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venerdì 6 marzo 2015

Domani, dai Topi!

Domani, sabato 7 marzo 2015, le porte della tana dei Topipittori si apriranno per accogliere chi vorrà festeggiare con noi Joanna Concejo e l'uscita del suo nuovo libro: C'era una volta una bambina, con testo di Giovanna Zoboli. 
Joanna sarà disponibile per dedicare copie, insieme a Giovanna Zoboli, e fare piccoli disegni personalizzati. Saranno disponibili per l'acquisto tutti i suoi libri pubblicati con Topipittori e alcune preziose chicche, come il grande leporello Le prince à la patisserie, che ha pubblicato lo scorso anno con un editore polacco, o il catalogo della sua mostra a Montbeliard, attualmente in corso.



Joanna ha anche portato tre stampe a tiratura limitata, numerate e firmate, che sarà felice di vendere e dedicare.




Poi ci sarà una piccola esposizione degli originali di C'era una volta una bambina. E vi assicuriamo che questi, da soli, valgono il viaggio.



Quindi, inforcate un velocipede, calzate i pattini a rotelle, balzate in sella alla vostra moto, fare ruggire il motore della vostra auto, acquistate il biglietto del tram, del treno, dell'aviogetto e accorrete.
Per premio ai volonterosi, saranno anche disponibili tutti i libri dei Topipittori e il solito cestone dei libri orfani in cerca di genitori adottivi, a soli 5 euro. Ci saranno anche disponibili alcune novità in anteprima, fra qualche giorno in libreria e pronte per la fiera di Bologna: Tondo tondo e quadrato di Fredun Shapur, In mezzo alla fiaba di Silvia Vecchini e Arianna Vairo, Quando il sole si sveglia di Giovanna Zoboli e Philip Giordano, Depero e la Casa del Mago di Marta Sironi e Lucia Pescador.

Insomma, per fare un po' di spesa, farsi dedicare un libro, guardare Joanna che disegna in diretta, fare due chiacchiere vi aspettiamo in viale Isonzo 16, dalle 11.00 alle 18.30. Domani. Sabato. 7 marzo 2015. 

[In viale Isonzo si arriva con la metropolitana 3, fermata Lodi TIBB; e con i filobus 90/91 e 92, capolinea; e nelle vicinanze passano il tram 24 e l'autobus 62]

sabato 18 gennaio 2014

È stampato!


Venerdì mattina, molto presto, alle Grafiche AZ, a Verona, accompagnati da un personaggio misterioso che presto ci racconterà le sue impressioni, abbiamo assistito all'avviamento della stampa del prossimo libro di Beatrice Alemagna: I cinque malfatti. 


Per cinque malfatti ci sono voluti ben cinque colori. Abbiamo stampato in simultanea l'edizione Topipittori, in libreria verso il 20 febbraio, ma anche quella francese per Hélium e quella brasiliana per WMF Martins Fontes.


Dato che non stiamo più nella pelle, nonostante le foto siano piuttosto brutte, abbiamo pensato di condividere con i lettori del blog questa anteprima dell'anteprima.


I librai possono già prenotarlo dal distributore. Gli altri dovranno attendere. Speriamo di riuscire a organizzare una sessione di dediche alla Fiera del Libro per Ragazzi a Bologna. Ma l'agenda di Beatrice sarà molto, molto piena. Quindi tenete le dita incrociate e aspettate comunicazioni ufficiali.


Per il momento, accontentatevi di queste immagini. Ma se proprio non riuscite ad aspettare, potete consolarvi comprandovi Buon viaggio, piccolino, o Che cos'è un bambino?.
Buon fine settimana dai Topi.

martedì 26 febbraio 2013

Il pigiama dei vostri sogni

Fino a oggi siete stati convinti che dormire fosse la più semplice e naturale delle attività umane?
Beh, niente di più sbagliato. Pisolare è un'arte. Un'arte da raffinati intenditori, alla quale introdurre i bambini fin dalla culla per non far perdere loro un solo minuto di gioia pisolona.

Chi lo dice? Noi, naturalmente, forti della nostra autorità di Topi.

Per facilitare al nostro pubblico di piccoli e grandi lettori il severo apprendimento di questa ardua e sofisticatissima disciplina - l'arte della nanna -, è con fierezza, non disgiunta da un lieve senso di sonnolenza, che vi annunciamo l'uscita de Il grande libro dei pisolini: il vademecum in rima della nanna nelle sue mille sfumature, la bibbia del letargo, il baedeker della notte.


Una ninna nanna scritta da Giovanna Zoboli e illustrata superbamente da Simona Mulazzani, per imparare a:
sognare,
russare,
riposarsi,
rilassarsi,
pisolare,
parlare nel sonno,
addormentarsi,
farsi cullare,
andare in sonnambula.


Una irresistibile galleria di
piccoli pigroni del regno animale,
cultori di pigiami,
collezionisti di plaid,
amanti del cuscino,
devoti della ciabatta,
stilisti della pantofola,
esperti di materassi,
artisti del lenzuolo.



Un libro indispensabile per incamminarsi con fiducia nel paese dei sonni leggeri e di quelli pesanti. Ideale per dormiglioni, insonni, sognatori, esploratori del silenzio, timorosi del buio, viaggiatori delle stelle.


Questo imperdibile supporto alla felicità domestica vostra e dei vostri bambini, è stato pubblicato anche in francese da Albin Michel Jeunesse (nella bellissima traduzione di Bernard Friot), in greco da Ekdoseis Kokkino. E sarà di prossima pubblicazione in inglese per Eerdmans Books for Young Readers.


Per festeggiare insieme al nostro pubblico di appassionati lettori l'uscita de Il grande libro dei pisolini, siamo lieti di lanciare un grande concorso per costumisti della notte:

IL PIGIAMA DEI VOSTRI SOGNI
il primo gioco dei Topipittori per illustratori.


Cose che bisogna sapere sul gioco per illustratori:
1) Non si vince niente.
2) Non si cedono diritti di nessun tipo sull'immagine inviata al gioco, se non quello di pubblicazione nel blog e sulla pagina Facebook dei Topipittori. L'immagine e i relativi diritti restano di proprietà dell'autore.

Cosa dovete fare:
a) Realizzare un'illustrazione, con qualsiasi tecnica che raffiguri il pigiama che avete sempre sognato di indossare. Ricordatevi che deve essere il pigiama dei vostri sogni. E quindi potete farlo indossare a chiunque. O a nessuno. O a due o tre persone simultaneamente. 
b) Riprodurre l'illustrazione in formato jpg, facendo in modo che il file non superi i 200 kb.
c) Inviare il file all'indirizzo email pigiamitopi@gmail.com entro le ore 23.59 del 6 marzo 2013 (farà fede l'ora di ricezione indicata da gmail).
d) Aspettare pieni di speranza.

Che cosa accade dopo il 6 marzo:
i) Una giuria composta da Topi (Giovanna, Valentina, Marco e Paolo) selezionerà venti illustrazioni fra quelle pervenute. Il giudizio della giuria è insindacabile.
ii) Le illustrazioni selezionate saranno pubblicate in forma anonima nel blog dei Topipittori il giorno 13 marzo 2013 e sottoposte al giudizio dei lettori del blog, che potranno votare indicando il numero dell'immagine prescelta.
iii) I lettori del blog avranno tempo per votare fino alle ore 23.59 del 17 marzo 2013.
iii) Le tre immagini più votate saranno dichiarate vincitrici. Non vinceranno niente, ma saranno pubblicate in gran pompa, con accompagnamento di fanfare, in un post sul blog dei Topipittori il giorno 20 marzo 2013, con commosse dichiarazioni degli autori, motivazione della giuria e qualcos'altro che ci faremo venire in mente.

Diffondete e partecipate numerosi!

martedì 18 settembre 2012

Quando pensi che il tempo sia finito

I pani d'oro della vecchina, copertina.

Era il 9 marzo 2009, e fra molte altre mail ci arrivò quella di Annamaria Gozzi. Ci proponeva, con un messaggio sintetico, una storia: La vecchina di Natale (dolci segreti per distrarre la Morte). Aggiungendo due parole: “si tratta di una versione di una fiaba zingara con variazione di finale.” Passarono alcuni mesi. Il 13 luglio lessi la storia e risposi subito a chi l'aveva inviata: “Come vede, se non riusciamo a essere molto rapidi nelle risposte, questa mail attesta che prendiamo in considerazione davvero TUTTO il materiale che ci arriva. Avendo effettivamente trovato solo ora il tempo di visionare i materiali accumulati in questi mesi, le dico 1) che la sua storia ci interessa; 2) che mi auguro che la stessa non sia, nel frattempo, interessata ad altri.” In un messaggio successivo, scrissi ad Annamaria: “La ringrazio della sua telefonata. Mi ha fatto molto piacere parlare con lei. Ricapitolando. Le confermo assolutamente il nostro interesse per la storia che ci ha mandato. Come le ho detto, i tempi di lavorazione saranno lunghi, per le diverse ragioni che le ho esposto, per cui non siamo in grado ora di stabilire una eventuale data di uscita”.

I pani d'oro della vecchina, di Annamaria Gozzi. Illustrazioni di Violeta Lopiz.

Sì, certo, “i tempi saranno lunghi”.  Ma così lunghi, come poi sono stati, non se li sarebbe aspettati nessuno. Violeta Lopiz (che per noi aveva già illustrato La coda canterina) accettò con nostra grande gioia di occuparsi di questo libro. Dopo di che, si immerse nella lettura del testo e nella sua elaborazione. Che durò tre anni. Sì, tre anni tre. Annamaria ha avuto una pazienza infinita. In casa editrice si oscillava fra una crescente impazienza, momenti di scoramento e una caparbia fiducia nel risultato finale. Che poi, puntualmente, è arrivato, ripagando la lunga attesa. E oggi, alla fine di questo lungo percorso, il libro è in libreria col titolo I pani d'oro della vecchina.

I pani d'oro della vecchina, di Annamaria Gozzi. Illustrazioni di Violeta Lopiz.

Ora, misurarsi con la riscrittura di una fiaba non è da tutti. Annamaria Gozzi lo ha fatto con perizia, misura, finezza e modestia (dote più che mai fiabesca). E ha messo a punto un testo bellissimo. Violeta ha rinunciato a tutte le trappole che lo splendore e la ricchezza visivi del testo le tendevano. E ha seguito una strada che somiglia a quella dei bambini nelle fiabe: lunga e costellata di ostacoli di ogni tipo. Dev'essere per questo che ci ha messo tutto quel tempo. Tempo messo bene a frutto. Rappresentare la morte è un terno al lotto: e qui la morte la faceva da star. E nemmeno rappresentare la vecchiaia è un compito semplice. Del resto, quando abbiamo chiesto a Violeta se era interessata a questo libro, lo abbiamo fatto pensando che era uno fra i pochi illustratori con le carte in regola per affrontare questa prova.

I pani d'oro della vecchina, di Annamaria Gozzi. Illustrazioni di Violeta Lopiz.

La grande intuizione di Violeta, oltre a quella di economizzare rigorosamente gli strumenti espressivi (colori, segni, descrizioni), è stata di non seguire la scansione temporale della storia, ma di articolare una scansione visiva temporale autonoma, che si legge come un'unica sequenza, con la medesima unità di luogo e di tempo. Ha fatto questo riuscendo tuttavia a far sì che la sequenza temporale visiva e quella verbale, completamente diverse, quadrassero. Detto così, è complicato. Ma quando avete il libro in mano, è chiaro, chiarissimo. E questo risultato ha qualcosa di miracoloso. E, miracolosamente, funziona. E quando si arriva all'ultima pagina si rimane di sasso, con la gola stretta. E, insieme, con un senso di grande leggerezza.

I pani d'oro della vecchina, di Annamaria Gozzi. Illustrazioni di Violeta Lopiz.

Qualche giorno fa, ero in bicicletta per commissioni, e sono passata di fronte a una scuola elementare al momento dell'uscita dei bambini. Davanti al portone spalancato, una folla di papà, di mamme, di nonni, venuti a prenderli. Dentro al portone, in attesa di scendere i pochi scalini fino all'uscita, la maestra contornata da un nugolo di bambini. Mi hanno colpita quelle faccine serie, piene di attesa e di ansia. Ognuna di loro cercava il volto della persona conosciuta che era venuta per sorriderle e riportarla a casa. I genitori agitavano le mani, per farsi vedere. La maestra faceva uscire un bambino per volta. Ogni bambino le diceva se aveva visto in quel caos il papà, la mamma, il nonno. E solo allora lei gli permetteva di andare. Così il bambino scendeva i pochi gradini, infilava il portone e scompariva fra la folla sul marciapiede. Era una scena commoventissima. In quel momento, guardando quei bambini, ho rivissuto la paura fisica che si prova da piccoli con straziante intensità, di non trovare nessuno ad attenderti. La paura dell'abbandono e della solitudine. Dell'ignoto.

I pani d'oro della vecchina, di Annamaria Gozzi. Illustrazioni di Violeta Lopiz.

E in quell'esatto momento mi è venuta in mente la vecchina di Violeta e di Annamaria. E per la prima volta ho capito davvero il senso della storia. Della vecchina che invita la morte. Che ha il coraggio di parlarle, di farla sedere alla sua tavola. E che ha la grazia, l'umorismo e il rispetto profondo di sé e della vita per lasciarsi avvolgere, alla fine, lealmente, dal suo bianco infinito.
Mi sono detta: nel momento in cui non abbiamo più bisogno di vedere un volto conosciuto che ci attende fuori, oltre il portone, quando ci spoglieremo finalmente di ogni paura, e l'amore non sarà riparo ma pura forza, solo allora forse diventiamo noi fino all'ultimo atomo, pronti a scendere, soli, i pochi gradini che ci separano dal mistero, per scomparire dentro di esso.

Violeta Lopiz, schizzo preparatorio.
E mi è venuta in mente quella frase di Simone Weil sulla morte: “Ho sempre pensato che l’istante della morte sia la norma, lo scopo della vita. Pensavo che, per coloro che vivono come si conviene, sia l’istante in cui per una frazione infinitesimale di tempo penetra nell’anima la verità pura, nuda, certa, eterna. Posso dire di non aver desiderato per me altro bene.” Sapevo di non averlo mai capito, questo pensiero. E, soprattutto, mai accettato: mi sembrava un'enormità. Oggi, grazie a questo libro e a quei bambini fermi sul portone, credo di averne intuito il senso.


Violeta Lopiz, schizzo preparatorio.





Il pensiero della Weil, il gesto della vecchina che scivola nella bocca della morte per spuntare, rinata, sul bianco immacolato della pagina successiva, significano quello che Giuliano Scabia fa dire a Minghìn da Murmrè nel suo Canto del guardare lontano:

Quando credi che il tempo sia finito
comincia il viaggio che nessuno sa:
sulla soglia davanti è l'infinito
e, dietro, quello che ciascuno ha:
ma ora in questa luce rifiorito
dirò la cosa che accadendo sta:
noi viviamo nel tempo addormentati
sempre in attesa d'essere chiamati.


Che fiaba bellissima.

Violeta Lopiz, schizzo preparatorio.

venerdì 16 marzo 2012

Bologna Children's Book Fair 2012: la carica dei Topi!

Benissimo. Ci siamo.
Non so voi, ma noi siamo, già ora, allo stremo delle forze.
Perciò lunedì, al taglio del nastro, non garantiamo niente: sarà, come da copione, uno schizzare vorticoso di Topi da padiglione a padiglione. Se vi capiterà di trovarvi in mezzo a questa demenza rattona, auguri. Comunque, tanto per chiarire, ecco le posizioni ai banchi di partenza.
Paolo Canton e Valentina Colombo: ai diritti esteri.
Diletta Colombo: all'accoglienza e ai libri.
Giovanna Zoboli: agli incontri con illustratori, autori, amici e pubblico vario ed eventuale, e alle tavole rotonde.
Rispetto all'anno scorso, si registra un nuovo ingresso nello staff dei Topi: Anna Masini, detta anche Ninamasina o Ninetta o Annina o Annetta. Farà in modo che, di tanto in tanto, la povera Diletta possa mangiare una piadina e fare un giro alla toilette delle signore a rinfrescare trucco e messimpiega...

Ma nel nostro stand ci saranno anche parecchie altre persone. Oltre a voi, che ci verrete a trovare, gli editori con cui condividiamo lo spazio: Arianna Squilloni con la sua A buen paso,  Paola e Luca Notari con le loro Éditions Notari.

Ma non è finita: ai nostri tavolinetti si alterneranno i nostri autori a firmare i libri per i loro speriamo numerosi fans. Sia lode a loro, che sono bravi, laboriosissimi, simpatici, disponibili e pure belli.

Ecco qui il calendario:

lunedì 19, alle 16, Fabian Negrin firma le copie di Les enfants sont-ils des saints? e di tutti gli altri libri di Èditions Notari.

lunedì 19, alle 17, Alessandro Gottardo aka Shout  e Alessandra Berardi firmano le copie del loro mirabile C'era una voce. Stessa data e stessa ora, Simone Rea firma El actor edito da A Buen paso e le nostre Favole di Esopo;

martedì 20, alle 17, Guido Scarabottolo firma le copie del suo imperdibile Cose che non vedo dalla mia finestra. Stessa data, stessa ora, Fernando Pérez firma le copie di Conducir es fácil , edito da A buen paso;
stesso giorno alle 17.30, alla biblioteca Centro Riesco, via Ca' Selvatica 7,  Alicia Baladan presenta Cielo bambino;

mercoledì 21, dalle 14, Isabel Minhòs Martins e Madalena Matoso, per Éditions Notari, firmano libri e baciano fans;

sempre mercoledì, dalle 15 alle 15 e 30, Alicia Baladan, firma il suo Cielo bambino; mentre alle 17, Michele Petrucci firma le copie del suo già mitico A caccia di rane.


Intorno a lui ciondoleranno Tuono Pettinato e Giulia Sagramola, veterani della collana Anni in tasca graphic, a fare gli onori di casa e a rincuorare due prossime autrici arruolate nella collana: Zosia Dzierzawska e Marta Iorio, presenti per l'occasione. Ah, a proposito, Giulia Sagramola, insieme a Sarah Mazzetti, il 17 inaugura la mostra Camuffati, a Elastico, in vicolo de' Facchini 2A.


Infine, giovedì alle 13, Claudia Sonego di editoria ragazzi.com sarà al nostro stand per consegnarci la targa per il riconoscimento “illustrazione dell’anno” realizzata da Massimo Caccia per il libro C’è posto per tutti (è quella finale, con gli animali stipati nell’arca).

E infine io, in quanto Giovanna Zoboli, sarò:

martedì 20, alle 15 e 30, al Caffè autori, Pensilina di Collegamento, Pad. 29/30, a: Incontro con le librerie indipendenti: nuove proposte agli editori. Intervengono: Agata Diakoviez, Deborah Soria, Guido Affini. Modera: Giovanni Nucci;

mercoledì 21, alle 16 e 30, sempre al Caffè autori,  Pad. 29/30, a: Prospettive per il panorama letterario: il punto di vista degli Editor. Intervengono: Giovanna Zambon, Lodovica Cima, Renata Gorgani, Francesca Manzoni, Andrea Rauch, Rosaria Punzi, Della Passarelli. Modera: Giovanni Nucci.
Probabilmente la “Giovanna Zambon” che trovate nel programma sono io, ma non garantisco.

E, per chiudere, mercoledì sera, alle 19, fuori fiera, mi hanno invitato a parlare a Fruit, rassegna di microeditoria e autoproduzioni, che si tiene al quadriportico di Vicolo Bolognetti, all’interno dell’ex complesso di San Leonardo. L'incontro è a cura di Silvia Teodosi di gradoZero e si intitola: Storie di libri illustrati. Il mondo di Topipittori.

Le altre nostre novità che vi aspettano in fiera sono:
Il viaggio di Miss Timothy, di cui abbiamo parlato qui;
Lison ha paura, di cui abbiamo parlato qui;
Ti faccio a pezzetti dell'esordiente e bravissima Chiara Armellini;
Alfabeto delle fiabe, di Bruno Tognolini e Antonella Abbatiello.



 

Una cosa che mi scoppia nel cuore, bellissimo nuovo titolo della collana Anni in tasca, firmato dalla sceneggiatrice Anna Pavignano.

Poi, per i feticisti, ci sono i cataloghi del 2012 nuovi di zecca: illustrati, Anni in tasca, Anni in tasca graphic e, ovviamente, Catalogone 2012.

Uff, mi sembra di aver detto tutto. A parte che il nostro stand è il solito: 29 D36. E, naturalmente, la cosa fondamentale: mettetevi su la giacchetta e così come siete, anche con sotto il pigiama, ACCORRETE NUMEROSI!





lunedì 27 febbraio 2012

L'anno del Valerio


Se ci fosse un oroscopo dell'illustrazione, questo sarebbe l'anno del Valerio. E il Valerio in questione sarebbe Valerio Vidali. Ha vinto Ilustrarte 2012. È nella cinquina vincitrice del coreano CJ nella categoria Illustration (e ha anche due libri finalisti nella categoria Picture Book: il nostro Il regalo e Um mia um guarda-chuva di Planeta Tangerina), Adesso, dopo una gestazione lunghissima, esce Il viaggio di Miss Timothy, su testo di Giovanna Zoboli, che è in libreria da pochissimi giorni, sia in Italia sia in Corea.

Lo storyboard di Miss Timothy.
La storia è a dir poco esilarante: trattasi di una pecora che fa la brutta lana. Per ovviare al problema, Mr George, il suo pastore, il più bello dello Yorkshire, la invita a ritrovare se stessa. E cosa di meglio per ritrovare se stessi di un bel viaggio intorno al mondo? Così, la nostra miss Timothy prepara la sua valigia e si appresta a partire. Ma...




 Un libro allegro, divertente, umoristico. Credo sarebbe piaciuto a Mario Praz, per la sottile ironia con cui tratta l'anglofilia. Credo piacerà a chiunque trova irritante il continuo battere e ribattere sul problema dell'individualità e del sé. Spero piacerà ai bambini, combattuti come sono fra l'essere sé stessi e l'essere come tutti gli altri.




Correte in libreria, mi raccomando.

lunedì 20 febbraio 2012

Un piccolo mostro selvaggio (con il suo pigiamino con coda e orecchie)


Noi Topipittori siamo abbastanza e dichiaratamente allergici ai libri a tema: per intendersi, i libri che Manuela Trinci aveva definito, non ricordiamo dove e quando, ma con indubbia efficacia, i libri-farmaco, quelli che si somministrano come pillole per risolvere i “problemi” dei bambini.

Siamo in realtà convinti che i libri a tema siano una soluzione facile per gli adulti che – loro sì – spesso hanno dei problemi con i problemi dei propri figli, e sperano di cavarsela a buon mercato con un “libro su...”.

Ma qualche volta ci caschiamo anche noi. Infatti Lison ha paura, il nuovo libro di Perrine Ledan e Lotte Bräuning, consegnato ieri al distributore e quindi in libreria a partire dalla metà della prossima settimana, è un libro sull'aver paura.



Lison, infatti, piccolo mostro selvaggio con il suo pigiamino con coda e orecchie, convive beatamente con quel vago malessere che si chiama paura. Ne ha quasi piacere. Lo usa come una chiave per aprire conversazioni e relazioni, scoprire chi le dà retta (il nonno, per esempio, che le parla senza remore della sua paura e del suo desiderio di morire) e chi no (il padre, per esempio, che risponde evasivamente, nascosto dietro la barriera di un quotidiano spalancato e che, probabilmente, il giorno dopo è corso spaventato in libreria a chiedere un libro sulla paura), sondare il suo microcosmo, così domestico eppure così vasto e variegato.



Quindi, se volete, un vero e proprio libro sulla paura. Un libro a tema. Che cosa sarà mai riuscito a smuoverci dalle nostre convinzioni, a sfidare anatemi («Tradimento! Anche voi, come tutti gli altri!») e sorrisetti («Predicare, predicano bene. Ma quando gli tocca di razzolare...»), a rinnegare una convinzione così radicata e fare il nostro “libro sulla paura”? Una cosa soprattutto: la qualità del testo. Perrine Ledan è una brillantissima scrittrice di storie per gli albi, come ha dimostrato con i quattro racconti de Il viaggio di Adele e altre storie del bosco (sempre illustrato da Lotte Bräuning e uscito nel 2009). I suoi testi hanno una un ritmo, una grazia e un'ironia che li rende, a nostro avviso, irresistibili. La nostra amica libraia Diletta, dopo aver letto Il viaggio di Adele, si è autoribattezzata "la Diladele", tanto la protagonista della storia, una scoiattola ipercinetica ed entusiasta, le è piaciuta. L'ironia di Perrine va a nozze con l'umorismo di Lotte. E noi siamo orgogliosi di avere tenuto a battesimo due autrici così brave. E di averle fatte incontrare.