lunedì 13 maggio 2013

Per far crescere un bambino

Gregorio Magno riteneva le immagini “il libro degli illetterati”. Una definizione che apre a distinguo importanti. Immagine considerata non come succedaneo per analfabeti della parola. Immagini, cioè, con dignità di codice, linguaggio, atto a esprimere, raccontare, comprendere. E non per analfabeti: ma per illetterati, vale a dire persone che, in quanto prive di lettere, non vengono ritenute prive tout court della possibilità e
capacità di leggere: una distinzione sottile, ma determinante che andrebbe sempre tenuta presente, per non ricorrere a etichette facili, ma dalle conseguenze nefaste. Per esempio, che ci siano letture più o meno importanti sulla base dei codici in cui sono formulate, laddove invece non è importante stabilirne la gerarchia, quanto piuttosto interessante osservarne differenze e specificità.

È sufficiente mettere davanti ai propri occhi una pagina scritta in un alfabeto o in una lingua che non si conosce, per capire immediatamente che la condizione di illetterati ci riguarda tutti. E che, quindi, se si deve comunicare con chi non conosce i nostri segni, le nostre lettere, è necessario cercare di trovare un codice il più possibile comune, in cui le differenze e le convenzioni culturali risultino meno ingombranti.

È quello che hanno fatto Paola Vassalli, Deborah Soria, Bianca Lazzaro, Della Passarelli, Marcella Terrusi, Cristina Paterlini, nell'ideare Silent Books: dal mondo a Lampedusa e ritorno, un progetto che ha fatto il proprio esordio a Roma, il 7 maggio scorso, a Palazzo delle Esposizioni, sotto forma, in prima battuta, di mostra dei più bei libri senza parole del mondo, circa 120, (donati per l'occasione dagli editori di tutto il mondo, in risposta all'appello di Ibby Italia, promotrice dell'iniziativa), ma che troverà la propria forma compiuta come nucleo portante della biblioteca destinata ai bambini e ai ragazzi, nell'isola di Lampedusa (sull'iniziativa un bel post di Gavroche che riporta le parole sull'iniziativa di Giusi Nicolini, indomita e combattiva sindaco di Lampedusa, e di Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati.

Sono stata all'inaugurazione della mostra e ne ho apprezzato il valore sia scientifico sia umanitario: se ha il merito di porre all'attenzione di esperti e pubblico libri significativi la cui conoscenza non è scontata, l'idea di dotare un'isola come Lampedusa, da decenni teatro di eventi fra i più drammatici del nostro tempo, di una biblioteca pensata come punto di incontro fra bambini dotati di alfabeti e lettere diverse, è da premiare e supportare.
Sugli obiettivi e le ragioni del progetto riporto due interventi apparsi sul piccolo catalogo della mostra, che contiene la bibliografia e la selezione operata da una giuria internazionale, dei migliori silent book presenti in mostra: quello di Deborah Soria, vice presidente Ibby Italia, e quello di Sophie Van der Linden, membro della giuria.




Se fai scorrere sullo schermo di un computer le immagini di luoghi esotici e lontani, puoi pensare che il mondo sia ormai a portata di mano e le distanze abbiano perso peso. Sembra difficile credere che ci siano invece isole vere e proprie, dove il tempo e i pensieri continuano a scorrere con ritmi antichi e dove un gesto apparentemente semplice ha ancora tutto il peso, la forza e la difficoltà di un'epoca remota. 

Ibby Italia, con il sostegno di Ibby internazionale, ha scelto di approdare in un'isola del tutto speciale, per realizzarvi un progetto che, pur essendo semplice, è carico del peso e dei pericoli che gravano su un mondo complesso come quello in cui viviamo: una biblioteca a Lampedusa, destinata ai bambini: a tutti i bambini, gli italiani e i migranti.

Il progetto ha già uno spazio, perché a un sindaco speciale come Giusi Nicolini è bastato spiegare le nostre intenzioni per avere tutto il sostegno di cui avevamo bisogno. E ci sono già i libri, raccolti con il generoso contributo di tutte le sezioni nazionali di Ibby e di progetti italiani come “Le biblioteche di Antonio”.
 

Ma noi sappiamo che non bastano una stanza e dei libri per avere una vera biblioteca, come non bastano il cibo e una casa per far crescere un bambino. Perché una biblioteca a Lampedusa deve saper trasmettere la lezione dura e silenziosa che si è depositata nella storia di questa isola, nella sua geografia, nelle sue rocce: nel destino anomalo di un ponte lanciato nel Mediterraneo, che può insegnare a tutti la civiltà dell'accoglienza e dello scambio.

[Deborah Soria]




L’albo senza parole è un libro certamente di non immediata lettura: può allontanare i genitori, a volte dissuade i bambini, perché chiede di abbandonare il confort di una lettura abituale per, letteralmente, costruire senso!
 

In ogni caso questi libri non sono poi così difficili. Prendere coscienza del tipo di libro a cui ci si avvicina, leggere, veramente, le immagini, creare senso a partire da queste, soffermarsi a comprendere quello che accade nel passaggio dall’una all’altra: ecco, niente di più facile, questa la chiave di lettura!
 

Di fronte al continuo flusso di immagini, niente di più importante che far leggere ai bambini libri senza parole, per invitarli ad un atteggiamento attivo di lettori appassionati di figure. E non esiste lettura più universale e insieme più personale del racconto per immagini.

 

Bisogna aver visto i bambini prendere e riprendere questi albi, commentarli con i propri compagni, essere fieri di mostrare i dettagli nascosti, i concatenamenti logici, bisogna soprattutto aver vissuto il bel silenzio che accompagna queste letture, per convincersene. 

Ibby Italia ha saputo combinare la vocazione originaria e storica d’Ibby con uno sguardo esigente sui più innovativi libri contemporanei per ragazzi, sapendo bene quanto questi possano regalarci. Per tutto ciò sono particolarmente onorata dell’invito a far parte della giuria di questo progetto: niente di più evidente, ma niente di più essenziale!

[Sophie Van der Linden]

AVVISO IMPORTANTE

La neobiblioteca di Lampedusa è solo all'inizio: tutti coloro che vorrano partecipare alla sua sana e robusta costituzione sono i benvenuti: Ibby Italia invita redazioni, bibliotecari, librai, giornalisti, appassionati di libri per ragazzi e volonterosi cittadini a donare solo i libri migliori, selezionati con cura. L'indirizzo a cui spedirli, indicando sulla scatola la dicitura “Per Lampedusa”, ed entro il 15 giugno, è:

SINNOS soc. coop. sociale onlus
via dei Foscari, 18
00162 Roma

E infine: dal 22 al 29 giugno, a Lampedusa, durante la Settimana del Turismo responsabile e dei diritti umani, organizzata da diverse associazioni, con un programma fitto di iniziative per conoscere la realtà dell'isola, Ibby Italia promuove Ibby Camp Lampedusa, per tutti coloro che desiderano aiutare ad allestire la nuova biblioteca: trovate tutte le informazioni qui.








































Concludo questo post, con le parole di Vincenzo Spadafora, Garante nazionale dell'Infanzia e dell'Adolescenza, presente all'inaugurazione, che in relazione ai libri senza parole ha suggerito agli adulti di oggi di coglierne l'esempio per “Parlare meno, ascoltare di più, usare meglio le parole". Sottoscriviamo. (gz)

3 commenti:

Gioia Marchegiani ha detto...

Il silenzio di un libro risuona come musica lieve dentro chi lo osserva e quella che è una storia unica diviene una storia unica per ciascuno. Davvero un bel momento l'inaugurazione. L'averlo condiviso. Una grande prova questa iniziativa, in cui la cultura vuol essere usata come antidoto ad un male. Così come un silent book è un antidoto al troppo rumore a cui siamo abituati. Un fiore che sboccia lo fa in silenzio e gli basta un goccio d'acqua per aiutarlo a crescere.
Una pillola di questa "medicina" la si può anche spedire fino al 27 maggio, acquistando presso la libreria Arion Esposizioni (Roma) libri per ragazzi destinati alla Biblioteca di Lampedusa, aderendo alla campagna "Amo chi legge...e gli regalo un libro", promossa da AIE - Associazione Italiana Editori, per il Maggio dei Libri. Per chi è a Roma soprattutto una bella occasione per visitare la mostra.

Anna ha detto...

Bellissimo progetto. Grazie per averne tradotto l'ampiezza e la consistenza con questo bel post.

Clementina ha detto...
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