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venerdì 27 novembre 2015

Superpippo e la natura delle meraviglie

[di Maria Giaramidaro]

La collana PiPPo (Piccola Pinacoteca Portatile) di Topipittori ha trovato un modo nuovo per far giocare i bambini con l’arte, insegnando a osservare quello che c’è nei quadri per poi riflettere sulla natura delle immagini: come e perché i pittori immaginano, disegnano, rappresentano cose, persone, animali, piante, città, paesaggi. Gioco e formazione concorrono a creare una collezione personale di immagini, da appendere nella propria cameretta o regalare, dando vita a una Pinacoteca personale. Dalla PiPPo è nato il progetto Pippo non lo sa, in collaborazione di Topipittori e SpazioBK, che si è tenuto nel 2013 e 2014 a Milano, nato per coinvolgere una scuola, una libreria e una casa editrice nella raccolta fondi per tre biblioteche scolastiche. Trovate qui e qui tutte le informazioni sugli eventi.


Pippo non lo sa, in questa fine 2015, supera lo stretto di Messina e arriva nella punta estrema dello stivale, neanche in una grande città, ma in un piccolo centro del trapanese: Mazara del Vallo.
L'obiettivo, anche in questo caso, è quello di creare una biblioteca di classe. Lo faremo partendo da un super PiPPo, Uccelli da disegnare e colorare, di Carll Cneut. Anche in questo caso, a una inziale fase creativa, la produzione di disegni a tema, seguirà una mostra e quindi un'asta per vendere gli elaborati esposti e raccogliere fondi. Sarà interessante vedere come l'iniziativa sarà accolta.


Come si partecipa
Partendo dagli Uccelli da disegnare e colorare, ogni partecipante, grande o piccolo, potrà mettere a frutto la propria personale indagine sulla natura delle meraviglie che lo circondano, realizzando una piccola opera del formato di 15x21 cm, con la tecnica che preferisce. Il lavoro, non firmato, dovrà essere inviato o consegnato a mano ad Associazione Oliver (via Monsignore Audino 11| 91026 Mazara del Vallo - TP) entro il 12 dicembre 2015. La partecipazione è assolutamente volontaria e non è richiesta nessuna quota di partecipazione, gli autori cederanno ogni diritto sull’opera che diverrà parte integrante del progetto per la costituzione di una “biblioteca di classe”.


Come partecipare all'asta
Tutti i lavori raccolti saranno esposti in una mostra conclusiva che si terrà il 19 dicembre 2015, negli spazi dell’associazione Oliver (via Monsignore Audino, 11, Mazara del Vallo). Una volta esposti, i disegni potranno essere acquistati (contributo minimo di 5 euro), l’incasso si trasformerà in un buono acquisto librario, che le insegnanti della classe individuata dal progetto potranno convertire in libri presso la Libreria Lettera22Books di Mazara del Vallo. Nella libreria verrà proposta una selezione di libri illustrati adatti ai piccoli lettori di riferimento, libri con i quali andremo a costituire il primo impianto di una biblioteca di qualità per lettori del futuro sempre più coinvolti ed esigenti.
La classe prescelta sarà poi coinvolta in un percorso specifico di promozione alla lettura a cura dell’associazione Oliver.



Organizzato da Oliverlab in collaborazione con Libreria Lettera22, La natura delle meraviglie / Uccelli da disegnare e colorare si propone di trasportare il gioco individuale del disegnare in un contesto collettivo, invitando a osservare e conoscere le specie (reali e immaginarie) che abitano o attraversano il nostro territorio, o, semplicemente, che animano la nostra fantasia, per arricchire l’immaginario della nostra realtà quotidiana.


Con questa iniziativa, pensata da Oliver come percorso ludico-formativo rivolto al mondo della scuola, della società civile, degli adulti e dei bambini, ci auguriamo di coinvolgere tutta la città nella realizzazione di lavori che saranno parte di una mostra, perché tutti possano ricominciare a osservare quello che li circonda, riscoprire il proprio patrimonio culturale e naturalistico, per poi concorrere alla realizzazione di uno spazio di lettura all'interno di una classe dove i bambini potranno finalmente conoscere libri belli, libri capaci di aprire orizzonti immaginativi e dare conoscenza.


Per fornire spunti creativi e supportare la realizzazione degli elaborati che parteciperanno alla mostra, abbiamo organizzato tre eventi a tema. I tre percorsi nascono con l'intento di sensibilizzare al progetto e mirano alla realizzazione di lavori che andranno ad arricchire la mostra alla quale abbiamo invitato a partecipare scuole di ogni ordine e grado della città, dalle quali speriamo un sostegno e una partecipazione calorosi.


I tre eventi sono:
 - domenica 29 novembre, ore 9.00 (per famiglie), passeggiata naturalistica presso la riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi, condotta dall'esperto Vincenzo Pernice e rivolta alle famiglie. Un'occasione per trascorrere del tempo insieme, adulti e bambini, alla scoperta di un'aria protetta conosciuta per la sua bellezza naturale, tra laghi  a due passi dal mare e canneti, dove potrà essere facile osservare i movimenti del falco di palude, della poiana, del gheppio o il saltellare tra le piante dell'upupa e, se siamo fortunati, forse riusciremo anche a vedere rari esemplari di aironi rossi o dei più comuni aironi cinerini che sono soliti passare da qui. Una passeggiata per scoprire un luogo e conoscere gli uccelli che ci abitano e vederli volare, prendere appunti, guardare e magari disegnare.


- venerdì 4 dicembre, ore 16,30-18,30 (per ragazzi, giovani e adulti), laboratorio di osservazione, rilettura ludica e creativa della collezione del museo Ornitologico di Mazara, condotto da Wanda Cronio. Un percorso per conoscere e osservare vari esemplari di volatili per provare a immaginare forme di nuove specie mai viste. Azioni e scelte espressive per dar vita a fantastiche livree di nuove creature.


-   lunedì 7 dicembre, ore  16,30-18,30 (per bambini e genitori) laboratorio di disegno dal vero condotto da Fabio Accardo Palumbo presso il Museo Ornitologico della città. Un'occasione per fermarsi a guardare, osservare e conoscere perché disegnando è possibile scoprire la natura delle cose, la meraviglia della natura nella forma perfetta di un volatile.



La natura delle meraviglie / Uccelli da disegnare e colorare è rivolto a tutti: è un invito a partecipare a un gioco che diverte, ma insieme rende protagonisti della costruzione di una biblioteca di classe: uno spazio di cui i bambini potranno disporre per coltivare il pensiero, la creatività e l'immaginazione, accompagnati dalla lettura ad alta voce condotta dalle maestre.


La classe che riceverà la prima biblioteca seguirà anche un laboratorio divenendo pioniera di una pratica che speriamo dia frutti e abbia seguito già a partire dal prossimo futuro. Il lavoro che verrà sviluppato in collaborazione con i docenti, sarà incentrato sull’educazione all’immagine in tutti i suoi aspetti, approfondendo grazie ai libri i campi della scienza e della divulgazione, della narrativa e del vasto universo degli albi illustrati.
La natura delle meraviglie / Uccelli da disegnare e colorare è sviluppato da Oliver in collaborazione con Libreria Lettera22, in partenariato WWF – Ente gestione Riserva Naturale Integrale Lago Preola e Gorghi Tondi, Museo Ornitologico di Mazara del Vallo e ha il patrocinio gratuito del Comune di Mazara del Vallo.
Per informazioni e contatti, qui.

[Tutte le immagini del post sono tratte dal volume Uccelli da disegnare e colorare di Carll Cneut]

mercoledì 11 novembre 2015

Quadernini: la bellezza e la forza poetica

[di Thomas Pololi]

Sono passati più di dieci anni da quando quasi per caso, nella casa dei miei genitori a Bergamo, aprii il cassetto che conteneva alcuni miei quaderni delle scuole elementari e, anche se allora non lo sapevo, buona parte del mio futuro.
Il progetto Quadernini è nato molto spontaneamente in quel periodo, dal desiderio di raccogliere e diffondere quello che consideravo un vero e proprio patrimonio letterario attraverso un blog.

Negli anni capii che i quaderni avevano ancora più valore di quello che pensavo: come hanno messo in evidenza ricercatori come Juri Meda dell'Università di Macerata, che insieme a Roberto Sani e Davide Montino ha curato un incredibile libro dal titolo School Exercise Books. A Complex Source for a History of the Approach to Schooling and Education in the 19th and 20th Centuries, (1567 -!- pagine di contributi di storici dell'educazione di tutto il mondo), i quaderni sono una fonte complessa, ma fondamentale per lo studio della storia dell'educazione, della società, della psicologia infantile.


La cosa stupefacente è che al di fuori del mondo accademico il quaderno sia, invece, considerato come un oggetto che sì, è bello conservare, ma che al primo trasloco può essere buttato in un cassonetto insieme a vecchie riviste e giornali (non che quelli abbiano meno valore, ma sono prodotti in serie e conservati in archivi, mentre ogni quaderno è un oggetto per sua natura unico, e a pensarci bene non esiste un altro tipo di documento redatto dai bambini in grado di presentarci il loro pensiero e il loro sguardo sul passato recente).


 L'associazione Quaderni Aperti è stata fondata nel 2014 proprio allo scopo di valorizzare la bellezza e la forza poetica, storica, educativa di questo materiale: non si tratta solo di digitalizzare e catalogare quaderni di scuola, un lavoro che viene già svolto da alcuni istituti di ricerca in Italia e nel mondo, ma di cercare di trasmettere qualcosa attraverso una “cura artistica” dell'oggetto quaderno e dei suoi contenuti.
 Attraverso i contenuti prodotti dai bambini vorremmo far riflettere, divertire e a volte fare anche piangere, come accade quando Bing Bong svanisce nel Baratro della Memoria in Inside Out.
L'idea di fondo è quella di “estrarre” dai quaderni il loro potere comunicativo ed evocativo, e utilizzarlo per realizzare attività che vanno dalla divulgazione sul web alla realizzazione di laboratori per le scuole, dagli spettacoli ai seminari.


Per fortuna sul nostro percorso abbiamo incontrato tantissimi sostenitori: insegnanti, artisti, scrittori e curiosi che seguono le nostre attività in rete (il blog e la pagina Facebook Quadernini), ma anche ricercatori (in particolare il già citato Juri Meda, che ci ha persino invitato a presentare i progetti dell'associazione a un simposio internazionale, e il gruppo di ricerca della professoressa Simonetta Polenghi, direttrice del Dipartimento di Pedagogia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore), laboratori innovativi come La Grande Fabbrica delle Parole, reti di associazioni come Milanosifastoria, collezionisti pieni di passione come Carlo Covini del negozio Il Mondo è Piccolo di Milano, e addirittura aziende illuminate come Arbos, una cartiera che si trova vicino a Vicenza con la quale stiamo realizzando un progetto editoriale per portare i temi scritti dai bambini di una volta sui quaderni venduti nelle librerie e cartolerie attuali.


La mostra che inaugurerà il 25 novembre allo spazio Ex Fornace, gentilmente concesso dal Consiglio di Zona 6 del Comune di Milano (che ha anche patrocinato l'iniziativa) sarà la prima occasione in cui presenteremo una panoramica completa su quello che è stato fatto in questi anni.
Il percorso sarà composto da circa 50 pannelli: si partirà dalle vacanze di una bambina di Milano del 1900 durante le quali viene assassinato il re Umberto I e si arriverà alla spesa con la migliore amica alla CittàMercato, passando per i problemi di matematica del fascismo (“Calcola quanti sono i balilla di Montelupo”), per il punto di vista di una ragazza sfollata sulla Milano bombardata degli anni Quaranta e per il viaggio immaginario di un bambino di Macerata verso la Luna, nel 1971.


Si potrà scoprire perché la calligrafia obliqua all'inizio del Novecento è diventata dritta, chi per primo ha sfruttato il potere comunicativo delle copertine, come è cambiato l'approccio al disegno in classe (gli interventi più specifici sono stati sviluppati insieme al Dipartimento di Pedagogia dell'Università Cattolica e da loro supervisionati).
Si potranno sfogliare nove quaderni di ex bambini milanesi, riprodotti integralmente da Arbos, sedendosi a dei banchi originali degli anni Venti, Cinquanta e Settanta, e navigare tra circa 1000 pagine del nostro archivio digitale.


E poi realizzeremo laboratori per le scuole con La Grande Fabbrica delle Parole (andremo in tre quarte elementari a leggere i temi di tre “ex coetanei” degli anni Quaranta, Cinquanta e Ottanta che i bambini successivamente incontreranno di persona all'Ex Fornace) e ospiteremo due seminari, I quaderni raccontano – La parola ai bambini della scuola di ieri (27 novembre, ore 14:30), con l'Università Cattolica del Sacro Cuore, e Bambini e lavoro (30 novembre, ore 14:30) con Milanosifastoria, per andare ancora più in profondità ed esplorare sia i contenuti dei quaderni di scuola che la tematica del lavoro e della formazione dei minori.


 Infine, presenteremo per la prima volta il nostro prossimo, ambizioso progetto, The School Exercise Books Project,  che ha come obiettivo la creazione di un archivio di contenuti di quaderni di scuola internazionali e lo sviluppo delle attività che già realizziamo in Italia anche in altri paesi.

La mostra e tutte le iniziative saranno gratuite e aperte al pubblico (tutte le informazioni si trovano sul sito); sarà possibile lasciare un contributo volontario a sostegno delle attività ordinarie e dei progetti dell'associazione.
La speranza è che per noi questa mostra, oltre a essere un punto d'arrivo, sia anche un punto di partenza e uno slancio verso il futuro.
E che per tutti sia un'occasione di arricchimento, riflessione, divertimento, e anche un po' di Bing Bong.

mercoledì 4 novembre 2015

Quadernini: la bellezza e la forza poetica

[di Thomas Pololi]

Sono passati più di dieci anni da quando quasi per caso, nella casa dei miei genitori a Bergamo, aprii il cassetto che conteneva alcuni miei quaderni delle scuole elementari e, anche se allora non lo sapevo, buona parte del mio futuro.
Il progetto Quadernini è nato molto spontaneamente in quel periodo, dal desiderio di raccogliere e diffondere quello che consideravo un vero e proprio patrimonio letterario attraverso un blog.

Negli anni capii che i quaderni avevano ancora più valore di quello che pensavo: come hanno messo in evidenza ricercatori come Juri Meda dell'Università di Macerata, che insieme a Roberto Sani e Davide Montino ha curato un incredibile libro dal titolo School Exercise Books. A Complex Source for a History of the Approach to Schooling and Education in the 19th and 20th Centuries, (1567 -!- pagine di contributi di storici dell'educazione di tutto il mondo), i quaderni sono una fonte complessa, ma fondamentale per lo studio della storia dell'educazione, della società, della psicologia infantile.


La cosa stupefacente è che al di fuori del mondo accademico il quaderno sia, invece, considerato come un oggetto che sì, è bello conservare, ma che al primo trasloco può essere buttato in un cassonetto insieme a vecchie riviste e giornali (non che quelli abbiano meno valore, ma sono prodotti in serie e conservati in archivi, mentre ogni quaderno è un oggetto per sua natura unico, e a pensarci bene non esiste un altro tipo di documento redatto dai bambini in grado di presentarci il loro pensiero e il loro sguardo sul passato recente).


 L'associazione Quaderni Aperti è stata fondata nel 2014 proprio allo scopo di valorizzare la bellezza e la forza poetica, storica, educativa di questo materiale: non si tratta solo di digitalizzare e catalogare quaderni di scuola, un lavoro che viene già svolto da alcuni istituti di ricerca in Italia e nel mondo, ma di cercare di trasmettere qualcosa attraverso una “cura artistica” dell'oggetto quaderno e dei suoi contenuti.
 Attraverso i contenuti prodotti dai bambini vorremmo far riflettere, divertire e a volte fare anche piangere, come accade quando Bing Bong svanisce nel Baratro della Memoria in Inside Out.
L'idea di fondo è quella di “estrarre” dai quaderni il loro potere comunicativo ed evocativo, e utilizzarlo per realizzare attività che vanno dalla divulgazione sul web alla realizzazione di laboratori per le scuole, dagli spettacoli ai seminari.


Per fortuna sul nostro percorso abbiamo incontrato tantissimi sostenitori: insegnanti, artisti, scrittori e curiosi che seguono le nostre attività in rete (il blog e la pagina Facebook Quadernini), ma anche ricercatori (in particolare il già citato Juri Meda, che ci ha persino invitato a presentare i progetti dell'associazione a un simposio internazionale, e il gruppo di ricerca della professoressa Simonetta Polenghi, direttrice del Dipartimento di Pedagogia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore), laboratori innovativi come La Grande Fabbrica delle Parole, reti di associazioni come Milanosifastoria, collezionisti pieni di passione come Carlo Covini del negozio Il Mondo è Piccolo di Milano, e addirittura aziende illuminate come Arbos, una cartiera che si trova vicino a Vicenza con la quale stiamo realizzando un progetto editoriale per portare i temi scritti dai bambini di una volta sui quaderni venduti nelle librerie e cartolerie attuali.


La mostra che inaugurerà il 25 novembre allo spazio Ex Fornace, gentilmente concesso dal Consiglio di Zona 6 del Comune di Milano (che ha anche patrocinato l'iniziativa) sarà la prima occasione in cui presenteremo una panoramica completa su quello che è stato fatto in questi anni.
Il percorso sarà composto da circa 50 pannelli: si partirà dalle vacanze di una bambina di Milano del 1900 durante le quali viene assassinato il re Umberto I e si arriverà alla spesa con la migliore amica alla CittàMercato, passando per i problemi di matematica del fascismo (“Calcola quanti sono i balilla di Montelupo”), per il punto di vista di una ragazza sfollata sulla Milano bombardata degli anni Quaranta e per il viaggio immaginario di un bambino di Macerata verso la Luna, nel 1971.


Si potrà scoprire perché la calligrafia obliqua all'inizio del Novecento è diventata dritta, chi per primo ha sfruttato il potere comunicativo delle copertine, come è cambiato l'approccio al disegno in classe (gli interventi più specifici sono stati sviluppati insieme al Dipartimento di Pedagogia dell'Università Cattolica e da loro supervisionati).
Si potranno sfogliare nove quaderni di ex bambini milanesi, riprodotti integralmente da Arbos, sedendosi a dei banchi originali degli anni Venti, Cinquanta e Settanta, e navigare tra circa 1000 pagine del nostro archivio digitale.


E poi realizzeremo laboratori per le scuole con La Grande Fabbrica delle Parole (andremo in tre quarte elementari a leggere i temi di tre “ex coetanei” degli anni Quaranta, Cinquanta e Ottanta che i bambini successivamente incontreranno di persona all'Ex Fornace) e ospiteremo due seminari, I quaderni raccontano – La parola ai bambini della scuola di ieri (27 novembre, ore 14:30), con l'Università Cattolica del Sacro Cuore, e Bambini e lavoro (30 novembre, ore 14:30) con Milanosifastoria, per andare ancora più in profondità ed esplorare sia i contenuti dei quaderni di scuola che la tematica del lavoro e della formazione dei minori.


 Infine, presenteremo per la prima volta il nostro prossimo, ambizioso progetto, The School Exercise Books Project,  che ha come obiettivo la creazione di un archivio di contenuti di quaderni di scuola internazionali e lo sviluppo delle attività che già realizziamo in Italia anche in altri paesi.

La mostra e tutte le iniziative saranno gratuite e aperte al pubblico (tutte le informazioni si trovano sul sito); sarà possibile lasciare un contributo volontario a sostegno delle attività ordinarie e dei progetti dell'associazione.
La speranza è che per noi questa mostra, oltre a essere un punto d'arrivo, sia anche un punto di partenza e uno slancio verso il futuro.
E che per tutti sia un'occasione di arricchimento, riflessione, divertimento, e anche un po' di Bing Bong.

A Scriba Festival arrivano i mostri

[di Manuela Draghetti]

Nelle librerie di casa, sui nostri comodini o per terra, impilati come torri vicino alle poltrone, prendono posto romanzi, raccolte di racconti, poesie, classici, libri illustrati, saggi e, sicuramente, molto altro ancora. Tutti i giorni però anche altre forme di scrittura occupano la nostra vita. Leggiamo blog di cucina e guide di viaggi, ma prima diamo un’occhiata alle previsioni del tempo. Controlliamo il bugiardino di quella medicina che ha degli effetti collaterali un po’ inquietanti.


Compriamo un buon vino ma prima giriamo l’etichetta per vedere se è di nostro gradimento. Poi apriamo la posta. È arrivata l’assicurazione, fitta fitta di pagine, piena di righe scritte in un linguaggio tutto da decifrare. Ci saremo davvero assicurati? Il dubbio è legittimo. C’è un verbale dei carabinieri e anche un volantino con annunci immobiliari. Nel frattempo da qualche parte qualcuno scrive canzoni, dizionari, enciclopedie, filastrocche, testi per manuali scolastici o trasmissioni radiofoniche. Qualcun altro sta vendendo opere d’arte in TV, oppure sta sceneggiando un film, un documentario, un musical, una serie animata per ragazzi o un videogioco. Nelle redazioni dei giornali invece il titolista si concentra sulla notizia di prima pagina, e il cronista non sa come chiudere il suo pezzo, all’enigmista invece mancano solo pochi rebus, e poi, a notte ormai cominciata, finalmente si ‘timbra’ Visto si stampi.
Scriba nasce da qui. Michele Cogo, Piero Di Domenico e io ci siamo resi conto che la scrittura è anche tutto questo, e abbiamo pensato di realizzare il primo Festival che raccontasse e facesse incontrare i professionisti delle varie scritture e il pubblico che quotidianamente li legge.
Scriba nasce in collaborazione con Bottega Finzioni, la scuola di scrittura fondata a Bologna da Carlo Lucarelli che, a proposito di Scriba dice: «Chi pratica la scrittura sa benissimo che qualsiasi tipo di narrazione è, prima di tutto, un racconto: da una forma più intima, come può essere una lettera o un diario, ai bugiardini delle medicine, ai verbali della polizia per finire alla satira. Sono tutte forme di scrittura che hanno un motivo, e soprattutto, un modo per essere fatte».
Gli incontri di Scriba mettono in luce questi modi.

Libreria Zanichelli, pubblico in ascolto fuori dalla sala conferenze.
Libreria Coop, durante un incontro del Festival.

Per un narratore poi è utilissimo conoscere anche i linguaggi diciamo così, ‘non letterari’, ma quotidiani e diversissimi. E questo proprio per riuscire a raccontare in modo credibile tutte le altre storie possibili.
Nelle passate edizioni alcuni scrittori hanno fatto da ponte tra questi diversi professionisti delle scritture e il pubblico presente. Così ad esempio è successo che Marcello Fois (scrittore e sceneggiatore), assieme a Roberto Maccaferri (agente immobiliare), hanno raccontato il linguaggio specialistico degli annunci immobiliari.

Marcello Fois e Carlo Lucarelli, 2012, Palazzo D'Accursio.

«L’Italia» spiega Marcello Fois, «è il paese che forse produce più sovra-lingue, ogni settore di interesse ha un suo vocabolario specifico, tramandato da professionista in professionista, spesso ostico ai profani, slegato da sintassi e linguaggio comune. L’agente immobiliare è uno che racconta le case, e usa termini scomparsi come bivano, trivano, quadrivano, perché è più prestigioso di ‘due stanze’. O incomprensibili, come finestrato, nel senso che esistono case senza finestre? Rifiniture di pregio? Parzialmente ristrutturato? Che forse non avevano i soldi per completare l’opera?”. Menziona altri linguaggi come quello dei ricettari o dei blog di cucina, “Scaldi il vettore e lavori il prodotto fino alla glutinazione. Ecco il gergo da fornelli che mai ci sogniamo di usare in altri contesti. E ‘l’assicuratese’? Una lunga litania di eccezioni più che di regole. Il ‘poliziese’ invece si ostina a usare espressioni come ‘Ci portammo in via Saragozza’ per dire ‘andammo’.
E per finire il ‘notarile’, con il suo rogito, un nome già di per sé gastroenterico, da provare alla sera al posto del sonnifero per dormire di colpo.»


Spesso gli incontri si concludono con un contest, un concorso aperto al pubblico, che permette a chi vuole, di cimentarsi in quella particolare scrittura, e di concorrere per un premio e un giudizio dato in diretta dagli ospiti. Ad esempio è l’annuncio immobiliare per vendere Stonehenge che, l’anno scorso, si è aggiudicato il primo posto.

Stonehenge
 

di Valentina Misgur
 (testo vincitore linguaggio immobiliare)
Località: piana di Salisbury, Wiltshire, Inghilterra e
ccezionale openspace vendesi, in zona tranquilla (escluso solstizi), circondata dal verde. 
50 mq circa, realizzata in materiali ecosostenibili, la proprietà unisce la semplicità delle linee neolitiche alle nuove esigenze in materia di energia alternativa.
a costruzione è realizzata in Dolmen e Menhir, strutture ecosostenibili e antisismiche, utilizzando esclusivamente materiali naturali riciclabili. Finiture pregiate in dolorite, riolite, arenaria e ceneri calcaree vulcaniche. La maggior parte dei materiali è a chilometro zero; alcune pietre pregiate provengono da un sito del Galles sud occidentale e dall'Irlanda, importate in Inghilterra dal diavolo. 
anoramico, ben ventilato, eccellente illuminazione naturale, offre un'ampia visuale della volta celeste con mappa astrale integrata. Doccia diffusa a caduta naturale, per un massaggio corroborante al cuoio capelluto. Vialetto d'accesso privato, la proprietà offre fino a 5 ingressi trilitici indipendenti. L'asse principale è orientato verso la posizione del sole al solstizio d'estate, compatibile con norme Feng Shui e Buddhismo. Termoautonomo, solo irradiazione solare diretta e forte carica magnetica naturale, funziona sulla polarizzazione dei chakra.
tilizzabile anche come calendario astrale e orologio solare (no batterie, no ricarica).
ersatile, adatto a possibili riconversioni in tempio neopagano, centro convention per druidi, locale per sabba, macelleria (eccezionale pietra del sacrificio originale inclusa). I
deale per i figli delle stelle.
 Per contatti e info: merlino@camelot2014.it



Scriba ha anche una sezione dedicata alla scrittura per ragazzi. Alcuni degli ospiti delle passate edizioni sono stati Janna Carioli, Frida Forlani, Stefano Bordiglioni, Beatrice Masini, Cristina Scalabrini, Emanuela Busà, Tuono Pettinato.
Quest’anno Mario Bellina (autore, conduttore televisivo e radiofonico), assieme a David Bracci (esperto di effetti speciali cinematografici), dialogheranno a partire dal testo di Bellina scritto per ragazzi, edito da ETS dal titolo Cinemostri. A caccia di mostri cinematografici.
Perché il tema dell’edizione 2015 del festival è appunto Arrivano i mostri!, e con un tema così non potevamo non organizzare un contest dedicato ai ragazzi.


Abbiamo coinvolto 10 quinte di tre scuole primarie di Bologna (sono le scuole: Longhena, Bottego/Silvani e Guidi, e le ringrazio molto per la loro disponibilità e la collaborazione). Ai ragazzi abbiamo chiesto di disegnare e di raccontare in poche righe il loro mostro più mostruoso, di inviarcelo e di partecipare a un pomeriggio ‘terrificante’ in compagnia della giuria, che sceglierà il vincitore e, di Marco e Matteo, conduttori del programma televisivo L’Officina dei mostri, che realizzeranno per il podio il mostro in versione 3D, proprio come avviene nel programma in onda su Sky. I ragazzi si sono subito entusiasmati. Vedremo cosa succederà!


Janna Carioli.
Beatrice Masini e Stefano Bordiglioni.

Alle tre scuole consegneremo anche tre pacchetti di libri per arricchire le loro biblioteche scolastiche. Sono testi che affrontano il tema del ‘mostro’ nella sua accezione più ampia, e che gli editori, che ringrazio di seguito (Babalibri, Coccole Books, Corraini, De Agostini, Einaudi Ragazzi, Feltrinelli Kids, Gallucci, Kite, Lapis, Topipittori), ci hanno gentilmente donato. Ringrazio anche i Topipittori e in particolar modo Giovanna che mi ha offerto qui di raccontare Scriba.
Ma i mostri sono i protagonisti di tutti gli incontri del festival. Si parlerà di tutti i mostri. Dei mostri letterari, dei mostri linguistici, dei mostri sbattuti in prima pagina da altri mostri, dei mostri nella tradizione del musical. Ma anche di mostri mitologici, ancestrali che hanno incarnato le paure dell’uomo e che hanno lasciato tracce nei reperti archeologici e nell’immaginario di tutti noi.

Ermanno Cavazzoni.

Ma senza scomodare un passato lontano, anche nel nostro presente, interi movimenti come i prepper (sempre più numerosi), evidenziano la presenza di grandi e nuove paure, che nascono con le società che cambiano e a cui, questi gruppi, tentano di far fronte con nuove forme di difesa tutte da scoprire.
Ma si sa, le paure per superarle bisogna attraversarle, conoscerle, e il racconto è sicuramente un modo per farlo. Ed è quello che Carlo Lucarelli farà parlando di mafia e di come, dal suo punto di vista, la si può raccontare. Sarà infatti questo, l’appuntamento dal titolo, Raccontare la Mafia: il mostro dalle mille facce, che aprirà in Sala Borsa l’edizione 2015 di Scriba Festival. A Bologna dal 6 all’8 novembre. Vi aspettiamo!
Per partecipare ai contest del Festival, andate qui e scrivete a Scriba edizione 2015).


venerdì 30 ottobre 2015

Favole urbane

[di Viola Niccolai]

A primavera sono stata contattata da Valentina Pagliarani dell'Associazione culturale Katrièm, a Cesena. Stava dando il via alla prima tappa di un progetto corale dal nome "favole urbane" che nasce, citando le sue parole, “dall’idea di coinvolgere una serie di illustratori di albi per ragazzi in un macro progetto di arte pubblica. La suggestione per questa favola urbana è quella di riprodurre illustrazioni di libri su muri di città attivando un processo di relazione tra diversi luoghi e diverse città coinvolte. Gli illustratori coinvolti saranno chiamati a scegliere per ogni città una propria illustrazione, ma sviluppando una relazione con le scelte degli altri artisti.  Le illustrazioni, appartenenti a libri e a storie totalmente diverse si incontreranno tra loro formando un nuovo immaginario racconto”.
Per questa prima tappa, che parte da Cesena, ha pensato a La volpe e il polledrino


Le dico che mi entusiasma l’idea, anche se non ho mai lavorato su un muro né su un formato tanto grande; d’estate ci incontriamo a Cesena e a fine settembre torno in Romagna per realizzare finalmente il progetto.
Dopo varie richieste, d'accordo col comune di Cesena è stato infine scelto il muro di uno degli edifici esterni della scuola Carducci, in via Turchi, in centro. L’idea è di lavorare al muro (nei ritagli di tempo in cui non piove), oltre a condurre tutti i giorni laboratori proprio in quella scuola sulla storia di Gramsci.


Ogni volta che entro nelle scuole con l’albo, quando domando ai ragazzi se hanno mai visto una volpe, raccolgo una serie di risposte diverse a seconda dei luoghi in cui mi trovo. C’è che mi dice che l’ha vista solo allo zoo, chi morta ai margini dell’autostrada, chi l’ha vista sulla spiaggia e chi ha amici/nonni/zii che vivono in campagna e la vedono tutti i giorni.
Mi fanno domande su Gramsci: perché doveva scrivere lettere ai figli e perché era in carcere per un’idea; sanno subito cos’è un polledrino, ma non sanno cos’è una cooperativa e dopo la spiegazione concludo: «È come la Coop», senza che nessuno capisca troppo cos’è questa Coop che, alle loro orecchie, suona piuttosto senza c. Mi chiedono quant’è vera questa storia, quanto c’è di fantastico e quanto di reale, e così cominciamo a fare lo stesso tipo di riflessione sulle mie illustrazioni.

Viola Niccolai, illustrazioni per La volpe e il polledrino, testo A. Gramsci.

Mi chiedono perché, pagina dopo pagina, la volpe cambia colore e dimensione; ci interroghiamo soprattutto sulla tavola in cui la volpe fugge come un lampo, per decidere che, anche se è fuggita, la volpe c’è, è una macchia gialla che si muove veloce, e quindi è appurato che anche quella pennellata è una volpe. Sono affascinati dalla scatola di latta che porto in classe e mostro una volta terminata la lettura, e qualcuno decide di disegnarla dal vero.
In classe si lavora con la china, su grandi formati, spesso guardando le foto che sono servite a me per le tavole del libro. In più, i ragazzi hanno notato che il disegno sul muro sta prendendo forma.
Ma piove quasi sempre durante i laboratori, e restiamo in classe a dipingere.
L’idea è di creare dei grandi leporelli che occupano, aperti, due banchi e su cui i bambini disegnano a  coppie. Alla fine della settimana i loro elaborati vengono esposti alla sezione ragazzi della Biblioteca Malatestiana, come libri da sfogliare. La stessa biblioteca ospiterà la mostra delle tavole originali del libro, a partire dal 7 novembre.


Il lavoro al muro, fra il mal tempo e l’influenza che avanza, è durato una settimana, tra fine settembre e inizio ottobre. Già dalla prima volta in cui Valentina mi aveva parlato del progetto avevo chiara l’immagine del libro su cui avrei potuto lavorare, senza sapere quale muro della città sarebbe stato indicato. Avevo scelto da subito la tavola della corsa della cavalla intorno al piccolo, in mezzo ai bambini in posa per la foto di classe.
A settembre, prima di partire per Cesena, mi sono quindi ritrovata a disegnare su grandi fogli preparatori un bambino dopo l’altro, per adeguarlo alle proporzioni del muro.
Poi è stata la volta del turchese, del blu e dell’ocra e via via che i dettagli venivano fuori, la gente che passava mi chiedeva di raccontare.
In questo senso è stata un’opera partecipata, con la gente residente nella via che ogni giorno veniva a vedere a che punto ero e se il disegno progrediva.
Ho cercato di attenermi il più possibile alla tavola, anche se già da subito il problema che è sorto spontaneo è stato come poter adattare il tratto del pennello al segno della matita che era sul libro.


Ho preferito puntare su un’immagine che ricordasse il più possibile la tavola illustrata, ma ho anche cercato di dare all’immagine nuova un valore a sé stante, perché non avrebbe avuto troppo senso  cercare di ricalcare uno stile attraverso un’altra tecnica, rischiando di far diventare tutto il risultato molto macchinoso. Per me l’immagine su muro doveva richiamare certamente quella del libro, esserle fedele nelle proporzioni, nei volti delle figure, nei colori, ma doveva anche funzionare in maniera autonoma, in primis perché non era più in mezzo a una sequenza narrativa, e poi anche per il principio di diversità implicito nell’idea stessa di dare una nuova vita a quell’immagine.


Un ringraziamento a tutti quelli con cui mi sono consultata perché il muro venisse al meglio: Cristina Portolano, Marco Garofalo, Claudio Chimenti, il muratore di fiducia Fabrizio, la signora della mesticheria di Abbadia San Salvatore, nonché Gaia Cortesi che in Romagna mi fa sempre sentire a casa.