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lunedì 17 dicembre 2012

Ritratto di cane con lacrima

La Ninamasina è uno dei miei grandi errori di valutazione. Quando l'ho conosciuta, circa tre anni fa, le avevo dato pochissima considerazione. Invece, col tempo, ho scoperto che è una persona poliedrica e intelligente, dotata di una cultura solida, di un gusto ben formato, di una creatività prorompente, ma ben controllata e della rara capacità di valutare con distacco il proprio lavoro, senza sottovalutarsi né sovrastimarsi.

La Ninamasina (al secolo Anna Masini) illustra, crea pupazzi, suona, realizza filmati (come questo) e booktrailer (anche per i Topi, come qui e qui), fotografa, realizza scenografie teatrali. E le resta anche il tempo per fare la bibliotecaria alla facoltà di Filosofia della Statale.


Adesso la Ninamasina ha anche fatto un albo illustrato. È un bell'oggetto oblungo, con copertina cartonata, pubblicato da Bruaà Editora in portoghese e inglese, con testo di Davide Calì e, invece delle solite illustrazioni, fotografie di un pupazzo di feltro: il bassotto Arturo. Il libro comincia così:





Questo è un libro che ho sbirciato spesso. E ho visto Anna crescere con lui, conquistare sicurezza e fiducia nelle proprie scelte, impegnarsi per difenderle, partecipare attivamente e positivamente al processo editoriale. Trovare il coraggio di chiedere consigli e avere l'umiltà di ascoltarli.



Il risultato è un libro inusuale, affascinante, con una cifra stilistica precisa. Un libro da comprare e da regalare nonostante un testo forse un po' troppo forzatamente poetico e una traduzione inglese con qualche pecca. Basterà Arturo a conquistarvi il cuore. E a farvi amare dal bambino a cui lo regalerete.



Se lo volete comprare, rivolgetevi allo Spazio b**k: ne ha qualche copia, fresh from Portugal.



Ma non è finita qui: la Ninamasina sta già lavorando a un libro per noi Topi. Chi ben comincia...

[Naturalmente, le immagini sono © Ninamasina e © Bruaà Editora, riprodotte con il permesso dell'autore.]

giovedì 8 novembre 2012

Grazie, Joanna!

L'anno scorso, appena prima di Natale, abbiamo ricevuto una busta da Joanna Concejo. Conteneva un taccuino Moleskine. Nel taccuino una straordinaria messe di schizzi e disegni serviti per preparare Una stella nel buio e poi non utilizzati per le illustrazioni definitive.

Sapendo dell'attaccamento che gli illustratori normalmente hanno verso i propri lavori preparatori, il gesto ci ha commosso, come ci hanno commosso le parole scritte all'interno della copertina.


Oggi il libro è uscito (ne abbiamo già parlato qui) e abbiamo pensato che tanta generosità e tanto affetto andassero ricambiati. Così, abbiamo chiesto alla poliedrica ed eclettica ninamasina, che aveva già dato ottima prova di sé qui), di realizzare un breve filmato per mostrare libro e  taccuino insieme. Si parva licet componere magnis, eccolo.



E per i fedeli lettori del blog dei Topi, qualche immagine in più.





martedì 10 aprile 2012

Presentarsi bene /4: Far libri

Fra ottobre e marzo, alla Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano si è svolto il primo corso che ha visto me, Paolo Canton, seduto in cattedra, invece che tra i banchi.
"Progettare il libro", si chiamava, e ha coinvolto diciotto allievi, principalmente illustratori e fumettisti, ma anche interior designer ed editor in un ciclo di otto lezioni teoriche e pratiche sulla progettazione tecnica e la realizzazione industriale e artigianale del libro.

Primi esperimenti di piega a concertina.
L'idea alla base del corso era fornire a chi ogni giorno deve pensare a dare una forma a contenuti verbali e iconici, gli strumenti per farlo nel miglior modo possibile. Pensavo anche, se non soprattutto, alla promozione della fondamentale esperienza dell'autoproduzione (della quale abbiamo parlato qui e qui), alla necessità di presentare portfolii e progetti a possibili editori (una questione alla quale abbiamo dedicato tre post - 1, 2 e 3 - e sulla quale presto torneremo), al desiderio di proporre al mercato libri diversi per formato, foliazione e confezione rispetto al canonico albo illustrato, ma non per questo non realizzabili economicamente.

Le mani cominciano a imparare.
Il corso ha anche avuto un'appendice diportistica, con la gita a Venezia, alla Bottega del Tintoretto e alle Editions du Dromadaire che Giulia Zaffaroni ha raccontato qui, e una professionale, a ranghi ridottissimi, per assistere a un avviamento e visitare lo stabilimento di stampa e legatoria delle Grafiche AZ.
Avviso agli ex-allievi tutti: non mi sono dimenticato della visita alla Tipoteca. Cosa ne pensate del 3 luglio?
Gli appunti di Lorenzo Sartori, allievo ossessivamente diligente.
Il corso viene ora riproposto in versione intensiva e canicolare, in trasferta: quindi, il sottoscritto tenterà di insegnare qualcosa sul fare i libri a un manipolo di coraggiosi, dal 14 al 17 luglio, a Roma. Il corso si svolgerà presso lo studio di Simone Rea, che in realtà sta a Cecchina (ai Castelli, dove fa più fresco) ma è facilmente raggiungibile dall'Urbe con la ferrovia Roma-Velletri. [Si precisa che in questo caso Simone non sarà insegnante, ma allievo. Il SUO corso sarà a Sàrmede.]

"C'era una volta un re...": un progetto di micro-libro girevole  di Anna Villani.
Cinque ore al giorno a sudare su formati, pieghe, scelta della carta, tecnologie di stampa, gestione del colore, tipologie di legatura; a fabbricare libri senza cuciture e senza colla; a confrontarsi con legature giapponesi e Wendingen. E, spero, a cercare soluzioni innovative per i progetti degli allievi.

Una brochure di autopresentazione realizzata dallo Studio Armad'illo
con una cucitura a pamphlet.
Rossana Molfetta e la zia Ninni sono già all'opera per organizzare gli eventi di contorno: trattamenti elioterapici e talassoterapici; visite a siti archeologici, anche sotterranei; degustazione di prodotti tipici locali. Insomma, non ci faremo mancare niente.

Il materiale di autopresentazione realizzato da Ninamasina
con diverse tipologie di pieghe a concertina.
I posti a disposizione sono limitati a 14. A oggi ci sono già cinque iscritti, fra i quali illustratori di grido, organizzatori di mostre di illustrazione, blogger.  Potete richiedere tutti i dettagli inviando una mail a info[at]topipittori[dot]it, indicando nell'oggetto "Richiesta materiale corso": riceverete un documento pdf con tutte le informazioni fondamentali.

Ci sarà poi, nuovamente, un corso milanese. Ma di questo vi daremo notizia più avanti.

[Credo che le prima due foto siano di Maria Chiara Banchini, ma forse sono di Nina Cuneo. Comunque, entrambe appartengono a Studio Armad'illo. Ringrazio Anna "Ninamasina" Masini, Anna Villani, Lorenzo Sartori e Studio Armad'illo per avermi permesso di riprodurre il materiale realizzato durante e dopo il corso.]

lunedì 6 febbraio 2012

Diario tardivo di un'illustratrice a Parigi

Quando abbiamo scoperto che sarebbe stata la prima volta di Anna a Parigi, non ci siamo lasciati scappare l'occasione. Così le abbiamo chiesto di raccontare la sua nuova esperienza per questo blog. Lei è partita (era la fine di novembre), è tornata (e non era ancora l'Immacolata), e ci ha pensato, ci ha pensato, ci ha pensato... ed ecco finalmente il suo post.

[di Anna Masini]

L'ingresso della mostra dedicata dal Salon al circo.
Caldo tropicale, luci abbaglianti, folla che spinge senza direzione, voci su voci e un gran baccano. Ecco, in sintesi, il Salon du Montreuil.
Ma si sa, l’apparenza inganna. In verità, le luci abbagliano per illuminare meglio, e la folla è in preda al delirio libresco. Quante mani che prendono, pigliano, sfogliano!
Il gran baccano, in fondo, lo fanno solo i ragazzini. L’adolescenza, come è noto, non perdona nessuno: culmine dell’assenza di grazia nella voce e nel movimento, eccola che accompagna folte schiere di bambini un po’ grandi, in scarpe da ginnastica e giaccone arrotolato sulla pancia. Ne basterebbero quattro, a briglia sciolta, per scatenare l’inferno. Riuscite a immaginare il frastuono di intere classi tutte insieme?
Sul caldo tropicale non c’è scusa che tenga: insopportabile per tutti.

Illustrazioni di Sara, La revanche du clown, Editions Thierry Magnier, 2011.
Dopo questi primi minuti spaventosi, i miei occhi iniziano a cercare dettagli appaganti. «Non siamo mica venuti qui per lamentarci», mi informano. Oh bene, nemmeno io. Diamoci da fare, allora.
Ed ecco che pile su pile di libri su libri hanno il loro effetto salvifico: in caso di folla estrema, ne apro uno a caso e mi sento subito al sicuro.

Illustrazioni di Gérard Lo Monaco,  Magique circus tour, Helium 2011.
Comincio a orientarmi, e noto che la prima cosa speciale di questo Salon, che visito per la prima volta, è che ho l’impressione di riuscire a vedere tutto contemporaneamente.
Molti editori li conosco già grazie ai cataloghi, a internet, ai blog. A Bologna, evento che conosco un po’ meglio, la Francia è quasi tutta racchiusa in un quadrilatero inaccessibile. Qui invece, ogni stand è grande e ricco e i libri sono davvero tanti, alla portata di tutti, da guardare e da comprare.

Illustrazioni di Gérard Lo Monaco,  Magique circus tour, Helium 2011.
Poi, una gran folla in coda. Quasi nessuno ha la cartellina e il pubblico è assai eterogeneo. Decisamente, non sono tutti illustratori. A Bologna una fila di fronte a uno stand significa che l’editore sta visionando portfoli... qui che succede?
Si chiamano dédicaces e sembrano essere imperdibili. Mi avvicino, leggo meglio... e se avessi la pazienza di aspettare dietro a tutte quelle schiene e quelle giacche e quelle gambe e quelle scarpe, potrei portarmi a casa un libro con il frontespizio dedicato e illustrato dai miei autori del cuore. Ci penserò a lungo, la tentazione è forte e so che potrebbe diventare incontenibile. Mi immagino tornare a casa con lo zaino grande come un palazzo, le ginocchia piegate sotto il suo peso e poi, una volta arrivata, rimirare bramosa il ricco bottino. Ma non cedo, e resisterò strenuamente anche nei giorni successivi.

Barnhominum, Emmanuelle Houdart.
Riavvolgo i pensieri e mi guardo intorno. Bambini, bambini, bambini: un’infinita distesa di bambini. Sono circondata!  Tanti, tantissimi, sempre ben ordinati e a volte in doppia fila, decine di piccoletti seguono i maestri come i topolini seguirebbero il pifferaio magico. Fagottini con lo zainetto, in silenzio bisbigliato, subito stanchi, che si accovacciano sulle ginocchia e poi camminano mano nella mano, e sono così tanti e così bassi che, se mi distraggo un momento, ho paura di calpestarli.
Ritroverò altrove a Parigi quest’immagine dei bambini in fila sussurranti. Classi splendidamente miste in visita ai musei, sempre muniti di un foglio bianco per disegnare quello che vedono. E, ancora, fuori, per strada, a disegnare un monumento o una fontana. Certo è un dicembre mite. Ma l’inverno qui non sembra spaventare nessuno.

Barnhominum, Emmanuelle Houdart.
Un’altra peculiarità del Salon, e chi c’era lo sa, sono gli appuntamenti con i direttori artistici. Fissati prima di partire attraverso una rocambolesca richiesta via internet, sono stati una bella occasione per mostrare il mio lavoro agli editori prediletti e ambiti, in uno spazio riservato e dedicato a questi incontri. Però, il caldo e la confusione del piano inferiore, che ospita anche un bar, una mostra, una mini-biblioteca e uno spazio per gli incontri/laboratorio con le classi, sono terrificanti. Non c’è uno spazio per aspettare, si crea una fila disordinata, gli orari degli appuntamenti slittano quasi tutti e poi non si sente quando chiamano il tuo nome... tra illustratori ci scambiamo sguardi di sconforto e sorrisi stanchi.

Barnhominum, Emmanuelle Houdart.
E poi: circo! Il tema illustrato di quest’edizione. Un circo disegnato, ritagliato, costruito, interpretato da alcuni grandi illustratori francesi. E una mostra, allestita ad hoc per il Salon, che ha raccolto ed esposto queste opere in tutto il piano seminterrato, su uno sfondo nero, nerissimo dove i colori risaltavano forti e dove si muovevano contemporaneamente le fila di bambini, i visitatori adulti, gli illustratori stanchi, gli insegnanti, gli omoni della security e tutte quelle persone che in un modo o in un altro sono state la gente di Montreuil.
A distanza di un mese, ricordo ancora con vivida chiarezza i collage di Sara, i funamboli di Benoit Jacques e l’haute couture di Emmanuelle Houdart. Quest’ultima in particolare mi ha fortemente colpita: non ho mai amato molto le sue figure disegnate, ma le realizzazioni tessili che ho visto in mostra a Montreuil erano un vero incanto.

Barnhominum, Emmanuelle Houdart.
Mi fermerò a Parigi ancora qualche giorno.
Prima volta per tutto, in questo viaggio. Primo Salon, prime passeggiate nella Ville Lumière.
E per molti giorni, anche una volta tornata a Milano, mi sentirò sovraccarica di immagini e un po’ stregata.

Funambulibili, Benoît Jacques.
Funambulibili, Benoît Jacques.

sabato 31 dicembre 2011

Vedo, prevedo, stravedo!

La prodigiosa Famiglia Hans

Ogni anno, nei pressi del 31 dicembre, una massa di pronostici sulle più disparate faccende si riversa sull'umanità. In questi giorni, fra tv, quotidiani, magazine e web, sembra che il futuro non possa fare a meno di essere scandagliato in ogni aspetto: dal modo in cui i pianeti influenzeranno le nostre esistenze, al modo in cui ci si vestirà, a quello in cui si mangerà, a come ci si divertirà, a come si spenderà, a come si trascorrerà l'estate, che sembra un tempo favolosamente lontano da questo orizzonte invernale...
A questo punto, ci si potrebbe aspettare una nota polemica su questa valanga di previsioni. Sbagliato. Quest'anno, infatti, non saremo da meno. Nel piccolo del nostro blog, ci uniremo al coro dei Nostradamus e dei trendsetter di tutto il mondo, per preconizzare cosa vi succederà e come vi dovrete comportare nei prossimi mesi. Lo faremo grazie agli auspici di una potente famiglia di topi con agganci in ogni ambito della cultura, del sapere, del costume, dell'estetica e dell'economia. Sto parlando della Famiglia Hans, creata dal genio multiforme di Ninamasina Handmade. Grazie alle doti divinatorie e al sopraffino sesto senso di questi personaggi, il 2012 non avrà segreti per voi, e sarà, ça va sans dire, una passeggiata. Buona lettura.

Hans Weathereport
Avete sempre pensato che è il tempo che influenza l'umore? Da oggi avrete modo di ricredervi: è l'umore che influenza il tempo. La notizia viene dall'Università di Galvestone, Texas, dove un gruppo di ricercatori ha scoperto una studentessa in grado di creare grossi cirrocumuli col solo ausilio del malumore provocato in lei dalle telefonate alle madre. I ricercatori rivelano: «Piccoli comitati di quartiere, riunendosi e concentrandosi a dovere, potrebbero intervenire sulle condizioni meteorologiche di intere zone della loro città, determinando i fenomeni auspicati: caldo, freddo, pioggia, nebbia, neve. E persino modificare il corso delle stagioni.» Brenda Cox, combattiva pensatrice New Age, ha affermato in proposito: «A questo punto, non sarebbe così strano se i recenti cambiamenti climatici fossero il risultato delle alterazioni patologiche dell'umore della razza umana.» Da oggi, dunque, se, come i redattori dei tg, fate parte della categoria di chi si lamenta incessantemente del tempo, sappiate che siete voi stessi a determinare le vostre condizioni meteorologiche.

Hans Economist
Lo stimolo all’economia passa per l’incentivazione alla spesa: come diceva il vecchio George W. Bush dopo l’11 settembre, «Se volete aiutare l’America, andate al centro commmerciale.» Oggi, nonostante la crisi finanzaria, la manovra Salva Italia e la recessione in arrivo, incentivare la spesa è facile: dal 1 gennaio, usate solo monete metalliche. Basta assegni, banconote e carte di credito. Con questo semplice sistema, ogni volta che spenderete, per poco che sia, vi sentirete più leggeri e felici, sentendo qualche chilo di questa “moneta pesante” uscire tintinnando dalle vostre tasche. Un bell’impulso all’economia: l’aumento della domanda farà diminuire i prezzi, stimolando ulteriormente la domanda, in un circolo virtuoso di crescita che coinvolgerà consumatori, commercianti, produttori e sarti specializzati in tasche rinforzate. E gnacche alla formica ammucchiarona, come diceva il Fosco Maraini.

Maison Sorelle Hans
Nel futuro di questi tempi di crisi prevediamo il sorgere di un movimento di elegantoni: i neodandy. Perché non c'è dubbio: l'era del fashion a tutti i costi è al tramonto. Oggi è out tutto ciò che fa moda. Basta con le code davanti ai negozi del lusso. Basta indebitarsi per una stupida borsetta o un insulso paio di scarpe dal nome di torero. No alle ragazze trendy con il vestito giusto per ogni ora del giorno. Cancellate una volta per tutte quelle noiose di Madonna e Lady Gaga, eternamente in corsa dietro bustier sadomaso e stivaletti da domatrici di tigri. Il nostro tempo impone massima superiorità all'apparenza, sprezzo delle convenzioni, e una condizione di creativa nonchalance. E dagli States giungono le prime avvisaglie. La tendenza più cool è: spegnete la luce e vestitevi al buio. Ramazzate dall'armadio le prime cose che trovate, senza penosi e sorpassati tentativi di abbinamento e buon gusto. Sarete impeccabilmente chic. Il caso e la necessità vi faranno da guida, come accadeva ai nostri antenati nelle caverne o a certi poveracci che ancora oggi, ci dicono, si svegliano col buio per andare a lavorare. Ci sembra si chiamino pendolari, o qualcosa del genere.

Hans Lifestylist
Pensate ancora ai soldi? Vi dannate l'anima per quei quattro risparmi che avete in banca? Ma via! Non vi vergognate? L'imperativo dei nostri tempi è: fatela finita con le preoccupazioni materiali. Basta con i conteggi e le recriminazioni. Oggi quel che vale è la ricchezza interiore, l'hic et nunc, lo slancio del cuore! Avete difficoltà ad arrivare alla fine del mese? E smettetela di lamentarvi! Piuttosto fatevi un bell'orto! Si chiama economia di sussitenza e ha funzionato per centinaia di anni: non sarete certo voi con le vostre pretese a metterne in dubbio l'efficacia. E poi, se Michelle Obama si è messa a seminare sul retro della Casa Bianca, potete ben  farlo anche voi, a testa alta. Ricordate l'antica massima monastica? Ora et labora. Mentre date di zappa, avrete modo di innalzare lo spirito alle regioni celesti, con gran beneficio del corpo e dell'anima. Due piccioni con una fava, dicevano i nostri nonni. I latini, invece, Mens sana in corpore sano. Su a Sanct Moritz ho piantato anch'io due patatine e vi assicuro che avete tutto da guadagnarci.

Hans Chef
Sostenibilità. Sostenibilità. Sostenibilità. È questo l'ultimo grido della buona tavola. Un taglio ai consumi inutili e agli sprechi. Basta con gli esotismi raffazzonati e antiecologici. Sì, invece, alla cucina fusion, e alle sue geniali contaminazioni, ma che siano, rigorosamente, a chilometri zero. Come? È presto detto: in tutte le capitali sono sempre più numerosi i seguaci di questo nuovo stile alimentare take away. Bidoni e cestini della spazzatura, come ci insegnano i gatti, veri e propri geni di sopravvivenza, sono preziose miniere di ingredienti ancora in ottimo stato, da rielaborare con felice creatività in tante gustose e saporite ricette. E magari rallegrate da festose apparecchiature, come ci insegna l'inesauribile Benedetta Parodi capace di riciclare con casalinga ingegnosità una ratamaglia apparentemente inutilizzabile, in assurde tavole degne degli anni Cinquanta. Darete il buon esempio ai vostri vicini, mostrando loro quante buone cose vanno sprecate dalle loro tavole spendaccione, e, più meritorio ancora, sarete d'esempio a quei maleducati dei loro marmocchi che si abbuffano di schifezze piantate invariabilmente a metà senza che nessuno ci trovi niente da ridire. Mostrate al mondo di che pasta siete fatti. Ritrovate lo stile di una sana, onesta sobrietà.

Hans Wellness
La buona notizia è: contro ogni  previsione e aspettativa, questo è davvero l'anno del benessere. Perché, diciamolo: tutto congiura a fare di noi un manipolo di salutisti. Poco cibo, molto movimento. E la testa sempre, sempre al lavoro, fino a tarda notte e fino a tarda età: così non si invecchia, perdendo tempo e oziando come hanno fatto quei pelandroni, gottosi e sovrappeso, dei nostri predecessori. L'auto costa troppo? Non potete più permettervi i mezzi di trasporto? Piantatela coi mugugni e fate di necessità virtù: alzarsi mezz'ora prima per raggiungere il posto di lavoro a piedi o in bicicletta, vi darà modo di esercitare il vostro fisico mollaccione, senza che andiate a spendere capitali in palestra per tonificare glutei e sederi depressi da uno stile di vita sinceramente improponibile, che finalmente avrete modo di mettere in discussione, dando una svolta alla vostra vita con un po' di sana avventura, dinamismo, sfida ai vostri limiti.

Hans Nostradamus
E per chiudere: il pronostico più sensazionale. Viene, ovviamente, da Hans Nostradamus. Questo straordinario veggente, infatti, per il 2012 non ha previsto scontri fra imperi, crolli di economie, rivolgimenti politici e catastrofi naturali. No, nelle sue oscure centurie, ha vaticinato un fenomeno sconvolgente e assolutamente imprevisto:

Barbuti saccenti e severe sibille
dismesse le noiose tiritere
volgon le penne ad alte quisquille
che paion fole e in vece sono vere.


Come non leggere tra le righe l'uscita, sui due principali quotidiani nazionali di un inserto cultura settimanale, di ben quattro pagine, dedicato ai libri per ragazzi? A stare alle parole allusive del topo indovino, vi parteciperanno alcuni dei maggiori intellettuali e scrittori del momento. E pensate: una volta che l'avrete letto, grazie alle belle illustrazioni ci potrete anche incartare i regali, senza tema di brutte figure! Non è fantastico?

Hans Ghostwriter
Insomma, cari lettori, avete capito.
Il messaggio della Famiglia Hans per questo lugubre 2012 è: bando allo scetticismo! Pensavate che l'attuale congiuntura rappresentasse una scarogna nera (con finale apocalittico: 12.12. 2012) e invece, sorpresa! È questo il momento ideale per ritrovare voi stessi e le buone virtù compromesse dall'avvento di anestetizzanti tecnologie. Come dicevano i nostri avi: gambe in spalla. Mostrate a tutti chi siete! Siate reattivi! E naturalmente: grazie di seguirci con tanta buona disposizione.
A voi uno splendido anno nuovo.
(Un grazie ad Anna Masini per averci permesso di utilizzare le sue foto dei suoi splendidi topi, oltre che per tutto quello che fa per noi e per questo blog).

Hans che vi fanno gli auguri!

giovedì 1 dicembre 2011

Guardando le stagioni

Una delle nostre novità di quest'autunno è Primavera estate autunno inverno di Francesco Pittau e Bernadette Gervais.

Abbiamo deciso di acquisire i diritti e accoglierlo nel nostro catalogo per diverse buone ragioni.
Ve ne dico alcune.

Per la bellezza, l'eleganza e la misura.

Per il fatto che è un pop up, ma senza effetti speciali.

Perché tutte le animazioni a cui ricorre sono finalizzate ad accendere la meraviglia, sollecitando l'attenzione, senza sovrastimolarla.

Perché è un libro che rispetta gli occhi e l'intelligenza dei bambini senza fare chiasso, proponendo in modo limpido, piano, la bellezza delle forme naturali che non hanno bisogno di altro che di essere guardate bene, per lasciare stupefatti.

Perché racconta cosa significa cambiare, crescere, svilupparsi, partendo da quello che si ha sotto gli occhi, e spesso non si vede, e invece è parte della vita: una parte che può insegnare molto.

Qualche giorno fa ho ascoltato una intervista in cui Toni Servillo, a proposito di recitazione, spiegava:

Lo stile è la posizione morale che un artista non separa mai dalla sua proposta estetica, dalla qualità del suo segno estetico, il che significa che, contemporaneamente alla sua scelta artistica, vi è sempre in maniera non demagogica, un modo di dire al pubblico cosa egli pensa dello stare al mondo, da tutti i punti di vista. 

Ecco, la bellezza misurata di questo libro esprime un punto di vista sulle cose che condividiamo.

Adesso vi lasciamo giudicare da soli. Il video è stato realizzato da Anna Masini nostra creativa, generosa e insostituibile collaboratrice. Grazie, Anna!


Pittau&Gervais - Primavera Estate Autunno Inverno ©Topipittori from ninamasina on Vimeo.

venerdì 4 novembre 2011

Illustrazione, impegno e presenza civile

[di Anna Masini]

C’è un proverbio africano che dice: "Se vuoi arrivare per primo, cammina da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme".
Che cos’è un lavoro di gruppo? Funziona così. Le idee condivise e messe in comune generano energia, il confronto stimola e aiuta a riflettere, l’aiuto reciproco sostiene e rafforza.
Due anni fa circa, davanti a una tazza di tè in studio da Giulia Orecchia, illustratrice e amica carissima, nacque quest’idea di uscire dalla solitudine.
Il mestiere dell’illustratore è estremamente solitario. Matite, pennelli, libri, computer, email... talvolta una voce, raramente uno sguardo.
Perché non ci diamo un appuntamento collettivo? mi disse. Tra illustratori ci si conosce tutti, ma non si lavora mai insieme. Troviamoci un sabato pomeriggio, facciamo merenda, chiacchieriamo... e vediamo cosa salta fuori.


Un mese dopo, a metà dicembre del 2009, ancora inconsapevole della sua forza, nasceva il gruppo di illustrAzioni in corso (di cui in questo blog si è parlato qui). Le persone avevano bisogno di contatto, e la creatività è esplosa.
Ero entusiasta. Da illustratrice esordiente non conoscevo molti colleghi, e credevo che la solitudine fosse più che altro una caratteristica della mia indole. Ritrovare parole e gesti di somiglianza in tanti volti dalle tante e diverse esperienze è stata una folgorazione.


 L’appuntamento del tè da Giulia è diventato mensile, e già al secondo incontro nasceva il primo progetto, una performance... anzi, no: una vera e propria illustrAzione, un’azione in corso illustrata, una serie di immagini in divenire, un libro che si sfogliava sul vetro di una vetrina mentre fuori pioveva piano. Di quell’evento è stato fatto un video che potete vedere qui.



Alla prima illustrAzione ne sono seguite altre: gessettate in piazza per i diritti dei bambini, per la nave dei diritti che da Barcellona sbarcava a Genova, per i bambini di Gaza, per il diritto alla cultura e alla bellezza. Abbiamo messo in piedi un blog e una galleria fotografica dove pubblichiamo tutte le novità, gli aggiornamenti e le immagini di ogni illustrAzione.



Il gruppo ormai è consolidato e si forma ogni volta per libera aggregazione, lavorando con l’obiettivo comune di impegnare i talenti di ciascuno in un lavoro che coniughi cultura e bellezza con impegno e presenza civile. Ci piace sperimentare e progettare in maniera innovativa, certi che il linguaggio visivo parli sia dentro che fuori dai libri.

Fabbrica l’Arte è l’ultimo risultato di questo esperimento di gruppo. Per tutto il mese di ottobre, ogni domenica, abbiamo dato il nostro contributo al FAI nella proprietà di Villa Necchi Campiglio.
Abbiamo progettato e realizzato una serie di laboratori ad hoc per la Villa, prestigioso esempio di architettura razionalista e di design del Novecento, che ospita al suo interno l’interessante collezione d’arte di Claudia Gian Ferrari.




Quattro incontri sul tema della pittura, della scultura, del design e della moda dove i bambini, sempre accompagnati dai genitori, sono stati portati a osservare e a ragionare, insieme, sul valore della Bellezza e della Cura, attraverso la curiosità, la conoscenza e il gioco.


Il percorso di Fabbrica l’Arte termina questa domenica, 6 novembre, con una mostra a ingresso gratuito dove verranno proiettate le foto dei quattro incontri e, per l’occasione, saranno esposte le opere dei 16 illustratori che hanno partecipato al progetto e che hanno reinterpretato le sculture di Villa Necchi Campiglio. Se siete in zona, mi raccomando, veniteci a trovare.

[Tutte le fotografie che corredano questo post sono di Anna Masini e si riferiscono ai laboratori Fabbrica l’Arte, tenuti da illustrAzione a Villa Necchi Campiglio.]