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martedì 3 febbraio 2015

I Martedì della Emme / 16: Dentro le pagine

Oggi due bibliotecarie ci raccontano la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche. Un'esperienza che ha coinvolto scuole, bambini, adulti ragazzi, alla scoperta di un modo diverso di creare libri e immagini.

[di Roberta Colleoni e Valentina Dellera, Biblioteca civica Abate Cameroni di Treviglio, sezione ragazzi]

Non abbiamo avuto la fortuna di essere bambine quando Emme Edizioni ha iniziato a pubblicare i suoi meravigliosi albi illustrati, perché non eravamo ancora nate. Inoltre siamo state cresciute da genitori distanti dall'ambiente milanese degli anni Settanta, che ha potuto godere in modo privilegiato della rivoluzione prodotta dalla Archinto nel mondo dell'editoria per bambini.
Ma non per questo ci sentiamo meno coinvolte nel parlare dei libri pubblicati da Emme Edizioni, perché abbiamo potuto conoscere e apprezzare questi albi nel corso della nostra esperienza lavorativa, come giovani bibliotecarie del settore bambini e ragazzi.

Abbiamo utilizzato gli albi di Lionni, Luzzati, Carle e Munari nelle innumerevoli attività di promozione alla lettura per le scuole del territorio: sono stati i nostri strumenti di lavoro quotidiani degli ultimi cinque anni, durante i laboratori presso la Biblioteca Civica di Treviglio.

Per questo motivo, quando ci è stato proposto di curare l'allestimento della mostra su Emme Edizioni che la nostra biblioteca avrebbe ospitato, nulla ci è parso più naturale di pensare a una mostra attiva che utilizzasse i pannelli previsti come base di partenza per quello che sarebbe stato il vero percorso espositivo: quello dentro le pagine degli albi illustrati.


Così non abbiamo fatto altro che selezionare, tra i bellissimi titoli elencati nei 20 pannelli che ripercorrevano il ventennio d'oro di Emme, gli albi illustrati con i quali noi bibliotecarie, per prime, avevamo voglia di giocare e sperimentare con i bambini: perché la mostra che abbiamo allestito a Treviglio è stata da noi concepita come fruibile in primo luogo dai bambini. Sembra scontato, ma c'era il rischio che la mostra diventasse un richiamo solo per cultori dell'albo illustrato, in primo luogo adulti di una certa estrazione socio culturale. Ma non era questo il pubblico che ci interessava raggiungere.


La faticosissima scelta alla fine è ricaduta su: Il piccolo bruco Maisazio di Eric Carle, Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni, I tre briganti di Tomi Ungerer, Sembra questo sembra quello… di Maria Enrica Agostinelli e i particolarissimi libri di Bruno Munari.
A partire da questi libri, abbiamo ideato dei laboratori ai quali hanno partecipato tutte le classi in visita alla mostra. Non dimenticheremo mai l'entusiasmo dei bambini, meravigliati da tanti libri bellissimi osservati in una sola volta, e tanto meno la loro soddisfazione nel veder compiuto e messo in mostra anche il frutto del loro lavoro artistico.


In questo modo, l'esposizione si è arricchita ogni giorno di più, finché un grande bruco Maisazio è uscito dalle pagine del libro di Eric Carle per salutare i bambini, il tesoro dei briganti ha lasciato a bocca aperta i visitatori, e così via....
La ricchezza del materiale librario esposto è stata possibile anche per la collaborazione di tutti i bibliotecari della provincia di Bergamo, che dopo una lunga ricerca fra gli scaffali delle proprie biblioteche ci hanno inviato numerosi libri di Emme Edizioni. In questo modo, al termine del percorso, i visitatori hanno avuto la possibilità di prendere in prestito il libro che più gli era piaciuto. Il merito della riuscita di questa iniziativa, quindi, va a tutti loro.


Infine, ci teniamo a sottolineare che all’allestimento della mostra hanno partecipato, insieme a noi bibliotecarie, anche i ragazzi di una quarta Liceo Artistico della città di Treviglio. Grazie a una professoressa particolarmente illuminata, che ha accolto con entusiasmo la nostra richiesta di collaborazione, è nata una sinergia positiva che ha condotto i giovani studenti di arte a confrontarsi con i grandi maestri dell'illustrazione e a realizzare delle tavole da affiancare ai pannelli espositivi della mostra. Abbiamo cercato, così, attraverso le illustrazioni di questi ragazzi, di dare vita a un dialogo attivo con i capolavori di Emme, creando la possibilità di un'ulteriore esperienza formativa per il nostro territorio.


Per noi bibliotecarie questa è stata la prima esperienza di allestimento di una mostra. Abbiamo seguito con passione ogni fase della sua realizzazione. Si è trattato di un lavoro impegnativo, ma che ci ha ripagato di tutte le nostre fatiche quando ci siamo accorte, fin da subito, dell’enorme successo che l'iniziativa stava riscuotendo. Trascinate dall’entusiasmo di questa esperienza, stiamo già pensando di organizzare, anche l’anno prossimo, una mostra dedicata alle illustrazioni per l’infanzia.


Roberta Colleoni, laureata in Lettere Moderne con indirizzo in Scienze dell’Editoria, ha avuto la fortuna di incontrare lungo il suo cammino, mentre prestava servizio civile presso la Biblioteca di Ranica, due bibliotecarie che le hanno saputo trasmettere la passione per questo straordinario lavoro. 

Grazie a loro, oggi può svolgere il lavoro di promozione della lettura con le scuole in una realtà come la Biblioteca di Treviglio, che le ha dato carta bianca, lasciandole la possibilità di sperimentare quotidianamente nuovi metodi per far appassionare i bambini alla lettura.
 

Valentina Dellera, laureata in Scienze della Comunicazione, dopo un anno di servizio civile presso la Biblioteca di Treviglio è stata completamente conquistata dal mondo dei libri e della lettura. Per una serie di fortunate circostanze, è dal 2010 che ha la fortuna di lavorare ancora nella stessa biblioteca.

Dal nostro catalogo, Roberta Colleoni e Valentina Dellera hanno scelto per la loro biblioteca Vorrei avere di Giovanna Zoboli e Simona Mulazzani.

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.

Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra di cui si parla oggi in questo post, ovvero La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.

Tutte le informazioni sul percorso espositivo che la mostra propone, per tutti coloro che la volessero visitare o ospitare, le trovate  qui.
Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie
I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete
I Martedì della Emme / 10: Dove c'era un prato 
I Martedì della Emme / 11: La vita quotidiana è una storia ricchissima
I Martedì della Emme / 12: Tutto cambia
I Martedì della Emme / 13: Sull'esser gufo
I Martedì della Emme / 14: Vedere l'altrove

I Martedì della Emme / 15: Possedere una fattoria

venerdì 12 dicembre 2014

Accogliere per educare

[di Elena Crestani]

La Fondazione Casa del Giovane La Madonnina è un ente ecclesiastico giuridicamente riconosciuto, che opera nel quartiere Gallaratese di Milano.
Nella nostra sede storica di via Enrico Falck, da più di 50 anni, operiamo in prima linea nell'affrontare e risolvere il disagio patito dai giovani migranti. “Accogliere per educare” è lo slogan che sintetizza la nostra missione. Ci impegniamo infatti ad accogliere, accompagnare ed educare i ragazzi che ci vengono affidati per offrire loro la possibilità di entrare, da adulti, nel mondo con la dignità di uomini liberi.
Oggi ospitiamo 82 ragazzi (minori stranieri senza tutela genitoriale) provenienti da paesi extra-europei (in particolare da Egitto, Marocco, Albania, Kosovo e Bangladesh) che giungono in Italia con la speranza di una vita migliore per loro e le loro famiglie, che spesso devono mantenere. Oltre all’accoglienza (vitto e alloggio), accompagniamo i giovani attraverso un percorso socio-educativo finalizzato all’acquisizione dell’autonomia e delle regole di convivenza sociale e civile. In questo percorso assumono particolare rilevanza la nostra Scuola di Pinocchio e la Biblioteca. La scuola interna educa e favorisce l'alfabetizzazione dei nostri ragazzi in quanto requisito essenziale per accedere all'istruzione scolastica e poi al mondo del lavoro.

Articolata in modo da rispondere alle loro diverse esigenze (dalla prima alfabetizzazione per i neo-arrivati al consolidamento della conoscenza della lingua italiana, passando per il sostegno scolastico di chi frequenta le scuole del territorio), essa è una realtà di successo dopo il primo anno di sperimentazione, in termini di coinvolgimento sia dei ragazzi (che tra le altre cose hanno ottenuto risultati positivi nelle scuole del territorio e nel superamento dell'esame di terza media) sia dei volontari che li aiutano sotto la supervisione e il coordinamento di un'appassionata docente che gestisce il progetto.
Un supporto importante per l'alfabetizzazione e l'educazione è l'accesso alla Biblioteca da parte dei nostri ragazzi. Leggere è infatti uno dei modi migliori per poter imparare una nuova lingua.


I libri presenti nella nostra biblioteca sono per la maggior parte in lingua italiana, ma non mancano edizioni in lingua straniera, in particolare inglese.
Leggere, inoltre, è un'attività che permette ai nostri ragazzi di comprendere non solo il mondo che li circonda, ma anche loro stessi. L'allontanamento dal loro paese da una parte non deve significare sradicamento dalle loro radici culturali ed identitarie, ma dall'altra li chiama anche a costruire nuove radici per sé e a relazionarsi responsabilmente con la cultura del paese in cui stanno vivendo.


Così negli scaffali della Biblioteca i ragazzi possono trovare, accanto a libri di storia, geografia, religione delle diverse regioni del mondo, quelli di narrativa di autori di varie tradizioni culturali. Non solo però narrativa di formazione, che permette loro di potersi identificare con i personaggi e le loro storie formandosi e costruendosi una identità individuale e collettiva, ma anche narrativa di evasione, che accende la fantasia e l'immaginazione regalando momenti di svago e divertimento. Creare una biblioteca per i nostri ragazzi ha significato considerare quali utenti anche coloro che sono coinvolti in prima persona nella loro educazione. Di conseguenza, in essa si trovano libri di pedagogia, psicologia, mediazione culturale e linguistica.  


A oggi la biblioteca conta oltre 400 libri, interamente donati. Ciò è stato possibile grazie al contribuito di molte persone e di alcune case editrici, tra le quali anche Topipittori.
Vogliamo continuare ad allargare la dotazione della nostra biblioteca, confidando nella solidarietà di chi sa che leggere è uno degli strumenti più forti ed efficaci non solo per la crescita personale (soprattutto nella fase adolescenziale), ma anche per la piena integrazione dei nostri ragazzi nella società. Per chi fosse interessato a contribuire alla biblioteca e/o vuole conoscere anche le altre iniziative e i progetti della nostra Fondazione, può scrivere a questo indirizzo.

Un ringraziamento speciale a Gioia Marchegiani per averci prestato i suoi digital sketches.


mercoledì 10 dicembre 2014

Impippatevi!

Una ballerina di Degas si allaccia la scarpetta.


Insomma, ci siamo: sabato 13 dicembre, alle 18 presso Spazio A! (via Pollaiuolo 3, appena entrati sulla destra, primo piano), saranno in mostra tutti i PiPPi pervenuti e che (molti di) voi avete disegnato, imbustato e spedito per la grande asta LE SCARPE DI PIPPO, ovvero PiPPo non lo sa 2, lanciata su questo blog il 31 ottobre scorso.
Dalle 17 di sabato 13, quattro intere pareti di PiPPi artistico-calzaturieri vi aspettano. Alle 18 potrete cominciare ad acquistarli per la modica cifra di 5 euro cadauno: un prezzo stracciato per un'opera d'arte, soprattutto se pensate che in questo modo sosterrete ben tre scuole pubbliche dell'infanzia di Milano nell'acquisto di libri illustrati per le loro biblioteche scolastiche.

Tutto il ricavato, infatti, lo ricordiamo per i distratti e gli obliosi, si trasformerà in un buono-libri a favore di:
- Scuola comunale dell'infanzia, via Toce 7
- Scuola primaria Duca degli Abruzzi, via Cesari 38
- Alcune classi dell'Istituto Comprensivo 5 Giornate, viale Mugello.

Conclusasi trionfalmente l'asta benefico libraria, lunedì 15 dicembre verrà pubblicata la galleria on line di tutte le opere. In questo modo scoprirete se le vostre scarpe pippesche sono state disegnate da piccolini di cinque, sei o sette anni, dalla loro mamma, dal loro papà o nonno, oppure da Giulia Mirandola, per dirne una, o da Marta Iorio, Marina Marcolin o Mariachiara Di Giorgio...

Vi ricordiamo che Le scarpe di PiPPo è un progetto di Topipittori e Spazio bk.

E qui potete farvi un'idea delle bellssime cose che troverete esposte...

Invece questi sono i piedi dei Magi di Masaccio.
Ohibò, un'altra ballerina di Degas si allaccia un'altra scarpetta.
Temiamo che anche questa sia una ballerina di Degas...
e ovviamente anche questi sono piedi ballerini di Degas.
Questi, invece, appartengono a "Bambini che giocano sulla spiaggia" di Mary Cassatt.
E queste sono scarpe di Chiharu Shiota: Breath of the Spirit.
La creatività si esprime anche nelle buste...
...oltre che nelle scarpe della Fanciulla in bianco di J. McNeill-Whistler.
E queste sono le scarpe volanti di Christian Boltanski.
Idea innovativa! Riprodurre fotografie...
in quanto opere d'arte: queste sono di Elliot Erwitt.
E c'è chi ha puntato molto, molto in alto.
Almeno due gli interni di scarpe per signora di Domenico Gnoli.
Scarpe ultra grafiche ispirate a Gerd Arntz.
Classicissimi piedi alla Toulouse-Lautrec.
La riconoscete?
Degas la fa da padrone...
Ma ci sono raffinatissimi che hanno fatto scelte inattese.
Come queste scarpe metropolitane ispirate a Otto Dix.
E c'è chi ha scarpette naturali in morbido cuoio.
Accanto all'Olympia di Manet, a Le scarpe di PiPPo, potrete trovare anche...
...l'impronta del primo uomo sulla luna!
E accanto alla modella di Ernst Ludwig Kirchner...
...i piedi trasvolanti delle donne di Chagall.
Poi c'è Mattotti...
accanto a Andrew Wyeth.
E finiamo in bellezza con un gran Can-can.

mercoledì 19 novembre 2014

Storie senza parole che girano il mondo

La mostra Libri senza parole. Destinazione Lampedusa è approdata a Milano, al Museo dei bambini, MUBA, che ha sede presso la Rotonda della Besana, dove è stata inaugura i
l 14 novembre e dove rimarrà aperta fino al 14 dicembre.
Partita da Roma, dove è stata inaugurata il 7 maggio 2013 (trovate il nostro report qui), la mostra è già stata ospitata a Biella, Ravenna, Lido di Ostia, Napoli, Macerata, Brescia, Anversa degli Abruzzi e Città del Messico.
L'edizione milanese della mostra, curata da IBBY Italia, è stata ralizzata grazie al sostegno della Fondazione Cariplo e in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Urbano del Comune di Milano e con il MUBA. Organizzata e allestita grazie al lavoro di un gruppo di volontari milanesi di IBBY Italia, la mostra è un'occasione davvero unica per adulti, ragazzi, bambini, per scoprire oltre 100 silent book provenienti da 23 Paesi del mondo: libri che sono straordinari strumenti di conoscenza per la possibilità che offrono di superare la barriera delle lingue, permettendo a tutti di accedere e condividere storie di diverse culture realizzate attraverso il linguaggio universale delle immagini.


Una mostra per tutti, ma preziosa in particolare per famiglie e scuole che in questo modo potranno offrire ai bambini la possibilità di sfogliare e leggere libri bellissimi e spesso poco conosciuti nell'ambito dell'editoria per l'infanzia, creati dai migliori editori, autori e illustratori del mondo, in un bell'allestimento (a cura di SetUp Allestimenti) pensato per facilitare la lettura e l'incontro delle storie con i bambini. 
Per dettagliati report sull'iniziativa milanese e i suoi scopi rimandiamo agli esaustivi resoconti di Anna Pisapia e Francesca Romana Grasso usciti il 14 novembre sui rispettivi blog A casa di Anna e Edublog.


L'iniziativa, nata da un'idea di IBBY Italia è, contemporaneamente, un'esposizione di libri “senza parole” e un progetto di cooperazione internazionale, resi possibili grazie alla partecipazione di editori di tutto il mondo che, in risposta, all'appello di Ibby, due anni fa, hanno donato centinaia di libri senza parole scelti fra i migliori della produzione editoriale internazionale.
Oltre a far conoscere al grande pubblico i più bei libri “senza parole” pubblicati e destinati all'infanzia, l'iniziativa mira alla costituzione di un fondo bibliotecario di silent book destinato a una biblioteca per ragazzi nell'isola di Lampedusa, dedicato sia a coloro che vivono sull'isola sia ai migranti minori che vi sono di passaggio, per diverse ragioni.


La creazione di una biblioteca a Lampedusa, simbolo di luoghi remoti e migrazioni, vuole essere l'occasione per garantire il diritto all'accesso ai libri e alla lettura, e il fulcro di attività in grado di stimolare principi di tolleranza e comprensione dell'altro.

La profondità e lo spessore del progetto, per gli usi infiniti dei libri e le loro ricadute positive, sono numerosissimi, come segnala Marcella Terrusi, quando, in proposito, scrive: “A Lampedusa, nel novembre 2013, è stato organizzato un IBBY Camp, campo di volontariato dedicato alla promozione del libro e della lettura come parte del percorso verso l'apertura di una biblioteca ragazzi sull'isola. All'isola è stata donata una collezione gemella dei libri senza parole ora in mostra a Milano, un fondo prezioso che ha consentito di essere utilizzato per la realizzazione di numerose iniziative fuori e dentro le classi, con i bambini lampedusani. In particolare, con la collaborazione di Alberto Emiletti, di Amensty Kids, abbiamo inventato un laboratorio sui diritti: i bambini hanno trovato nelle pagine di alcuni silent book le immagini e nelle immagini le parole per dire contenuti altrimenti indicibili, come l'espressione di un diritto a "non affogare". L'invito rivolto ai bambini delle scuole primarie è stato quello ad avventurarsi nelle pagine, cercando un filo, il senso del racconto, senza timore per il silenzio delle pagine, ma con atteggiamento attento alla voce del racconto.”


L'ingresso alla mostra milanese, è libero e gratuito.
Orari: lunedì: 9.30-15.30; da martedì a venerdì: 9.30-18.30; sabato, domenica e festivi: 10-19.00.
Per informazioni, qui.
Per le scuole sono organizzate visite guidate (dal lunedì al giovedì), dalle 10.00 alle 10.50 e dalle 11.10 alle 12.00. Per prenotazioni, qui.

Durante l'allestimento della mostra.