giovedì 24 febbraio 2011

La Buick di Eddie Grace e altri ricordi

Chiunque sia sopravvissuto alla propria infanzia, possiede abbastanza informazioni sulla vita per il resto dei propri giorni, ha scritto una grande scrittrice americana. Parole d'oro. Leggete questo.

«Sono cresciuto in Kentucky Avenue, a Whittier, in California. Mio padre faceva l'insegnante in una scuola serale a Montebello. Avevo una casa sull'albero e tutto il resto. Ho fumato la mia prima sigaretta a sette anni, credo. Era eccitante. Recuperavo le cicche dai tombini quando aveva appena finito di piovere. Mio padre fumava le Kent. A me non sono mai piaciute le Kent: ho sempre cercato di fargli cambiare marca. Ero io quello che riparava tutte le biciclette del vicinato: ero una specie di piccolo meccanico del quartiere. C'era un ragazzino che si chiamava Joey Navinsky che suonava il trombone e un altro, Dickie Falkner, che gli colava sempre il naso. Poi c'era una certa signora Storm, che viveva con sua sorella: stava seduta in cucina, puntando fuori dalla finestra la canna di un fucile calibro 12. Se dovevamo passare davanti a casa sua, facevamo il giro largo.»

«Quando ero piccolo, più o meno verso i cinque anni, giravo dalle parti di Kentucky Avenue e raccoglievo le cicche delle sigarette. Poi mi sono procurato un giro di giornali. Mi alzavo all'una di notte per fare le consegne, in modo che mi restasse un po' di tempo anche per infrangere la legge.» (Qui potete ascoltarlo mentre lo dice, ma l'audio è pessimo).

«L'infanzia è di importanza basilare nel mio lavoro di compositore. Le cose che sono accadute allora, il modo in cui le percepivo e in cui le ricordo oggi hanno un grande effetto su di me. [Kentucky Avenue] è un brano drammatico: quando avevo dieci anni, il mio migliore amico, Kipper, era poliomielitico. Facevamo a gara, io di corsa e lui sulla sedia a rotelle, a chi arrivava prima alla fermata dell'autobus. Non sapevo che cosa fosse la polio. Per me l'unica cosa importante era che lui arrivava sempre dopo di me.»

«A volte penso che i bambini ne sanno più di tutti. Una volta sono andato in treno a Santa Barbara con Kipper. Sembrava quasi come se avesse vissuto un'altra vita da qualche parte prima di nascere, e che avesse portato quello che aveva imparato in questo mondo qui.»

«Quello che non sai di solito è più interessante. Le cose che devi chiedere, quelle sulle quali non ti sei ancora fatto un'idea. Quelle che ti fanno capire che c'è qualcosa di più della tua capacità istintiva di vivere nella strada. I sogni. Gli incubi.»

«Quando ero bambino, un treno merci passava in anticamera: passava ogni notte e io, per andare in bagno, dovevo aspettare che passasse, stando sulla soglia della mia camera da letto. Questo treno merci passava proprio in mezzo alla casa.»

Poi c'è Tom Waits al pianoforte, la sua voce e un testo che comincia come un'accozzaglia di immagini di ricordi d'infanzia per culminare in un finale allo stesso tempo assurdo e commovente.



[…]
Prenderò  un dollaro dal borsellino di mia madre per comprarti quell'anello con il teschio e le ossa incrociate
Potrai tenerlo al collo con un vecchio pezzo di spago.


Poi sputeremo addosso a Ronnie Arnold, mostrandogli il dito medio
Taglieremo le gomme allo scuolabus, ma terremo la bocca cucita
Con un chiodo arrugginito mi inciderò le tue iniziali sul braccio
e ti farò vedere come si riesce a salir sul tetto dell'emporio.


Strapperò i raggi alla tua sedia a rotelle e le ali a una gazza
te le legherò alle spalle e ai piedi.
Ruberò un seghetto a mio padre per toglierti i tutori dalle gambe.
Li seppelliremo stanotte, nel campo di granoturco.


Infilati in tasca un cavatappi
e saltiamo su quel treno merci nell'ingresso
Scivoleremo giù per lo scarico dritti verso l'autunno di New Orleans.

Tutti i testi di Tom Waits sono tratti dalla Tom Waits Library, e tradotti da noi.
Ci dispiace che non siano anticipazioni di un prossimo Anni in tasca. Sarebbe stato bellissimo.

9 commenti:

Ninamasina ha detto...

Mi ero già infilata il cappotto sopra al pigiama per correre in libreria...

Topipittori ha detto...

Nina sei un tesoro.
Noi qui si tiene sempre un cappotto pronto per tutte le evenienze...

Mauro ha detto...

Fa il paio con questa:

http://mysticsmuses.wordpress.com/2007/04/16/first-love-by-bukowski/

Daniela Tieni ha detto...

Sarebbe stato bellissimo, è proprio vero.

marco ha detto...

OH!

Anna ha detto...

Adoro Tom Waits.
Una delle cose più belle che ho visto in vita mia è The Black Rider, con regia di Bob Wilson e musiche di Tom Waits. Forse l'unico spettacolo teatrale che mi è piaciuto in vita mia.
Ascoltate "November"
http://www.youtube.com/watch?v=ag6J0xILlHI

federica ha detto...

molto. molto. bello. e grazie!

isabellalabate ha detto...

Bellissimo post! Adoro Tom Waits!

alberto ha detto...

Ma che cos'è che vi commuove tanto? sembra il delirio di un serial killer con l'enfisema polmonare...