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martedì 3 marzo 2015

I Martedì della Emme / 20: Per essere liberi

[di Alessandra Mastrangelo]

Se in casa non mi è mai stato possibile trovare una copia di Alice nel paese delle meraviglie - mia madre lo riteneva un libro “troppo moderno” [sic!] - è facile immaginare quanto improbabile potesse essere per me, bambina, l’incontro con un libro Emme, sebbene io sia nata proprio nell’anno di avvio della casa editrice. Cosicché il primo libro Emme che ricordo di avere avuto per le mani non è per bambini. Erano i primi anni Ottanta e, ormai all’università, mi capitava di trascorrere diversi sabato pomeriggio al Libraccio, dove amavo starmene tra casse di libri usati da sistemare. Quel chi mi interessò, allora, de Il problema inventato di Marcello Bernardi (Emme, 1971), prima ancora dei contenuti, fu la frequenza con cui mi capitò di avere a che fare con lui e col suo “seguito”, La maleducazione sessuale (Emme, 1977).

Con tutta evidenza erano stati dei best-sellers e ora, sfumata l’urgenza della necessità, in tanti se ne liberavano. Ma di che tipo di best seller doveva essersi trattato all’epoca? Anzi, di long seller, considerate le continue ristampe. Mi informai sull’autore: un pediatra tanto popolare – anche per Il nuovo bambino (Milanolibri, 1972) – quanto scomodo per le sue idee antiautoritarie, utopiche forse, certo rivoluzionarie perché libertarie. Per la sua considerazione dei bambini non come piccoli incapaci da ammansire e ammaestrare, ma come maestri cui gli adulti devono prestare attenzione, tempo, rispetto, autenticamente.
«Pensare che il bambino debba essere educato e l’adulto no è addirittura ridicolo. Se si ammette, e non vedo come sia ragionevolmente possibile il negarlo, che l’educazione sia un’operazione dialettica di cui la persona è soggetto, e non oggetto, e che costituisca la spinta primaria a ogni momento evolutivo, non si comprende per quale motivo l’adulto possa farne e meno».

 Forse non è stata una coincidenza il fatto che Il problema inventato sia stato il primo volume della gloriosa Il Puntoemme, collana di saggistica capace di affrontare con determinazione e coerenza, nel corso di una quindicina d’anni, argomenti di carattere pedagogico da punti di vista sempre critici e originali.

Bernardi non è il solo, in quegli anni, a indicare i bambini come la parte di sé che l’adulto ha dimenticato e con cui deve riconciliarsi, mettendosi sullo stesso piano, con curiosità e lealtà. Insieme a lui Rodari, Lodi, Malaguzzi, il Movimento di Cooperazione educativa, l’amico di una vita Roberto Denti e tanti altri che hanno scelto di percorrere le loro strade dando la mano ai bambini, spesso lasciandosi guidare da loro.
«Come si fa ad avere la possibilità di soddisfare i propri desideri, se non si riesce ad andare oltre i desideri suggeriti dagli altri? Per essere liberi di fare qualche cosa bisogna sapere che cosa fare e se non si ha della fantasia si può sapere soltanto quello che gli altri vogliono sia fatto.»

Bernardi era un medico, ma il suo sguardo non aveva l’arroganza di voler medicalizzare il mondo che invece amava affrontare con stupore e allo stesso tempo con disincanto. Mai per compartimenti stagni, tutto è degno di interesse e interrelato, niente può essere insegnato, se non con l’esempio diretto perché si impara facendo.




















«Se dovessi dare retta alla mia esperienza potrei dire che il bambino generalmente diffida dell’adulto. Ciò che l’adulto gli propone (impone) non è sempre accolto con entusiasmo. Questo della scatola del dottore mi sembra un esempio abbastanza dimostrativo. Quando il bambino gioca al dottore  vuole divertirsi col corpo umano, col suo, con quello dei compagni e delle compagne, col corpo vero, caldo, pieno di segrete seduzioni, di affascinanti divieti… non con uno stetoscopio e un martelletto per i riflessi o un laccio emostatico. Il bambino che gioca al dottore non vuole, penso, imparare a fare il dottore. Vuole trasgredire un tabù. Che si potrebbe supporre sia appunto il tabù del corpo umano come giocattolo.»

Nessuna regola preconfezionata può educare un bambino; nessuna scuola dà strumenti per riconoscere la natura che ci è propria ma soltanto costringe a calpestare solchi già tracciati da altri senza un perché comprensibile.
«[…] all’atto pratico, è ben difficile trovare due persone che siano d’accordo su ciò che debba intendersi per educazione sessuale, su ciò che si dovrebbe fare, dire e insegnare. […] non si tratta di costruire un sistema teorico, filosofico, politico, o economico, piuttosto che un altro; si tratta di concedere ai nostri figli la possibilità di essere uomini felici, liberi, responsabili. Si tratta, tutto sommato, di non interferire nel loro divenire, di non condizionare il loro futuro, di non mettere in crisi, al limite, le loro ragioni di vita.»

Molti anni dopo ho ritrovato l’intelligenza luminosa e caparbia di Bernardi negli scritti di altri educatori che hanno esplorato territori confinanti a quelli percorsi da Bernardi, con lo stesso entusiasmo e la stessa intolleranza per i luoghi comuni e le tante ipocrisie pseudoeducative che zavorrano le giornate di bambini e ragazzi: da Giuseppe Pontremoli in Elogio delle azioni spregevoli a Fabio Pusterla con Una goccia di splendore, a Franco Lorenzoni, I bambini pensano grande. Cronaca di una avventura pedagogica, ad esempio.
Ma quando l’anno scorso mi sono imbattuta in Make Love. Un manuale di educazione sessuale, di Ann-Marlene Henning e Tina Bremer Olszewski, (L’Ippocampo, 2013) mi è tornato in mente Bernardi e mi sono chiesta cosa ne avrebbe detto. Credo l’avrebbe tenuto nella sua libreria.


Alessandra Mastrangelo vive a Bergamo. Siccome non può stare senza almeno un libro sotto agli occhi, 25 anni fa ha pensato che occuparsi di biblioteche potesse esserle d'aiuto. Non si sbagliava, perché sta continuando a farlo. È un'accumulatrice seriale di carta sotto varie forme: libri, giornali, scatole, calendari, carte da pacco, carte di agrumi, cataloghi di quasi tutto, carte da gioco orfane. Quintali, poi, le immagini ritagliate: era il 1968 quando ha infierito per la prima volta su un Postal Market della nonna. Tra le cose che le piacciono: visitare un museo senza incontrare nessuno fino all'uscita, scoprire che c'è un giardino botanico dove non è ancora stata. Quanto al suo noto interesse per il cibo, c'è troppo poco spazio per scriverne.

Dal nostro catalogo, Alessandra Mastrangelo ha scelto in regalo C'era una volta una bambina di Giovanna Zoboli e Joanna Concejo.

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.

Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.

Tutte le informazioni sul percorso espositivo che la mostra propone, per tutti coloro che la volessero visitare o ospitare, le trovate  qui.
Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie
I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete
I Martedì della Emme / 10: Dove c'era un prato 
I Martedì della Emme / 11: La vita quotidiana è una storia ricchissima
I Martedì della Emme / 12: Tutto cambia
I Martedì della Emme / 13: Sull'esser gufo
I Martedì della Emme / 14: Vedere l'altrove
I Martedì della Emme / 15: Possedere una fattoria

I Martedì della Emme / 16: Dentro le pagine
I Martedì della Emme / 17: Bill, prenditi la coda!  
I Martedì della Emme / 18: I Pensieri Più Perspicaci

I Martedì della Emme / 19: Emme come Meraviglia

mercoledì 19 febbraio 2014

Quando i libri sono in fermento

[di Alessandra Mastrangelo]

Che di questi tempi, in Italia, il settore dell’editoria per bambini e ragazzi sia uno dei pochi comparti a non essere sfiorato dalla crisi onnipervasiva è cosa nota e discussa. Le ragioni di questo trend in crescita costante da anni, hanno diverse spiegazioni.
Proviamo a lasciare i professionisti del settore ad arrovellarsi e immedesimiamoci in chi, oggi, se è disposto a farsi attraversare dalle storie, mettendosi in cerca di libri si troverà di fronte ad alternative di varie carature.
L’offerta libraria, infatti, è ampia, adatta a gusti molto diversi. Per orientarsi, paradossalmente, occorre darsi tempo e modo di perdersi, scartando fra il molto che convince poco, mettendo da parte quel che incuriosisce, puntando al volo su quel che piace. In tal modo, un po’ alla volta, si arriva a formarsi un gusto, una capacità di discernimento che farà da guida sempre più sicura per le scelte che verranno.


Per arrivare alla varietà offerta oggi dagli scaffali delle librerie e delle biblioteche, ci sono voluti anni di esperienze editoriali, che hanno visto l’avvicendarsi di autori, illustratori, grafici, uniti nel perseguire un'idea di libro e di bambino inconsueta fino a pochi decenni fa.



In Italia, in un panorama di proposte spesso banali, lo spartiacque è stata la figura di Rosellina Archinto che ha unito lungimiranza e tenacia nel portare avanti un progetto imprenditoriale innovativo e fuori dal coro quale quello di Emme Edizioni, avviata a Milano nel 1966.



Nell’aprile del 2013, la mostra Inventario. Tra le parole e le immagini di Emme edizioni. 1966-1985, a Sala Borsa a Bologna, (poi riproposta in dicembre con un diverso allestimento a Palazzo Reale, a Milano), ha dato occasione, attraverso una selezione di titoli ormai divenuti veri e propri classici, di riconoscere la portata di questa incredibile, coraggiosissima avventura editoriale.


Un’altra tappa recente in questo percorso di riconoscimento è stata la pubblicazione dal volume La Casa delle Meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, curato da Loredana Farina, a cui hanno collaborato alcuni fra i più originali studiosi italiani di storia dell’illustrazione e della letteratura per ragazzi, a rileggere un catalogo editoriale di quasi 800 titoli, secondo chiavi interpretative nuove.

Cliccate qui per scaricare il pieghevole con le informazioni sulla mostra,

Da questi giorni è disponibile un nuovo percorso espositivo che, ripercorrendo in senso cronologico alcune tra le uscite più significative, dà ulteriore testimonianza della qualità creativa, intellettuale, professionale e umana di coloro che insieme a Rosellina Archinto diedero vita al catalogo Emme: La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985). Tutte le informazioni tecniche sulla mostra sono disponibili nel pieghevole che è possibile scaricare, cliccando sull'immagine qui sopra.
Quando si visita una mostra si possono ricevere impressioni molto diverse. Ci sono mostre che cristallizzano l'oggetto dell'esposizione, creando una distanza che rimane insuperabile per il pubblico, e chi guarda è chiamato solo a essere spettatore, in un ruolo passivo.

Altri percorsi espositivi, invece, sono costruiti per coinvolgere, e costringono chi guarda a mettersi in gioco, stimolando, stupendo, incuriosendo, spingendo a saperne di più. E questo è esattamente quello che abbiamo voluto fare quando abbiamo incominciato a pensare a una mostra sui libri Emme. Libri che rappresentano un materiale ideale per una esposizione, anche solo per l’impatto delle copertine sullo sguardo, che è forte, oggi come allora, grazie alla capacità degli artisti che le hanno create non tanto pensando ai bambini in particolare, quanto a tutti coloro che, a qualunque età, si sarebbero divertiti a sfogliarli, come era capitato a loro iniziando a scrivere e disegnare storie.
A colpo d’occhio, osservando i singoli volumi di questo catalogo, si è partecipi di una produzione che, oggi come allora, si distingue per imprevedibilità, talento, soluzioni grafiche ancora ai nostri giorni poco frequentate nei libri per bambini, immagini e parole prive di quella morale edificante che imperversava nei libri editi ai tempi di Emme.
La mostra, ideata da Loredana Farina insieme a me, ha il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche ed è curata da ABCittà, una vivace cooperativa sociale milanese che sin dalla sua fondazione contribuisce a una riqualificazione dell’esperienza quotidiana della città.

Chi fosse interessato a ospitarla potrà agevolmente farlo, poiché la struttura espositiva è stata pensata per essere noleggiata e allestita nei contesti più diversi, grazie a una struttura agile e versatile: 20 pannelli tessili avvolgibili ai quali possono essere abbinati i libri originali che ancora sono conservati in moltissime biblioteche pubbliche, così da valorizzare anche il fondo Emme di ogni singola biblioteca, riportando alla luce gioielli ancora troppo poco conosciuti dai lettori di oggi.
Insegnanti, bibliotecari, genitori, bambini, illustratori, scrittori, educatori, grafici, editori, bibliofili: questi e tanti altri sono i possibili visitatori di questa esposizione. Nessuno resterà distaccato, chiamato a partecipare, contagiato dal fermento che questi libri generano: chi a leggere didascalie, chi a prendere appunti, chi a disegnare, chi a risolvere quesiti e giochi di parole disseminati fra le copertine. E tutti, naturalmente, a sfogliare i libri e a scoprirli.

L’esposizione si arricchisce, inoltre, dell’opportunità di organizzare interventi formativi per adulti incentrati sull'esame dell’esperienza editoriale di Rosellina Archinto attraverso diverse angolature; mentre i bambini potranno essere coinvolti in letture e laboratori ispirati ad alcuni dei numerosi autori che hanno partecipato all'avventura di Emme Edizioni.
Se siete interessati a questo progetto e volete avere informazioni, potete scrivere a me o a Marta Vireca.