giovedì 17 ottobre 2013

Leggere, scrivere, raccontare

Il post più letto del nostro blog è 22 regole per raccontare una storia. Il che, immagino, dipende dal fatto che si tratta di un argomento sentito, interessante per molti dei nostri lettori.
Eppure, se ovunque fioriscono corsi di illustrazione, più o meno legati alle tecniche di produzione di immagini, alla progettazione di albi illustrati, al disegno eccetera, decisamente in numero inferiore sono i corsi specificamente legati alla narrazione. Il che significa alla produzione di testi, intesi questi, come spiega bene Marco Dallari in un suo bel saggio, come storie, o meglio, come strutture narrative, che siano condotte per immagini o per parole. E siccome, per quanto mi riguarda, sono convinta che per capire come produrre un testo, bisogna comprendere come funziona, un corso sulla narrazione è anche un corso sulla lettura, perché saper scrivere non può prescindere dal saper leggere, in questo caso da come si legge un albo illustrato. Il che non è scontato.

Perché penso che un corso così sia utile? Alla nostra casa editrice vengono inviate montagne di proposte editoriali. Ttutte le volte che valuto un testo o un progetto di libro, e sono centinaia, per forza di cose, e nella maggior parte dei casi, sono costretta a ricorrere a risposte standard. Tuttavia, ogni volta, per una infinitesima frazione di tempo, il mio impulso è quello di spiegare per filo e per segno alla persona che mi ha scritto cosa non funzioni, e perché, nel testo, nella storia o nel progetto che mi ha mandato. Se lo facessi, non mi rimarrebbe tempo per fare nient'altro. Oltre al fatto che il mio compito, come editore, quando mi si manda un progetto, non è quello di insegnare, ma di valutare. E sono due cose molto diverse.

Nel tempo, però, mi sono chiesta se mai a qualcuno potrebbe interessare attingere alla mia esperienza di editore e di autrice, per imparare, anziché per farsi pubblicare un libro. Anche perché sono moltissime, direi la maggior parte, le persone che mi chiedono cosa ne pensi di quello che mi inviano e se posso dare loro dei consigli.
Alla fine del post 22 regole per raccontare una storia, annunciavamo che prima o poi sarebbe partito un corso incentrato sulla narrazione. Ecco, oggi questo corso parte.

E parte con l'intento di dedicare tempo, risorse e strumenti a spiegare per filo e per segno cosa un editore e autore, che poi sarei io, ne pensi dei testi, delle storie, dei progetti, di chi deciderà di partecipare. E con l'obiettivo preciso di insegnare alle persone che si iscriveranno a capire, a loro volta, autonomamente, cosa funzioni o meno in quello che fanno e perché, e come lavorare in modo che il loro progetto possa funzionare.
Il corso partirà fra qualche mese, nel 2014, fra gennaio e febbraio. Oggi vi diamo tutti i ragguagli necessari a capire come sarà strutturato (dove, come, quando, quanto e perché) ed, eventualmente, a iscriversi. Nella locandina che trovate qui sotto, tutte le informazioni e l'indirizzo email per i contatti.


5 commenti:

giulia sagramola ha detto...

Giovanna che bella idea! Secondo me è una cosa che serve tantissimo, era da tempo che stavo cercando una cosa del genere. Ci saranno altri appuntamenti? Uno di quei fine settimana c'è il festival di Angouleme e so già che non ci sarò.
Spargo la voce!

andrea alemanno ha detto...

Argh! Milano, sempre troppo lontano e proprio in quei giorni di Gennaio ho un corso..
ma se lo fate online io ci sono! :)
E' da tempo che vorrei migliorare il mio modo di scrivere.

Studio Fludd ha detto...

Interessante. Brava!

Antonella Capetti ha detto...

ecco, darei un braccio per essere sicura di poterlo fare, ma... la famiglia, la scuola, il lavoro, la casa...(rigorosamente in quest'ordine)?
e se invece, per una volta, pensassi solo a me?
se la botta di egoismo riesce a prendere il sopravvento, giuro che ci sono!

Topipittori ha detto...

@grazie Giulia. Se l'esperimento va bene, lo riproporrò, stando attenta ad Angouleme :)

@Andrea, grazie. Mai dire mai, ma mi sa che online un corso così sarebbe problematico...

@grazie Studio Fludd!

@antonella, grazie. Io ti prendo a braccia aperte (ma solo dopo aver letto le tue motivazioni, ça va sans dire.... anche se ho l'impressione di conoscerle già un po').