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mercoledì 10 aprile 2013

#NATIDIGITALI


Forse ricorderete che, qualche tempo fa, sulla nostra pagina facebook abbiamo promosso una ricerca online sulla relazione fra le famiglie e i libri digitali per l’infanzia, nel nostro Paese. 
La ricerca si è conclusa, e i risultati sono stati presentati al TOC, ovvero Tools of Change for Publishing, di Bologna Children's Book Fair 2013. Siccome ci sembrano interessanti, ve li proponiamo qui, nella forma sintetica in cui ci sono stati proposti: se volete visualizzarli integralmente, andate qui (qui pubblichiamo alcune slide). Ringraziamo Anna Pisapia per averci fornito le informazioni e i materiali per questo post.

#NATIDIGITALI

Una ricerca online ha indagato le affinità delle famiglie con i libri digitali per l’infanzia nel nostro Paese.

Solo il 30% dei genitori italiani online utilizza libri digitali con i propri bambini. Più del 60% preferisce leggere loro libri cartacei perché teme che attraverso il supporto digitale si possa perdere la “magia del libro”. Ma chi conosce e usa i libri digitali, è molto meno diffidente verso l’utilità di questi strumenti tecnologici.
I libri digitali vengono impiegati quando si è in viaggio, in auto o quando occorre intrattenere i bambini. I libri di carta rimangono i preferiti per le storie della buonanotte. Il formato più utilizzato risulta essere l’app.


Sono i dati che emergono da un sondaggio online, lanciato nel mese di gennaio da Filastrocche.it, Happi ideas, Mamamò e Nati per Leggere, in collaborazione con AIB (Associazione Italiana Biblioteche), MLOL (MediaLibraryOnLine) e FattoreMamma. Lo scopo: capire qual è lo stato dell’arte sui libri digitali per bambini dal punto di vista dei genitori e delle persone che abitualmente hanno a che fare con loro. I risultati del sondaggio sono stati presentati nel corso del TOC e della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna.




Al questionario hanno risposto in 1000, tra genitori, insegnanti, educatori e bibliotecari, coinvolti principalmente con bambini dai 3 ai 10 anni. Le persone coinvolte hanno un livello d’istruzione piuttosto alto (circa il 68% di chi ha risposto è infatti in possesso di laurea o titolo post laurea) e una propensione tecnologica superiore alla media italiana (anche per le modalità stesse di raccolta dei dati).


Tuttavia, dalla ricerca è emerso che il 70% degli intervistati non utilizza libri digitali per bambini, percentuale che rimane invariata fra i bibliotecari e gli insegnanti. Segmento in cui si dichiara, rispettivamente nel 44% e nel 33,3% dei casi, di non disporre degli strumenti idonei per leggerli, imponendo così una doverosa riflessione sul ritardo del loro ruolo di guida e mediazione verso il contenuto di qualità anche nel digitale.


La motivazione principale di chi dichiara di non averli mai usati è la preferenza per i libri cartacei, anche se solo il 18% è contrario a priori all’utilizzo dei libri digitali. Il timore più grande per tutti: che si perda la “magia del libro”, l’esperienza sensoriale e tattile, che si disincentivino creatività, concentrazione e autonomia nella lettura. Del resto, emerge che la lettura del libro cartaceo per molte famiglie italiane (circa il 70%) coincide con il momento della buonanotte, in cui si privilegia un approccio lento e non interattivo con la narrazione di storie. E per questo che anche le aspettative sul libro digitale forse, quando presenti, si spostano sull’aspetto del divertimento e del coinvolgimento.



Su chi dichiara di fare uso di libri digitali per bambini, incide, come prevedibile, il possesso di un tablet, tanto che il formato più utilizzato dai genitori è l’app. Insegnanti e bibliotecari, più legati all’uso del computer, sfruttano maggiormente i formati idonei a quel supporto, come il pdf. In generale, però, anche tra chi ne fa uso, l’appuntamento col libro digitale è occasionale.


Come viene percepita invece l’offerta dei libri digitali per l’infanzia nel nostro Paese? Genitori ed educatori si affidano alle recensioni online, ai motori di ricerca e al passaparola per trovare buoni titoli e si dimostrano ormai capaci nell’individuare i prodotti e gli editori di valore, tanto che la frustrazione più forte nella loro esperienza d’acquisto è causata dalla carenza di titoli italiani. Capaci di segnalare libri cartacei di qualità, individuano l’offerta qualitativamente migliore nei titoli digitali in italiano (su tutti, vincono quelli di Elastico), ma lamentano un mercato locale ancora troppo povero di proposte. Eppure, sono disposti a spendere (la metà almeno fino a 5 euro) e spesso, per avere ciò che cercano, scaricano libri in lingua inglese.

La conversazione continua online #natidigitali




martedì 27 novembre 2012

Libri cartacei e libri digitali a confronto


Domenica, 18 novembre 2012, in occasione di Bookcity, a Milano, al centro documentazione 0-6 in via Forze Armate, si è tenuto l'incontro L'editoria per l'infanzia volta pagina. Riflessioni e domande sul futuro del libro per l'infanzia. Ideato da Anna Pisapia e Francesca Archinto, il confronto ha coinvolto, oltre alle organizzatrici, Giulia Orecchia, Giuseppe Bartorilla, Giovanna Zoboli, Martina Fuga, Massimo Canuti. Poiché durante la discussione, abbiamo ascoltato cose interessanti, abbiamo pensato di condividere con voi gli interventi dei relatori, a partire da oggi, e per le prossime settimane.

Libri cartacei e libri digitali a confronto: spunti e riflessioni dai primi studi

[di Anna Pisapia di Happi ideas]

Il convegno L'editoria per l'infanzia volta pagina vuole essere un primo momento di incontro e riflessione, e vorremmo che il dibattito continuasse in rete ( #futurolibroinfanzia ). A breve progettiamo di lanciare un questionario online per fare il punto su cosa ne pensano i genitori di ebook e app libri. Non ci risulta che esista ancora nulla al riguardo in Italia.
È importante considerare che tutti (editori, illustratori, bibliotecari, esperti di nuove tecnologie, autori, genitori, educatori), nessuno escluso, possono contribuire ad animare il dibattito e la riflessione. Il comune denominatore è la passione per il libro per l’infanzia, il filo conduttore è il prodotto di qualità.



Vorrei partire dalle indicazioni che ci propongono alcuni studi.
Secondo Pew Internet Project, igenitori sono entusiasti downloader di tutti i tipi di applicazioni, in particolare per i bambini. Come riporta iLearnII, la maggioranza delle applicazioni (80%) della sezione Educazione dell'Apple Store è per bambini in età prescolare o elementare. Inoltre, se si guardano i prodotti più venduti nella categoria Libri dell’Apple Store, si nota che in genere i prodotti per bambini dominano la lista.
Il settore è in crescita e in espansione.


Inoltre, secondo il New York Times, l’iPad è il tablet più venduto ed è quello più adatto ai bambini, secondo alcuni potrebbe addirittura essere il punto di svolta in materia di istruzione.
E, tuttavia, a questo punto, la sorpresa è che i genitori preferiscono ancora leggere ai loro bambini i libri di carta.

Secondo un’indagine New York Times, i genitori accaniti downloader di libri vogliono che i loro figli siano circondati da libri stampati, perché possano sperimentare l’esperienza fisica della lettura. E molto conta anche il momento di intimità che la lettura comporta. Infine, per i genitori è importante poter sfogliare il libro per intero, prima di acquistarlo. E tutto ciò perché, come sostiene anche Junko Yokota, professore e direttore del Centro per la Didattica attraverso i libri per bambini e ragazzi alla National Louis University di Chicago, la forma e le dimensioni del libro fanno profondamente parte dell'esperienza di lettura, del vissuto emozionale e intellettuale.

Ci si chiede: esiste una 'giusta' quantità di interattività nei libri digitali per bambini?
Secondo uno studio del Ganz Cooney Joan Center effettuato nel 2012, troppa interazione non pertinente alla storia può distrarre il bambino dalla lettura e può incidere sulla co-lettura con l’adulto. I bambini che hanno letto versioni enhanced ebook ricordano meno dettagli narrativi rispetto a quelli  che hanno letto la versione stampata della medesima storia.
Se parliamo di apprendimento, non solo i libri digitali interattivi, ma anche i libri cartacei pop-up distraggono i bambini.

Questo tuttavia, secondo Cynthia Chong psicologa dell'età evolutiva, non vuol dire che non siano utili e che non piacciano ai bambini. Del resto i libri digitali possono indurre alla lettura bambini poco motivati.
Pensiamo ora alle parole che usiamo: si guarda un film, si gioca a un videogioco. Ma cosa si fa con un libro digitale (app/enhanced ebook)? Per questa esprienza manca ancora una terminologia.
Come stabilire limiti ragionevoli di esposizione per un bambino di 2 o 3 anni?

 
L'American Academy of Pediatrics raccomanda di non esporre allo schermo bambini sotto i due anni, sostenendo che una ricreazione non strutturata sia più vantaggiosa per sviluppare creatività, problem-solving e capacità di ragionamento.
Per i bambini di età superiore, raccomanda non più di una o due ore di “programmazione di qualità” al giorno.


Come scegliere? Michael Levine, direttore esecutivo del Joan Ganz Cooney Center suggerisce la “piramide tech”, ovvero di selezionare le proposte digitali “più salutari” e “nutrienti”, che consentano al bambino di essere propositivo senza essere intrattenuto.



In conclusione: la ricerca è solo all’inizio, gli studi sono ancora pochi.
è certo che questi mezzi hanno potenzialità enormi ancora tutte da esplorare e monitorare.
C’è forse anche una “paura del non conosciuto”. Poiché i bambini di oggi sono nativi digitali se non vogliamo precludere ai nostri figli questo mondo, dobbiamo incoraggiarli a sperimentare, a usare ogni mezzo in modo corretto e insegnando loro al tempo stesso a riconoscerne i pericoli.