giovedì 13 gennaio 2011

I fuochi lontani della fiaba

L'uomo fiammifero del regista Marco Chiarini, è uscito nel 2009. Si tratta di un piccolo film indipendente, uscito in sordina che, attraverso una serie di incontri fortunati e la recensione di un critico dall'occhio fine, Francesco Alò, è riuscito ad attirare l'attenzione, entrando nel circuito delle sale cinematografiche e vincendo numerosi premi. Il film racconta la storia di un ragazzino, Simone, che vive nell'ossessione di incontrare e conoscere un misterioso personaggio notturno, fiabesco e insieme inquietante, quello che dà il titolo al film, conosciuto attraverso le storie che, andando per boschi, gli raccontava la madre, persa prematuramente.


Si tratta di una pellicola interessante, per diversi motivi. Per esempio per come è resa la dimensione infantile, per la caratterizzazione dei personaggi dei bambini, e per il rapporto che questi intrattengono con la realtà. In particolare, ci sembra riuscita la resa della relazione conflittuale, spontanea, brutale, ma venata di inattese delicatezze, fra padre e figlio, interpretati rispettivamente da Francesco Pannofino e da Marco Leonzi. Interessanti sono anche gli effetti speciali, che mescolano alle immagini, animazioni,  illustrazioni, schizzi, scritte e appunti. E se qualche incertezza, indubbiamente, c'è, sia nella storia sia nella recitazione, nel complesso il film è bello e funziona.

È un film per ragazzi? Sì, a nostro avviso, legato com'è ai temi della crescita, del fantastico e della fiaba. Lo è anche anche a giudizio dello psicoterapeuta Giorgio Piccinino che nel dvd del film, nei contenuti speciali, nel corso di una intervista, spiega come un genitore può proporre ai figli la visione di questo film così poco convenzionale, e come questo può essere il motore di un incontro e di dialoghi su temi cruciali, fra adulti e bambini. Senza forzature né artifici.

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