lunedì 24 gennaio 2011

Vendetta tremenda vendetta

Cominciamo con le presentazioni: Florence Parry Heide è una scrittrice americana per ragazzi di grande successo, illustrata tra gli altri anche da Edward Gorey.
Carson Ellis è conosciuta per essere la matita delle cover dei cd dei The Decemberists ma è anche una eccellente illustratrice di libri per ragazzi (e come prova, si vedano i libri di Lemony Snicket e Cynthia Rylant, per esempio).
Detto ciò, ecco a voi Dillweed's revenge. A deadly dose of magic, pubblicato nel 2010 dalla Harcourt.
Perché ci sorprende e perché ci fa tanto riflettere? Perché la storia è sinistra, un po' noir, un po' horror. Eccola.

Dillweed è un bambino che sogna di vivere mille avventure. La sua immaginazione senza limiti lo porterebbe in capo al mondo, in compagnia del fedele cane-draghetto Skorped. Ma Dillweed non si muove mai di casa.
I suoi genitori, invece, sì. Lo lasciano spesso solo, per lunghissimi viaggi, ai quali non gli è concesso di partecipare. E non appena abbandonano la casa, i domestici, Umblud e Perfidia, si trasformano nei padroni.





Come un “cenerentolo”, lo costringono a lavorare senza sosta. Dillweed però non ci sta. Da una misteriosa scatola, libera dei diabolici e spaventosi spettri che compiono senza remore la sua  vendetta. Una mortale quantità di magia, come recita il titolo.


Neanche i genitori di Dillweed sono dei santi. Tornati dal loro viaggio, se la prendono con il povero Skorped.
Il padre, con un atto di vera crudeltà, lo getta da una finestra. Dillweed scatena di nuovo i suoi demoni, ma contro i genitori. Abbandonata una casa bardata a lutto, alla fine, il bambino e il suo amico se ne vanno su una nave in crociera. E vissero felici e contenti, soprattutto una volta liberatisi della scatola magica.

A una prima lettura, un bambino che, di fatto, uccide i genitori suonerebbe inconcepibile, ma chiunque si imbatte in questo album non può fare a meno di simpatizzare con il protagonista. E di ridacchiare, anche. Come nei libri di Gorey o nell'immaginario di Tim Burton, i toni della storia vanno dal gotico al macabro, tipici della tradizione anglosassone (sull'argomento, prendetevi cinque minuti per leggere questo articolo di Paolo Mauri su Repubblica).

È un libro in cui il lettore prende atto della malvagità, e non importa a chi appartenga. Il tabù che qui si infrange è che siano i genitori portatori di questa cattiveria, e che, trasgressivamente, il piccolo Dillweed sia forte abbastanza da combatterla, anche se il ricorso alla magia mette al riparo la storia dal compiersi di un reale omicidio.

Ci chiediamo: quante copie venderebbe un libro così in Italia? Che direbbero le associazioni genitori? E i critici di letteratura per l'infanzia, fuggirebbero inorriditi?
Per noi, questo è soprattutto un album sinistramente interessante, illustrato con cura e coerenza, con un protagonista risoluto e un animaletto che chiunque vorrebbe con sé. Ci piace questa capacità degli anglosassoni di riconoscere ed avere l'apertura mentale necessaria per rendere i bambini protagonisti forti e attivi. Da Coraline a Matilde, passando anche per Alice nel paese delle meraviglie, ai più piccoli è riconosciuta la capacità di ribellarsi alle ingiustizie, anche se compiute da chi dovrebbe prendersi cura di loro.

6 commenti:

Alicia Baladan ha detto...

Evviva! È la prima volta che sento parlare della mia illustratrice preferita. Topi, credo che riconoscerete questo riferimento:

http://sleevage.com/the-decemberists-the-crane-wife/

Michela ha detto...

Grazie Topipittori... Grazie Alicia....
Regali* preziosi ...

sandra ha detto...

grazie....moolto interessante credo che ai bambini piacerebbe proprio un sacco un libro così....
pubblicatecelo daiiii!

helicopter6 ha detto...

I've recently recived my copy of this wonderful book. I just love it.

Sonia Basilico ha detto...

Aggiungerei alla lista Saki, ispiratore di Dahl. Il suo "LA ZIA HA ADOTTATO UN LICANTROPO" è un magnifico libro di racconti dove troviamo bambini che si ribellano all'autoritarismo stupido dei propri adulti di riferimento

Silvano ha detto...

Che bella scoperta topi. Interessante notare come gia' sui commenti di Amazon Italia denotino Dillweed, il protagonista della storia, un sociopatico, e considerino il libro "per adulti.

Riconosco in questa storia un certo grado di (sana) ribellione nei confronti dei genitori (o di qualsiasi altra autorita') tanto quanto in "Wild" di Emily Hughes. Un'altro ottimo libro illustrato che consiglio agli altri genitori affamati di buone storie ed immagini.

Silvano