martedì 12 maggio 2015

Portare i libri nelle scuole, come Obama.

Proprio ieri, Chiara Rapaccini nella sua pagina FB lamentava l'accidia degli italiani, che pensano più a lamentarsi che a fare. E raccontava che in Portogallo, invece, è tutto un fiorire di idee e di iniziative, anche se i soldi non ci sono o - meglio - ce ne sono meno che da noi, che siamo un paese ricco.

Proprio ieri abbiamo scoperto che negli Stati Uniti c'è un programma del Presidente Barak Obama per la promozione della lettura e l'accesso alle biblioteche, per la valorizzazione degli insegnanti migliori e il finanziamento delle eccellenze nelle scuole dei quartieri e delle regioni più disagiate: 10 miliardi di dollari e l'impegno personale di uno dei potenti della terra.

Capiamo Chiara e il suo punto di vista. Non ce la sentiamo di criticarla perché in fondo ha ragione. Ma queste iniziative e di idee fioriscono anche in Italia. ce ne sono millanta. C'è un sacco di gente che si dà da fare senza risorse, nel più totale silenzio e disinteresse da parte dei media, della politica, dei colleghi, degli altri in generale. E le poche risorse disponibili (economiche, di comunicazione) si concentrano su iniziative spesso inefficaci, se non maldestramente pensate e realizzate.

Così ci tocca suonarcela e cantarcela da soli. Vogliamo portare i libri in una scuola di Torino. Non una scuola qualunque: una primaria di un quartiere complicato, dove insegna una maestra capace e attenta, ma tragicamente priva di risorse. Non ci parrebbe bello regalare i nostri libri: chi l'ha detto che sono destinati a piacere, che sono quelli giusti per il percorso che questa insegnante ha pensato? Così, in collaborazione con Federico Novaro Libri e la libreria Il mondo delle Meraviglie, abbiamo pensato di coinvolgere le persone che conosciamo in un evento fuori Salone. 


Faremo una gigantesca illustrazione con gli illustratori (e i non-illustratori) volontari che si presenteranno alle 19 del 15 maggio in via Baretti 31 a Torino (metro Marconi). Questa illustrazione collettiva sarà tagliata in tranci, come una pizza. E i tranci saranno venduti a chi li vorrà acquistare la sera stessa. Tutto il ricavato sarà destinato alla maestra Maria Campagna della Scuola Elementare Anna Frank, che beneficerà anche del 15% di sconto, graziosamente offerto dalla libreria, per l'acquisto dei libri che le servono per lavorare in classe.
Ci saranno anche pane, burro, rapanelli e vino, offerti a prezzi calmierati da Federico Novaro Libri per finanziare l'attività di uno dei siti più colti e intelligenti di critica letteraria ed editoriale.

Siete illustratori?
Venite a disegnare per una buona causa (e magari a comprarvi un trancio di illustrazione). E fateci sapere se venite. Ci saranno carta, pennarelli, qualche pennello dei colori acrilici, ma portatevi quel che vi piace e vi serve per disegnare in grande.

Non siete illustratori?
Venite comunque. Vi lasceremo disegnare un po', se vorrete. Potrete mangiare cibo sano e a chilometri zero, alla faccia delle multinazionali dell'Expo. E potrete aiutarci a portare i libri nelle scuole dei quartieri più difficili. Proprio come Obama.
Tutti i dettagli li potete leggere sul volantino. Se volete sapere qualcosa di più, c'è un evento FB

[Come tutte le iniziative di promozione della presenza dei libri nelle scuole, anche questa è Creative Commons: se volete rifarla a casa vostra, fatela. Vi servono: una brava maestra; una scuola senza libri; una libreria; fogli di carta grandissimi; molti illustratori; molti amici; e la voglia di darsi da fare. (Se la rifate, però, ricordate di avvisarci e di ricordare che l'idea è di Federico Novaro, dei Topipittori e della Libreria Il Mondo delle Meraviglie).]

2 commenti:

veronica ha detto...

Idea eccezionale verrò con piacere come illustratrice :)

atelierstorytime.com ha detto...

Che bella iniziativa! Verrei volentieri se non abitassi a qualche centinaio di chilometri. Comunque avete ragione: anche in Italia ci sono moltissime iniziative. Troppi italiani sottovalutano le capacità e le risorse del proprio paese. Bisogna andare a vedere all'estero per rendersi conto di quanto siamo capaci anche noi di fare!