mercoledì 4 luglio 2012

Indagini su un cappello

Di questo libro è bene dire il meno possibile.
Perché? Perché il suo autore nonché illustratore se l'è cavata benissimo con poche parole e con immagini stringatissime.
Il titolo non evoca, dichiara: Voglio il mio cappello!. Più in medias res di così si muore.
Chi lo vuole, questo cappello, è presto detto: un orso enorme. Un tipo abbastanza impassibile: se sia buono o cattivo, non lo sappiamo. È solo molto grosso. Punto.
Perché lo voglia, il cappello, non è dato sapere: né per quale ragione né perché ne sia privo. Informazioni secondarie.
Il libro avrebbe potuto intitolarsi Dov'è il mio cappello?

Jon Klassen, Voglio il mio cappello!
Ma non sarebbe stata la stessa cosa. Fra una domanda e una affermazione ne passa. E dire voglio è una bella dichiarazione di intenti.
Come si sa, l'erba voglio è quel tipo di vegetale che non cresce neanche nel giardino del re. Ma l'orso o non lo sa o non gli interessa.
Armato del suo voglio fila veloce attraverso il libro, imbattendosi in alcuni personaggi: una volpe, un serpente, un cervo, una rana eccetera... come capita nei milioni di picture book che hanno una ricerca e gli abitanti di un bosco come oggetto e protagonisti. Perché questa vicenda si svolge, evidentemente, in un bosco. Che tuttavia non si vede praticamente mai. Che senso ha disegnare il bosco, se questo è già nella testa del lettore?

Jon Klassen, Voglio il mio cappello!

Jon Klassen, Voglio il mio cappello!
Da sinistra a destra, l'orso procede speditamente nella ricerca: è un tipo essenziale almeno quanto chi l'ha disegnato. Non si perde in chiacchiere. È tutto azione. E di silenzio in sospensione, di sguardo obliquo in botta e risposta (magnifici i dialoghi), dopo un prodigioso dietrofront, arriva alla fine del libro dritto come una freccia. E così velocemente che quando l'ho letto per la prima volta, il libro che lui attraversa col suo sguardo impassibile, non sono stata sicura di aver capito bene.
No, ma dico, mi sono detta: finisce DAVVERO così?
Così l'ho riguardato dall'inizio, un po' in affanno, dicendomi: ma se finisce DAVVERO così è PAZZESCO!
Sì, finisce PROPRIO così, mi ha detto Jon Klassen, alla fine: hai capito benissimo. Nessuna possibilità di errore.


Jon Klassen, Voglio il mio cappello!
Allora l'ho riletto, per la terza volta, ma, questa, avidamente concentrata su ogni sfumatura di significato, ogni sguardo, ogni frase, ogni virgola. Per capire come diavolo sia riuscito questo tipo, al suo PRIMO LIBRO come autore e illustratore, a costruire un meccanismo così semplice e così perfetto. Perché questo libro, di un'avarizia assoluta, calcolata, voluta, selvaggiamente comica, e perfettamente organica alla storia che racconta, sfiora la perfezione. Con un testo che è un capolavoro e immagini che sono un trattato di psicologia.
E ci lascia lì, come dei fessi, a dirci: e tutto questo per un cappello? Quando poi la domanda è: cosa diavolo se ne fa un orso di un cappello? Cioè ci lascia lì a riflettere su, niente meno, che il bene e il male. Leggetelo.

Jon Klassen, Voglio il mio cappello!

Voglio il mio cappello! (titolo originale I Want My Hat Back, e viene da dire che il punto esclamativo, nell'edizione italiana sia accessorio), è uscito nel 2011 edito da Candlewick Press (qui un'intervista al suo autore, realizzata da Seven impossible things, nell'agosto 2011). Ovviamente ha vinto una valanga di premi. In Italia l'ha pubblicato Zoolibri, nel 2011. Io non avevo mai avuto occasione di sfogliarlo, finché non ci ho sbattuto contro il naso nella libreria Tuttestorie, due settimane fa. Gloria a Zoo per averlo pubblicato (e tradotto impeccabilmente) e alle libraie cagliaritane per tenerlo bene in vista sugli scaffali. Questo per dire che la recensione è vecchia: poco male. Magari c'è qualcun altro a cui, come a me, questo orso e il suo cappello erano sfuggiti.

Ringraziamo Zoolibri per averci permesso la pubblicazione delle immagini.




7 commenti:

Alicia Baladan ha detto...

Voglio Voglio il mio cappello!

serena ha detto...

grazie! allora finisce DAVVERO così !!!! non ci dormivo la notte.... geniale !

simone rea ha detto...

Ce l'ho dall'uscita.
Bellissimo.
Il libro che molti vorrebbero realizzare.
Il primo pensiero è stato:
Perché non l'ho pensato io!?

michi ha detto...

Io l'ho comprato quando ancora non era stato tradotto in italiano, quindi ho la versione in inglese, fantastico! è che non potevo aspettare che lo traducessero, e così ho fatto per "un leone a parigi", sono una lettrice impaziente:)

isabel archer ha detto...

ma non sarebbe stato più giusto (anche per la trama della storia) tradurre il titolo con RIVOGLIO IL MIO CAPPELLO?

Lea Maitan ha detto...

Ahahah geniale!!!

Maria Lunelli ha detto...

Non lasciarti sfuggire l'altro di Klassen : Questo non è il mio cappello. Geniale e perfetto quale il primo. Sono libri che lasciano basiti e divertiti.