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mercoledì 28 ottobre 2015

Facciamo!

[di Antonella Abbatiello e Stefano Baldassarre]

Questo è il libro Facce.


e questa la app Facciamo!.


Nella app Facciamo ci sono venti Facce.


Abbiamo pubblicato dodici Facce, eccole!

Cucù e Cattivo.

Testa Chiara/Testa scura e E gli occhi?

Arrossisco e Che buio.

Giocoliere e Silenzioso.

Nero e Alieno.

Chicchirichì e Due.

Da oggi trovate su Apple Store altre due Facce: Ovale e Raffreddato!




https://itunes.apple.com/it/app/facciamo!/id722902503?mt=8

mercoledì 13 maggio 2015

Alieno!

A breve uscirà Alieno, la prossima faccia della app Facciamo! In questa occasione abbiamo rivolto ai suoi autori, Antonella Abbatiello, Stefano Baldassarre e Lorenzo De Tomasi, alcune domande sia per ripercorre le tappe più significative di questo progetto; sia, a poco più di un anno dal suo avvio, per farne un primo bilancio; sia per approfondire alcune tematiche legate al tema del 'pubblicare' soprattutto in relazione alle novità introdotte dalle nuove tecnologie. Buona lettura.



Topipittori. Dopo Alieno mancano solo tre app e Facciamo! sarà completo. Ci piacerebbe che ne ricordaste rapidamente la storia.

Antonella Abbatiello. Il progetto nasce da Facce, il libro che ho illustrato per voi con la sola tecnica di forbici e fogli colorati. Conoscevo da anni Stefano, graphic designer con molta esperienza nell’editoria, e Lorenzo che è designer dell’interfacce. Mescolando le nostre specifiche competenze ed esperienze, abbiamo subito visto in Facce la potenzialità per sviluppare un progetto più articolato, adatto soprattutto a sperimentare nuove modalità comunicative. Grazie al contributo di Gianluca Rotoni, ingegnere sviluppatore, così è nata Facciamo!, una app multilingue per dispositivi mobili, dove le venti facce presenti nel libro, trasformate in pixel, ampliano i contenuti cartacei in percorsi interattivi studiati per interessare, incuriosire, stimolare la creatività dei più piccoli.

 

















Stefano Baldassarre. Per passare dal libro alla app, abbiamo prima di tutto costruito un sistema codificato di identità visiva partendo dagli elementi di base del libro (forme, colori, lettering ecc.) per applicare in maniera coordinata e su tutti gli strumenti di comunicazione i valori fondanti ed estetici del progetto.

T. Quello che in pubblicità si dice 'costruire il brand'.

S. Esatto. Abbiamo per questo coinvolto anche un fotografo e un musicista che sostenessero e sviluppassero nel loro specifico campo l’identità del progetto.

Lorenzo De Tomasi. Non solo. Abbiamo ricevuto il contributo specialistico della psicoterapeuta dell’età evolutiva Laura Bastianelli per inquadrare tutto il progetto all’interno di più ampie tematiche dell’infanzia e al delicato ambito dello sviluppo cognitivo del bambino.


T. Per promuovere il progetto vi siete quindi posti come editori di voi stessi?

Autori. Sì, abbiamo immaginato di costruire un binomio inscindibile libro + app (libro che veicola la app e viceversa). Sono in effetti due strumenti che possono vivere in autonomia, ma che trovano la migliore espressione quando si complementano e integrano a vicenda. Per la promozione vera e propria, in mancanza di un vero e proprio piano marketing e di una indagine di mercato per individuare l’esatto profilo del pubblico di riferimento, abbiamo sviluppato il progetto di comunicazione in base alla nostra esperienza, autoproducendo brief e strategia, individuando i possibili canali e mezzi di comunicazione assumendoci da soli una grande responsabilità nel pubblicare il progetto.

T. In cosa consiste la responsabilità di chi pubblica?

A. Sarebbe… è! Si tratta di una responsabiiltà assolutamente centrale. Avendo un ambito di riferimento così delicato come quello dell’infanzia, la nostra prima preoccupazione – come detto – è stata quella di richiedere contributi specialistici. Abbiamo inoltre ricevuto il contributo dalla ricercatrice ed esperta di editoria per l’infanzia Leyla Vahedi, nell’attuale dibattito di ridefinizione del ruolo del libro per ragazzi in tutte le sue declinazioni dal formato cartaceo al formato elettronico. Altri collaboratori e professionisti, nella specifica qualità di genitori, hanno potuto contribuire attraverso suggerirmenti direttamente tradotti dalla loro personale esperienza.

T. E quindi anche non pubblicare sarebbe stata una scelta?

A. Certo. Nel nostro caso, non pubblicare avrebbe significato non dare una risposta progettuale a un bisogno, sentito da tutti noi, sia come genitori che come operatori del settore: il bisogno di app di qualità per l’infanzia, in un mercato dominato da prodotti commerciali, spesso non a misura di bambino e che non rispettano le sue specifiche esigenze.

T. A vostro parere che rapporto deve intercorrere tra pubblicazione e tecnologia?

A. Su questo fra noi si è aperto un lungo dibattito interno. Ci siamo infatti interrogati su quale fosse il modo migliore di applicare la tecnologia, tecnologia per altro oggi in grado di offrire grandi suggerimenti e suggestioni in termini di prestazioni. Ma abbiamo subito scartato la possibilità ad affidarci all’effetto speciale o al ‘pronto uso’. La tecnologia che sta dietro la nostra app è sostanzialmente ‘invisibile’ e orientata a sostenere i comportamenti naturali che mantengono i meccanismi classici del gioco, come il ritaglio della carta, la selezione dei singoli ‘pezzi’ e il tutto all’interno di un processo simile a quello della costruzione di un album di figurine. E non solo; le singole app infatti sono rilasciate una alla volta con scadenze mensili, per lasciare intatto il fascino dell’attesa paragonabile a quello della tradizionale uscita in edicola del giornalino o albo illustrato. Ecco proprio adesso è arrivato il nostro Alieno.

 


















T. Bellissimo, come tutte le altre facce della app. E quanto ai rischi paventati dai genitori nell'utilizzo delle app?

A. Ci siamo posti in modo molto serio e con particolare attenzione un delicato problema di igiene comportamentale sia per quello che riguarda il rischio di utilizzo compulsivo del dispositivo (che segnala sempre la presenza del genitore), sia per quello che riguarda il rischio legato all’esposizione ai campi elettromagnetici. Infatti la tecnologia contenuta nel progetto mette al riparo da questi rischi attraverso specifici accorgimenti.



T. Ancora una domanda, questa volta più commerciale: come può una app come Facciamo! raggiungere il suo pubblico? Che canali avete cercato?

A. Il nostro interesse non è solo verso la diffusione della app. Consideriamo infatti Facce e Facciamo! un progetto integrato a misura di bambino che può prendere altre forme, come quello del laboratorio gioco-didattico da realizzare in scuole, ludoteche e biblioteche, o del percorso espositivo d’avanguardia da diffondere localmente sul territorio attraverso un sistema codificato, con linee guida alle quali attenersi. Questa fase è attualmento allo studio.


Per comunicare il progetto, abbiamo poi pianificato una serie di strumenti e di azioni da intraprendere. Come prima cosa, è stato realizzato un sito completo di tutte le informazioni per una loro immediata rintracciabilità. Ma questo non era sufficiente, perciò ci siamo attivati su più piani. Da una parte, per avere visibilità, abbiamo partecipato e partecipiamo a eventi e manifestazioni di primo piano (come al Bologna Children Book Fair, lo scorso anno, con il corner al vostro stand dedicato a Facciamo!); dall’altra, per ottenere credibilità, abbiamo iscritto il progetto a vari premi prestigiosi. Nel 2014 abbiamo vinto il DEA ovvero Digital Experience Awards; inoltre, il progetto è stato selezionato dall’ADI Design Index, ottenendo la candidatura al Compasso d’Oro e ha ottenuto anche il Premio Eccellenze del Design nel Lazio. Infine Facciamo! è stato molto seguito dalla stampa, per esempio Wired ha parlato di noi.

T. E in futuro?

A. Malgrado il progetto sia quasi completato, quella della comunicazione è per noi ancora una fase sperimentale e da migliorare. Per esempio, per le app pubblicate su Apple Store dobbiamo tenere presente le precise esigenze dello store stesso: una finestra aperta su un mercato mondiale, una straordinaria opportunità, ma con regole molto complesse legate ai sofisticati meccanismi della visibilità in rete e quindi della vendita.


T. In che direzione pensate potranno essere diffusi e utilizzati Facce e Facciamo!?

A. Quando sono nati Facce e Facciamo!, abbiamo capito subito che il progetto aveva in sé moltissime potenzialità, quello che noi riteniamo sia la sua forza intrinseca. Il progetto, infatti, può raggiungere pubblici anche molto diversi tra loro, ma in alcuni frangenti paralleli o addirittura intersecabili. Può parlare ai bambini e ai genitori e alla scuola ovviamente, ma può parlare all’interno di ambiti più ampi e specifici come la tecnologia, la psicologia, la nuova editoria...

T. Insomma, pensate a un lavoro di ricerca e formazione oltre che di promozione.

A. Esatto, come accade con tutti i progetti davvero innovativi in questa fase di grande cambiamento tecnologico e culturale.



Trovate il racconto delle origini di Facce e Facciamo! nel film Un pezzetto di carta rosso. Una descrizione di Facce e Facciamo! si trova nel film Un libro e una app a misura di bambino.

mercoledì 11 febbraio 2015

GIOCOLIERE!

[di Antonella Abbatiello e Stefano Baldassarre]

Il gallo canta,


il gatto miagola,


l’oca starnazza,


la rana gracida,


il lupo ulula,


e il pesce?


Tutti questi animali li trovate nella app Chicchirichì, che è nella app Facciamo!


che nasce dal libro Facce.


Con Chicchirichì trovate altre facce: Cattivo, Cucù, Testa chiara Testa scura, E gli occhi?,
Silenzioso, Che buio, Nero, Arrossisco.


E anche l’ultima uscita, GIOCOLIERE!


Il progetto Facce + Facciamo! ha vinto un sacco di premi. Se siete curiosi, li trovate qui e qui.


mercoledì 3 dicembre 2014

Arrossisco!

[di Stefano Baldassarre e Antonella Abbatiello]

Cos’è Arrossisco?


È la nuova Faccia, dedicata ai Colori!



Che è nella app Facciamo!



Che nasce dal libro Facce.



La trovate su App Store.



Il progetto Facce e Facciamo! è  stato selezionato su ADI Design Index 2014.


Per concorrere al prestigioso Premio Compasso d’Oro.


Intanto, Facciamo! ha vinto il premio Eccellenze del Design nel Lazio.



Per l’emozione ARROSSISCO!




(ma Facce e Facciamo! non hanno solo vinto questi premi! Degli altri abbiamo parlato qui, ndr)


Una concentrata Antonella Abbatiello ascolta il discorso di premiazione, durante la
cerimonia di consegna del Premio Eccellenze Design nel Lazio a "Facciamo!" e "Facce".
Il nostro amatissimo testimonial, Mattia, impegnato nel controllo qualità
e nella definizione degli ultimi dettagli, con Manuela Campitelli.

La squadra al (quasi) completo. Con il premio in mano, Stefano Baldassarre, e alla
sua sinistra Antonella Abbatiello, Manuela Campitelli, Mattia e Lorenzo de Tomasi.

venerdì 13 giugno 2014

Facciamo!… bene

Se state collezionando le facce della app Facciamo!, vi segnaliamo che su Apple Store, in questi giorni, è uscita la nuova faccia "E gli occhi? Eccoli!". Ricordiamo che la app Facciamo! ha ottenuto importanti riconoscimenti:
- Classificata tra le migliori 20 app del Bologna Ragazzi Digital Award 2014;
- Vincitrice del Digital Experience Award 2014, categoria Best Mobile Experience;
- Premiata con l'Editor's Choice Award dalla rivista Children's Technology Review;
- Inserita tra le Best New Apps nella categoria 0-5 anni di App Store.
Sul tema ha scritto in questo blog Gianluca Rotoni. Oggi pubblichiamo questo contributo dell'esperta di psicologia infantile che ha seguito lo sviluppo di Facciamo!. Le immagini della app che vi proponiamo qui, eccetto quella qui sotto, appena pubblicata, "E gli occhi? Eccoli", si riferiscono alle facce in uscita nei prossimi mesi.

La nuova faccia disponibile: E gli occhi? Eccoli! Tema: giocare con le combinazioni.

[di Laura Bastianelli, psicologa e psicoterapeuta]

Come psicologa attenta alle problematiche dell’infanzia in un’ottica preventiva, l’incontro col gruppo di Isotype.org che ha lavorato alla creazione di Facciamo!, ha stimolato, nella mia vita professionale, nuovi interessi e nuove sfide. Collaborare con loro per la stesura di linee guida che orientino nella realizzazione di app per bambini appartenenti a diverse fasce d’età, mi ha consentito, infatti, di approfondire il tema delle nuove tecnologie in relazione allo sviluppo infantile, con particolare riferimento ai tablet e agli smartphone. In particolare ho trovato stimolante poter sostenere e partecipare alla progettazione di app finalizzate a esperienze multimodali e integrate con i principi della mindfulness.

Alieno. Tema: gli alieni.

Silenzioso. Tema: parole e voci.

Quali caratteristiche deve avere una app per bambini? Può un iPhone nelle mani di un bimbo di 18 mesi avere una qualche utilità per la sua crescita o è solo pericoloso? Per quanto tempo può usare il tablet, tenendo conto del suo cervello in crescita?
La ricerca sta iniziando a dare qualche risposta, anche se molto resta ancora da fare per avere dati certi e affidabili su questo tema. In parte, per rispondere alle domande suscitate si può fare riferimento alla ricerca svolta relativamente a televisione e personal computer, ma ciò che succede o può succedere ai bambini della touchscreen generation è ancora da dimostrare empiricamente. 

Bimbo. Tema: le emozioni.
Raffreddato. Tema: le stagioni.

Si può comunque affermare che l’esposizione prematura ed eccessiva a questo genere di media non può essere positiva e alcune linee guida di carattere generale possono essere tracciate. Ad esempio è fondamentale ricordarsi che l’attività immaginativa, creativa ed esplorativa nel mondo fisico tridimensionale e nel contesto della relazione con le figure di riferimento principali è ciò che favorisce lo sviluppo sano di un bimbo, a maggior ragione se prima dei 3 anni.
Dobbiamo assicurarci che i bambini in età prescolare abbiano il tempo, lo spazio, il silenzio e l’ispirazione per coinvolgersi in giochi creativi dice la statunitense Susan Linn, esperta della National Association for the Education of Young Children. La ricerca ha dimostrato che bimbi al di sotto dei 2 anni che passivamente guardano la televisione presentano problemi col sonno e col linguaggio rispetto a quelli che non lo fanno. 

Dove sei? Tema: percorsi.
Oh! Tema: le vocali.

Può essere considerata una età di riferimento anche per i tablet? Se il device fornisce attività passivizzanti che catturano l’attenzione del bambino in modo prolungato, precludendo la possibilità di coltivare attività interattive assieme ai genitori, a mio avviso la risposta è ‘sì’. Se propongono stimoli e attività coerenti con la fase evolutiva, da condividere con mamma e papà, allora l’uso del tablet può essere assimilato a quello di altri giochi educativi presenti in casa, pur con le sue specificità. Ciò che è importante è curare la scelta della app e proporla al bambino, se incuriosito, per un tempo limitato (15 minuti circa) in compagnia di un adulto con cui interagire mentre la ‘esplora’, proprio come si fa con un bel libro, considerando se in quel momento gli viene sottratta la possibilità di muoversi e ‘toccare’ il mondo per conoscerlo.

Ma no/Ma sì. Tema: rapporto giusto-sbagliato.
Ovale. Tema: forme e dimensioni.

Le attività senso motorie, infatti, sono fondamentali per lo sviluppo mentale ed emotivo del bambino. Tenuto conto di questa priorità, una app che lo faccia ridere, che incoraggi il coinvolgimento dei genitori e proponga obiettivi raggiungibili per il suo livello di sviluppo ha sicuramente le caratteristiche necessarie per essere considerata adeguata.
Il team di Isotype.org, insieme ad Antonella Abbatiello, è andato anche oltre, proponendo il binomio libro-app che consente una partecipazione multimodale alla storia, in questo caso, di un pezzetto di carta. Il bambino può passare dal racconto di storie educative tra le braccia della mamma mentre tocca le pagine colorate di Facce al gioco interattivo con Cucù, il verde faccino che si anima e gioca a nascondersi rispondendo all’esplorazione col dito indice.

Ciao! Tema: le lingue straniere.
Due. Tema: i numeri.

Oppure può misurarsi con Cattivo, occhi gialli che fanno “Bù”, a cui rispondere superando la sorpresa… Sono attività semplici, che danno al bambino il tempo per imparare dalle proprie azioni e dalle proprie risposte accompagnato da chi lo ama. Grande attenzione è stata data inoltre alla sua sicurezza in merito alla disattivazione delle connessioni (WiFi, Bluetooth ecc…) e al coinvolgimento dei genitori nell’uso della app. Quest’ultimo aspetto, tutt’altro che scontato nel panorama delle app per bambini, mostra la coerenza etica che guida questo progetto editoriale. Come professionista della salute, ritengo indispensabile che le nuove opportunità offerte dalla tecnologia siano offerte seguendo criteri di promozione del benessere.

Chicchirichì. Tema: i versi degli animali.