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venerdì 16 dicembre 2011

Un argomento spinoso/ 2: Fra persone civili

Qualche giorno fa, Giulia Sagramola ci faceva notare come siano ormai molti i giovani illustratori che si ispirano allo "stile Gottardo/Ponzi". Ha detto proprio così: "stile Gottardo/Ponzi". Mi è sembrato buffo che uno stile portasse due nomi. Non dovrebbe essere che ogni illustratore ha il suo? La stessa domanda se l'è posta Nicola Perilli a pagina 252 del numero di Vanity Fair in edicola questa settimana.


La somiglianza fra Emiliano Ponzi e Alessandro Gottardo non sfugge a nessuno. Per inquadrare meglio la questione, però, bisogna anche sottolineare che i due si sono conosciuti da ragazzi, hanno studiato insieme allo IED e sono attivi nello stesso mercato, quello delle riviste e dei grandi committenti statunitensi. In Italia, Emiliano Ponzi ha pubblicato recentemente un catalogo con Corraini, un libro per ragazzi con Feltrinelli Kids e un altro con Agra. Alessandro Gottardo ha pubblicato un catalogo con 27_9 e uscirà a primavera con un albo, per i tipi dei Topi: C'era una voce, su un testo poetico di Alessandra Berardi.
Una delle illustrazioni di Alessandro Gottardo per C'era una voce,
che arriverà nelle librerie alla fine di marzo 2012.
Possiamo immaginare che altre persone, in altri contesti, non avrebbero perso l'occasione per scatenare un putiferio. In questo blog, poco tempo fa, uno di questi putiferi si è scatenato a proposito di una replica, a nostro avviso un po' troppo scoperta, di un'illustrazione di Joanna Concejo. Ci ha quindi fatto davvero piacere che Emiliano e Alessandro abbiano risposto alle domande di Perilli con estrema civiltà, manifestandosi stima e riconoscendo contaminazioni e influenze, con estremo rispetto per se stessi e per chi legge. E senza cadere nella provocazione del giornale che invita a un gioco familiare ai lettori della Settimana Enigmistica.

Bravi.