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mercoledì 4 novembre 2015

A Scriba Festival arrivano i mostri

[di Manuela Draghetti]

Nelle librerie di casa, sui nostri comodini o per terra, impilati come torri vicino alle poltrone, prendono posto romanzi, raccolte di racconti, poesie, classici, libri illustrati, saggi e, sicuramente, molto altro ancora. Tutti i giorni però anche altre forme di scrittura occupano la nostra vita. Leggiamo blog di cucina e guide di viaggi, ma prima diamo un’occhiata alle previsioni del tempo. Controlliamo il bugiardino di quella medicina che ha degli effetti collaterali un po’ inquietanti.


Compriamo un buon vino ma prima giriamo l’etichetta per vedere se è di nostro gradimento. Poi apriamo la posta. È arrivata l’assicurazione, fitta fitta di pagine, piena di righe scritte in un linguaggio tutto da decifrare. Ci saremo davvero assicurati? Il dubbio è legittimo. C’è un verbale dei carabinieri e anche un volantino con annunci immobiliari. Nel frattempo da qualche parte qualcuno scrive canzoni, dizionari, enciclopedie, filastrocche, testi per manuali scolastici o trasmissioni radiofoniche. Qualcun altro sta vendendo opere d’arte in TV, oppure sta sceneggiando un film, un documentario, un musical, una serie animata per ragazzi o un videogioco. Nelle redazioni dei giornali invece il titolista si concentra sulla notizia di prima pagina, e il cronista non sa come chiudere il suo pezzo, all’enigmista invece mancano solo pochi rebus, e poi, a notte ormai cominciata, finalmente si ‘timbra’ Visto si stampi.
Scriba nasce da qui. Michele Cogo, Piero Di Domenico e io ci siamo resi conto che la scrittura è anche tutto questo, e abbiamo pensato di realizzare il primo Festival che raccontasse e facesse incontrare i professionisti delle varie scritture e il pubblico che quotidianamente li legge.
Scriba nasce in collaborazione con Bottega Finzioni, la scuola di scrittura fondata a Bologna da Carlo Lucarelli che, a proposito di Scriba dice: «Chi pratica la scrittura sa benissimo che qualsiasi tipo di narrazione è, prima di tutto, un racconto: da una forma più intima, come può essere una lettera o un diario, ai bugiardini delle medicine, ai verbali della polizia per finire alla satira. Sono tutte forme di scrittura che hanno un motivo, e soprattutto, un modo per essere fatte».
Gli incontri di Scriba mettono in luce questi modi.

Libreria Zanichelli, pubblico in ascolto fuori dalla sala conferenze.
Libreria Coop, durante un incontro del Festival.

Per un narratore poi è utilissimo conoscere anche i linguaggi diciamo così, ‘non letterari’, ma quotidiani e diversissimi. E questo proprio per riuscire a raccontare in modo credibile tutte le altre storie possibili.
Nelle passate edizioni alcuni scrittori hanno fatto da ponte tra questi diversi professionisti delle scritture e il pubblico presente. Così ad esempio è successo che Marcello Fois (scrittore e sceneggiatore), assieme a Roberto Maccaferri (agente immobiliare), hanno raccontato il linguaggio specialistico degli annunci immobiliari.

Marcello Fois e Carlo Lucarelli, 2012, Palazzo D'Accursio.

«L’Italia» spiega Marcello Fois, «è il paese che forse produce più sovra-lingue, ogni settore di interesse ha un suo vocabolario specifico, tramandato da professionista in professionista, spesso ostico ai profani, slegato da sintassi e linguaggio comune. L’agente immobiliare è uno che racconta le case, e usa termini scomparsi come bivano, trivano, quadrivano, perché è più prestigioso di ‘due stanze’. O incomprensibili, come finestrato, nel senso che esistono case senza finestre? Rifiniture di pregio? Parzialmente ristrutturato? Che forse non avevano i soldi per completare l’opera?”. Menziona altri linguaggi come quello dei ricettari o dei blog di cucina, “Scaldi il vettore e lavori il prodotto fino alla glutinazione. Ecco il gergo da fornelli che mai ci sogniamo di usare in altri contesti. E ‘l’assicuratese’? Una lunga litania di eccezioni più che di regole. Il ‘poliziese’ invece si ostina a usare espressioni come ‘Ci portammo in via Saragozza’ per dire ‘andammo’.
E per finire il ‘notarile’, con il suo rogito, un nome già di per sé gastroenterico, da provare alla sera al posto del sonnifero per dormire di colpo.»


Spesso gli incontri si concludono con un contest, un concorso aperto al pubblico, che permette a chi vuole, di cimentarsi in quella particolare scrittura, e di concorrere per un premio e un giudizio dato in diretta dagli ospiti. Ad esempio è l’annuncio immobiliare per vendere Stonehenge che, l’anno scorso, si è aggiudicato il primo posto.

Stonehenge
 

di Valentina Misgur
 (testo vincitore linguaggio immobiliare)
Località: piana di Salisbury, Wiltshire, Inghilterra e
ccezionale openspace vendesi, in zona tranquilla (escluso solstizi), circondata dal verde. 
50 mq circa, realizzata in materiali ecosostenibili, la proprietà unisce la semplicità delle linee neolitiche alle nuove esigenze in materia di energia alternativa.
a costruzione è realizzata in Dolmen e Menhir, strutture ecosostenibili e antisismiche, utilizzando esclusivamente materiali naturali riciclabili. Finiture pregiate in dolorite, riolite, arenaria e ceneri calcaree vulcaniche. La maggior parte dei materiali è a chilometro zero; alcune pietre pregiate provengono da un sito del Galles sud occidentale e dall'Irlanda, importate in Inghilterra dal diavolo. 
anoramico, ben ventilato, eccellente illuminazione naturale, offre un'ampia visuale della volta celeste con mappa astrale integrata. Doccia diffusa a caduta naturale, per un massaggio corroborante al cuoio capelluto. Vialetto d'accesso privato, la proprietà offre fino a 5 ingressi trilitici indipendenti. L'asse principale è orientato verso la posizione del sole al solstizio d'estate, compatibile con norme Feng Shui e Buddhismo. Termoautonomo, solo irradiazione solare diretta e forte carica magnetica naturale, funziona sulla polarizzazione dei chakra.
tilizzabile anche come calendario astrale e orologio solare (no batterie, no ricarica).
ersatile, adatto a possibili riconversioni in tempio neopagano, centro convention per druidi, locale per sabba, macelleria (eccezionale pietra del sacrificio originale inclusa). I
deale per i figli delle stelle.
 Per contatti e info: merlino@camelot2014.it



Scriba ha anche una sezione dedicata alla scrittura per ragazzi. Alcuni degli ospiti delle passate edizioni sono stati Janna Carioli, Frida Forlani, Stefano Bordiglioni, Beatrice Masini, Cristina Scalabrini, Emanuela Busà, Tuono Pettinato.
Quest’anno Mario Bellina (autore, conduttore televisivo e radiofonico), assieme a David Bracci (esperto di effetti speciali cinematografici), dialogheranno a partire dal testo di Bellina scritto per ragazzi, edito da ETS dal titolo Cinemostri. A caccia di mostri cinematografici.
Perché il tema dell’edizione 2015 del festival è appunto Arrivano i mostri!, e con un tema così non potevamo non organizzare un contest dedicato ai ragazzi.


Abbiamo coinvolto 10 quinte di tre scuole primarie di Bologna (sono le scuole: Longhena, Bottego/Silvani e Guidi, e le ringrazio molto per la loro disponibilità e la collaborazione). Ai ragazzi abbiamo chiesto di disegnare e di raccontare in poche righe il loro mostro più mostruoso, di inviarcelo e di partecipare a un pomeriggio ‘terrificante’ in compagnia della giuria, che sceglierà il vincitore e, di Marco e Matteo, conduttori del programma televisivo L’Officina dei mostri, che realizzeranno per il podio il mostro in versione 3D, proprio come avviene nel programma in onda su Sky. I ragazzi si sono subito entusiasmati. Vedremo cosa succederà!


Janna Carioli.
Beatrice Masini e Stefano Bordiglioni.

Alle tre scuole consegneremo anche tre pacchetti di libri per arricchire le loro biblioteche scolastiche. Sono testi che affrontano il tema del ‘mostro’ nella sua accezione più ampia, e che gli editori, che ringrazio di seguito (Babalibri, Coccole Books, Corraini, De Agostini, Einaudi Ragazzi, Feltrinelli Kids, Gallucci, Kite, Lapis, Topipittori), ci hanno gentilmente donato. Ringrazio anche i Topipittori e in particolar modo Giovanna che mi ha offerto qui di raccontare Scriba.
Ma i mostri sono i protagonisti di tutti gli incontri del festival. Si parlerà di tutti i mostri. Dei mostri letterari, dei mostri linguistici, dei mostri sbattuti in prima pagina da altri mostri, dei mostri nella tradizione del musical. Ma anche di mostri mitologici, ancestrali che hanno incarnato le paure dell’uomo e che hanno lasciato tracce nei reperti archeologici e nell’immaginario di tutti noi.

Ermanno Cavazzoni.

Ma senza scomodare un passato lontano, anche nel nostro presente, interi movimenti come i prepper (sempre più numerosi), evidenziano la presenza di grandi e nuove paure, che nascono con le società che cambiano e a cui, questi gruppi, tentano di far fronte con nuove forme di difesa tutte da scoprire.
Ma si sa, le paure per superarle bisogna attraversarle, conoscerle, e il racconto è sicuramente un modo per farlo. Ed è quello che Carlo Lucarelli farà parlando di mafia e di come, dal suo punto di vista, la si può raccontare. Sarà infatti questo, l’appuntamento dal titolo, Raccontare la Mafia: il mostro dalle mille facce, che aprirà in Sala Borsa l’edizione 2015 di Scriba Festival. A Bologna dal 6 all’8 novembre. Vi aspettiamo!
Per partecipare ai contest del Festival, andate qui e scrivete a Scriba edizione 2015).


sabato 22 novembre 2014

Avventure dello sguardo

[di Marcella Brancaforte]

È cominciato il 19 novembre, e durerà fino all'8 dicembre, a Viterbo Librimmaginari 2014, festival di promozione del libro illustrato organizzato da Arci Viterbo. La quarta edizione di Librimmaginari , dal titolo Avventure dello sguardo, presenta una serie di produzioni culturali che riflettono, da diverse prospettive, sul tema del viaggio.

 




































Avventure dello sguardo è un'indagine sul paesaggio che cambia sotto i nostri occhi e, contemporaneamente, sul nostro sguardo che cambia attraverso il tempo e l'esperienza. Un percorso di iniziative letterarie e artistiche che si articola in diversi spazi della provincia di Viterbo, ospitando narrazioni immaginifiche, viaggi da fermo, circumnavigazioni della memoria. Il festival, promosso da Arci Viterbo e Arci nazionale, è totalmente autofinanziato e curato da Marco Trulli e da me.

Per il programma completo, cliccate sulle locandine.


Per quanto riguarda la sezione ragazzi, il programma prevede una selezione di alcuni tra i più interessanti autori dell’illustrazione italiana e delle novità editoriali della narrativa per bambini e ragazzi  di qualità.

Il 29 novembre, al Padiglione Chiarini-Carletti, a La Quercia, si inaugurerà la doppia personale di Rita Petruccioli e Simone Rea, che presentano rispettivamente L’Orlando furioso e innamorato e L’uomo dei palloncini.

Parte centrale del festival è un convegno promosso da Arci nazionale sulle buone prassi di promozione della lettura in Italia e Francia. Partecipano, tra gli altri, Giovanni Solimine, presidente del Forum per il Libro e per la lettura e autore del libro Senza sapere, il costo dell’ignoranza in Italia.

Dal 3 all’8 dicembre, Librimmaginari presenta, inoltre, una serie di letture e presentazioni di libri per bambini e ragazzi.
Per info, qui. culturavt@arci.it

Vi segnaliamo tutti gli incontri che riguardano Topipittori:

Simone Rea, per L’uomo dei Palloncini, Topipittori 2014.


Sabato, 29 Novembre, Viterbo.Padiglione d’Arte Chiarini Carletti, Strada Cupa, 5 - La Quercia,
Esposizione delle tavole originali di Simone Rea, per L’uomo dei Palloncini (Topipittori 2014)
Inaugurazione ore 19.00.

Mercoledì, 3 dicembre, Viterbo.
Consorzio Biblioteche di Viterbo – Sala Ragazzi, viale Trento, 18/h.
Ore 11.00 Lettura, incontro e laboratorio con Giovanna Zoboli e Simone Rea, autori di L’uomo dei palloncini.

Venerdì, 5 dicembre, Viterbo.
Ludoteca Arci Solidarietà, Scuola De Amicis, via Emilio Bianchi, 9
Ore 16.00. Cecilia Bartoli e Guido Scarabottolo, Gli amici nascosti (Topipittori 2014).
Lettura animata di Augusto Terenzi e incontro con l’autrice del libro.

venerdì 21 novembre 2014

La Pagina Che Non C’Era

Maria Laura vanorio intervista Valerio Magrelli.
Qualche tempo fa siamo venuti a conoscenza di un bellissimo progetto, La Pagina Che Non C’Era, nato a Napoli, nel 2010, per avvicinare alla scrittura e alla lettura i ragazzi delle scuole superiori. Fondata sul confronto tra studenti e scrittori, l'idea di questa iniziativa è stata di Diana Romagnoli e Maria Laura Vanorio, due insegnanti dell’ISS Pitagora di Pozzuoli, alla periferia di Napoli. In una intervista pubblicata sull’"Indice dei Libri del Mese", aprile 2012, Maria Laura Vanorio, traduttrice e insegnante, racconta: «L’idea è nata in classe, e mi è venuta naturale. Anziché fare il solito compito in classe (con analisi del testo, saggio breve, etc.) ho chiesto ai ragazzi di leggere Certi bambini di De Silva e di provare ad aggiungere una pagina al romanzo. Dall'autovalutazione (che di solito è una cosa che facciamo spesso, e che comporta la discussione in classe di punti forti e difetti dei temi in classe) sono venute fuori davvero un sacco di cose interessanti. Abbiamo letto insieme alcuni dei compiti in classe e ho visto come i ragazzi spesso coglievano aspetti dello stile e della struttura del libro con una profondità e precisione che non avrebbero raggiunto di fronte a un compito in classe tradizionale.Visti questi risultati, insieme alle colleghe abbiamo pensato all’idea di un concorso delle superiori. La prima edizione era riservata a scuole campane, mentre da questa seconda il concorso è diventato nazionale.» Maria Laura Vanorio ha spiegato il progetto anche sul sito della Rai dedicato alla letteratura. 



Sviluppatosi in un primo tempo come concorso, oggi il progetto è diventato anche un festival, che, iniziato ieri a Napoli, si svolgerà fino al 22 novembre. Lo scorso anno a La Pagina Che Non C’Era ha partecipato anche lo scrittore e poeta Valerio Magrelli con il suo romanzo Geologia di un padre. Intervistato da Antonio Fiore, il 7 marzo scorso, sul "Corriere della sera", a proposito della sua esperienza con i ragazzi e sulla liceità di una operazione come questa, fondata sulla riscrittura di opere letterarie, ha risposto: «Tutta la pedagogia greco-romana antica si basava su un classico, da Omero a Tacito, che lo studente doveva riscrivere a modo suo. Altro che il ‘‘moderno’’ atteggiamento verso i classici, pavidamente considerati intangibili». (E se vi interessa vedere in che modo hanno interpretato la pagina che non c'era di Valerio magrelli, guardate qui). E ora lasciamo che a raccontarvi l'edizione straordinaria 2014 di La Pagina Che Non C’Era sia Donatella Brindisi, che si occupa della comunicazione del progetto.

[di Donatella Brindisi]

È in arrivo una versione autunnale straordinaria della Pagina Che Non C’Era che, in occasione del Forum Universale delle Culture Unesco, torna con un’edizione speciale dedicata al genere letterario della cosiddetta Literary Non Fiction.


Grazie al successo delle precedenti edizioni e alla sempre entusiasta adesione degli scrittori ospiti e degli studenti coinvolti da tutta Italia, negli anni l’originaria iniziativa di promozione della lettura presso le scuole è molto cresciuta fino a trasformare La Pagina Che Non C’Era in un vero e proprio festival di letteratura per ragazzi.


Germogliata da un’idea di due insegnanti dell’istituto Pitagora di Pozzuoli, La Pagina Che
Non C’Era nasce dalla convinzione che il piacere di leggere e la capacità di scrivere non possano essere trasmessi con metodi impositivi (qui trovate il profilo di tutti gli insegnanti che si occupano del progetto). La coraggiosa sfida di questo progetto, sorto tra i banchi di una delle più complesse e problematiche periferie italiane, è di superare la tradizionale diffidenza dei ragazzi nei confronti dell’atto della lettura grazie a un gioco letterario.


La prima parte del gioco consiste sempre nel confronto tra gli studenti e gli scrittori. E poiché il comitato organizzativo del festival ha deciso di dedicare questa edizione al genere della Literary Non Fiction, quest’anno ha invitato gli autori di alcuni dei libri che – pur restando nell’ambito narrativo – ci hanno più efficacemente raccontato la realtà dei nostri tempi: Luca Rastello (con il romanzo I Buoni, Chiarelettere), Gaetano Di Vaio e Guido Lombardi (autori di Non mi avrete mai, Einaudi) e Francesco Barilli che, insieme all’illustratore Manuel De Carli, è autore del graphic novel Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova (BeccoGiallo).


Gli incontri tra gli autori e gli studenti iscritti al festival avverranno il 20 e il 21 novembre a Napoli nei nuovi spazi del Foqus (Fondazione Quartieri Spagnoli). La prima giornata sarà introdotta da una tavola rotonda con l’intenzione di discutere e illustrare storia, modelli e caratteristiche della Literary Non Fiction dai libri al cinema e alle serie televisive. Oltre agli autori ospiti del festival, alla tavola rotonda interverranno anche lo scrittore e critico letterario Cristiano de Majo, lo sceneggiatore Stefano Bises, la giornalista del Corriere della Sera Alessandra Coppola, il regista Guido Lombardi e l’attore Lello Serao.


Anche quest’anno un’intera sezione della Pagina Che Non C’Era sarà dedicata alla letteratura scientifica per ragazzi: negli spazi rinnovati della Città della Scienza, sabato 22 novembre gli studenti incontreranno Amedeo Balbi (Cercatori di meraviglie. Storie di grandi scienziati curiosi del mondo, Rizzoli) e Nicola Nosengo (I robot ci guardano, Zanichelli).


Ogni anno l’incontro con gli scrittori, ma anche tra i vari studenti – appartenenti a scuole superiori, città e realtà differenti – diventa una preziosa occasione di confronto intorno alla parola (letta, immaginata, raccontata e, infine, scritta). Un confronto fecondo, che consente ai ragazzi di entrare in contatto con gli autori dei romanzi senza la mediazione degli adulti e senza distanze gerarchiche, costituendo un momento fondamentale del successivo processo creativo.


Anche quest’anno, infatti, dopo aver incontrato gli scrittori ospitati dal festival, gli studenti saranno invitati a leggerne i libri e a scrivere (o a disegnare) una pagina – per l’appunto “la pagina che non c’era” – da aggiungere in un punto qualsiasi del libro scelto fra quelli proposti, imitando lo stile dell’autore e mimetizzandosi nella sua opera.  Il metodo della scrittura mimetica e vincolata (o à contrainte) consente di accostarsi al testo con occhio attento per individuare e distinguere peculiarità, regole, stili e registri e, allo stesso tempo, di trasformare in gioco la letteratura, desacralizzandola e avvicinandola ai giovani lettori. I vincitori del concorso saranno gli studenti autori delle pagine migliori che, secondo il giudizio di una giuria composta da insegnanti e scrittori, il prossimo febbraio verranno premiati –  naturalmente –  con nuovi libri.


Il festival, patrocinato dal Forum Universale delle Culture 2013-2014 e dai Comuni di Napoli e Pozzuoli, è stato insignito da numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Gutenberg 2013 dell’Ali e il prestigioso Maggio dei Libri del MiBac e del Cepel come migliore attività nazionale per la promozione alla lettura in ambito scolastico. 
Gli autori che hanno partecipato alle precedenti edizioni della Pagina Che Non C’Era sono:
Andrea Bajani, Maurizio de Giovanni, Viola Di Grado, Giuseppe Genna, Nicola Lagioia, Andrej Longo, Valerio Magrelli, Marco Malvaldi, Margherita Oggero, Valeria Parrella, Paolo Piccirillo, Antonio Scurati, Paola Soriga, Andrea Tarabbia, Paolo Zanotti.

Le foto che corredano il post sono relative a diversi momenti e a diverse edizioni di La Pagina Che Non C’Era e sono state scattate dagli studenti che hanno partecipato all'iniziativa.

venerdì 6 giugno 2014

In quattro e quatr'otto e nata Quadra!

Garage Sale, Zurigo.
[di Diletta Colombo]

 “Da quando siamo stati a Garage Sale abbiamo in testa di proporre una cosa simile anche a Milano, perché non lo facciamo insieme?” ci avevano raccontato entusiasti gli amici di Nurant Magazine diversi mesi fa.
 Garage Sale è stata un'iniziativa di gruppo di diversi artisti, grafici, fotografi, illustratori, tatuatori e artisti comici che nel 2011 hanno organizzato presso la galleria-officina Walcheturm di Zurigo una mostra-mercato, un punto di incontro e festa per tutti coloro che apprezzano il buon design grafico, l’illustrazione, il fumetto, la fotografia, la stampa specializzata e altri manufatti in edizione limitata, a prezzi per tutte le tasche. 


Guardando a questa esperienza è nata l’idea di QUADRA, unendo gli editori Nurant Magazine e Terracava e le librerie b**k e Solo Vinili e Libri. 
Quattro realtà indipendenti di Milano che hanno in comune la passione per i libri e l’illustrazione, il desiderio di far convivere l’attenzione per le relazioni con la ricerca della qualità e della sperimentazione visiva, e uno spirito libero che prova ad attraversare generi, tecniche ed esperienze lungo la strada del disegno. 

Quattro colori, quattro immaginari, quattro storie e quattro sguardi molto diversi che non è stato facile “far quadrare”! 

Spazio B**K.

B**k: la libreria-laboratorio tutta al femminile di Chiara e Diletta che propongono in modo trasversale libri illustrati e di arti applicate, da Richard Scarry a Munari.  
Solo: la libreria di Pietro che nasce nel seminterrato dello studio di Tatuaggi Saint Mariner per vendere libri, fanzine, vinili, autoproduzioni e stampe con l’idea di mischiare musica ed editoria e di far vivere nello stesso abbraccio l’esperienza punk e un nuovo pubblico interessato a illustrazione, arte e fotografia.

Libreria Solo vinili e libri.
  
Nurant: il magazine autoprodotto dei grafici Sonia, Sergio e Nicola, che ospita e valorizza come in una sorta di enciclopedia visiva i lavori di illustratori e disegnatori italiani e internazionali, soprattutto giovani.

Nurant Magazine.

Terracava: la casa editrice indipendente del grafico Fulvio e del tatuatore Maurizio che pubblicano fanzine in copie limitate con immaginari psichedelici e sguardi insoliti, così attente al segno, al colore e alla stampa, da sfiorare i libri d’artista.


Edizioni Terracava.

Ognuna di queste realtà ha invitato quattro illustratori emergenti o professionisti per creare insieme un’esposizione collettiva in cui il pubblico potrà sia ammirare le opere in mostra, molto differenti per stile e tecnica, sia poterle acquistare come in un mercato ricco di ogni forma d’illustrazione. 



Abbiamo cercato un luogo che potesse essere speciale, in sintonia con il nostro spirito, a metà tra la dimensione artigianale e quella industriale, accogliente e trasformabile con martelli, tele, stampe, oggetti e scotch rosso. Zooilab ci è sembrato perfetto: l'officina guidata da Mindert de Koningh, prototipista e modellista per aziende, progettisti e artisti dal 1990, che in occasione del Salone del Mobile di quest’anno ha inaugurato il progetto Fuori Mercato per sostenere e incoraggiare le forme dell'autoproduzione. 



Per questo “esperimento 0” abbiamo coinvolto gli illustratori che amiamo e che fanno parte delle nostre relazioni quotidiane o quelli più vicini che stimiamo: Simone Massoni, Johnny Cobalto, Roberta Maddalena, Roberto Necco di Elyron, Fortunata Todisco, Giordano Poloni, Alessandro Ripane, David Cristobal, Marta Jorio, Massimo Caccia, Maura Esposito e Silvia Testa di Teatrobalocco, Anna Resmini, Andrea Bruno, Virginia Mori, Ricky Butler, Veronica Azzinari. 


A loro abbiamo offerto gratuitamente lo spazio, lasciando la libertà di portare tutto ciò che li rappresenta. Anche i baristi del Tipota e i cuochi di Time In Spoos Vegan Bakery si gestiranno in modo indipendente, così come i musicisti suoneranno per il piacere di sostenere il progetto, solo con un rimborso spese per chi viene da lontano. Quadra ha scelto di autofinanziarsi solo con le serigrafie che i 16 illustratori ci hanno donato, stampate con l’aiuto indispensabile di Corpoc, Sericraft e Favini, e grazie ai workshop proposti da coloro che si sono resi disponibili a offrire le loro competenze.

Serigrafia di Roberta Maddalena.
Serigrafia di Marta Iorio.




















Insieme agli illustratori proveremo a trasformare Zooilab in una luminosa e aperta galleria d’illustrazione, riempiendo le pareti con un continuum di opere: da chi usa solo una penna nera a mano libera alle pennellate a colori caldi del Messico, dalla serigrafia al digitale, dai collage ai piatti, dai fiori ai mostri.


Illustrazione di Fortuna Todisco.
Piatto di Marta Iorio.
Illustrazione di Simone Massoni.
Illustrazione di Ricky Butler.

Ci piacerebbe che Quadra fosse una vera festa dell’illustrazione con i suoi molti stili e anime, come quelle degli organizzatori.
Quadra si terrà sabato 14 giugno, dalle 14 alle 23, e domenica 15, dalle 11 alle 20, presso Zooilab in via Savona 97.
 Tutto il programma qui

Illustrazione di Virginia Mori.
Illustrazione di Giordano Poloni.
Illustrazione, Teatro Balocco.

mercoledì 2 ottobre 2013

Dire, fare, protestare!

T. Sdralevich, immagine per i laboratori bambini del Festival.
[di Teresa Sdralevich]

Il Festival di Internazionale , che si terrà dal 4 al 6 ottobre, attira ogni anno a Ferrara migliaia di persone. La prima edizione ebbe code infinite: gli organizzatori furono travolti dal successo del festival che da allora non ha fatto che crescere.
Da sempre collaboro come illustratrice con Internazionale; quando è nato il festival ho cominciato a rompere le scatole al direttore per organizzare dei laboratori per bambini: Giovanni De Mauro alla fine ha ceduto. Dal 2010 in poi, l'offerta di attività (e l'attenzione) per i bambini tra i 6 e i 12 anni si è ampliata costantemente: quest'anno, oltre agli appuntamenti con la sottoscritta, ci sarà un laboratorio di fotografia, un gioco in piazza e un laboratorio di disegno organizzati da Amnesty, e anche uno spazio per bambini piccoli (il programma lo trovate qui).
L'idea è quella di avvicinare i bambini ai temi trattati dal giornale in modo attivo e divertente, mentre genitori o parenti assistono agli eventi del festival.

Teresa durante un laboratorio al Festival di Internazionale.

Momenti di gioco durante il Festival.

Perché mi piace lavorare e come lavoro coi bambini? Riporto quello che dissi durante un'intervista che mi fece il Centro di documentazione del Comune di Ferrara:

Non ho mai pensato ai laboratori come a un'attività educativa. Fa parte della mia professione. Cerco di lavorare con i bambini come se lavorassi con dei colleghi. Posso fare delle considerazioni a laboratorio finito, ma non mi sono mai posta degli obiettivi o una linea pedagogica; lavoro istintivamente, riportando la mia esperienza professionale nel cerchio più ristretto del laboratorio.

Non ho mai avuto problemi di disciplina, i bambini lavorano sempre con grande entusiasmo e attenzione. Ho avuto invece dei problemi di "testardaggine", delle discussioni molto animate per convincere i bambini a fare una cosa piuttosto che un'altra. Infatti il mio non è lo stile "creatività a 360°", mi piace dare indicazioni precise e poi all'interno di questi paletti lascio fare ai bambini quel che vogliono. Non censuro mai un'idea, non proibisco nulla, ma dirigo, aiuto a seguire un metodo che è poi quello che ho imparato dai miei maestri e sul lavoro.

Durante il laboratorio Dire, fare, protestare.

E, come ho scritto per la rivista Andersen, nel febbraio 2011:

Mi piace fare laboratori perché si rivelano sempre momenti di lavoro intenso e molto produttivo; i bambini lavorano con grande concentrazione, in meno di due ore riescono a realizzare progetti coerenti e molto belli. Gli studenti invece spesso tendono a esitare, a ruminare piste possibili e devono essere spronati a liberarsi delle pastoie della parola, dando forma alle loro idee attraverso il disegno. A tutti è utile un inquadramento tecnico abbastanza preciso: per esempio chiedere ai bambini di lavorare con le lettere trasferibili, invece di scrivere a mano, li entusiasma e il progetto decolla immediatamente.

Durante il laboratorio Dire, fare, protestare.
Detto questo... Disegno, progetto e stampo, ma la mia passione è, da sempre, il manifesto: progettando manifesti al concorso per entrare in una scuola di grafica qui a Bruxelles, ho scoperto la mia vocazione.  Così, il mio laboratorio "classico" è proprio sul manifesto: si intitola Dire, fare, protestare, ed è l'appuntamento fisso del festival. In questo laboratorio invito i bambini a produrre uno o più poster su un tema politico in senso lato: l'annuncio della Giornata senza di noi (2010), la Rivoluzione (2011), il Lavoro (2012). In genere decido il tema sull'aereo per l'Italia, il che la dice lunga sull'importanza che do all'aspetto formale.


Durante il laboratorio Dire, fare, protestare.

Il manifesto è una buona palestra per giocare con la composizione, il ruolo delle lettere, l'equilibrio degli spazi bianchi e neri, l'inquadratura: tutti elementi che aiutano a esprimere un messaggio, qualunque esso sia. Cerco di parlare molto con i bambini, così che chiariscano a se stessi le proprie idee e posizioni (ne hanno in quantità), cosa importante perché poi queste siano comprensibili a tutti e il più "universali" possibili. Gli elementi chiave del laboratorio sono la fotocopiatrice e le vecchie Letraset©. Le matite sono bandite, si lavora solo con pennarelli neri, carta nera, forbici e colla.

Durante il laboratorio Dire, fare, protestare.
Ci divertiamo molto a fotocopiare: ingrandendo testi e disegni, anche con false manovre, creiamo forme sorprendenti – i bambini ritagliano e rifanno la composizione varie volte, finché l'A4 è pronto per essere ingrandito – purtroppo ci fermiamo all'A3 per motivi pratici e di budget.

Per quanto riguarda gli altri laboratori per il festival, in genere cerco di associare tre aspetti: il disegno, la scoperta di paesi lontani e la produzione di un giornale o di un libro.
Quest'anno il laboratorio di illustrazione, Storie a pieghe, prende spunto dal racconto di Gianni Rodari, Uno e sette, dove si racconta di sette bambini che "non potranno più farsi la guerra" perché sono uguali e diversi.
Proporrò momenti di vita quotidiana di bambini di tutto il mondo e durante il laboratorio i bambini li racconteranno immaginando luoghi e colori, e immedesimandosi in queste vite così diverse dalle loro. Saranno storie a pieghe perché il punto di partenza sarà un foglio A4, fotocopiato, piegato e tagliato in quarto: mi piace l'idea che ogni bambino possa portare a casa i libri creati da tutti i partecipanti. Dato che io ho una "r" terribile, ho chiesto a Tiziana Roversi  – amica, bibliotecaria ed editrice eccezionale – di leggere la storia. Soprattutto quando i bambini sono tanti, è fondamentale l'aiuto delle persone dello staff; cerco però sempre di seguirli uno a uno, anche se il tempo è poco.


Disegnare, scoprire paesi lontani, fare un giornale: 3 ingredienti per un laboratorio

Un'altra mia grande passione è la serigrafia. Siccome un vero e proprio laboratorio di serigrafia richiederebbe tempo e attrezzature, stampo in diretta su magliette e borse portate dal pubblico. A Ferrara ci sono sempre volontari che mi aiutano nelle varie fasi: selezionare le magliette in base alla grafica scelta, piazzare la maglietta, toglierla, asciugarla con il fon, appenderla. Non è un laboratorio, ma la risposta del pubblico è entusiasta. I bambini osservano con grande attenzione come nasce una maglietta "manifesto". I temi delle grafiche sono quasi sempre impegnati, ma obbligatoriamente ironici.
Quest'anno, l'evento si intitola Sprint!: le grafiche che ho preparato hanno come tema la cittadinanza, perché domenica 6 ottobre si terrà la maratona Italiani al traguardo per l’affermazione del diritto di cittadinanza per gli italiani di seconda generazione.

Per le fotografie, ©Internazionale.

Momenti dedicati alla serigrafia. Foto di Andrea Forlani.