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mercoledì 15 dicembre 2010

Fai Natale con i Topi

Pioggia di segnalazioni natalizie per i nostri libri.


Sul numero di dicembre di Andersen, nell'articolo “Il mio libro per Natale”, diciassette librai specializzati consigliano ai lettori un titolo “per fare un dono davvero speciale”. Quattro di loro scelgono Topipittori.
Gianna e Roberto Denti, della Libreria dei ragazzi di Milano (esiste qualcuno al mondo che non li conosca?) indicano Il Fazzoletto bianco.
Milena Minelli del Castello di Carta, Vignola, e Nellina Adorno di Tempolibro, Catania, scelgono Gli uccelli.
Emanuela Morani di Libreria Il Segnalibro, Magenta, punta l'attenzione su Vorrei avere.
Su “Io Donna”, supplemento del “Corriere della Sera”, uscito l'11 dicembre, Anna Maria Speroni, nell'articolo “Mamma mi regali un libro?”, chiede a cinque grandi nomi della letteratura per l'infanzia di segnalare novità e classici. Beatrice Masini ci fa la grande sorpresa di optare per Il fazzoletto bianco.


Antonella Fiori, su “L'Espresso” del 16 dicembre, firma un articolone, “Bambini per sempre”, sui libri da regalare a Natale, e il suo itinerario ragionato passa attraverso Gli uccelli.

Infine, Elena Stancanelli, sul dorso R2 di “la Repubblica”, dell'11 dicembre, firma un'estesa e appassionata recensione su La nave. Che così comincia: «Il modo migliore per diventare grandi», come insegna Alberto Savinio, è coltivare una «maggiore infanzia», una vita «più libera, più fantasiosa... più chiaroscurata di profondi sogni, di profondi risvegli, più fresca, più giocosa...»

Un grande ringraziamento a tutte le persone che hanno guardato con attenzione e affetto ai nostri libri!

lunedì 15 novembre 2010

Omaggio ad Antonella Toffolo

"Avevamo una casa bellissima, con muri di mattoni blu scuro, come il cielo prima di una tempesta  autunnale, e le finestre abbastanza piccole, molto comuni nelle case dei contadini...”

Il 20 novembre vogliamo ricordare Antonella Toffolo.
Lo faremo attraverso una mostra delle tavole originali dell'ultimo libro che Antonella ha fatto per noi.
È stata proprio Antonella a proporci il racconto, bellissimo, di Viorel Boldis, dopo la prima esperienza di lavoro insieme, quella di Il pifferaio magico di Hamelin, che ha segnato l'inizio della nostra amicizia e collaborazione.

In questa occasione Viorel Boldis leggerà il suo racconto, e si darà lettura di uno scritto di Giulia Mirandola sul libro.


Vi aspettiamo tutti alla Libreria Castello di Carta di via Belloi 1/b. Ore 17.00.


Nell'occasione, segnaliamo tutte le belle recensioni del libro che sono uscite in queste settimane.

Giusi Germenia su “Vivere” allegato di “La Sicilia”.
Giulia Mirandola su Osservatorio balcani.
Elisabetta Mincato su Leggere leggerci.
La rubrica Assaggi Letterari ha poi fatto questa videorecensione includendo sia Il fazzoletto bianco sia Gli uccelli.

giovedì 11 novembre 2010

Lo sguardo di Camilla

Come del resto mezzo mondo, Camilla Engman l’abbiamo incontrata qui cioè sul suo famosissimo e amatissimo blog.
Guardavamo ammirati i suoi quadri, le sue foto, la sua casa, i suoi disegni, il suo cane Morran, le cose che si vedono dalla sua finestra, gli oggetti che fabbrica o trasforma o anima (dipingendo, decorando, disegnando, cucendo, modellando, assemblando), i piatti che cucina, le piante che osserva come una scienziata, i sentieri e le strade che percorre, i libri che legge, le immagini che guarda, i legni, i semi, le foglie e le carte che colleziona, i paesaggi, i luoghi e la natura che fotografa.
Il mondo di Camilla ci ha conquistati. O meglio, ci ha conquistati la sua capacità di guardare, come attenzione e capacità di pensiero sul mondo, di visione e di racconto visivo. Mai scontata, mai fine a se stessa, tesa a esplorare da vicino ogni cosa,  a entrare in relazione con la sua forma, la sua bellezza e la sua vita.

Per qualche anno ci siamo chiesti: e se le chiedessimo di fare un libro per noi? Poi, un giorno ci è sembrato di avere una storia adatta a lei e al suo segno, ci siamo armati di coraggio e le abbiamo mandato un messaggio.
E Camilla, semplicemente, ha detto di sì.
È così che è nato Troppo tardi.
Fra le tante recensioni al libro, segnaliamo le ultime: quella di Julia Rothman, sul suo conosciutissimo (e imperdibile)  sito books by it's cover. E quella di Francesca Mossa per la rivista  “Il salvagente” che coglie alla perfezione lo spirito del libro, scrivendo della “felicità di affrontare il troppo buio, la strada troppo lunga, il troppo freddo, il troppo tempo che ci vuole, il troppo pericolo..."



Qualche tempo fa, su Camilla e sul suo lavoro l’editore Uppercase ha pubblicato un libro molto interessante da guardare e da leggere. Chi ama questa artista non lo può perdere.

E per chi ama i calendari, troverà in vendita sul suo sito il bellissimo calendario 2011.

martedì 9 novembre 2010

Bravo, Luigi!

Domenica, 7 novembre, l'inserto cultura del Sole24Ore ha dedicato una segnalazione alla veste grafica della collana Anni in tasca.
Il merito è di Luigi Raffaelli, bravissimo grafico pesarese che ha seguito e accudito la collana fin dal suo esordio: volumi e cataloghi.
Giudicate voi, se merita, da questa immagine che assembla tutte le copertine.

lunedì 8 novembre 2010

Sulle strade della notte

Hors Cadre[s]. Observatoire de l'album et des littératures graphiques, è una bella rivista francese, co-edita da L'atelier du poisson soluble e Quiquandquoi, co-diretta e redatta da Sophie Van der Linden, esperta di illustrazione e libri illustrati (e autrice, fra le altre cose del volume, Lire l'album). La rivista, che non ha un sito internet ma è contattabile a questo indirizzo, è nata nel 2007, è biennale e monografica. Vale a dire, ogni numero è dedicato a un tema: dagli albi senza parole, al bianco, ai pop-up, ai carnet di viaggio e via discorrendo. 
Il numero di questo autunno è dedicato al nero, nelle sue numerose declinazioni. Sophie Van der Linden firma un bell'articolo sui libri dedicati alla notte, notando che nei libri illustrati di largo consumo il buio inteso come “notte nera”, è bandito, addirittura, paradossalmente, quando è nominato nel testo viene evitato nelle illustrazioni o annacquato in un timido blu zaffiro. È semplice stupidità? Incompetenza? No. 
Non resta che pensare a un atto deliberato. In queste produzioni, contrassegnate da una preoccupazione convenzionale perché commerciale, che confina talvolta con l'assurdo più becero, si potrebbe ipotizzare che la natura del nero possa urtare la sensibilità commerciale di chi media fra bambino e libro? In tutti i casi, è l'ultima ipotesi plausibile. Dunque il nero fa paura.
Da segnalare la citazione in epigrafe che apre l'articolo della Van der Linden: «Una massa di libri idioti fa sbarramento fra i bambini e la vera letteratura», da un articolo di Christophe Honoré su “Le Monde”.
Siamo abbastanza orgogliosi che fra i bellissimi libri sulla notte passati in rassegna nell'articolo, da Nella notte buia di Bruno Munari, a La notte di Wolf Erlbruch, a Non aprite quella porta di Benoit Jacques, compaia il nostro Di notte sulla strada di casa di Giovanna Zoboli e Guido Scarabottolo, edito nel 2005.
Si vede che questo libro sta vivendo un momento di riscoperta, (fortunatamente, in un mercato dalla memoria cortissima e dai gusti molto convenzionali), perché Zazienews gli ha recentemente dedicato un affettuoso post di cui ringraziamo Silvana Sola. Zazienews si occupa di libri per ragazzi, con recensioni e notizie su editori, pubblicazioni, autori e illustratori di tutto il mondo. È una delle tante creature della Cooperativa Giannino Stoppani che da oltre vent'anni lavora alacremente e instancabilmente alla cultura del libro per ragazzi, attraverso la storica libreria, una scuola, un negozio di giocattoli e una casa editrice.

martedì 26 ottobre 2010

Cornia fra gli asini...

Il numero di ottobre  della rivista bimestrale Gli asini. Educazione e intervento sociale ospita un brano di Autobiografia della mia infanzia di Ugo Cornia, da qualche giorno in libreria.
Presentiamo questa iniziativa editoriale, al suo secondo numero, attraverso le parole di Graziano Graziani, che nel luglio scorso ha intervistato, in proposito, Goffredo Fofi.
«A luglio è uscito il primo numero de “Gli asini”, rivista bimestrale di educazione e intervento sociale. Non si tratta di una rivista di settore, ma del tentativo di leggere la crisi che stiamo vivendo in questi anni a partire da uno dei grandi rimossi della nostra società: la pedagogia. Nella terra di Don Milani e di Aldo Capitini il rapporto con le generazioni più giovani è diventato un materiale difficile da maneggiare fuori dalle logiche commerciali, l’educazione una terra di nessuno. Per questo quella de “Gli asini” si delinea come una scommessa allo stesso tempo sensata e azzardata.
 Dietro il progetto c’è Goffredo Fofi con le sue Edizioni dell’Asino. Ma il direttore de “Lo straniero”, che nel corso degli anni ha dato vita ad alcune delle riviste di critica culturale e sociale più interessanti del nostro paese, assicura che il suo ruolo sarà esclusivamente di cinghia di trasmissione per dare il là a una redazione prevalentemente sotto i trent’anni (la direzione della rivista è affidata a Luigi Monti).»


Di cosa parlano “Gli asini”? Di educazione,  scuola, infanzia e adolescenza, culture “altre”, immigrazione e lotta al razzismo, media,  diritto all’istruzione,  pace e  cooperazione allo sviluppo, movimenti sociali,  terzo settore, politiche pubbliche e sociali.
Come parlano “Gli asini”? Il taglio con cui la rivista si occuperà di questi temi riguarderà le analisi, i pamphlet, le inchieste, i documenti, le esperienze, i metodi, la critica, le buone pratiche che vengono dalle minoranze sociali e culturali più responsabili.

In bocca al lupo, asini!
Firmato
Topi

lunedì 25 ottobre 2010

Un ragazzo al cinema

È appena uscito, ma se ne parla già molto. È Senza TV, di Guillaume Guéraud. L'edizione francese è stata pubblicata da Editions du Rouergue, nella collana doAdo, già da qualche settimana e ha incontrato un'accoglienza straordinaria.



Ne parlano con trasporto Ricochet, che lo inserisce nella selezione dei libri raccomandati, e Citrouille (il blog dell'associazione dei librai specializzati) qui e qui. Ci sono recensioni entusiastiche nei blog di alcune librerie (per esempio, qui e qui) e nei blog indipendenti (qui e poi qui e qui e ancora qui).

Guillaume Guéraud non è conosciuto in Italia: i suoi noir per adolescenti non sono stati tradotti. Per conoscerlo meglio potete leggere questa plaquette che gli ha dedicato Rouergue. È stato a causa di questa intervista su Citrouille che gli abbiamo chiesto di scrivere un “Anni in tasca”. Ecco un assaggio di quel che ne è sortito:

Non me ne frega niente, mi dico, però tendo l’orecchio più del solito. E sento che dicono «il cartone animato...», oppure «lo fanno il sabato pomeriggio...», ma soprattutto la parola d’ordine, che è «… alla tv!».
E la vorrei subito anch’io, la tv. Mia madre ha detto una bugia. La tv non è solo per i vecchi. Ce l’hanno tutti i miei compagni. Tutti quelli della scuola, anche quelli che non sono miei compagni, come i fratelli Labesse.
Scopro una cosa: non solo io sono l’unico a non avere fratelli e sorelle, ma anche l’unico che non ha la televisione.
Così comincia la lotta con mia madre.
«Voglio la tv!» le faccio, «tutti quelli della mia età la guardano, tutti tranne me!».
«Vai immediatamente a giocare in camera tua!» ordina lei.
«Neanche morto. Voglio la tv. Mi annoio in camera mia».
Allora fa la faccia seria e mi spiega, molto scientifica:
«La televisione fa venire gli occhi storti».
«Non è vero niente. I miei compagni la guardano tutti i giorni e hanno gli occhi molto normalissimi!».
«Non si dice molto normalissimi, si dice normalissimi e basta».
Chiedo aiuto a mio zio Michel.
Lo zio Michel abita da noi, in una camera piccola vicino al soggiorno, quindi fa parte della famiglia e anche lui può dire la sua.
Cerco di invogliarlo: «A te non ti piacerebbe avere la televisione?».
Ma lui scuote la testa e dice una cosa anche peggiore di quel che ha detto la mamma: «Se guardi la televisione diventi un coglione!».
Wow, lo zio sì che è figo, dice sempre le parolacce. Merda, casino, puttanate, fa cagare. Di mestiere fa l’operaio.
Ma fa anche politica. Non so cosa vuol dire, far politica. «Come fa il presidente della Repubblica?», chiedo. «Ma no, per niente, soprattutto non come la fa lui, semmai contro di lui!».
Infatti lo zio passa il tempo a fare assemblee, a stampare volantini e ad attaccare manifesti, vende i giornali comunisti, organizza gli scioperi e le manifestazioni.
«Lotto con i compagni per preparare la rivoluzione», spiega.
«E i tuoi compagni, non ce l’hanno la televisione?».
Fa una faccia schifata.
«Sì... la guardano troppo e gli fa male».
Mi arrendo.

giovedì 21 ottobre 2010

Nel paese di Troppo tardi

Il 23 ottobre, a Milano, presso la Feltrinelli Librerie piazza Duomo, angolo Galleria Vittorio Emanuele, alle ore 11.00, si inaugura il ciclo di incontri  Leggiamo insieme (potete scaricare il programma completo qui).
Per l'occasione Ludovico Jacopo Cipriani leggerà ai bambini Troppo Tardi di Giovanna Zoboli e Camilla Engman.

Perché è sempre troppo tardi per fare le cose che ci piacciono di più? E come si fa ad arrivare al paese di Troppo tardi?
Età consigliata per partecipare all'incontro: dai 3 anni.



Cogliamo l'occasione, per segnalare alcune recensioni su Troppo Tardi.
Due sono apparse su  blog dedicati al design, dato che Camilla Engman è un'artista molto seguita e amata in questo ambito: Bloesem Kids e Designerblog.

La terza è uscita sul sito LeggereLeggerci
    
Le iniziative di Leggere Leggerci nascono dalla consapevolezza dell'importanza che la lettura ha nella vita dell'individuo, in particolare nell'individuo giovane, personalità profonda, articolata, che sa pensare ed essere creativa, dotata di capacità critica, capace di confrontarsi e comprendere se stessa e gli altri.

Il team di Leggere Leggerci è composto da Elisabetta Mincato, Francesca Solero, Gabriella Chiofalo e Tiziana Petrini: provenienti da esperienze diverse (insegnamento, biblioteche, attività di didattica museale), con una comune passione per i libri per bambini e ragazzi e la profonda convinzione della necessità di lavorare con i giovani per promuovere il libro e la lettura.

lunedì 18 ottobre 2010

Message in a book

Aurora Licino, pubblicista e ingegnere informatico, ha aperto qualche tempo fa un blog che vi invitiamo a visitare: Message in a book.
Si parla di libri, si chiacchiera con gli autori e e gli editori, si riflette sull'editoria. Aurora è sempre molto attenta a dare spazio all'attività delle piccole e medie case editrici per far conoscere i loro progetti e promuovere le loro iniziative. Ve lo spiega meglio la stessa Aurora qui.
La scorsa settimana ci ha intervistato. Potete trovare l'articolo qui.