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martedì 30 settembre 2014

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici

“Grazie di avermi fatto conoscere questo libro.”
Chiunque sia lettore ha pronunciato questa frase o se la è sentita rivolgere, per gratitudine, da un altro lettore.

C'è chi per lavoro consiglia libri. Si chiama bibliotecario e svolge (anche) questo compito con una competenza ignota o estranea ai comuni lettori: the common reader, come intitola una famosa raccolta di saggi letterari di Virginia Woolf.

In questi dieci anni di Topipittori, in tutta Italia, abbiamo conosciuto molti bibliotecari. Con loro abbiamo collaborato alle iniziative più diverse. La gran parte delle volte ci siamo resi conto di quanto la funzione che svolgono sia fondamentale. Conoscere il pubblico dei lettori e conoscere i libri. E conoscerli bene.

Una pagina dell'Alfabeto di Sonia Delauney.

Per quel che riguarda i libri, questo significa avere in mente non solo le ultime uscite, le novità. Ma una montagna di libri: del presente e del passato, libri che la gran parte di noi o non sa nemmeno che esistono o lo sa, ma poi se ne è dimenticato. Libri spesso interessanti, belli, ma per le più diverse ragioni andati fuori fuoco: o perché sono usciti di catalogo o perché non hanno avuto la diffusione che avrebbero meritato o perché le mode editoriali li hanno messi in un angolo. In sostanza, perché il tempo passa e tutto cambia anche lo spazio che dovrebbe essere riservato alle cose che conservano inalterato il loro senso.



Oppure i libri, il bibliotecario può non conoscerli tutti, ma sa però come andarli a cercare: perché una biblioteca, se non ci si sa viaggiare dentro, è un contenitore muto, inerte. Percorrerla è come fare un trekking: ci vuole chi conosca i sentieri. Poi, lungo la strada, ognuno può prendersi il tempo che vuole e guardare e pensare quel che vuole, ma qualcuno che indichi la strada è necessario perché si possa scoprire, liberamente, a propria volta. Perché, tornando di nuovo alla Woolf: “L’indipendenza è la più importante qualità in assoluto che un lettore deve possedere.”



Per quel che riguarda il pubblico dei lettori, il bibliotecario conosce non solo gli adulti, ma soprattutto i bambini e i ragazzi. E con questi instaura dialoghi e rapporti di amicizia, fiducia, interesse. Di questa relazione i libri sono parte integrante. Un bibliotecario, cioè, lo sappiamo tutti, è un mediatore: è il tramite che consente a un bambino, a un ragazzo l'accesso a esperienze e conoscenze che senza di lui non sarebbero possibili, per le più diverse ragioni: economiche, sociali, culturali eccetera.

I bibliotecari e la biblioteca sono, concludendo, la memoria dei libri, e ci sono libri che meritano proprio di essere ricordati.
È sulla base di queste riflessioni che inauguriamo questa rubrica del nostro blog: I Martedì della Emme. La Emme sta per la Emme Edizioni di Rosellina Archinto.

Premessa: lo scorso novembre, su queste pagine abbiamo dedicato alcuni post a un libro da noi edito La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina, le trovate qui.

Agli inizi del 2014, Loredana Farina e Alessandra Mastrangelo, hanno organizzato e realizzato, insieme ad ABCittà una mostra intorno a questo libro e ai libri della Emme, La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985) con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche. Sul blog ne abbiamo parlato qui, dando tutte le informazioni necessarie sul tipo di percorso espositivo che questa mostra propone, per tutti coloro che la volessero visitare o ospitare.

Cliccate qui per scaricare il pieghevole con le informazioni sulla mostra, 
Oggi questa mostra comincia un tour attraverso diverse biblioteche: il calendario prevede per ora cinque sedi espositive, nelle biblioteche di Crema, Melegnano, Treviglio, Carpi e Lainate. E confidiamo che altre se ne aggiungano presto.


Uno dei punti forti di questa esposizione, è di essere stata pensata per far conoscere lo straordinario catalogo Emme valorizzando i piccoli/grandi fondi Emme che ogni biblioteca possiede: così che vi sia l'occasione di farli uscire dagli scaffali, per far loro incontrare il pubblico e i lettori, usandoli e mostrandoli, organizzandoci intorno attività, letture eccetera.
Perché se alcuni libri del glorioso catalogo Emme, una minoranza, oggi sono conosciuti – gli ultracitati Piccolo giallo e piccolo blu, Nella nebbia di Milano, Nel paese dei mostri selvaggi, L'uovo e la gallina, Era inverno eccetera, pubblicati nei cataloghi di tanti editori di oggi – moltissimi sono a tutt'oggi sconosciuti. Ed è non solo un peccato, ma una perdita.



Da queste riflessioni nasce l'idea di invitare i bibliotecari a scrivere dei libri Emme sul nostro blog: tutti coloro che vorranno, non solo quelli che ospiteranno la mostra.

Un'illustrazioone di Heinz Edelmans per
Andromedar SR1
Ogni martedì, nella rubrica I Martedì della Emme, ospiteremo un bibliotecario a raccontare in poche (o molte) righe un libro della Emme di Rosellina Archinto: quello che più ha amato o più usato o da cui è stato più colpito o il primo che ha incontrato eccetera. Lo invitiamo a farlo come vorrà, in modo personale, non accademico, raccontando la sua esperienza e le sue riflessioni.

I pezzi sul nostro blog usciranno con la firma di chi li ha scritti, accompagnati, oltre che da una piccola nota autobiografica, che presenti chi scrive al pubblico, dalla copertina del libro e da qualche immagine dell'interno. Sono sufficienti foto scattate anche con un telefono perché ci piacerebbe che l'immagine che correda il post fosse proprio quella dell'esemplare in possesso della biblioteca o del bibliotecario.

Ogni partecipante alla rubrica riceverà in dono, per sé o per la biblioteca, un libro dei Topipittori, a sua scelta.


Perciò, ecco: se siete bibliotecari, conoscete i libri della Emme Edizioni di Rosellina Archinto, li ammirate, lavorate coi bambini, amate scrivere, forse siete le persone giuste per I Martedì della Emme.

Se siete interessati a questa proposta, scriveteci a questo indirizzo, specificando di che libro volete scrivere, in che modi e tempi. Vi aspettiamo!


mercoledì 19 febbraio 2014

Quando i libri sono in fermento

[di Alessandra Mastrangelo]

Che di questi tempi, in Italia, il settore dell’editoria per bambini e ragazzi sia uno dei pochi comparti a non essere sfiorato dalla crisi onnipervasiva è cosa nota e discussa. Le ragioni di questo trend in crescita costante da anni, hanno diverse spiegazioni.
Proviamo a lasciare i professionisti del settore ad arrovellarsi e immedesimiamoci in chi, oggi, se è disposto a farsi attraversare dalle storie, mettendosi in cerca di libri si troverà di fronte ad alternative di varie carature.
L’offerta libraria, infatti, è ampia, adatta a gusti molto diversi. Per orientarsi, paradossalmente, occorre darsi tempo e modo di perdersi, scartando fra il molto che convince poco, mettendo da parte quel che incuriosisce, puntando al volo su quel che piace. In tal modo, un po’ alla volta, si arriva a formarsi un gusto, una capacità di discernimento che farà da guida sempre più sicura per le scelte che verranno.


Per arrivare alla varietà offerta oggi dagli scaffali delle librerie e delle biblioteche, ci sono voluti anni di esperienze editoriali, che hanno visto l’avvicendarsi di autori, illustratori, grafici, uniti nel perseguire un'idea di libro e di bambino inconsueta fino a pochi decenni fa.



In Italia, in un panorama di proposte spesso banali, lo spartiacque è stata la figura di Rosellina Archinto che ha unito lungimiranza e tenacia nel portare avanti un progetto imprenditoriale innovativo e fuori dal coro quale quello di Emme Edizioni, avviata a Milano nel 1966.



Nell’aprile del 2013, la mostra Inventario. Tra le parole e le immagini di Emme edizioni. 1966-1985, a Sala Borsa a Bologna, (poi riproposta in dicembre con un diverso allestimento a Palazzo Reale, a Milano), ha dato occasione, attraverso una selezione di titoli ormai divenuti veri e propri classici, di riconoscere la portata di questa incredibile, coraggiosissima avventura editoriale.


Un’altra tappa recente in questo percorso di riconoscimento è stata la pubblicazione dal volume La Casa delle Meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, curato da Loredana Farina, a cui hanno collaborato alcuni fra i più originali studiosi italiani di storia dell’illustrazione e della letteratura per ragazzi, a rileggere un catalogo editoriale di quasi 800 titoli, secondo chiavi interpretative nuove.

Cliccate qui per scaricare il pieghevole con le informazioni sulla mostra,

Da questi giorni è disponibile un nuovo percorso espositivo che, ripercorrendo in senso cronologico alcune tra le uscite più significative, dà ulteriore testimonianza della qualità creativa, intellettuale, professionale e umana di coloro che insieme a Rosellina Archinto diedero vita al catalogo Emme: La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985). Tutte le informazioni tecniche sulla mostra sono disponibili nel pieghevole che è possibile scaricare, cliccando sull'immagine qui sopra.
Quando si visita una mostra si possono ricevere impressioni molto diverse. Ci sono mostre che cristallizzano l'oggetto dell'esposizione, creando una distanza che rimane insuperabile per il pubblico, e chi guarda è chiamato solo a essere spettatore, in un ruolo passivo.

Altri percorsi espositivi, invece, sono costruiti per coinvolgere, e costringono chi guarda a mettersi in gioco, stimolando, stupendo, incuriosendo, spingendo a saperne di più. E questo è esattamente quello che abbiamo voluto fare quando abbiamo incominciato a pensare a una mostra sui libri Emme. Libri che rappresentano un materiale ideale per una esposizione, anche solo per l’impatto delle copertine sullo sguardo, che è forte, oggi come allora, grazie alla capacità degli artisti che le hanno create non tanto pensando ai bambini in particolare, quanto a tutti coloro che, a qualunque età, si sarebbero divertiti a sfogliarli, come era capitato a loro iniziando a scrivere e disegnare storie.
A colpo d’occhio, osservando i singoli volumi di questo catalogo, si è partecipi di una produzione che, oggi come allora, si distingue per imprevedibilità, talento, soluzioni grafiche ancora ai nostri giorni poco frequentate nei libri per bambini, immagini e parole prive di quella morale edificante che imperversava nei libri editi ai tempi di Emme.
La mostra, ideata da Loredana Farina insieme a me, ha il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche ed è curata da ABCittà, una vivace cooperativa sociale milanese che sin dalla sua fondazione contribuisce a una riqualificazione dell’esperienza quotidiana della città.

Chi fosse interessato a ospitarla potrà agevolmente farlo, poiché la struttura espositiva è stata pensata per essere noleggiata e allestita nei contesti più diversi, grazie a una struttura agile e versatile: 20 pannelli tessili avvolgibili ai quali possono essere abbinati i libri originali che ancora sono conservati in moltissime biblioteche pubbliche, così da valorizzare anche il fondo Emme di ogni singola biblioteca, riportando alla luce gioielli ancora troppo poco conosciuti dai lettori di oggi.
Insegnanti, bibliotecari, genitori, bambini, illustratori, scrittori, educatori, grafici, editori, bibliofili: questi e tanti altri sono i possibili visitatori di questa esposizione. Nessuno resterà distaccato, chiamato a partecipare, contagiato dal fermento che questi libri generano: chi a leggere didascalie, chi a prendere appunti, chi a disegnare, chi a risolvere quesiti e giochi di parole disseminati fra le copertine. E tutti, naturalmente, a sfogliare i libri e a scoprirli.

L’esposizione si arricchisce, inoltre, dell’opportunità di organizzare interventi formativi per adulti incentrati sull'esame dell’esperienza editoriale di Rosellina Archinto attraverso diverse angolature; mentre i bambini potranno essere coinvolti in letture e laboratori ispirati ad alcuni dei numerosi autori che hanno partecipato all'avventura di Emme Edizioni.
Se siete interessati a questo progetto e volete avere informazioni, potete scrivere a me o a Marta Vireca.

mercoledì 20 novembre 2013

La Casa delle Meraviglie

[di Valentina Colombo]

Circa tre anni fa, Loredana Farina, che conosco per essere membro del gruppo di lettura Alle 9 da Babar, e che è diventata una mia cara amica, mi ha chiamato chiedendomi di partecipare a una sua "impresa". Ha usato, me lo ricordo bene, proprio questa parola, e il perché è presto venuto alla luce.
Si trattava di scrivere un libro sulla Emme Edizioni; di mettere in piedi una ricerca filologica, storica, metodica; di fare uno studio serio, approfondito e circostanziato sulla casa editrice fondata da Rosellina Archinto nel... 1965 o 1966?
Non scherzo, ci abbiamo messo un po' a capire se il primo libro fosse uscito nel '65 o nel '66. Non è stato facile rispondere a domande così basilari. Lo sa bene anche Alessandra Mastrangelo, bibliotecaria di mestiere, che per tutti questi mesi ha saltato da una biblioteca all'altra, da un ufficio all'altro, da un sito web all'altro, portando a termine, con fatica ammirevole, la missione di ricostruire il catalogo della Emme Edizioni.
Loredana ha alle spalle una storia da editore (è la fondatrice della casa editrice La Coccinella e massima esperta di libri gioco) ed è una donna acuta e testarda, precisa e rigorosa. Se non fosse stato per questo suo estremo rigore, non sarei qui a parlare di questo libro, che oggi, stampato e rilegato, si intitola La Casa delle Meraviglie.

Una delle prove di stampa de La Casa delle Meraviglie

Avventurarsi alla ricerca di informazioni sulla Emme è stato affascinante e sfiancante.
Oggi, ci sono database, registri, OPAC che ci aiutano. Ma negli anni Sessanta le cose non stavano esattamente così. I libri per bambini non sono uno di quei tipi di libro che le persone sono abituate a conservare (se non in rari casi). E anche solo ritrovare le prime edizioni, per vedere come fossero fatte, cosa ci fosse scritto sul colophon, che dimensioni avessero, è stato complesso.

1967, il primo catalogo della Emme Edizioni con la copertina di Aoi Huber Kono.
Oggi c'è internet, c'è "mamma Google" a cui chiedere tutto e che tutto sa. Ma sulla Emme Edizioni di quegli anni, se cercate, c'è poco, pochino, pochissimo. Quasi nulla, se non qualche cenno sulla mostra realizzata a Bologna, a Sala Borsa, da Hamelin e sul bel libro edito dalle edizioni Giannino Stoppani, Alla lettera M. Qualcosa in più su Rosellina Archinto, sì, ma soprattutto sugli ultimi anni della sua attività, come editore della Archinto Edizioni.

Rosellina Archinto
La fortuna è stata che la signora Archinto, lungi dal sottrarsi alle nostre richieste, si è invece generosamente prestata alle sessioni di interviste con Loredana. Chiacchiere in cui è emerso pian piano un quadro, una vita intera: incontri, amicizie, scontri, intrecci, collaborazioni. Il frutto di questi lunghi racconti lo troverete nella prima parte del libro; otto interviste per otto tappe della vita di Rosellina Archinto: dall'infanzia a New York, da Milano Dove alla Emme Edizioni.
E gli albi? E i saggi della collana Il Puntoemme? E L'Asino d'Oro? Con precisione scientifica, Loredana ha scelto alcune persone dalle competenze e dagli sguardi più diversi, distribuendo loro i compiti come il direttore a un'orchestra.
Se anche non vi interessasse nulla della Emme Edizioni, questo libro vi insegnerà comunque molte cose. I libri pubblicati dalla Emme sono 756, secondo le ricerche che ha fatto Alessandra. Impossibile parlare di tutti, nel volume, anche se confesso, li abbiamo praticamente visti tutti, avuti tra le mani o per lo meno sbirciati in foto o documenti d'archivio. La casa di Loredana straripava di libri Emme, e il mio computer anche.
Roberto Denti con Rosellina Archinto alla Libreria dei Ragazzi di Milano
Loredana ha avuto le idee chiare sin dall'inizio. Bisognava far capire a chi avrebbe letto il libro ("quelle venti, trenta persone che lo faranno, che i cinquanta lettori del Manzoni sono un'utopia", ci dicevamo fra noi, ridendo) che questa cosa, apparentemente banale, del fare i libretti per i piccoli, di banale non ha proprio nulla. Che in quegli anni, per me che ho superato i trenta come per chi è già nonno, questi libri sono stati importanti. Che per l'economia del nostro paese, quella che ha a che fare proprio col vile denaro, per la crescita culturale degli italiani (e non solo), per la scuola e le biblioteche, questi libri hanno segnato un prima e un dopo. Roba non da poco.

La seconda parte del libro fa proprio questo: traccia una serie di sentieri all'interno dell'intricato mondo del catalogo Emme. Si parla di come si facevano i libri, di chi li faceva, di cosa si voleva trasmettere, di cosa succedeva intorno alla casa editrice; si parla anche di libri in viaggio da un editore all'altro, in tutto il mondo; si parla di scrittori famosi e aneddoti curiosi.

Catalogo dei 10 anni della Emme Edizioni con copertina di Oski.

E quando si arriva alla fine del libro e si legge quel lungo elenco di titoli pubblicati, in ordine cronologico, si trovano tanti nomi conosciuti, e altri meno, titoli che sono passati sotto i nostri occhi, magari all'università, o titoli sconosciuti o di cui forse, talvolta, abbiamo solo sentito parlare.
Quando si ha in mano La Casa delle Meraviglie si capiscono le origini di molti dei bei libri che riempiono le librerie oggi.

Perché mettersi in un'impresa così faticosa e difficile? Un pomeriggio, un tè fumante davanti e una pila di circa cinquanta libri Emme da catalogare e verificare, Loredana mi ha detto questa cosa, press'a poco: "Sai Valentina, senza certi libri io e te non faremmo questo mestiere, ed è quasi un dovere farlo sapere a tutti, che i libri per bambini sono una cosa che ti entra dentro e poi non ti lascia più, anche se non vuoi".
Io scommetto che chiunque aprirà questo libro troverà una traccia di sè, un colore, un segno, una parola, indipendentemente da tutto. E magari non avrà nemmeno sentito mai parlare della Emme Edizioni di Rosellina Archinto.


Quindi spero di vedervi in tantissimi, domani sera, 21 novembre, alle ore 19 a Palazzo Reale (la sala è quella di destra, al piano terra, guardando il palazzo c'è una porta a vetri ben visibile). Insieme a noi, a Loredana Farina e a Rosellina Archinto, ci saranno anche Irene Bignardi e Salvatore Gregorietti, che introdurranno il libro e racconteranno alcune interessanti cose, che non vi svelerò.  E intorno a voi, potrete vedere alcuni dei libri di cui si parla, in mostra con Inventario fra le parole e le immagini della Emme Edizioni, 1966-1985, esposizione che rimarrà aperta fino al 5 dicembre (e di cui abbiamo parlato qui).

Un'ultima informazione: Loredana Farina, insieme ad ABCittà, ha preparato una mostra itinerante sulla Emme Edizioni che può essere noleggiata dalle biblioteche di tutta Italia o da chi ne farà richiesta (scuole, associazioni e chi più ne ha più ne metta). Accanto a questo allestimento, è disponibile anche un percorso di laboratori per grandi e piccoli tutti dedicati agli albi. Se volete saperne di più, il contatto è qui.

mercoledì 30 ottobre 2013

Quei magnifici libri di Rosellina

La prossima settimana, il 5 novembre, a Milano, a Palazzo Reale, alle ore 19, inaugura la mostra, Inventario. Fra le parole e le immagini di Emme Edizioni, 1966-1985, a cura di Cristina e Francesca Archinto (produzione e organizzazione di 
Tribù dei lettori, in collaborazione con Hamelin Associazione Culturale).


La mostra, che rimarrà aperta fino al primo dicembre, ha fatto il suo esordio in occasione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, nel marzo di quest'anno, ospitata da Sala Borsa (su Gavroche, un lungo, dettagliato e bel post). Per questo, sicuramente, molte fra le persone che seguono il nostro blog l'hanno già visitata. Tuttavia, questa notizia è davvero importante: che Milano, nella sua sede museale più prestigiosa, accolga questa esposizione, significa riconoscere il lavoro e il talento di chi questa casa editrice ha fondato e diretto per vent'anni, ovvero Rosellina Archinto.


Finora, anche se Rosellina Archinto è persona notissima sulla scena culturale non solo milanese, e anche se Milano è la città dell'editoria, luogo di elezione di gran parte delle più celebrate avventure editoriali del nostro paese, della Rosellina Archinto di Emme Edizioni si è sentito parlare poco o addirittura pochissimo (l'unica mostra a lei dedicata ci risulta sia stata Alla lettera M, organizzata dalla cooperativa Giannino Stoppani, a Bologna, nel 2005). E bisognerebbe chiedersi la ragione di questa lacuna. Il fondato sospetto è che le ragioni fondamentali di questo ritardo siano due: che questa straordinaria impresa fosse dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi e che sia stata fondata e diretta da una donna.

Interno di Un giorno un cane di Gabrielle Vincent.

Ieri, in aereo, sfogliando The New York Times, in prima pagina, faceva bella mostra di sé un articolo sui libri cartonati per i più piccoli. Basti questo per riflettere sulla distanza che ci separa da paese più liberi e avanzati dal punto di vista della vita culturale e intellettuale.

La mostra di Milano ovvia a questo mancato riconoscimento. E si propone, con un allestimento tutto fondato sui libri, di far conoscere il magnifico lavoro di questa casa editrice. Perché capire cosa sia stata e abbia significato Emme Edizioni, nel tempo in cui ha operato, ma anche ora, a decenni di distanza, è importante. Perché, anche se nessuno o pochi (fuori dall'ambito degli addetti ai lavori) lo sanno, Emme ha pubblicato i migliori libri per ragazzi del mondo, allineandosi alla migliore produzione libraria internazionale, lanciando e scoprendo meravigliosi talenti, diffondendo la conoscenza di autori e illustratori geniali editi altrove, sperimentando i più diversi generi letterari e le forme del libro, portando nella letteratura per ragazzi le competenze di autori, grafici, artisti di numerosi paesi, fino a quel momento estranei a questo campo, proponendo un modo di guardare all'infanzia e ai libri a essa dedicati (che si trattasse di albi o di narrativa) nuovo e dirompente, approfondendo e divulgando i temi legati ai bambini e alla cultura a loro rivolta, e la loro conoscenza (la collana di saggi Emme comprende nomi come Jean Piaget, Françoise Dolto, Janusz Korczak, Arno Stern...). In vent'anni, infatti, Emme ha creato un catalogo di proporzioni e qualità pedagogica e creativa straordinarie, per ampiezza, profondità, varietà, innovazione, intelligenza, lungimiranza.

Interno di Andromeda SR1 di Heinz Edelmann.

Per dare la misura della modernità di questa avventura, basti dire cosa pensava, in quegli anni, Rosellina Archinto sui libri con le figure: “I nostri libri per bambini si basano prevalentemente sull’immagine poiché il pensiero dei bambini è prevalentemente ‘visivo’; in essi l’aspetto grafico, l’originalità del segno, il colore, la fantasia, l’alternarsi di reale e magico si propongono di corrispondere ai bisogni più profondi del mondo infantile. Abbiamo cercato di fare in modo che i nostri libri si ponessero in sintonia con questo mondo e abbiamo profuso nel nostro impegno la stessa cura e la stessa attenzione tradizionalmente riservate solo ai migliori libri per adulti. La nostra intenzione è dunque rivolta a far sì che il libro possa inserirsi senza sforzo, con naturalezza nel vissuto del bambino, non come ‘oggetto di erudizione’ ma come stimolo di esperienza e conoscenza”.


La mostra ripercorre, attraverso i libri, le tappe fondamentali di questo immenso lavoro: dai più noti, come Piccolo Blu e Piccolo Giallo (Leo Lionni), Il palloncino rosso (Iela Mari), Nella nebbia di Milano (Bruno Munari), Tre feroci banditi (Tomi Ungerer; oggi, Tre briganti), Un giorno un cane (Gabrielle Vincent) La coccinella semprearrabbiata (Eric Carle; oggi, La coccinella prepotente), che tuttora fanno la fortuna di diversi altri editori, a perle oggi sconosciute come Andromeda SR1 (Heinz Edelmann), Bric à brac (Mitsumasa Anno), Il re delle siepi (Uta Galuber), Alfazoo (Alfredo De Santis), Sembra questo sembra quello (Maria Enrica Agostinelli), solo per citarne alcuni.

Cogliamo l'occasione per annunciare che il 21 novembre, alle ora 19, a Palazzo Reale, durante la mostra Inventario, presenteremo la monografia La Casa delle Meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, curata da Loredana Farina e da noi pubblicata (il libro è in stampa in questi giorni).


Il volume è il risultato della ricerca, durata diversi anni, che Loredana Farina ha svolto su Rosellina Archinto, la Emme Edizioni e il suo catalogo, e contiene, oltre a una lunga e dettagliata intervista alla Archinto, dieci saggi che analizzano la produzione Emme nei suoi diversi aspetti (le relazioni con l'editoria straniera; i rapporti con gli autori e gli illustratori;  gli albi, la saggistica, la narrativa; l'innovazione grafica; lo sguardo pedagogico; il progetto di enciclopedia; i contributi sono firmati da Paolo Canton, Valentina Colombo, Nicola Galli Laforest, Elena Massi, Giulia Mirandola, Luigi Monti, Marta Sironi, Ilaria Tontardini, Emilio Varrà; più una dettagliata disamina cronologica del catalogo Emme curata da Alessandra Mastrangelo; il tutto con la supervisione editoriale di Valentina Colombo e la grafica di Guido Scarabottolo e Michela Granata).
Inutile dire che siamo molto contenti di aver avuto l'occasione di editare questo libro che va a colmare una lacuna nell'ambito della pubblicistica dedicata alla storia dell'editoria.




Perché il titolo La Casa delle Meraviglie? Per tante ragioni, una delle quali legata al romanzo Kim, di Rudyard Kipling, come è spiegato in una delle prefazioni al libro. Ma non solo. Un'altra la spiega la stessa Rosellina, in questa breve intervista.



martedì 7 febbraio 2012

Un bel signore alto e una biondina timida


El globito rojo - Un cuento de Iela Mari from Guillermo Vázquez on Vimeo.

Ieri pomeriggio abbiamo ricevuto questo messaggio. Che ci ha ricordato una cosa importante. Ci è piaciuto molto, sia per la cosa importante sia per come è scritto sia per lo spirito che infonde. Che poi è quello di chi l'ha scritto, cioè Loredana Farina. Una cara amica, con cui condividiamo parecchie cose e che ci ha autorizzati a pubblicarlo...

Cari amici,

La Libreria dei Ragazzi di Milano compie quarant’anni.

Bisognerebbe che fossi capace di raccontarvi come andavano le cose prima…
All’inizio degli anni Settanta i più bei libri per bambini e ragazzi – quelli entrati a farne la storia – erano già stati pubblicati quasi tutti: Piccolo blu e piccolo giallo, Il palloncino rosso, Sembra questo sembra quello, Federico, Nella nebbia di Milano, Nel paese dei mostri selvaggi, Flicts. Favole al telefono è del 1962. Ma, se volevi vederli tutti insieme questi libri (quasi tutti Emme), non sapevi mai dove trovarli.
C’erano le cartolibrerie che – quando andava bene – li mescolavano a matite e penne biro: sapore di scuola. C’erano le librerie di varia che – quando andava bene – li esponevano una volta l’anno per Natale: sapore di regalo impacchettato.
L’immagine che si aveva degli autori di questi libri e degli addetti ai lavori era quello di maestre in pensione e zie zitelle.
Ma un bel giorno - nel 1972 - a Milano, in via Tommaso Grossi, apre la Libreria dei Ragazzi, con affaccio su una delle vie più centrali della città e fra le più frequentate, grazie alle fermate di numerosissime linee tranviarie.
Era piena zeppa solo di libri per bambini e ragazzi: tutti libri coloratissimi, esposti di piatto sugli scaffali. E i libri erano tanti, proprio tanti! Sia al pian terreno che nella saletta al sottopiano cui si accedeva scendendo una scala a U.
E là sotto ne succedevano di tutti i colori.
Venivano organizzate presentazioni, incontri e dibattiti di volta in volta sempre più affollati. E a parlare venivano chiamate persone esperte e con gli occhi intelligenti che dicevano cose importanti, che scaldavano il cuore, su libri, ragazzi, scuola, società. Niente maestre in pensione. Niente zie zitelle.
I pionieri di questo posto erano un bel signore alto e bruno, molto gentile ed estroverso.
E una biondina timida, ironica, colta e con un bel caratterino.
Un posto dove uscire dalla clandestinità e dove incontrarsi a parlare di libri per ragazzi.
Un posto dove si respirava un’aria speciale e dove noi che ci occupavamo (e ci occupiamo)
di quei libri ci accorgevamo con sempre maggiore chiarezza che il nostro è un mestiere
di cui essere fieri. Un mestiere bellissimo.

Loredana Farina