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mercoledì 15 aprile 2015

PiPPo al MART

[di Giulia Mirandola]

PiPPo continua a testimoniare che in mano a lettori intelligenti, questa collana sa generare esperienze educative e umane di straordinaria intensità e valore. Lo hanno dimostrato, dal 2013 a oggi, il gioco Pippo non lo sa e la sua seconda edizione intitolata Le scarpe di Pippo. Lo confermano gli eclatanti risultati dei laboratori condotti da Ada Colombi nella scuola dell'infanzia. Lo ribadiscono le sessioni di educazione all'immagine curate da Marta Sironi con Francesca Zoboli e con Francesca Bazzurro in alcune classi della scuola primaria, accompagnate nei musei milanesi, dove è svelata l'intimità con l'arte invece del suo spettacolo.


Da gennaio 2015, la Piccola Pinacoteca Portatile di Topipittori è al centro di un nuovo scenario, che ha per la prima volta come interlocutore principale un museo italiano, il Mart-Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Grazie a questo legame virtuoso, il percorso della collana, già ricco di esperienze riuscite, sfocia in un programma articolato, di cui sono in parte responsabile. Da subito è piaciuto a Cristiana Collu, direttrice del Mart fino a gennaio 2015, che ne ha promosso il compimento.


PiPPo ha scelto di dialogare con questa istituzione pubblica attraverso una formula che collega tra loro aree museali differenti e suscita effetti sia all'interno sia all'esterno del museo. L'impegno profuso ha avuto come esiti la progettazione e la realizzazione di un volume dedicato a Fortunato Depero, Depero e la Casa del Mago, illustrato da Lucia Pescador e scritto da Marta Sironi; la proposta di Piccole pinacoteche, un seminario di due giornate, rivolto a insegnanti e operatori didattici e museali; la formazione di un gruppo ristretto di operatori interni all'area educazione del museo; la conduzione di Museo Disegnato, un ciclo di laboratori raccomandati alla scuola dell'infanzia e primaria.

 Di questi momenti proverò a raccontarne due in particolare, documentati da me attraverso il materiale fotografico prodotto nel corso di Piccole pinacoteche e Museo Disegnato, che qui condivido. Il corso di formazione è nato da un’idea maturata nel corso del 2014, insieme a Giovanna Zoboli e Paolo Canton di Topipittori, in seguito sottoposta a Carlo Tamanini (responsabile Area Educazione Mart) e approvata. L'unicità di questo corso è nell'impronta voluta per la sua struttura: aperta al confronto diretto tra chi legge la collana Pippo e chi la fa, tra chi la progetta e chi la utilizza negli ambienti della scuola. A Rovereto, infatti, per studiare e analizzare al microscopio PiPPo, sono giunti tutti insieme i Topipittori, Guido Scarabottolo, Marta Sironi, Francesca Zoboli, Ada Colombi e Giulia Mirandola. Giovanna Zoboli ha ripercorso alcune tappe della genesi di Pippo, ha offerto alcune anticipazioni sui volumi in corso di realizzazione e ha sottolineato un concetto che pare ovvio ma tale non è: a una cosa bella che è l'arte Topipittori ritiene debba corrispondere un modello editoriale bello altrettanto.


Quando prende la parola Francesca Zoboli, autrice di Dame e cavalieri, il tavolo attorno a cui siedono i partecipanti - 25 donne e uomini giunti dal Trentino, dal Veneto, dalla Lombardia, dall'Emilia-Romagna – si riempie di forbici, tubetti di colla, splendide carte decorate dall'autrice, vecchie riviste da ritagliare. Le mani dicono più delle frasi, in questo tipo di discorsi. Quelle di Francesca Zoboli hanno il dono della sintesi. Dalle pagine di Dame e cavalieri ciascuno impara come giocare a PiPPo e come rivalutare il concetto di copia.


Marta Sironi è l'anima dei testi di tutti i volumi della collana PiPPo. Parla di PiPPo come di una creatura in evoluzione, adatta a provocare confidenza tra bambini e quadri, amica dei giochi linguistici e formali, perfetta per trascorrere in modo non rituale il tempo della scuola e quello della scuola nello spazio museale. Ada Colombi è pragmatica. Della sua testimonianza nella scuola dell'infanzia, riporta immagini altamente significative, da cui emerge una realtà inconfutabile: la collana PiPPo può essere integrata alla programmazione scolastica ordinaria, ma ci vuole fatica, energia, volontà, impegno. Guido Scarabottolo, che della collana PiPPo è il nume tutelare, dopo avere raccontato la storia della PUT (Pinacoteca Universale Topolò) e della PIPO (Pinacoteca Portatile), invita il gruppo a una sessione di disegno davanti all'opera Depravities of war di Sandow Birk (2007, Collection of Deborah and Andy Rappaport), esposta all'interno della mostra La guerra che verrà non è la prima. Copiare è difficilissimo per chi non ha mani educate a disegnare.


Museo Disegnato è un laboratorio riservato a bambini e bambine della scuola dell'infanzia e primaria e alle loro maestre, costruito a partire dalle pagine di Depero e la casa del mago di Lucia Pescador e Marta Sironi. Si tratta di tredici appuntamenti in calendario da gennaio a maggio 2015, che ho il piacere di seguire in prima persona. Per fare Museo Disegnato servono una copia di Depero e la casa del mago; un arazzo di Fortunato Depero intitolato Guerra-Festa (1925, Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma), esposto temporaneamente all'interno della mostra La guerra che verrà non è la prima; vecchie buste da lettera, cartoncini blu, neri color panna un po' appassiti dal tempo, timbri appartenuti a zii e nonni coetanei di Depero, pagine di album fotografici scampati a traslochi, sgomberi di cantine, fallimenti di cartolerie; retini colorati, pastelli a olio, partiture musicali, quaderni pentagrammati.


Suscitare il piacere della composizione è la tensione che guida il laboratorio, mentre ciascuno si cimenta nella stesura di poesie telegrafiche, canzonette rumoriste, disegni di marionette meccaniche, manifesti pubblicitari, schizzi per costumi di scena, in puro stile futurista.  Il gioco di leggere le figure di Depero si materializza in quadri compiuti, che sommati tra loro, tra qualche mese, daranno luogo a una piccola grande pinacoteca dei bambini, aperta al pubblico del Mart.




















mercoledì 25 marzo 2015

Depero e la case del mago

[di Marta Sironi]

Ogni volume della PiPPo (Piccola Pinacoteca Portatile) aggiunge alla collana qualche novità capace di orientare in modo nuovo la sua realizzazione, così come le sue successive implicazioni.
Con Giotto. Quaderno di disegno, illustrato da Chiara Carrer, abbiamo sperimentato il taglio monografico, replicato con il nuovo volume appena uscito, dedicato a Fortunato Depero - Depero e la Casa del Mago -  e reso più complesso dalla relazione con un museo: il Mart di Rovereto. La collaborazione è avvenuta in base alla condivisione del soggetto – a Rovereto si trova la Casa d’arte futurista Depero – e alla sua valorizzazione, andando anche a pescare fra materiali meno noti dell’archivio dell’artista che ci è stato aperto dal Mart con grande disponibilità.

L’utilizzo della documentazione d’archivio è stato ispirato e amplificato dalla poetica dell’interprete a cui sono state affidate le immagini del libro – Lucia Pescador – artista da tempo impegnata nell’interpretazione delle avanguardie storiche, attraverso un personalissimo Inventario del Novecento con la mano sinistra, di cui il volume su Depero è la prima inedita applicazione a un libro per l’infanzia.

Copertina, quarta e alette (per leggere cliccare sull'immagine).

Una scelta assolutamente coerente con l’identità della collana, che personalmente considero una collezione di ‘libri d’artista’ per bambini (e non solo), proprio per la qualità estetica delle originali interpretazioni.

Introduzione di Nicoletta Baschiero, responsabile di Casa Depero, Mart, Rovereto.

Dall’archivio sono emersi materiali splendidi: buste postali con la scritta “W IL FUTURISMO”,  carte intestate disegnate da Depero, schizzi, appunti per progetti, materiali ricchi di evocazioni storiche che, mischiati al vario repertorio che Lucia usa abitualmente nella sua ricerca (fogli di quaderni, pentagrammi, vecchi documenti amministrativi…), sono diventati eloquenti basi per i disegni; così come citazioni dirette dai testi di manifesti, da lettere e cartoline ricorrono nel libro, immergendo il lettore senza mediazioni nella poetica futurista.

In questo modo, in corso di fattura, il libro si è sviluppato come una specie di canovaccio per uno spettacolo futurista: il piccolo lettore, accolto nella Casa del Mago, è invitato a far parte di una grande e libera messa in scena partecipando in prima persona, immaginando costumi e scenografie, musiche e ‘poesie telegrafiche’.
Nello stesso tempo, le pagine offrono spazi da disegnare, colorare, inpostare graficamente, ricche di spunti per liberare la creatività, mescolando i linguaggi: con le matite in mano si può anche cantare, fare rumore e declamare ‘parole in libertà’! Secondo la poetica di Lucia Pescador a un certo punto, girando pagina, si è colti dalla notte: il cambio di tono è improvviso, grazie al ricorso a cartoncini neri e lavagne.
Il libro per la sua varietà e per l'approccio interdisciplinare, può essere il punto di partenza per realizzare maschere colorate, abiti, oggetti ed effetti sonori e visivi come rumori e lampi di luce per uno spettacolo che consideri parole, musica, immagini, luci, scenografie e costumi come unica espressione: proprio come secondo la poetica futurista.

Al Mart, Giulia Mirandola è da qualche mese al lavoro con la messa a punto di laboratori didattici che coinvolgono tutti i volumi della collana PiPPo.



Ma non solo: il liceo artistico Paolo Candiani di Busto Arsizio sta organizzando un laboratorio multidisciplinare per mettere in scena un musical ispirato al nostro libro. Insomma, Lucia Pescador è ormai irrefrenabile: ogni giorno produce varianti sul tema.
E poi ci sono alcune presentazioni delle quali la prima che segnaliamo va comunicata in stile Novecento.



Presi dal sacro fuoco futurista vi annunciamo con slancio imaginifico l’imminente, imperdibile presentazione del volume:

Sabato, 28 marzo, ore 17,30
a Cantù, in via per Alzate, 9
presso Spazio Libri La Cornice,
Tommaso Falzone vi invita all'incontro
con MARTA SIRONI e LUCIA PESCADOR 
per la presentazione del libro
DEPERO E LA CASA DEL MAGO - Topipittori Editore!!

Per l'occasione saranno esposte le tavole originali del libro.
Fiammiferino vi aspetta, declamando ogni 15 secondi “W IL FUTURISMO!!!”

lunedì 12 gennaio 2015

Guardare non basta

«e postasi una mano sulla fronte
così… 
s'è messo a scrutarmi la faccia 
come uno che volesse disegnarla.»
Ofelia, in Amleto, atto 2, scena 1

La mia passione per Alberto Giacometti è nota. È una di quelle passioni così travolgenti che mi impedisce anche solo di pensare di scriverne. Giacometti deve diventare un pretesto [pre-testo] per far sì che ne scriva.


Alla fine di gennaio dell'anno scorso, quindi ormai un anno fa, avevo organizzato con alcuni amici romani una visita alla mostra delle sculture di Giacometti presso la Galleria Borghese (che ho, invece, visitato, in assenza di Giacometti, la sera di San Silvestro). Non ho potuto, per ragioni che non è il caso spiegare, partecipare a quella visita e ne ho avuto resoconti contraddittori.


Sono passati mesi e, per il mio compleanno, una persona che aveva partecipato alla visita mi ha fatto un regalo straordinario: un quadernino realizzato a mano che contiene i disegni a matita di molte delle sculture esposte, e un acquerello di un busto di Annette al centro. Un regalo che mi commuove, segno di un affetto profondissimo. E che mi è ancor più caro per circostanze che, ancora una volta, non è il caso spiegare qui.



Ma questo quadernino è un regalo prezioso anche in molti altri sensi. Per esempio, per le riflessioni e le letture che ha stimolato sul disegnare. Questo è un argomento che mi sta molto a cuore, del quale abbiamo già parlato qui nel nostro blog e che contiamo di sviluppare ulteriormente.




Quando guardo le sculture o i disegni di Giacometti, spesso mi pongo questa domanda: «Come ha fatto a vedere le cose in questo modo?» Sono certo che questa stessa domanda se la sia posta l'amica disegnatrice giacomettiana. Nella visione dell'artista (in genere, non solo di Giacometti) c'è sempre qualcosa di sorprendente. E Giacometti in particolare sembra essere sempre in un luogo diverso da quello abitato dalla nostra idea della figura umana. Eppure, nella sua opera, riusciamo a percepirla, la figura umana, esattamente per quello che è.



La mia amica si è presa la cura di guardare, per me assente, le sculture di Giacometti. Ma consapevole del fatto che guardarle non basta, ha usato l'atto del disegnare per rallentare ed espandere, amplificare l'atto del guardare. Nel farlo, ha illuminato se stessa e, per conseguenza del suo dono, me.


Guardando questi disegni, queste che, accademicamente, si chiamano "copie dal vero", mi è sembrato di capire che la tecnica dell'arte consiste nel rendere le forme insolite, difficili; nell'aumentare la difficoltà della percezione e, quindi, il tempo della percezione. I critici formalisti sovietici affermavano che è arte ciò che rende il percepire un fine estetico in sé.



Il disegno, inteso qui come copia dal vero, costringendo l'occhio alla velocità assai più lenta della mano, prolunga e affina il processo di percezione e rivela i modi della visione dell'artista. Una visione che non è mai semplicemente ottica, ma olistica: il disegno diventa mediatore fra occhio e mano, ma anche fra sé e il mondo.



Un'altra amica, qualche tempo fa, mi ha detto: «Quando disegno, io non voglio essere io.» Un'affermazione che avevo stentato a capire. Adesso, grazie a questo quadernino, il senso della frase mi è più chiaro.



Queste riflessioni consolidano, se possibile, la convinzione con la quale abbiamo affrontato la didattica dell'arte nella nostra collana PiPPo - Piccola Pinacoteca portatile: la necessità di creare uno strumento  attraverso il quale i bambini (ma, perché no, anche gli adulti) si potessero accostare all'arte appropriandosene, facendola propria, accedendovi grazie all'osservare e al fare. Uno strumento grazie al quale insegnanti, genitori e adulti in genere potessero avviare figli, allievi, bambini in genere a a quella concentrata attenzione che sola permettere di conoscere quel che percepiamo e non quel che è già conosciuto.

Come diceva Munari, da cosa nasce cosa. E forse proprio per  da questo quadernino potrebbe nascerne uno più grande e pubblico. Ma di questo parleremo più avanti.

Intanto vi segnaliamo che il 31 gennaio, al Mart di Rovereto, in occasione di un corso di formazione sulla didattica dell'arte intitolato "Pinacoteche portatili. Libri con le figure, opere d'arte e una collana di nome PiPPo" presenteremo il nuovo volume della collana: Fortunato Depero e la casa del mago, di Marta Sironi e Lucia Pescador, realizzato in collaborazione con Mart e Casa d'arte futurista Depero.