati dalle appassionatissime editrici Elizabeth Raabe e Regina Vitali, è Arche Literatur Kalender. Nato nel 1984, è ormai considerato un classico del genere. Ogni anno la pubblicazione indaga un tema specifico dalla vita letteraria (esempio: Il piacere e il dolore nella vita quotidiana, Scandali e storie d'amore, Memorie, Addii, All'aria aperta eccetera). Ogni selezione annuale non include mai autori viventi; e le foto e i testi proposti sono frutto di attente ricerche, rigorosamente selezionati fra quelli meno conosciuti, con l'intento di offrire una finestra sulla vita segreta della letteratura e dei suoi autori.














Nel 1995, Elizabeth e Regina hanno lanciato Arche Musik Kalender, curato dalla musicologa Melanie Unseld, anch'esso realizzato con materiali iconografici di pregio e organizzato per grandi temi (alcuni, come I bambini prodigio, Il mio strumento, I musicisti e il loro pubblico, mi sembrano molto interessanti).




















Infine, nel 2005 è stato inaugurato Arche Küchen Kalender. Tema: letteratura e cucina. Curato dall'editor e autrice Sybil Schönfeldt, questo calendario invita trascorrere l'anno in compagnia delle abitudini e tradizioni gastronomiche dei diversi paesi, raccontate attraverso le pagine di grandi autori della letteratura.

Il progetto grafico e l'impaginazione degli Arche Kalendar è, fin dalle origini, del designer Max Bartholl.


























mercoledì 14 marzo 2012

Corvi bianchi dalla Germania


Anche quest'anno, uno dei nostri titoli, Cielo bambino di Alessandro Riccioni e Alicia Baladan, è stato incluso nella lista dei White Ravens, selezione dei migliori cento titoli al mondo dedicati a bambini e ragazzi, redatta dallo staff internazionale che fa capo alla Internationale Jugendbibliothek di Monaco. Si tratta di un prestigioso riconoscimento. E ne siamo molto contenti. Ma forse non tutti sanno quel che c'è dietro questo nome. Ve lo spieghiamo.
Immaginate un castello immerso nel verde, circondato da un lago.

Foto Andrea Ivaldi.
Il Castello è quello di Blutenburg, e si trova vicino a Monaco, in Germania, nel quartiere di Obermenzing. Da quasi trent'anni è la sede della Internationale Jungendbibliotheck, cioè della Biblioteca internazionale dell'infanzia voluta e creata nel 1949 da Jella Lepmann. Della Lepmann abbiamo già parlato qui. E vi consigliamo caldamente la sua autobiografia, pubblicata in Italia da Sinnos, La strada di Jella, che racconta la sua storia, iniziata nel secondo dopoguerra in Germania.

Jella Lepmann aveva in mente un idea davvero eccentrica, che avrebbe anche potuto passare per folle, se non fosse stata perseguita con  tenacia e rigore assoluti: e cioè che la letteratura per bambini potesse contribuire a risollevare le sorti del mondo, devastato, fisicamente e culturalmente dopo l'esperienza del nazismo e della guerra. Jella pensava che si dovesse ripartire dai bambini per ricostruire una civiltà contrapposta alla violenza, all'odio, al fanatismo e al conformismo passivo che avevano caratterizzato l'epoca hitleriana.

Nel corso degli anni, la Lepmann creò, da una piccola biblioteca, una delle istituzioni più importanti del mondo, portando la letteratura per ragazzi all'attenzione dei politici, prima, e della società, poi, con un lavoro duro, costante e appassionato. Il merito della Lepmann è stato quello di creare una rete di professionisti, esperti e, soprattutto, di lettori attenti. E di far sì che il mondo della cultura guardasse alla letteratura per bambini come a una straordinaria fonte di crescita per il mondo intero. Nella Lepman si riscontra anche grande attenzione da una parte per la diversità di linguaggi e punti di vista, dall'altra per competenze specifiche e puntuali di settore: la consapevolezza che la letteratura per ragazzi e quella per adulti sono diverse e comportano la padronanza di strumenti diversi e di presupposti distinti. Un dibattito ancora oggi attuale.

Non molti anni dopo l'inizio dell'attività di Jella, Ursula Nordstrom, editore americano della Harper children's books, si sarebbe scontrata con lo stesso pregiudizio, quando le fu offerta la direzione della divisione narrativa per adulti della casa editrice.

The implication, of course, was that since I had learned to publish books for children with considerable success perhaps I was now ready to move along (or up) to the adult field. I almost pushed the luncheon table into the lap of the pompous gentleman opposite me and then explained kindly that publishing children’s books was what I did, that I couldn’t possibly be interested in books for dead dull finished adults, and thank you very much but I had to get back to my desk to publish some more good books for bad children.
(L. S. Marcus, Dear Genius, HarperCollins)

Alla Lepmann si devono anche altre due importanti istituzioni: Ibby, ancora oggi presente e attiva in tutto il mondo; e il Premio Andersen, il nobel della letteratura per ragazzi, riconoscimento prestigioso e ambito da tutti coloro che scrivono e illustrano libri per ragazzi. Il lavoro di raccolta, catalogazione e studio che si porta avanti dalla fondazione della Internationale Jungendbibliotheck ha realizzato la missione della Lepmann, quella di una "conoscenza tra i paesi del mondo attraverso i libri per bambini" in una biblioteca "libera e creativa". A oggi, la critica dell'albo illustrato, la sua analisi e la codifica dei suoi linguaggi e della sua struttura devono moltissimo all'attività della biblioteca e di coloro che vi lavorano o che vi collaborano da tutti i paesi del mondo. Tra questi, Gabriele Poeschke. A lei abbiamo rivolto alcune domande, per capire cosa significhi lavorare in questo luogo e cosa succeda dietro il portone di questo castello delle meraviglie.

Gabriele, ci descrivi brevemente la biblioteca?
La biblioteca comprende un grande magazzino sotterraneo e un’altro magazzino distaccato, abbastanza recente (aperto a causa della mancanza di spazio per i nuovi libri). Abbiamo una sala di studio, dove lavorano i nostri borsisti (che vengono da tutto il mondo), i reparti amministrazione, direzione, “Lektorat”, dedicati cioè agli studiosi specializzati nella letteratura delle diverse lingue, i locali catalogo, biblioteca ragazzi, oltre ad alcuni piccoli musei (Michael Ende, James Kruess, Binette Schroeder e Erich Kaestner) e altre sale per mostre temporanee, letture e conferenze.

Come sei approdata alla Jugendbibliothek?
Cercavo un nuovo lavoro in una biblioteca a Monaco di Baviera, contemporaneamente mi sarebbe interessato sperimentare un’ambiente internazionale. Sono stata fortunata a essere assunta alla Internationale Jugendbibliothek. Sono qui ormai da cinque anni; e il piacere di lavorare qui è identico a quello del primo giorno.

Qual è il tuo compito all'interno di questa istituzione?
Ho parecchi compiti: lavoro mezza giornata al reparto catalogo, dove sono impegnata nella catalogazione per autore e soggetto di libri in lingua inglese e italiana, inoltre delle donazioni di libri storici in diverse lingue.

Sono responsabile, insieme a Silvana Sola, cofondatrice della libreria Stoppani e dell’Accademia Drosselmeier e professoressa alla Isia Urbino, della scelta dei libri per la sezione italiana della nostra biblioteca.
Il pomeriggio, mi sposto al reparto Kinderbibliothek, la biblioteca ragazzi, dove vengono dati in prestito ai ragazzi di Monaco e dintorni circa 25000 libri, CD, DVD, all'anno, in 20 lingue diverse (fra cui giapponese, turca e, naturalmente, italiana). Sono reponsabile della collezione insieme a un collega.

Che cos'è il White Ravens?
White Ravens è una selezione di libri eccellenti di tutto il mondo per ragazzi e adolescenti, che presentiamo ogni
anno alla fiera di Bologna in una mostra accompagnata da un catalogo in lingua inglese. Nella mostra e nel catalogo White Ravens sono presentati 250 libri in circa 35 lingue da circa 50 paesi. I libri White Ravens sono caratterizzati da un alto livello qualitativo, sia letterario sia artistico, e sono esempi di richezza e varietà culturale del nostro mondo. Comprendono storie inconsuete ed esperimenti letterari, notevoli per fantasia e autenticità. Sono libri che possono sviluppare nuovi impulsi e tendenze.

Come avviene la selezione dei titoli?
I lektoren della Internationalen Jugendbibliothek, cioè gli specialisti selezionati per la letteratura nelle diverse lingue, fanno la scelta dei 250 ibri White Ravens dalle
circa 10.000 novità librarie che ogni anno entrano in biblioteca, e descrivono l'eccellenza dei volumi scelti in brevi annotazioni.

Avete nuovi progetti di promozione alla lettura o incontri internazionale sulla letteratura per ragazzi in cantiere nei prossimi mesi?
In estate si terrà la seconda edizione del festival White Ravens di letteratura internazionale per ragazzi e adolescenti. Abbiamo invitato scrittrici e scrittori provenienti da 14 paesi, tra cui anche autori ancora non tradotti in lingua tedesca. Per la prima volta, il festival sarà reclamizzato anche su facebook, twitter e altre piattaforme digitali. Stiamo cercando il dialogo con tutti coloro che s’interessano di libri, specialmente con gli adolescenti sui network. Chi ha voglia di informarsi e partecipare è invitato a passare qui.

I libri selezionati per White Ravens verranno presentati durante la Fiera del Libro di Bologna, dal 19 al 22 marzo 2012. L'inaugurazione della mostra si terrà mercoledì 21 marzo, allo stand 29 B 56, dalle 10.00 alle 12.00.

Le cinque immagini finali di questo post si riferiscono al picture book The story of Ferdinand di Munro Leaf, la storia del toro pacifista che amava i fiori e non voleva combattere. Nel 1945, Jella Lepmann lo tradusse in tedesco, ne stampò 30.000 copie e lo regalò a tutti i bambini di Berlino. È una delle grandi rarità bibliografiche della letteratura per ragazzi.

lunedì 7 marzo 2011

Una lettera dal castello

Schloss Blutenburg, sede della Internationale Jugendbibliothek
Fa veramente piacere ricevere certe lettere.
Un esempio?

Questa, che ci è arrivata dal castello di Blutenburg, un posto fiabesco, che non per niente è diventato la sede di una delle biblioteche più importanti del mondo, destinate alla letteratura per ragazzi, Internationale Jugendbibliothek, di Monaco, oggi diretta da Christiane Raabe, e fondata nel 1949 dalla grande, grandissima Jella Lepman, anche lei personaggio fiabesco per l'aver fatto, e fatto fare, cose miracolose, inconcepibili (se non l'avete letta, correte in libreria ad acquistare la sua biografia edita da Sinnos nel 2009: un libro imprescindibile, La strada di Jella. Prima fermata Monaco).

Dicevamo, della lettera: ce l'ha scritta Gabriele Poeschke, responsabile della sezione italiana della biblioteca e dice così:

Gentilissimi,
è questa finalmente la lettera ufficiale:
Abbiamo fatto la nostra scelta dei “White Ravens” per l’anno 2011. 

Siamo lieti di potervi informare che il libro di:

Giovanna Zoboli  e Simona Mulazzani Vorrei avere
e
Antonio Faeti 
L’estate del lianto

pubblicati dalla vostra casa editrice sono stati selezionati per
The White Ravens 2011, la nostra selezione annuale dei migliori libri internazionali per bambini e adolescenti. Questa collezione di opere sarà presentata al nostro stand alla Fiera del Libro per Ragazzi a Bologna. I libri, scelti per la mostra di quest’anno, scritti in più di trenta lingue e provenienti da più di quaranta Paesi, sono stati selezionati tra le migliaia di opere che la nostra biblioteca ha ricevuto come donazione da case editrici, autori, illustratori e associazioni di tanti paesi durante l’anno scorso. 

 La scelta dei libri italiani è stata fatta per quest’anno in collaborazione con la dottoressa Marcella Terrusi.
La mostra verrà accompagnata da un catalogo in lingua inglese che conterrà il materiale bibliografico e un breve riassunto per ogni libro. Il catalogo, in omaggio a Bologna, sarà poi anche accessibile online all’indirizzo della Internationale Jugendbibliothek di Monaco.
Cogliamo l’occasione per ringraziare cordialmente tutte le case editrici per il loro appoggio così generoso e prezioso per la nostra biblioteca. Vi preghiamo di continuare a spedirci una copia delle vostre pubblicazioni recenti. I titoli verranno catalogati e inseriti nella nostra collezione di più di 580.000 libri in circa 130 lingue. Essi saranno a disposizione di studiosi e di operatori del settore e avranno così una grande visibilità.
[...]

Cordiali saluti, anche da parte di Marcella Terrusi, e auguri per il vostro lavoro!

Gabriele Poeschke


Immagine di Simona Mulazzani, da Vorrei avere

lunedì 11 ottobre 2010

Calendario poetico

Nel giugno 2009, per celebrare il proprio 60° compleanno, la Internationale Jugendbibliothek di Monaco ha organizzato una mostra dedicata a 150 poesie illustrate da tutto il mondo. Fra le opere selezionate, due sono pubblicate da noi: "Ho l'estate fra la mani", scritta da Giusi Quarenghi e illustrata da Chiara Carrer, in E sulle case il cielo; e “Luna”, di Chiara Carminati, illustrata da Clementina Mingozzi per la raccolta Poesie per aria.
Oggi la mostra si è trasformata in un calendario poetico per il 2011.

Pubblicato da Arche, a beneficio della IJB, Arche Kinder Kalender 2011. Mit Gedichten um die Welt [Calendario per bambini Arche. Intorno al mondo con la poesia] è stato presentato alla Frankfurter Buchmesse il 7 ottobre. E può essere acquistato qui.