mercoledì 3 settembre 2014

Nati per la musica!

[a cura di Maria Elisa Colombo e Anna Cattoretti, redazione Nati per la Musica]

Circa due mesi fa su questo blog è stato pubblicato un post dal titolo Un Paese di umanisti che fotografa senza indugi il “degrado culturale, sociale e politico” del nostro Paese che ormai da troppo “ha smesso di occuparsi di cultura”.

Si è parlato, in quella occasione, di El Sistema di José Antonio Abreu e di Claudio Abbado, delle loro orchestre giovanili e infantili e di come la musica, sia grazie al loro operato, una fonte di speranza per quasi 5000 bambini e ragazzi.

Anche in Italia, non tutti hanno smesso di “occuparsi della cultura” e, ormai da dieci anni, si è sviluppato a livello nazionale Nati per la Musica, un progetto nato dall’alleanza tra l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), la Società Italiana per l’Educazione Musicale (SIEM) e il Centro per la Salute del Bambino – onlus (CSB).

Il programma non si propone di insegnare a suonare uno strumento e di creare orchestre di giovani talenti, ma vuole sensibilizzare le persone, e in particolar modo i genitori, i neo genitori e gli operatori vicini al mondo dell'infanzia, sull'importanza della musica come pratica consueta e quotidiana, familiare.

Il cuore di Nati per la Musica, infatti, inizia a battere molto presto, già dalla gravidanza.
Da questo momento in poi si prodiga per sostenere un ottimale sviluppo del bambino e guidare i genitori nella creazione di un rapporto intimo e profondo con lui anche grazie alla musica, straordinario strumento di relazione non verbale, ancor prima che forma d'arte e veicolo di cultura e tradizioni.




Con Nati per la Musica, studio scientifico, prevenzione, arte e cultura hanno trovato un importantissimo punto d'incontro.
 Uno dei caratteri più importanti e peculiari del progetto è, infatti, il nascere e svilupparsi sulla base di un'alleanza e di un impegno tra figure professionali diverse quali pediatri, musicisti, educatori, insegnanti e altri operatori del panorama socio-educativo che collaborano per raggiungere un obiettivo comune: far sì che “la musica non sia un privilegio di pochi, ma patrimonio di tutti” (Z. Kodaly, musicista ungherese, 1882-1967).

Durante una attività di Nati per la musica.

Negli ultimi anni un’ingente mole di evidenze scientifiche hanno dimostrato che l’esperienza musicale precoce, cioè dall’epoca prenatale ai primi 6 anni di vita, favorisce lo sviluppo cognitivo, linguistico, emotivo e sociale del bambino, con effetti positivi e duraturi anche sulle interazioni familiari.
Dare uguali opportunità di sviluppo a tutte le bambine e a tutti i bambini, soprattutto a quelli che nascono e crescono in contesti sensibili e in ambienti svantaggiati, è uno dei capisaldi di Nati per la Musica che, come Nati per Leggere, si propone di combattere la povertà educativa, proteggendo i bambini da inadeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo.

Durante una attività di Nati per la musica.

Musica quindi come linguaggio universale e come pratica di inclusione sociale e democratica. 
Nati per la Musica ha voluto riunire tutti questi punti nel suo Manifesto. Le buone pratiche musicali aiutano i bambini a crescere (per scaricarlo, cliccare qui), per dare a genitori, educatori, insegnanti, amministratori locali e regionali, responsabili di programmi educativi ministeriali, spunti di riflessione e linee di intervento da attuare, sia in famiglia sia a scuola.

Durante una attività di Nati per la musica.

Il Manifesto si compone di tre parti, la prima descrive i positivi e duraturi effetti dell’attività musicale praticata in tenera età,  come appunto lo sviluppo dell’attenzione, della memoria, del linguaggio e della socialità; la sezione centrale contiene consigli utili per i genitori, quali ad esempio l'importanza di cantare per i bambini, la valorizzazione del canto spontaneo del bambino e delle esplorazioni sonore, la proposta di una varietà musicale che non si fermi solo alla “musica per bambini” e la cura della ecologia dell’ambiente sonoro. La terza e ultima parte si rivolge ai nidi e alle scuole dell’infanzia, per sottolineare il ruolo di educatori e insegnanti nel proporre musica ai bambini. È importante infatti che il bambino sia guidato e motivato a un utilizzo espressivo della voce, all’ascolto della musica di qualità oltre che dei suoni dell’ambiente, alla sperimentazione e produzione della sonorità di oggetti e strumenti e che gli vengano proposti una varietà di brani e musiche provenienti da culture europee ed extraeuropee e appartenenti a stili e generi diversi.

Alcuni materiali utilizzati da Nati per la musica.

Il Manifesto ha già ricevuto il supporto di esponenti del mondo sanitario, musicale, dell’arte e della cultura, della ricerca e delle scienze ed è aperto a nuove adesioni. Tra i primi firmatari proprio il maestro José Antonio Abreu, Daniel Barenboim, Riccardo Muti, Antonio Pappano, Elisa e le principali associazioni professionali di pediatri, neuropsichiatri infantili e dell’area musicale.

In un mondo in cui spesso i genitori si sentono insicuri e disorientati, Nati per la Musica offre  informazioni e strumenti preziosi, capaci di sostenere nel viaggio educativo, perché se è vero che i bambini sono esseri competenti fin da piccolissimi e come tali vanno incoraggiati, stimolati e sostenuti, è vero anche che sono i genitori e la società a doverli guidare e a dover creare per loro le migliori condizioni e occasioni di sviluppo.

I segnalibro di Nati per la musica.

3 commenti:

gioia marchegiani ha detto...

"La musica è una necessità dello spirito" diceva il maestro Muti, e quindi questa necessità nasce assieme allo spirito, cresce insieme ad esso. Conoscevo il Metodo Gordon e l'AIGAM ( aigam.org), che è l'associazione che in Italia si occupa di diffondere l'apprendimento musicale attraverso questo metodo che anche prevede un approccio sin dalla gravidanza con gli incontri musica in fasce fino ai primi anni vita.
Ma non conoscevo Nati per la Musica. Complimenti! Mi sembra davvero una bella realtà che supporti un forte messaggio di speranza.
Sarebbe bello che gli insegnanti, dei vari livelli, potessero includere l'attività musicale nel programma didattico, secondo queste modalità e con il fine primario di creare unità nella classe e di sollecitare la musicalità del singolo, con tutti i benefici che ne derivano. Oggi la materia MUSICA è inserita nel programma di materna e primaria, ma è lasciata alla sensibilità e alla preparazione del singolo insegnante la modalità in cui svolgerla. Quindi, a parte rari casi, spesso l'ora della musica si riduce all'ascolto e alla ripetizione di canzoncine. E lo stesso accade in famiglia.
Penso anche a quanto la musica possa essere, per insegnarti e genitori, una preziosa risorsa e strumento di integrazione per bambini con disabilità.
Durante i laboratori e gli incontri di disegno con i bambini mi accorgo di quanto le loro manifestazioni di timidezza siano spesso legate ad una poca pratica e libertà di fare. Nel disegno come nella musica è fondamentale sentirsi liberi di usare i mezzi per produrre anche più che nel saperli usare nel modo corretto. Sarà poi il ritmo, visivo o musicale, ad invitarli a cercare un'armonia.
Ecco credo di poter dire che lo spirito si nutra di armonia!
Tutto il mio sostegno e l'approvazione a Nati per la Musica!

Topipittori ha detto...

Grazie per il tuo bel commento, in cui parli anche della tua interessante esperienza come insegnante di disegno. Sarebbe molto bello saperne di più su queste tue riflessioni.

Lisa Massei ha detto...

Gioia sono daccordissimo con quello che dici. Quando lavoro con i bambini integro quasi sempre la musica con l'arte. Il corpo, la musica e il gesto artistico sono un tutt'uno. Anche disegnare a ritmo di musica diverte molto i piccoli... :) E, direi, pure da grandi non dovremo dimenticarci dell'importanza della musica.