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venerdì 27 novembre 2015

Superpippo e la natura delle meraviglie

[di Maria Giaramidaro]

La collana PiPPo (Piccola Pinacoteca Portatile) di Topipittori ha trovato un modo nuovo per far giocare i bambini con l’arte, insegnando a osservare quello che c’è nei quadri per poi riflettere sulla natura delle immagini: come e perché i pittori immaginano, disegnano, rappresentano cose, persone, animali, piante, città, paesaggi. Gioco e formazione concorrono a creare una collezione personale di immagini, da appendere nella propria cameretta o regalare, dando vita a una Pinacoteca personale. Dalla PiPPo è nato il progetto Pippo non lo sa, in collaborazione di Topipittori e SpazioBK, che si è tenuto nel 2013 e 2014 a Milano, nato per coinvolgere una scuola, una libreria e una casa editrice nella raccolta fondi per tre biblioteche scolastiche. Trovate qui e qui tutte le informazioni sugli eventi.


Pippo non lo sa, in questa fine 2015, supera lo stretto di Messina e arriva nella punta estrema dello stivale, neanche in una grande città, ma in un piccolo centro del trapanese: Mazara del Vallo.
L'obiettivo, anche in questo caso, è quello di creare una biblioteca di classe. Lo faremo partendo da un super PiPPo, Uccelli da disegnare e colorare, di Carll Cneut. Anche in questo caso, a una inziale fase creativa, la produzione di disegni a tema, seguirà una mostra e quindi un'asta per vendere gli elaborati esposti e raccogliere fondi. Sarà interessante vedere come l'iniziativa sarà accolta.


Come si partecipa
Partendo dagli Uccelli da disegnare e colorare, ogni partecipante, grande o piccolo, potrà mettere a frutto la propria personale indagine sulla natura delle meraviglie che lo circondano, realizzando una piccola opera del formato di 15x21 cm, con la tecnica che preferisce. Il lavoro, non firmato, dovrà essere inviato o consegnato a mano ad Associazione Oliver (via Monsignore Audino 11| 91026 Mazara del Vallo - TP) entro il 12 dicembre 2015. La partecipazione è assolutamente volontaria e non è richiesta nessuna quota di partecipazione, gli autori cederanno ogni diritto sull’opera che diverrà parte integrante del progetto per la costituzione di una “biblioteca di classe”.


Come partecipare all'asta
Tutti i lavori raccolti saranno esposti in una mostra conclusiva che si terrà il 19 dicembre 2015, negli spazi dell’associazione Oliver (via Monsignore Audino, 11, Mazara del Vallo). Una volta esposti, i disegni potranno essere acquistati (contributo minimo di 5 euro), l’incasso si trasformerà in un buono acquisto librario, che le insegnanti della classe individuata dal progetto potranno convertire in libri presso la Libreria Lettera22Books di Mazara del Vallo. Nella libreria verrà proposta una selezione di libri illustrati adatti ai piccoli lettori di riferimento, libri con i quali andremo a costituire il primo impianto di una biblioteca di qualità per lettori del futuro sempre più coinvolti ed esigenti.
La classe prescelta sarà poi coinvolta in un percorso specifico di promozione alla lettura a cura dell’associazione Oliver.



Organizzato da Oliverlab in collaborazione con Libreria Lettera22, La natura delle meraviglie / Uccelli da disegnare e colorare si propone di trasportare il gioco individuale del disegnare in un contesto collettivo, invitando a osservare e conoscere le specie (reali e immaginarie) che abitano o attraversano il nostro territorio, o, semplicemente, che animano la nostra fantasia, per arricchire l’immaginario della nostra realtà quotidiana.


Con questa iniziativa, pensata da Oliver come percorso ludico-formativo rivolto al mondo della scuola, della società civile, degli adulti e dei bambini, ci auguriamo di coinvolgere tutta la città nella realizzazione di lavori che saranno parte di una mostra, perché tutti possano ricominciare a osservare quello che li circonda, riscoprire il proprio patrimonio culturale e naturalistico, per poi concorrere alla realizzazione di uno spazio di lettura all'interno di una classe dove i bambini potranno finalmente conoscere libri belli, libri capaci di aprire orizzonti immaginativi e dare conoscenza.


Per fornire spunti creativi e supportare la realizzazione degli elaborati che parteciperanno alla mostra, abbiamo organizzato tre eventi a tema. I tre percorsi nascono con l'intento di sensibilizzare al progetto e mirano alla realizzazione di lavori che andranno ad arricchire la mostra alla quale abbiamo invitato a partecipare scuole di ogni ordine e grado della città, dalle quali speriamo un sostegno e una partecipazione calorosi.


I tre eventi sono:
 - domenica 29 novembre, ore 9.00 (per famiglie), passeggiata naturalistica presso la riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi, condotta dall'esperto Vincenzo Pernice e rivolta alle famiglie. Un'occasione per trascorrere del tempo insieme, adulti e bambini, alla scoperta di un'aria protetta conosciuta per la sua bellezza naturale, tra laghi  a due passi dal mare e canneti, dove potrà essere facile osservare i movimenti del falco di palude, della poiana, del gheppio o il saltellare tra le piante dell'upupa e, se siamo fortunati, forse riusciremo anche a vedere rari esemplari di aironi rossi o dei più comuni aironi cinerini che sono soliti passare da qui. Una passeggiata per scoprire un luogo e conoscere gli uccelli che ci abitano e vederli volare, prendere appunti, guardare e magari disegnare.


- venerdì 4 dicembre, ore 16,30-18,30 (per ragazzi, giovani e adulti), laboratorio di osservazione, rilettura ludica e creativa della collezione del museo Ornitologico di Mazara, condotto da Wanda Cronio. Un percorso per conoscere e osservare vari esemplari di volatili per provare a immaginare forme di nuove specie mai viste. Azioni e scelte espressive per dar vita a fantastiche livree di nuove creature.


-   lunedì 7 dicembre, ore  16,30-18,30 (per bambini e genitori) laboratorio di disegno dal vero condotto da Fabio Accardo Palumbo presso il Museo Ornitologico della città. Un'occasione per fermarsi a guardare, osservare e conoscere perché disegnando è possibile scoprire la natura delle cose, la meraviglia della natura nella forma perfetta di un volatile.



La natura delle meraviglie / Uccelli da disegnare e colorare è rivolto a tutti: è un invito a partecipare a un gioco che diverte, ma insieme rende protagonisti della costruzione di una biblioteca di classe: uno spazio di cui i bambini potranno disporre per coltivare il pensiero, la creatività e l'immaginazione, accompagnati dalla lettura ad alta voce condotta dalle maestre.


La classe che riceverà la prima biblioteca seguirà anche un laboratorio divenendo pioniera di una pratica che speriamo dia frutti e abbia seguito già a partire dal prossimo futuro. Il lavoro che verrà sviluppato in collaborazione con i docenti, sarà incentrato sull’educazione all’immagine in tutti i suoi aspetti, approfondendo grazie ai libri i campi della scienza e della divulgazione, della narrativa e del vasto universo degli albi illustrati.
La natura delle meraviglie / Uccelli da disegnare e colorare è sviluppato da Oliver in collaborazione con Libreria Lettera22, in partenariato WWF – Ente gestione Riserva Naturale Integrale Lago Preola e Gorghi Tondi, Museo Ornitologico di Mazara del Vallo e ha il patrocinio gratuito del Comune di Mazara del Vallo.
Per informazioni e contatti, qui.

[Tutte le immagini del post sono tratte dal volume Uccelli da disegnare e colorare di Carll Cneut]

mercoledì 4 novembre 2015

A Scriba Festival arrivano i mostri

[di Manuela Draghetti]

Nelle librerie di casa, sui nostri comodini o per terra, impilati come torri vicino alle poltrone, prendono posto romanzi, raccolte di racconti, poesie, classici, libri illustrati, saggi e, sicuramente, molto altro ancora. Tutti i giorni però anche altre forme di scrittura occupano la nostra vita. Leggiamo blog di cucina e guide di viaggi, ma prima diamo un’occhiata alle previsioni del tempo. Controlliamo il bugiardino di quella medicina che ha degli effetti collaterali un po’ inquietanti.


Compriamo un buon vino ma prima giriamo l’etichetta per vedere se è di nostro gradimento. Poi apriamo la posta. È arrivata l’assicurazione, fitta fitta di pagine, piena di righe scritte in un linguaggio tutto da decifrare. Ci saremo davvero assicurati? Il dubbio è legittimo. C’è un verbale dei carabinieri e anche un volantino con annunci immobiliari. Nel frattempo da qualche parte qualcuno scrive canzoni, dizionari, enciclopedie, filastrocche, testi per manuali scolastici o trasmissioni radiofoniche. Qualcun altro sta vendendo opere d’arte in TV, oppure sta sceneggiando un film, un documentario, un musical, una serie animata per ragazzi o un videogioco. Nelle redazioni dei giornali invece il titolista si concentra sulla notizia di prima pagina, e il cronista non sa come chiudere il suo pezzo, all’enigmista invece mancano solo pochi rebus, e poi, a notte ormai cominciata, finalmente si ‘timbra’ Visto si stampi.
Scriba nasce da qui. Michele Cogo, Piero Di Domenico e io ci siamo resi conto che la scrittura è anche tutto questo, e abbiamo pensato di realizzare il primo Festival che raccontasse e facesse incontrare i professionisti delle varie scritture e il pubblico che quotidianamente li legge.
Scriba nasce in collaborazione con Bottega Finzioni, la scuola di scrittura fondata a Bologna da Carlo Lucarelli che, a proposito di Scriba dice: «Chi pratica la scrittura sa benissimo che qualsiasi tipo di narrazione è, prima di tutto, un racconto: da una forma più intima, come può essere una lettera o un diario, ai bugiardini delle medicine, ai verbali della polizia per finire alla satira. Sono tutte forme di scrittura che hanno un motivo, e soprattutto, un modo per essere fatte».
Gli incontri di Scriba mettono in luce questi modi.

Libreria Zanichelli, pubblico in ascolto fuori dalla sala conferenze.
Libreria Coop, durante un incontro del Festival.

Per un narratore poi è utilissimo conoscere anche i linguaggi diciamo così, ‘non letterari’, ma quotidiani e diversissimi. E questo proprio per riuscire a raccontare in modo credibile tutte le altre storie possibili.
Nelle passate edizioni alcuni scrittori hanno fatto da ponte tra questi diversi professionisti delle scritture e il pubblico presente. Così ad esempio è successo che Marcello Fois (scrittore e sceneggiatore), assieme a Roberto Maccaferri (agente immobiliare), hanno raccontato il linguaggio specialistico degli annunci immobiliari.

Marcello Fois e Carlo Lucarelli, 2012, Palazzo D'Accursio.

«L’Italia» spiega Marcello Fois, «è il paese che forse produce più sovra-lingue, ogni settore di interesse ha un suo vocabolario specifico, tramandato da professionista in professionista, spesso ostico ai profani, slegato da sintassi e linguaggio comune. L’agente immobiliare è uno che racconta le case, e usa termini scomparsi come bivano, trivano, quadrivano, perché è più prestigioso di ‘due stanze’. O incomprensibili, come finestrato, nel senso che esistono case senza finestre? Rifiniture di pregio? Parzialmente ristrutturato? Che forse non avevano i soldi per completare l’opera?”. Menziona altri linguaggi come quello dei ricettari o dei blog di cucina, “Scaldi il vettore e lavori il prodotto fino alla glutinazione. Ecco il gergo da fornelli che mai ci sogniamo di usare in altri contesti. E ‘l’assicuratese’? Una lunga litania di eccezioni più che di regole. Il ‘poliziese’ invece si ostina a usare espressioni come ‘Ci portammo in via Saragozza’ per dire ‘andammo’.
E per finire il ‘notarile’, con il suo rogito, un nome già di per sé gastroenterico, da provare alla sera al posto del sonnifero per dormire di colpo.»


Spesso gli incontri si concludono con un contest, un concorso aperto al pubblico, che permette a chi vuole, di cimentarsi in quella particolare scrittura, e di concorrere per un premio e un giudizio dato in diretta dagli ospiti. Ad esempio è l’annuncio immobiliare per vendere Stonehenge che, l’anno scorso, si è aggiudicato il primo posto.

Stonehenge
 

di Valentina Misgur
 (testo vincitore linguaggio immobiliare)
Località: piana di Salisbury, Wiltshire, Inghilterra e
ccezionale openspace vendesi, in zona tranquilla (escluso solstizi), circondata dal verde. 
50 mq circa, realizzata in materiali ecosostenibili, la proprietà unisce la semplicità delle linee neolitiche alle nuove esigenze in materia di energia alternativa.
a costruzione è realizzata in Dolmen e Menhir, strutture ecosostenibili e antisismiche, utilizzando esclusivamente materiali naturali riciclabili. Finiture pregiate in dolorite, riolite, arenaria e ceneri calcaree vulcaniche. La maggior parte dei materiali è a chilometro zero; alcune pietre pregiate provengono da un sito del Galles sud occidentale e dall'Irlanda, importate in Inghilterra dal diavolo. 
anoramico, ben ventilato, eccellente illuminazione naturale, offre un'ampia visuale della volta celeste con mappa astrale integrata. Doccia diffusa a caduta naturale, per un massaggio corroborante al cuoio capelluto. Vialetto d'accesso privato, la proprietà offre fino a 5 ingressi trilitici indipendenti. L'asse principale è orientato verso la posizione del sole al solstizio d'estate, compatibile con norme Feng Shui e Buddhismo. Termoautonomo, solo irradiazione solare diretta e forte carica magnetica naturale, funziona sulla polarizzazione dei chakra.
tilizzabile anche come calendario astrale e orologio solare (no batterie, no ricarica).
ersatile, adatto a possibili riconversioni in tempio neopagano, centro convention per druidi, locale per sabba, macelleria (eccezionale pietra del sacrificio originale inclusa). I
deale per i figli delle stelle.
 Per contatti e info: merlino@camelot2014.it



Scriba ha anche una sezione dedicata alla scrittura per ragazzi. Alcuni degli ospiti delle passate edizioni sono stati Janna Carioli, Frida Forlani, Stefano Bordiglioni, Beatrice Masini, Cristina Scalabrini, Emanuela Busà, Tuono Pettinato.
Quest’anno Mario Bellina (autore, conduttore televisivo e radiofonico), assieme a David Bracci (esperto di effetti speciali cinematografici), dialogheranno a partire dal testo di Bellina scritto per ragazzi, edito da ETS dal titolo Cinemostri. A caccia di mostri cinematografici.
Perché il tema dell’edizione 2015 del festival è appunto Arrivano i mostri!, e con un tema così non potevamo non organizzare un contest dedicato ai ragazzi.


Abbiamo coinvolto 10 quinte di tre scuole primarie di Bologna (sono le scuole: Longhena, Bottego/Silvani e Guidi, e le ringrazio molto per la loro disponibilità e la collaborazione). Ai ragazzi abbiamo chiesto di disegnare e di raccontare in poche righe il loro mostro più mostruoso, di inviarcelo e di partecipare a un pomeriggio ‘terrificante’ in compagnia della giuria, che sceglierà il vincitore e, di Marco e Matteo, conduttori del programma televisivo L’Officina dei mostri, che realizzeranno per il podio il mostro in versione 3D, proprio come avviene nel programma in onda su Sky. I ragazzi si sono subito entusiasmati. Vedremo cosa succederà!


Janna Carioli.
Beatrice Masini e Stefano Bordiglioni.

Alle tre scuole consegneremo anche tre pacchetti di libri per arricchire le loro biblioteche scolastiche. Sono testi che affrontano il tema del ‘mostro’ nella sua accezione più ampia, e che gli editori, che ringrazio di seguito (Babalibri, Coccole Books, Corraini, De Agostini, Einaudi Ragazzi, Feltrinelli Kids, Gallucci, Kite, Lapis, Topipittori), ci hanno gentilmente donato. Ringrazio anche i Topipittori e in particolar modo Giovanna che mi ha offerto qui di raccontare Scriba.
Ma i mostri sono i protagonisti di tutti gli incontri del festival. Si parlerà di tutti i mostri. Dei mostri letterari, dei mostri linguistici, dei mostri sbattuti in prima pagina da altri mostri, dei mostri nella tradizione del musical. Ma anche di mostri mitologici, ancestrali che hanno incarnato le paure dell’uomo e che hanno lasciato tracce nei reperti archeologici e nell’immaginario di tutti noi.

Ermanno Cavazzoni.

Ma senza scomodare un passato lontano, anche nel nostro presente, interi movimenti come i prepper (sempre più numerosi), evidenziano la presenza di grandi e nuove paure, che nascono con le società che cambiano e a cui, questi gruppi, tentano di far fronte con nuove forme di difesa tutte da scoprire.
Ma si sa, le paure per superarle bisogna attraversarle, conoscerle, e il racconto è sicuramente un modo per farlo. Ed è quello che Carlo Lucarelli farà parlando di mafia e di come, dal suo punto di vista, la si può raccontare. Sarà infatti questo, l’appuntamento dal titolo, Raccontare la Mafia: il mostro dalle mille facce, che aprirà in Sala Borsa l’edizione 2015 di Scriba Festival. A Bologna dal 6 all’8 novembre. Vi aspettiamo!
Per partecipare ai contest del Festival, andate qui e scrivete a Scriba edizione 2015).


martedì 26 maggio 2015

I martedì della Emme / 22: Il galateo dell'avventura

[di Sara Stangherlin, Biblioteca di Montebelluna]

La biblioteca dove lavoro ha la fortuna di custodire un fondo Emme nel ventre del magazzino, e ogni occasione (specialmente questa) è buona per far prendere una boccata d’ossigeno a questi libri.  Sono dei classici perché parlano ai bambini e agli adulti di oggi come lo facevano quando sono stati pubblicati, senza perdere nulla di ciò li rende speciali, anzi guadagnando di volta in volta significati nuovi. Così ho deciso di affrontare l’oscuro piano interrato.
Sono nel magazzino: è poco illuminato e mi fa sempre un certo effetto. Mi infilo tra gli scaffali mobili e anche quelli mi fanno un po’ impressione. A un certo punto un libro mi cade sui piedi provocandomi un leggero dolore.  “E allora tu che cosa dici?” mi interroga il titolo del libro per terra. Ehm, che cosa dico?! Prima dico “Ahi!
e poi dico grazie al libro per la sua incontenibile voglia di uscire dal magazzino, lo raccolgo e lo porto a fare un giro ai piani alti.



Il libro Emme che si è fatto avanti è proprio E allora tu che cosa dici? di Sesyle Joslin, con le bellissime illustrazioni di Murice Sendak. L'albo  uscì negli Stati Uniti nel 1958 e valse ai suoi autori la Caldecott Medal l’anno successivo. Accanto a questo albo, c’è suo fratello, E allora tu che cosa fai?, della stessa squadra vincente autore-illustratore. Furono pubblicati in Italia dalla Emme nel 1980, quando all’estero godevano già di fama indiscussa: due manuali di buone maniere per tutte le occasioni.



Le incantevoli illustrazioni di Sendak, dal tratto e dai toni subito riconoscibili, non hanno bisogno di molti colori, perché parlano da sé: la loro peculiarità sta nell’immediatezza con cui comunicano e in una eleganza discreta e senza tempo.
Questi due piccoli albi sono popolati di bambini in situazioni bizzarre e fiabesche, in uno schema fisso a doppie pagine: a sinistra un breve testo descrive la situazione illustrata nella pagina di destra e pone al lettore sempre la stessa insistente domanda (quella del titolo, appunto). Segue la risposta, sempre spiazzante, data da un’illustrazione a doppia pagina accompagnata da una breve frase degna del più alto galateo britannico.
La sorpresa si rinnova ogni volta, a ogni giro di pagina, grazie al succedersi di scenette inverosimili e al contrasto fra queste e le risposte così educate dei bambini protagonisti.



Non è facile sapersi comportare come si deve, specie se si è piccoli. Ci sono situazioni che mettono in difficoltà: non si sa cosa dire, non si sa cosa fare. E si rimane a bocca aperta e con le mani in mano.
Presentarsi a uno sconosciuto, prendere congedo educatamente, rifiutare un’offerta con cortesia.
La sgradevole sensazione di sentirsi fuori posto o inadeguati che genera insicurezza qui è ovviata dal proporre di continuo situazioni altamente improbabili ed eccezionali, in cui chiunque - anche una Principessa o un Pirata - si sentirebbe stranito e impreparato. 


Ad esempio, mettiamo il caso che tu sia andato in centro a fare spese e che camminando all’indietro – ti diverte sempre un sacco farlo! - inciampi in un coccodrillo. E allora che cosa dici?


Oh, scusami!


Supponiamo che un signore ti regali un elefantino; oppure che mentre stai cogliendo margherite nel prato appaia un drago feroce e un cavaliere gli tagli la testa; o che il cowboy Bill Nasolungo ti chieda se vuoi un buco in testa; o infine che la Regina ti inviti per una interminabile e monotona spaghettata a Londra (situazione che ricorda il recente fumetto A cena dalla regina di Rutu Modan, La Giuntina edizioni – in cui si ragiona anche lì di buone maniere, spaghetti e inviti regali)… allora tu che cosa dici?


Ti presenti educatamente agli elefantini; ringrazi con garbo il cavaliere in armatura; rifiuti l’offerta esplosiva del bandito; ti congedi dal banchetto supplicando la sovrana. Così come mandi giù il boccone prima di rispondere alla proposta di matrimonio di un principe; ringrazi la padrona di casa, prima di scappare dal drago che ha fatto irruzione alla sua festa; cedi il posto a una signora sul palanchino affollato di un elefante da trasporto.


Dalle situazioni più incredibili i bambini protagonisti escono sempre con grande disinvoltura  e massima cortesia, scongiurando la figuraccia e ritrovando sempre il sorriso.
Da notare che in queste pagine i piccoli agiscono in completa autonomia, senza nessun adulto che dica loro come comportarsi o cosa rispondere. I grandi raffigurati sono semplici comparse occasionali, a volte anche un po’ burbere e maleducate, a cui dare il buon esempio.
Mi piace come in queste pagine i piccoli lettori siano catturati subito dentro la dimensione straordinaria, ma allo stesso tempo molto quotidiana dell’avventura che è sempre dietro l’angolo. E i bambini accettano questo patto di inverosimiglianza come la cosa più naturale del mondo, perché ai loro occhi l’incredibile è sempre possibile nella vita di tutti i giorni.


L’alchimia che si instaura fra testi e illustrazioni ha il pregio di rendere meno distante il sogno a occhi aperti e meno barbosa la quotidianità delle buone maniere. Il segreto del successo senza tempo di questi albi è presto svelato: riescono a far convivere la fantasia e la libertà proprie dei piccoli con la realtà e la buona educazione che dovrebbero essere proprie del mondo dei grandi.
Attraverso queste pagine, si scopre così che si è sempre al proprio posto, nell’avventura e non, se si sa rispondere come si deve anche a un rozzo pistolero.


Ah, state ben attenti al bandito Bill Nasolungo! È un tipaccio che frequenta le biblioteche ed è invidioso dei lettori appassionati: ama prenderli al lazo per portarli nel suo ranch selvaggio. Mi raccomando, nel caso sciagurato in cui vi acchiappasse, ubbidite e uscite tranquillamente senza dare troppo nell’occhio! Lasciategli pure il libro, prima o poi, mollerà la presa.


Mi chiamo Sara e lavoro nella zona meno silenziosa della Biblioteca di Montebelluna: lo spazio 0-6 anni e la sezione ragazzi. Tra albi con belle illustrazioni e belle parole ho trovato il mio habitat. Oltre ai libri, ho una passione smodata per gli scoiattoli, le vecchie lettere, i peperoni e le finestre sull’oceano. Spesso mi capita di avere la testa tra le nuvole e di essere un po’ maldestra, perciò ho trovato molto interessanti questi simpatici galatei dell’avventura. Penso ne farò buon uso, nelle mie avventure quotidiane tra gli scaffali, e non!

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.

Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.



Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie
I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete
I Martedì della Emme / 10: Dove c'era un prato 
I Martedì della Emme / 11: La vita quotidiana è una storia ricchissima
I Martedì della Emme / 12: Tutto cambia
I Martedì della Emme / 13: Sull'esser gufo
I Martedì della Emme / 14: Vedere l'altrove
I Martedì della Emme / 15: Possedere una fattoria
I Martedì della Emme / 16: Dentro le pagine
I Martedì della Emme / 17: Bill, prenditi la coda!  
I Martedì della Emme / 18: I Pensieri Più Perspicaci
I Martedì della Emme / 19: Emme come Meraviglia
I Martedì della Emme / 20: Per essere liberi

I Martedì della Emme / 21: Esattezza vuol dire... 

lunedì 18 maggio 2015

Brava, Beatrice!

[di Vittoria Negro]

Lo stupore, è una delle più belle sensazioni che si possono provare di fronte a qualcosa di inaspettato, ma in qualche modo atteso. Questo è quello che ho provato quando ho sfogliato I 5 malfatti la prima volta ed è ciò che vedo ogni volta che lo leggo con i bambini con cui lavoro. Anche gli insegnanti si stupiscono di fronte a una complicata semplicità che racconta di come, fatti ciascuno a nostro modo, possiamo essere unici, preziosi, intelligenti e sbagliati. Essere stupita è una delle cose che più mi piace, che lo stupore arrivi da un libro, un film, un gesto, una frase non è importante, lo è invece che succeda e non di rado. I bambini mi stupiscono continuamente con la loro attenzione sopraffina che arriva molto lontano, vedono anche ciò che non c’è ma potrebbe e questo libro è fatto apposta per loro.
E quando per I 5 malfatti ho trovato due seconde elementari, un bel gruppo di ragazzini con lo sguardo lungo, e due insegnanti che hanno visto nel libro (testo e illustrazioni) potenzialità grandi per affrontare temi quotidiani come le differenze di capacità, la timidezza, la lentezza, il disordine, la creatività dei loro alunni il gioco era già iniziato.
La lettura della breve storia è stata seguita con attenzione: tutti vicini, sfogliando il libro e cercando con lo sguardo nelle illustrazioni quello che le parole non raccontano, ma le immagini sì, e con dovizia di particolari, come l’espressione dei protagonisti, l’arredamento della casa, i colori delle coperte e il pavimento della storia, come ha osservato una bambina.

I cinque malfatti più il Perfetto. Illustrazione di Beatrice Allemagna.

Poi ci siamo messi a parlare del significato della parola malfatti:  il contrario di benfatti, un modo per dire che una cosa o una persona è sbagliata. Inizialmente molti i riferimenti all’aspetto esteriore, all’abbigliamento, alle forme e alle posture, poi un ragazzino sveglio e attento ha detto che potevano esserci anche cose che non si vedono nelle figure, cose immaginate, cose che poi la storia ci ha raccontato. Ancora: è stato detto che qualcosa è malfatto per qualcuno e non per un altro, per esempio chi è vegetariano pensa che sia malfatto chi mangia carne; è ritornata ancora  la parola sbagliato/a e due bambini hanno puntualizzato che sbagliato non è malfatto, malfatto non è sbagliato, ma diverso da quello che si può immaginare o credere che sia.

Alesha, autrice di questo disegno, è una bambina pachistana.
Per lei alcune parole del testo sono difficili, non per questo
 ha rinunciato alla sua interpretazione grafica del personaggio.
Alessandro è l’inventore del titolo di questo racconto di laboratorio.
Mi piace la spiegazione relativa alla scrittura  "brutta"
in quanto opera del suo malfatto.

Su questo punto, dopo un’animata discussione, ci sono state diverse affermazioni, ecco quella che ci ha convinti: un'addizione ha un risultato che è giusto oppure no; le altre cose, moltissime, per fortuna, possono avere diverse risposte e risultati, come accade per i Malfatti. Loro sono una possibilità, un risultato, anche giusto. A questo punto ho spiegato al gruppo che le illustrazioni e il testo de I 5 malfatti sono di un’unica autrice, Beatrice Alemagna, che ha pubblicato altri albi illustrati, ha uno stile molto personale e usa materiali differenti  per le sue illustrazioni; quindi, ho osservato che il testo e le immagini sono molto legati fra loro, perché vengono dalla stessa mano. E a questo punto, il bambino autore del titolo ha precisato: “Anche dalla stessa mente” e alla fine di questa chiacchierata ha aggiunto: “Brava, Beatrice!”.

Sofia: una doccia al succo di pesca, una doccia malfatta o sbagliata?
Oppure dolcissima? Questione di punti di vista. Nel disegno viene
ripreso il titolo e Beatrice Alemagna diventa bravissima!

I disegni che illustrano questo post riprendono in parte le cose che sono state dette, alcuni si rifanno alla storia, altri inventano nuove situazioni in cui i Malfatti sono protagonisti. Non tutti i personaggi ritornano nelle elaborazioni grafiche degli alunni. Grande successo per la Capovolta e lo Sbagliato. Osservandoli, si trovano particolari legati alle illustrazioni, le decorazioni dell’abito della Capovolta e i disegni di Sbagliato, insieme a variazioni personali, come la doccia con il succo di frutta e relativa pozzanghera. Per realizzare il Piegato abbiamo usato fogli di giornale, come nella tavola originale.

Davide: Capovolta e Bucato insieme, 
uno è sotto la doccia e l’altra, lo guarda.
Ludovica: altra Capovolta, notare il segno a zig zag
sotto la testa che indica il ritmo dei salti a testa in giù.

Mi sono molto divertita. Mi sono divertita  perché quando un libro mi piace tanto la vera prova la supera quando lo propongo ai ragazzini, quando con loro leggo, guardo, scavo, cerco e trovo. Certo con i libri belli è meglio, e i  libri belli ci sono, bisogna cercarli. Ripensando all’incontro, mi sono accorta che il Perfetto non se l’è filato nessuno; o, meglio, l’unica cosa emersa in proposito è stata la parola nullità che non è piaciuta molto, quasi un’offesa, perché “almeno una cosa tutti la sanno fare, anche se sono malfatti”, ha commentato un bimbo in genere piuttosto silenzioso.

Soraya: Capovolta al parco, per chi guarda l’albero
potrebbe essere appesa alle nuvole?

Altro particolare che mi ero persa, i fichi d’india. Dove abitiamo noi (Sardegna sud-ovest) ce ne sono davvero tanti, sui bordi delle strade, lungo i muri a secco in campagna, belli grandi, verde lucido dopo la pioggia e con frutti succosi a fine estate, proprio come quelli che circondano la rabbia del Bucato. E infine le pacche sulle spalle, quelle fanno la differenza: malfatti, ma, insieme, amici,  “in cricca” come dicono qua e se manca la perfezione pazienza, potremo cercare qualcosa di perfetto in ognuno, ogni giorno, anche una cosa piccola, perché tutto sarebbe troppo.

Elena: ha scelto il malfatto Piegato, e con gli accessori aggiunti
ha fatto il proprio autoritratto (capelli ricci e borsetta rosa con cuore).
Elias: Piegato sotto la pioggia.

Sentirsi tutti Malfatti, anche in una cosa sola (“Io non leggo molto bene”, mi ha detto sottovoce la bambina al banco vicino alla cattedra), avere punti di vista differenti e poterli mettere insieme con quelli degli amici, scegliere qual è il personaggio che non solo ci piace tanto, ma sotto sotto ci somiglia. Infine, la chiusa della discussione, da parte del filosofo della classe: “Comunque malfatti siamo un po’ tutti” e, poi, tutti a disegnare!

Gabriele: Sbagliato e i suoi lavori.
Marika: Sbagliato dipinge con un pennello rosso gocciolante.

Io ho scelto la Capovolta perché mi piace vedere qualcosa solo io, almeno qualche volta.
Ringrazio i bambini della scuola Primaria di Gonnesa, le insegnanti e la bibliotecaria che non smette mai di cercare modi per portare libri e storie a scuola.
E infine, una riflessione sul pavimento a quadretti della storia: a parte che già altri prima di noi ne hanno detto, vogliamo puntualizzare che il  pavimento della scuola primaria del Comune di Gonnesa, cittadina del Sulcis Iglesiente  è proprio uguale a quello a quadretti sul quale dorme il Molle e sul quale pedala lo Sbagliato: guardare per credere!