giovedì 15 novembre 2012

Bookcity, ovvero: sui libri, ovunque

Il prossimo fine settimana, da venerdì 16 a domenica 18 novembre, Milano si riempirà, strariperà, sarà sommersa da eventi dedicati al libro, di qualunque genere, peso, lunghezza, forma e pubblico. Il Comune di Milano, infatti, insieme alle grandi fondazioni editoriali meneghine (Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli), alla Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, all'A.I.E (Associazione Italiana Editori) e alla Camera di Commercio, ha messo in piedi una macchina culturale che porterà in città scrittori, illustratori, esperti del mondo del libro, in un susseguirsi continuo di eventi dislocati ovunque. E, tenetevi forte, tutti gli eventi sono gratuiti.
Abbiamo reso l'idea della magnificenza? Bene, era quello che volevamo. Sì perché sul sito www.bookcitymilano.eu c'è proprio tutto quello che dovete sapere, e ce n'è per tutti i gusti.


Il centro della movida, però, ve lo annunciamo, sarà Villa Necchi-Campiglio. Ai ben informati salterà subito all'occhio che non si tratta di uno spazio comunale, e infatti così è: si tratta della splendida dimora gestita dal FAI, Fondo Ambiente Italiano, e diretta dalla infaticabile Giulia Facchini, con alle spalle uno staff di volontari e collaboratori che lavorano senza sosta in questo piccolo angolo di paradiso. Se non lo avete ancora visitato, male. Ma buon per voi perché vi daremo occasione di farlo. Sensibile da sempre ai temi dell'educazione alla bellezza, infatti, il FAI in questa occasione ha generosamente aperto le porte di Villa Necchi ai libri di qualità per bambini. Cliccando sull'immagine qui sotto troverete tutte le informazioni del caso.


Così, insieme a Babalibri e Carthusia, i Topipittori hanno messo lo zampino (anzi le zampine e pure le code) a Bookcity. Sabato e domenica pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.00, si terranno infatti, presso Villa Necchi, i laboratori Libri al Museo: libri a colori, destinati a bambini e genitori e dedicati agli albi illustrati. Artefici di questi due pomeriggi creativi saranno i ragazzi dell'Accademia dei Filodrammatici, che leggeranno i nostri libri, e gli illustratori del gruppo Illustrazioni in corso, che vi abbiamo già presentato qui e che si incaricheranno, armandovi di carta, colla e forbici di portarvi nel mondo degli albi.
Se poi volete studiare e arrivare preparati, ecco i libri in scena. Il tema delle giornate è quello dell'arte. Arte osservata e raccontata da tanti punti di vista.



Immagini da Libri! di Murray McCain e John Alcorn.

Arte di fare i libri, in omaggio a questa festa della pagina stampata, con il divertente e scintillante Libri! di Murray McCain e John Alcorn. Un libro che di pagina in pagina spiega ai lettori che cos'è un libro, cosa ha dentro, chi lo fa, come si legge, quando e perché...

Immagine da Alfabeto di Sonia Delaunay.












Arte di imparare, con Alfabeto, raccolta di deliziose filastrocche popolari italiane illustrate
dalle meravigliose tavole abbecedario di Sonia Delaunay.



Arte di scoprire la propria vocazione, come il topolino Matteo, in Il sogno di Matteo di Leo Lionni, che, dopo una visita al Museo d’Arte, scopre la sua strada: diventare pittore e vedere la realtà con occhi diversi.

Immagine da Il sogno di Matteo di Leo Lionni.














Arte di visitare una galleria d'arte, con La mostra in mostra di Gek Tessaro, edito da Carthusia: per scoprire fra le altre cose come si allestisce una mostra, chi sono le persone che ci lavorano, come si progetta lo spazio, chi è un artista...

Arte dei giardini, con Giardino comanda color di Emanuela Nava ed Elena Prette, edito da Carthusia, che invita i ragazzi a viaggiare attraverso i magnifici giardini d'arte della Toscana.

E infine arte della lettura, perché, come abbiamo detto, a leggere questi bellissimi libri ai bambini saranno i giovani dell'Accademia Filodrammatici di Milano, interpreti perfetti per queste storie brevi e piene di magia.

Sempre nell'ambito di Bookcity, sabato pomeriggio alle 17 il gruppo di lettura di albi illustrati Ci vediamo alle 9 da Babar si riunirà nei salotti della Villa per parlare di autori e illustratori milanesi di libri per ragazzi. Un incontro aperto a tutti, dove ognuno può portare un libro sul tema scelto e confrontarsi con gli altri partecipanti (il gruppo sfoggia in questa occasione il nuovo logo, frutto dalla multiforme creatività di Valentina Colombo: grazie Valentina, a nome di tutti!)





Domenica mattina, invece, al Centro Documentazione Milano 0-6, in via Forze Armate, 175/A, alle 9 e 30, si parla di albi, editori e futuro a L'editoria per l'infanzia volta pagina, convegno indirizzato ai genitori e alle famiglie per rfilettere e confrontarsi a più voci sul tema del libro di qualità in un momento di cambiamento tecnologico. Tanti i partecipanti e i temi di cui si tratterà: di app ed ebook, di libri tradizionali e di nuove tecnologie digitali per l'illustrazione, di piccoli lettori da crescere, di editori, mamme e bibliotecari aperti al cambiamento, di creatività, sperimentazione, ma anche nuovi media per diffondere la cultura del libro per bambini e ragazzi. Qui trovate il programma della mattinata. Fra  i partecipanti: Anna Pisapia, Francesca Archinto, Giulia Orecchia, Giuseppe Bartorilla. E poi ci siamo anche noi con un intervento dal titolo: Libri! In difesa del libro (anche elettronico).

Immagine da Il sogno di Matteo di Leo Lionni.


Cogliamo qui l'occasione per ringraziare Matteo Schubert che ha fatto in modo che tutto questo fosse possibile.

Immagine da Alfabeto di Sonia Delaunay.


mercoledì 14 novembre 2012

Avventure /6: Convivenza

Il 9 novembre scorso, l'Armad'illo ha compiuto un anno. Per festeggiare degnamente, abbiamo chiesto alla più spregiudicata, chiassosa, avventata e crudele del gruppo di raccontarci le gioie e i dolori della condivisione di uno spazio di lavoro con altri 9 illustratori.
Ne è venuto fuori questo delizioso fumetto, che condividiamo senza censure.
Per ammirare in tutto il loro splendore le tavole e non cavarsi gli occhi a leggere, basta fare un doppio clic.
[Chi volesse portare fiori, libri, dolciumi a Lorenza, che patisce le conseguenze della suo candore narrativo, può rivolgersi al Pronto Soccorso del Policlinico. Le arance per Gritti possono essere lasciate all'ingresso visite della Casa di reclusione di Milano, che però sta a Bollate.]












Dell'Armad'illo avevamo già parlato qui.
Sotto la rubrica "Avventure" trovate anche questi post:
4 bis) Un posto per disegnare insieme (e scusate l’errore di numerazione)


martedì 13 novembre 2012

Voglio un dizionario per leggere le immagini

[di Marta Sironi]

Si pensa comunemente di dover disporre di strumenti adeguati per affrontare in modo appropriato la narrazione scritta, credendo invece la lettura delle immagini più immediata, grazie a una certa loro obiettività.

Obiettività, in verità, da comprovare; a mio giudizio molto vicina alle possibilità caleidoscopiche del gioco d’immaginazione nel quale a turno un bambino mima un’azione o un oggetto e i compagni devono indovinare. C’è una bellissima vignetta – utilizzata da una summa ‘sul visivo’,  The art of looking sideways di Alan Fletcher (Phaidon, 2002) – che mostra benissimo la convinzione gestuale della bambina “a forma di fiorellino” in contrapposizione alle ben più varie interpretazioni dei compagni, secondo i loro temperamenti, passioni, distrazioni eccetera.
Un’esperienza ugualmente valida anche di fronte a immagini più definite, naturalmente se dotate di una loro complessità.

Le immagini che mi hanno condotto qui sono entrambi realizzate negli Stati Uniti, nel 1962: due libri per bambini illustrati sfruttano – probabilmente inconsapevoli l’uno dell’altro – la stessa immagine: un bambino seduto legge un libro, ricoprendolo quasi interamente. In entrambi il messaggio prioritario è l’interesse per il libro, nelle sue forme e nei suoi contenuti.
Una è la copertina di Books! (New York: Simon & Schuster, 1962) scritto da Murray McCain e illustrato da John Alcorn e l’immagine è utilizzata in copertina quale reiterazione figurata del titolo; il volto sorridente del bambino così come le illustrazioni di un fiore e di un uccello sulla copertina del libro aperto fanno immaginare multicolori storie esotiche.

È completamente travolto dal racconto – la fantastica descrizione di Parigi – l’Henri descritto da Leonor Klein e disegnato da Saul Bass (Henri's Walk to Paris. New York: W. R. Scott, 1962, del quale potete leggere di più qui): il bambino è nudo o comunque scalzo in un ambiente famigliare e la sagoma bianca che indica il libro aperto è pervasa, come il resto della pagina, dalla descrizione ripetitiva delle atmosfere, dei colori, dei sapori dalle infinite possibilità rappresentate da Parigi.

Sono entrambi immagini create da ‘designer’, da artisti abituati cioè a utilizzare un ampio vocabolario di strumenti adatti a un’efficace comunicazione: sono immagini ‘uguali’, fatte nello stesso anno, e sono l’opposto una dell’altra.
Attraverso lo svuotamento piatto di forme e colori Saul Bass fa emergere in questa prima doppia pagina del libro Henri’s walk to Paris l’essenza di tutto il racconto, l’esigenza prima che lo fa scaturire, la voglia di evasione del bambino rispetto al suo confortevole ambiente domestico.
John Alcorn si affida al contrario alla massima definizione figurativa con la ferma volontà di conferire un  medesimo peso visivo e semantico all’illustrazione e alla scritta Books! tanto da trasformare la copertina nel libro stesso, rendendo così perfettamente l’essenza di un libro sui libri.

Evidentemente ci sono modelli ‘fortunati’ capaci di una loro immediata comunicazione ma anche di infinite, sottili varianti: ne ha pescata una, sempre casualmente, Anna Castagnoli, nel suo imperdibile blog Le figure dei libri, tra i fondi di libri ottocenteschi giapponesi (nel post “Copertine illustrate giapponesi di fine ‘800”). Non ho alcun vocabolario per poterla interpretare, non mi supporta la mia cultura visuale ma non ho resistito al gioco di rimandi, vicini e lontani.

È in questo flusso di casualità che si festeggiano i cinquant’anni di queste immagini così uguali e così diverse, edite solo ora in Italia: Libri! da Topipittori; e Henri va a Parigi da Corraini.

lunedì 12 novembre 2012

Ascoltare, guardare, pensare: il tempo a tre dimensioni della lettura


Alcuni giorni fa ci hanno invitato a partecipare all'incontro Letteratura d'urto, che si è tenuto a Vicenza nel corso della Biennale di letteratura e cultura per l'infanzia. Con noi c'erano Andrea Rauch di Prìncipi & Princípi, Fausta Orecchio di Orecchio acerbo, Lina Vergara di Logos, Luisella Arzani, di EDT - Giralangolo, Miriam Giovanzana di Terre di Mezzo, Patrizia Zerbi di Carthusia. È stata una mattinata interessante, utile a mettere a fuoco affinità e differenze nel fare il medesimo mestiere, che è quello dell'editore. Sul blog di Prìncipi & Princípi trovate gli interventi di Andrea Rauch e di Fausta Orecchio. Qui pubblichiamo parte del nostro intervento.

Più volte, negli ultimi anni, mi è capitato di leggere o ascoltare discorsi in cui letteratura e intrattenimento sono fatti coincidere. A volte esplicitamente fatti corrispondere: a un convegno di letteratura per ragazzi, una voce nota di Radio 3 Rai (canale di cui, peraltro, ammiro incondizionatamente il lavoro), ipotizzava che l'unica salvezza per la letteratura sia quella di confluire nell'ampio fiume dell'intrattenimento.
Nel 2004, quando è nata Topipittori, Paolo Canton e io abbiamo cominciato a fare libri con l'idea che dei libri è andata formandosi in noi nel tempo, fin da bambini. Cioè quella che i libri sono un riferimento imprescindibile nella vita delle persone. Un eccezionale strumento di scoperta, di arricchimento costante e di personale miglioramento. Un canale sempre aperto di dialogo con se stessi e con gli altri. Una educazione silenziosa e meravigliosa al pensiero, allo sguardo e all'attenzione. In poche parole: una chiave insostituibile di accesso al mondo.



Se intrattenimento significa essere “trattenuti in” da qualcosa (pratica che prescrive un intrattenitore, attivo, e un intrattenuto, passivo...) ecco: allora il significato del libro per noi va esattamente in senso opposto. Il libro per noi è qualcosa che costringe, quando ne facciamo realmente esperienza, non a trattenerci dove siamo, ma a muoverci verso, a uscire dal luogo delle nostre conoscenze e certezze, per imboccare strade nuove. E il senso del libro, il suo movimento dal noto all'ignoto, nasce dalla stretta collaborazione fra chi lo fa e chi lo legge: è un confronto costante, dove ci sono due protagonisti entrambi attivissimi.
I nostri libri nascono da questa idea. Gran parte dei nostri libri sono illustrati: l'idea di lavorare con le immagini, oltre che con la parola, fin dall'inizio ci ha dischiuso un campo ricchissimo di possibilità. Perché al pari della parola le immagini ci sono sembrate strumenti meravigliosi, efficaci e potenti di senso, narrazione, formazione e strutturazione del pensiero. Concetto, questo, che non sempre è facile comunicare poiché all'immagine, nel nostro tempo e nella nostra cultura, si tende  ad associare un significato deteriore. Un pregiudizio duro a morire, che finisce poi per avvallare un uso squalificante dell'immagine nel libro per ragazzi, creando un circolo vizioso.



Per questo, da che siamo nati, abbiamo capito che per sostenere questa idea di libro e in particolare di libro illustrato, è necessario rivolgere tempo ed energie alla formazione di quegli adulti che coi libri per bambini hanno a che fare. Lo abbiamo fatto attraverso corsi, penso al primo, quello tenuto dal 2005 a Bologna, all'Accademia Drosselmeier, sulla parola e l'immagine nel picture book (ma anche a numerosi altri), agli interventi critici su riviste e pubblicazioni, al Catalogone, che editiamo dal 2007, pubblicazione dedicata all'analisi dei libri illustrati, diffusa gratuitamente e destinata in particolare a bibliotecari, insegnanti, genitori, librai, educatori (che oggi condividiamo con altri editori), e in ultimo, penso al blog, aggiornato quotidianamente, e on line dal 2010 che tratta, toccandolo nei modi più diversi, il tema della cultura rivolta ai bambini e ai ragazzi, e che ha i bambini e i ragazzi come protagonisti.


Per quel che riguarda il fare libri, siccome nessuno “nasce imparato” e non esistono scuole per diventare editori, col tempo pensiamo di aver migliorato le nostre competenze: abbiamo appreso dagli errori, dalla pratica, dallo studio. Oggi ci sembra che i nostri libri siano abbastanza soddisfacenti anche se, ovviamente, quello che ci piacerebbe è fare libri straordinari. E non per puro narcisismo. Ma perché la lettura non dovrebbe mai essere un'esperienza ordinaria.
Ogni vera esperienza, per essere davvero tale, per un adulto o per un bambino, deve essere attiva. Il libro non fa differenza. Per questo è necessario che un libro sia straordinario, esattamente come strordinario è l'albero su cui un bambino si arrampica, l'amico con cui gioca, il gioco nuovo per cui  costruisce nuove regole, il colore con cui disegna, lo scoglio da cui si tuffa. Tutte attività ben lungi dal poter essere ridotte a intrattenimento, ma veri e propri momenti che danno senso, verità e intensità alla vita.


Se il libro non ha questa forza, difficilmente potrà competere con la potenza che hanno le altre esperienze dei bambini. Ed è per questo che bisognerebbe proporsi di dare ai bambini, e di fare per i bambini, libri straordinari, che poi altro non vuol dire che libri capaci di assorbire, incantare, sorprendere, coinvolgere, spiazzare, pensare, facendo dell'esperienza del libro un processo da cui si esce trasformati, come trasformati si esce dal gioco. E facendo della lettura uno spazio tridimensionale: reso tridimensionale dalla complessità, dal piacere dell'atto che la lettura comporta: ascoltare, guardare, pensare. Uno spazio, come il gioco, ideale per scoprire.

Murray McKein, John Alcorn, Libri!

venerdì 9 novembre 2012

Perché cicale è sinonimo di bosco, estate, libertà...

No, non è un post fuori stagione. Né un omaggio alla nostalgia di un'estate finita da poco. È un post serio, nel solco di una tradizione ormai consolidata.
Da qualche giorno è in libreria Cicale, il nuovo titolo (il quarto) della collana Gli anni in tasca graphic: testo e immagini di Marta Iorio. 
E come è tradizione, cioè come hanno già fatto gli autori di questa collana, vale a dire Michele Petrucci, Tuono Pettinato e Giulia Sagramola, sarà proprio Marta, a raccontarvi come è andata questa avventura e a presentarvi, per parole e immagini, il suo bellissimo libro.







[di Marta Iorio]







giovedì 8 novembre 2012

Grazie, Joanna!

L'anno scorso, appena prima di Natale, abbiamo ricevuto una busta da Joanna Concejo. Conteneva un taccuino Moleskine. Nel taccuino una straordinaria messe di schizzi e disegni serviti per preparare Una stella nel buio e poi non utilizzati per le illustrazioni definitive.

Sapendo dell'attaccamento che gli illustratori normalmente hanno verso i propri lavori preparatori, il gesto ci ha commosso, come ci hanno commosso le parole scritte all'interno della copertina.


Oggi il libro è uscito (ne abbiamo già parlato qui) e abbiamo pensato che tanta generosità e tanto affetto andassero ricambiati. Così, abbiamo chiesto alla poliedrica ed eclettica ninamasina, che aveva già dato ottima prova di sé qui), di realizzare un breve filmato per mostrare libro e  taccuino insieme. Si parva licet componere magnis, eccolo.



E per i fedeli lettori del blog dei Topi, qualche immagine in più.