lunedì 14 novembre 2011

Grazie, Presidente

[di Luisa Mattia ]

Il Presidente Giorgio Napolitano durante la visita a Turi.

I libri hanno le gambe. Gliele consegna lo scrittore. Ma non basta. Ci vuole il lavoro paziente dell’editore per farle solide. Ma non basta ancora. Le gambe lievi eppure solide di un libro hanno bisogno di un altro amico: il libraio.

W la libbertà è un libro che ha le gambe corte e tonde della bambina di cinque anni che sono stata. Solide gambe saltellanti e irrequiete, che corrono avanti e indietro, come su una giostra.

Il giro di giostra di W la libbertà ha sfiorato e poi preso casa nel cuore e sugli scaffali della Libreria Eleutera (via Giacomo Leopardi 8, Turi), grazie alla lettura appassionata e al lavoro certosino di Alina Laruccia, libraia a Turi.

Turi è una città che s’affaccia sui primi contrafforti delle Murge. Una terra che dà mandorle e ciliegie.


Luisa Mattia a cinque anni.
È una terra generosa e aspra, un luogo dalla lunga storia. Storia d’Italia.

A Turi c’era e c’è un carcere dove, in epoca fascista, vennero rinchiusi Pertini e Gramsci che, proprio qui, scrisse le Lettere dal carcere.

Per effetto di una fortunata alchimia della storia e della volontà, a Turi, il 5 novembre scorso, è arrivato il Presidente Napolitano, per rendere omaggio a Pertini e Gramsci.

Lo hanno accolto in tanti e, tra i tanti, c’era Alina-Laruccia-libraia, con un dono: un libro. Il “mio” libro che, indubbiamente, con quel titolo – W la libbertà – richiama e rivendica la sostanza della democrazia.

Dunque, il Presidente Napolitano ha ricevuto in regalo W la libbertà accompagnato da una mia lettera, che vi riporto qui sotto:

Caro Presidente Napolitano,
nella mia famiglia – modesta, semplice e solida – i libri sono sempre stati una parte di vita. Mio nonno aveva sul comodino un vocabolario (il libro più importante, mi diceva). Mio padre studiava la sera, dopo il lavoro, per prendere un diploma e cambiare un po’ le sue prospettive; quando si stancava di studiare, mi “rubava” i fumetti oppure s’addormentava su un libro. Mia madre mi raccontava storie, me ne leggeva e io ne leggevo a lei.

Nel mio libro W la libbertà, di cui Le farà dono l’appassionata libraia Alina Laruccia, racconto un pezzo della mia infanzia, a cavallo tra anni Cinquanta e Sessanta.

Anni duri, difficili, vissuti con essenzialità.
Anni carichi di ostinazione, tenacia, progettualità e fiducia nel futuro.
Anni in cui si è andato formando il mio senso di partecipazione alla vita del mio paese, l’Italia, di cui celebrammo i 100 anni di Unità a scuola, cantando La bella Gigogin e leggendo le storie dei patrioti del Risorgimento. Io, per quanto piccola, le apprezzai molto, tanto di più perché avevo in casa un nonno “garibaldino” (ne parlo ampiamente nel libro).

Altri tempi. Altro secolo. Ma nulla è passato.
La bellezza di esserci, di contare e voler contare, di prendersi la responsabilità di fare progetti e costruire un presente migliore, un futuro possibile, in me, sono intatte.
 

A Lei, caro Presidente, dico un GRAZIE sentito perché, con essenziale e solida chiarezza, protegge il nostro diritto di essere cittadini, ci chiama alla responsabilità, non ci permette di dimenticare quanto è stato costruito e conquistato nel passato, ci consente di immaginare il futuro.
Grazie a Lei, Presidente, mi sento cittadina di questo paese.
Con orgoglio.

Luisa Mattia


Il Presidente Giorgio Napolitano durante la visita a Turi.

2 commenti:

CRISTINA ha detto...

Che bello leggere questo post, mi ha commosso, mio nonno era pugliese ed è stato 5 anni imprigionato a Dortmund durante la seconda guerra mondiale, tutte le volte che vedo un immagine del nostro Presidente, penso a lui perchè gli somigliava fisicamente. Dopo questo fine settimana che ci ha dato speranze,dove nelle piazze ho ritrovato i visi degli italiani, visi della brava gente, che urlavano "w la libbertà!" Con quelle due b affiancate che rendono di maggiore significato questa bellissima parola e che mi rimanda alla canzone di Gaber che diceva così:
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

simoff ha detto...

un post bellissimo, che rispecchia il sentire di molti italiani, senz'altro il mio. Avevamo ed abbiamo tuttora bisogno di qualcuno che ci faccia sentire uniti nei valori in cui crediamo, quelli che possano essere fondanti di una popolo, di qualcuno che ci ricordi le nostre radici, la grande civiltà che ci ha formato.... grazie Presidente! (e grazie a Luisa , ai Topi Pittori...per uesto post)