lunedì 22 ottobre 2012

Come gli equilibristi

[di Juanjo G. Oller e Valentina Colombo] 

[L'anno scorso, durante Tribù dei lettori, abbiamo incontrato Juanjo della casa editrice Milimbo (ne abbiamo parlato qui). Da quell'incontro, è scaturito questo post. Abbiamo chiesto infatti a Juanjo di raccontarci come lavora, come vive il processo creativo, quali sono i punti chiave del suo lavoro. Ci ha pensato un po', e pochi giorni fa ci ha mandato i materiali per questo post. Eccovi alcuni passi della lettera  di Juanjo che accompagna la sua riflessione:]
 
Eccomi qui dopo alcuni mesi dalla tua proposta di scrivere qualcosa sul nostro metodo di lavoro, anche se io non lo considero tanto un metodo. Dopo il nostro incontro della fine di maggio a Roma, ci ho pensato su, non me ne sono dimenticato, ci ho riflettuto molte volte. E alla fine, credo di aver capito. L'ho presa come un gioco. Ho fatto una selezione di 20 immagini e ho scritto delle linee guida sull'approccio al nostro lavoro e la nostra visione di come arrivare (a volte) a un libro. Ho cercato di pormi alcune domande... [...] Quello che ti posso assicurare è che costruendo questi elementi, osservandoli, muovendoli, giocando con loro, nascono, succedono delle cose che all'inizio non ci aspettiamo; abbiamo bisogno del volume per osservarle in tutta la loro dimensione.
E come ci arriviamo da qui al libro? È un mistero.
Credo sia perché ci piace guardare, giocare con gli elementi della tradizione orale, rileggere, ricreare, e con le immagini vogliamo stimolare il lettore a farsi delle domande. Perché ha usato questa immagine, se non è esattamente come nella storia? Come, ad esempio, l'ingresso nel bosco nel libro Y recuerda... che simbolizza il ricordo nella mente di Cappuccetto (della mamma, il lupo, la nonna).
[...] Non ci definiremmo precisamente come una casa editrice. Costruiamo ogni libro molto lentamente e decidiamo che è finito, quando davvero lo pensiamo. 

[Quello che segue è la cronaca di un processo creativo che processo non è, ma flusso. Di idee, dubbi, domande e risposte, vuoti e pieni. C'è sempre, nella creazione, quel pizzico di inspiegabile, quella scintilla che fa scoppiare l'idea nelle mani e nella testa e che ci permette di trasformarla in una azione, un oggetto o un libro. In quella scintilla risiede un po' il mistero di ogni processo creativo: per quanto cerchiamo di spiegar(ce)lo, non riusciamo mai ad afferrarlo fino in fondo.]

Molte volte mi sento perso.

Mi rendo conto che non so come mai sono arrivato fino qui...

... perchè ho scelto questo cammino.

Chi ho ascoltato?

Ormai non si torna indietro.

Accettare il gioco vuol dire scegliere un cammino, addentrarsi nel bosco.

Bisogna provare, o almeno tentare, anche se sai che puoi perderti, fallire.
                           Quando senti che hai scelto il sentiero giusto, lascia dei segnali per riconocere di nuovo                                                                                                 la strada o perché altri la possano seguire.

Il desiderio di raggiungere di nuovo la "Casa di Marzapane" è ciò che ci spinge a volerci addentrare di nuovo nel bosco.

...e una volta lì, cercare possibilità, sentieri
                La riflessione ti porta a considerare la via più semplice, quella della sintesi. Se ci sono dei limiti, degli ostacoli, non c'è tempo per i fronzoli.
Questo è il nostro cammino, quello che nella forma più semplice ci porta al simbolo. Il simbolo rimane nella nostra memoria e trascende qualunque moda temporanea.
E il cammino a volte ci svela un libro.
Però, a volte, non ci porta da nessuna parte. E' il bello del gioco.
Il libro è un mezzo: lo puoi usare per lanciare un messaggio che altri vanno a leggere.
A noi piace il libro. Soprattutto perché bambini e adulti lo ricevono in modo differente.
Ma... i nostri, sono davvero libri per bambini? E per adulti?
Noi camminiamo in equilibrio proprio su questo filo sospeso che unisce infanzia e età adulta
E da lì lanciamo domande in una direzione e nell'altra.
Il gioco è nel cammino, o come dice Paul Cox: Il modo in cui gioco mi indica cosa cerco.

1 commento:

FronzA ha detto...

Ma che bellezza