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venerdì 22 giugno 2012

Abitare la poesia

[di Alessandra  Berardi]

Immagine di Alessandro Gottardo per C'era una voce.

Sarà perché i poeti hanno una consolidata tradizione di sfratti abitativi, che si ostinano a scrivere stanze? È quello che sta succedendo anche a me: entrambe le cose, sì. Fortunatamente, l'ultimo mio progetto di stanze poetiche mi ha appena procurato una grandissima gioia: C'era una voce, il libro che condivido con Alessandro Gottardo (Shout) è finalista al Premio Napoli per la lingua e la cultura italiana, insieme a Bruno. Il bambino che imparò a volare di Nadia Terranova, illustrato da Ofra Amit (Orecchio Acerbo).
Da quest'anno, il Premio inaugura infatti una sezione Bambini e Ragazzi. E non è l'unica novità del Premio e della sua Fondazione: giurati popolari che si sono autonominati attraverso l'iscrizione nelle biblioteche del territorio napoletano, apertura di un Forum dei Bisogni (Mangiare, Bere, Abitare) per saldare la ricerca culturale all'indagine sui gravi problemi dell'Italia di oggi... E ci saranno iniziative nelle scuole e nelle carceri. Sul bel sito del premio, raccomando, in particolare, l'acuto intervento di Nietta Caridei Bambini e ragazzi lettori di poesia.

Immagine di Ofra Amit per Bruno di Nadia Terranova, Orecchio Acerbo.

E i libri delle due selezionate per la Poesia: Jolanda Insana e Giovanna Bemporad, due voci autorevoli e appassionanti. Quanto a me e a Nadia – entrambe isolane-trapiantate-altrove (lei sicula, io sardonica), ci siamo scritte per scambiarci gli auguri, e abbiamo deciso di vederci presto per fare chiacchiere. Vogliamo farci compagnia da qui a dicembre, in attesa di sapere chi vincerà il primo e chi il secondo premio.
Lei mi scrive che Bologna le piace molto, e allora ce ne andremo sotto i portici: stanze abbastanza chiuse per le confidenze, e abbastanza aperte per le risate.
Prima, però, andiamo insieme – voi e io - ad Ancona: la poesia per bambini è di stanza anche al bellissimo festival La punta della lingua, organizzato da Nie Wiem. Martedì 26 giugno, terrò l'incontro Muse col muso, uno “scherzo poetico” alla scoperta dei segreti dell'ispirazione: tra storie in versi, improbabili ricostruzioni mitologiche, e un momento di scrittura ludica collettiva.


L'iniziativa - gratuita e adatta ai bambini a partire dagli 8 anni – prevede un doppio appuntamento. Ci sono ancora posti disponibili per l'incontro del mattino: per prenotazioni, telefonate al numero 335.1099665. Si accettano adulti!
Vi aspetto ad Ancona, allora, con un quaderno e una penna, per una divertente convivenza con le Muse. E a tutti quelli che perdono la casa, a tutti quelli che abitano la poesia, dedico questi versetti:
Vano È vano/ togliere/ le stanze/ al poeta:/ ne scriverà/ di nuove.

lunedì 16 aprile 2012

Licenza poetica

La brillante, vulcanica, inarrestabile Alessandra Berardi ha organizzato un tour in Sardegna per la presentazione del suo C'era una voce. Insieme ad Alessandro Gottardo (aka Shout), che ha magnificamente illustrato il libro, toccherà le maggiori città della regione, dal 19 al 23 aprile 2012. Lasciamo a lei la parola.

[di Alessandra Berardi]

Già mi era simpatico, già lo stimavo tanto, e già gli tributavo grande e sincera gratitudine per aver illustrato con tanta ispirazione il mio poemetto C'era una voce. Ma la mia considerazione per Alessandro Gottardo, noto Shout, doveva crescere ancora. Gli stavo illustrando il percorso del nostro prossimo tour sardo, una piacevole gimcana in quattro tappe e sei giorni; e cercavo di fargli capire che i trasporti, sulla mia isola, sono particolarmente rarefatti, per cui ci dovremo muovere tra inesorabili orari di pulmann e trasbordi in auto a cura dei gentili organizzatori.
«Perché in Sardegna, se non guidi, è un problema, e io la patente non ce l'ho; però mi hanno dato la licenza poetica...».
«Anch'io non ce l'ho.»
 
La complice rivelazione di Alessandro mi è stata di enorme conforto: finalmente un altro essere umano con una vena di originalità tutta naturale (dicasi pure imbranatura).

Alessandra Berardi, Alessandro Gottardo, C'era una voce, 2012.

Shout non è mai stato in Sardegna, e io mi guardo bene dal cercare di spiegargliela: prima dovrei capirla io, che invece spesso non la capisco, senza però mai smettere di amarla. E poi, ognuno ha diritto alla sua personale scoperta. Gli ho solo detto che la qualità della luce è molto particolare, e credo che vedrà dei verdi e degli azzurri che potranno piacergli. Lui è felice del prossimo sbarco. Vedrà certo pezzi di città costruiti male, ma potrà anche sentire la forza di una natura arcana e selvaggia, la stessa che immaginavo apparire agli albori del mondo, quando nel 2002 scrivevo, a Nuoro, il racconto sulla creazione che ora è il nostro libro.

Alessandra Berardi, Alessandro Gottardo, C'era una voce, 2012.
Alessandro, sai che in Sardegna ci sono i “lettori forti” più forti d'Italia? E – a dire la verità – non so se ci sia più gente che legge o gente che scrive... Che si tratti delle stesse persone? Speriamo di poterne salutare tante:

giovedì, 19 aprile, alle 18, alla libreria Koinè di Sassari,
sabato 21, alle 18, a Villa Muscas di Cagliari,
lunedì 23, alle 16, alla Biblioteca Comunale di Irgoli,
e, sempre lunedì, alle 18 alla libreria Mondadori “Atene Sarda” di Nuoro.

Faremo anche una tappa di firme del libro in una casa privata, quella dell'amico Paolo, che purtroppo non può raggiungerci in libreria, ma che avrà ugualmente un bacio, una rima baciata e il disegno della nuvola che Alessandro disegna come dedica.

Alessandra Berardi, Alessandro Gottardo, C'era una voce, 2012.
Uno stuolo di amici e amiche brillanti ci aiuteranno nelle presentazioni, in due delle quali interverrà il Maestro Battista Giordano, che accompagnerà la lettura con la musica originale che ha composto sul testo. E corre voce che si sentiranno anche risuonare i versi tradotti in lingua sarda (in una delle lingue sarde) dal magnifico Andrea Deplano:

B’aìat una bìa… 

Eh, ma ite b’aìat 

Innanti de cussa bìa? 

Unu sero… una die… 

E innanti? Innantis galu? 

Innantis de manzanu… 

De biddìa o soliànu … 

De faeddu e de ascurtu… 

Ite cosa b’at curtu?  



Grazie mille ai nostri sponsor sardi che hanno permesso l'iniziativa! E voi, amici del blog dei Topi, seguiteci nella nostra licenza poetica. Con i piedi o con il cuore. Noi vi guideremo tra parole e immagini... ma senza patente.


lunedì 19 marzo 2012

Per chi non è a Bologna/ 1: C'era una voce

Questo libro potrebbe essere preso a esempio di cosa significhi testardaggine. Di un autore e di un editore. Ricevetti per posta questa splendida poesia di Alessandra Berardi. La lessi e subito pensai che era perfetta per un libro illustrato. Scrissi ad Alessandra per chiederle se il testo era disponibile. Lo era e fu molto contenta della proposta di pubblicarlo. Ci trovammo sulla stessa lunghezza d'onda su molte cose. A mio avviso, le spiegai, c'erano alcune correzioni da fare, poche per la verità. Mi ascoltò, ci meditò su, e le accolse tutte. Meno una. Ne discutemmo a lungo. Provammo varie ipotesi di aggiustamento. Nessuna ci soddisfaceva. Provammo e riprovammo. Ma ognuna rimase sulle sue posizioni.

Passarono due anni. Alla fine Alessandra mi scrisse, dicendo che aveva trovato una soluzione. Ed era una buona soluzione. Infatti convinceva entrambe.

Fin dall'inizio, ebbi in mente Alessandro Gottardo, in arte Shout, per queste immagini. Il suo dono della sintesi si prestava magnificamente, mi parve, per dare forma al racconto visivo di questa alba del mondo: paesaggi pervasi di solitudine, contaminati dal vuoto misterioso di quel che viene prima di ogni cosa.

Erano alcuni anni che con Alessandro ci dicevamo che prima o poi avremmo lavorato inseme. Avevamo anche provato a cominciare uno o due progetti, ma alla fine non essendo, evidentemente, quelli giusti, si erano conclusi con niente di fatto. E devo dire che, in entrambe le occasioni, lo abbiamo apprezzato per la chiarezza con cui ha manifestato i suoi dubbi rispetto alle nostre proposte. Invece, questa volta si trattava del progetto giusto.



Perché abbiamo fatto questo libro? Perché Alessandro e Alessandra hanno saputo dare una lettura di questo tema facendone, con grande misura, sprigionare un'emozione intensissima. E perché il racconto della creazione è "il racconto". Infatti attraversa tutte le civiltà e le epoche, testimoniando quanto l'uomo da sempre abbia avuto bisogno anche di un narrazione poetica, metaforica, del mistero per cui il mondo è al mondo. È importante che ci siano autori che, oggi, non dimostrino timori, pregiudizi, tabù, nel provarsi a farsi interpreti di questa narrazione. Per la gioia, il piacere, la ricchezza immaginativa a cui i bambini hanno diritto, fuori, come è giusto, da conformismi e convenzioni.

Oggi pomeriggio alle 17, i due autori firmeranno le copie del libro al nostro stand, 29 D36.