Il New York Times di oggi pubblica un articolo sullo stato del mercato del picture book negli Stati Uniti.
Molto interessante, ma a nostro avviso giunge a conclusioni solo parzialmente soddisfacenti. Non c'è dubbio che l'atteggiamento delle famiglie, accuratamente descritto nell'articolo, abbia un peso. Ma bisognerebbe anche domandarsi quanta parte della disaffezione del pubblico sia responsabilità del conservatorismo bacchettone della maggior parte delle case editrici statunitensi. Un'ipotesi che l'articolo stesso pare confermare, indicando in due veri rivoluzionari, Sendak e il Dr. Seuss, gli unici autori che - nonostante gli anni - continuano a vendere bene.
venerdì 8 ottobre 2010
Fra uomo e Dio
Affrontarla come una qualsiasi altra lettura, cioè aprendola a pagina uno, forti solo della propria buona volontà, è sforzo destinato a fallire. Più o meno come leggere un'enciclopedia, in rigoroso ordine alfabetico. Qualcuno, lassù, osserva l'incauto lettore e si prende gioco di tanto mal riposto zelo.
Giusi Quarenghi ha fatto passare quindici anni fra il suo primo incontro con la Bibbia e il magnifico libro che le ha dedicato, pubblicato da Rizzoli nello scorso mese di luglio, con illustrazioni di Michele Ferri. Si intitola Io ti domando e ci indica una strada non solo verso le parole delle sacre scritture, ma verso la parola tout court e verso il rapporto che abbiamo con essa, se è vero che attraverso la parola abbiamo la possibilità di interrogare noi stessi, gli altri, le cose che abbiamo intorno, il creato, il mistero del nostro essere al mondo e la relazione che intratteniamo con esso nella nostra coscienza, nel nostro pensiero, che si sia credenti o no.
Riuscire in una simile impresa, aprire la Bibbia alla comprensione, e non a una sola comprensione ma alle sue infinite possibili, credo sia cosa che riesca a pochi. Giusi Quarenghi, dimostrando un'altezza di pensiero straordinaria e una coscienza degli strumenti narrativi davvero impressionante, c'è riuscita. Ogni cosa nel suo testo appare di chiarezza adamantina, anche là dove compito della parola è raccontare la difficoltà di dare e trovare senso, di addentrarsi nell'abisso dello sperdimento, della confusione e del dolore, di distinguere il bene dal male, di rimanere affacciati sul mistero, senza risposte, senza garanzie, senza appigli.
Il libro è ammirevole anche per semplicità e intelligenza di impianto: le storie della Bibbia, i suoi personaggi, sono seguiti e approfonditi da un corredo di domande a cui l'autrice risponde ricorrendo alle meravigliose interpretazioni attinte dalla lettura del Midrash e del Talmud che ne sondano i profondi significati, sempre rigorosamente circostanziati, e tuttavia dall'autrice lasciati aperti in modo da consentire al lettore infiniti spunti di riflessione.
Io ti domando è un un libro davvero unico per spessore intellettuale e culturale, da tenersi ben stretto, da leggere e rileggere. E da regalare, esclusivamente, agli amatissimi.
giovedì 7 ottobre 2010
Ma cosa fanno gli illustratori quando non disegnano?
Gli altri, non sappiamo.
Ma Simone Rea fa la porchetta, i panini con il prosciutto, dei gran piatti di mozzarella, coppiette, pecorino, olive.
Se vi è venuta fame, passate a trovarlo nella sua rustica fraschetta (ma rustica-rustica, non rustica-tipica). Apre alle sette del mattino. Chiude verso le undici di sera. Se Simone non c'è, c'è suo fratello. (E Simone c'è solo mezza giornata. L'altra mezza, disegna).
Il posto si chiama Km 8.700 e si trova in via Nettunense 58 a Cecchina - Albano Laziale: in pratica, prendete l'Appia nuova, passate l'aeroporto di Ciampino, passate Cava dei selci e, subito dopo, prima che cominci la salita per Castelgandolfo, lasciate l'Appia nuova e prendete la Nettunense. Da qui non vi potete sbagliare: basta avere pazienza e ci arrivate.
Noi ci siamo stati: non sono tre stelle Michelin, ma ce lo ricordiamo volentieri e ci torneremo altrettanto volentieri.
Abbiamo solo una rimostranza da presentare: «Simo', la pizza rossa nun ce l'hai fatta assaggià! Nun se fa 'ccosì.»
Ma Simone Rea fa la porchetta, i panini con il prosciutto, dei gran piatti di mozzarella, coppiette, pecorino, olive.
Se vi è venuta fame, passate a trovarlo nella sua rustica fraschetta (ma rustica-rustica, non rustica-tipica). Apre alle sette del mattino. Chiude verso le undici di sera. Se Simone non c'è, c'è suo fratello. (E Simone c'è solo mezza giornata. L'altra mezza, disegna).
Noi ci siamo stati: non sono tre stelle Michelin, ma ce lo ricordiamo volentieri e ci torneremo altrettanto volentieri.
Abbiamo solo una rimostranza da presentare: «Simo', la pizza rossa nun ce l'hai fatta assaggià! Nun se fa 'ccosì.»
mercoledì 6 ottobre 2010
Ma li hanno già letti tutti?
Per chi, come noi, fa l'editore, il contatto con le biblioteche è costante.
In questi anni ci siamo resi conto di quanto il ruolo di queste istituzioni sia prezioso e insostituibile. Chi svolge questo lavoro sono i bibliotecari. Ne abbiamo conosciuti moltissimi e a ogni incontro siamo rimasti sorpresi dalla loro qualità umana e dalla tenacia, dall'inventiva, dalla competenza, dalla passione, dall'energia con cui, nel generale disinteresse istituzionale, nella più totale invisibilità, adempiono le loro mansioni. Spesso andando ben oltre queste, poiché, essendo loro il tramite più diretto fra i libri e la comunità, che nutrono del loro apporto fondamentale, stabiliscono profonde relazioni umane con i loro interlocutori. Il che, quando si tratta di bambini e ragazzi, significa instaurare un vera e propria relazione pedagogica ed educativa.
Oggi su Repubblica leggiamo, con rabbia, l'ennesimo report di una situazione vergognosa che sta letteralmente vanificando anni di lavoro, mandando in fumo un patrimonio umano e culturale cruciale per il futuro del paese.
martedì 5 ottobre 2010
La legge del mercato: settembre
Se esistiamo e prosperiamo, lo dobbiamo a qualche decina di autori e illustratori che, con passione e competenza, creano insieme a noi i libri che pubblichiamo, e a centinaia di librai che, con altrettanta passione e competenza, ogni giorno vendono i nostri libri, nei centri delle grandi città e negli angoli più remoti della penisola.
Per dare conto dell'importanza del loro lavoro, pubblicheremo ogni mese la classifica dei libri più venduti e dei librai che li hanno venduti. Un modo un po' becero e ragionieresco per ringraziarli e per incoraggiarli a insistere.
(Si può fare di meglio, lo sappiamo: prima o poi faremo un premio. Promesso)
Che cosa hanno venduto le librerie in settembre?
1) Gli uccelli [100]
3) Vorrei avere [18]
4) Che cos'è un bambino? [15]
5) Poesie per aria [15]
e un anno fa?
1) Poesie per aria [100]
2) Che cos'è un bambino? [64]
3) Quando sono nato [49]
5) Senza nome [33]
Quali librerie hanno venduto di più in settembre?
1) Castello di carta – Vignola (Mo) [100]
2) Giannino Stoppani – Bologna [86]
3) La libreria dei ragazzi – Milano [66]
4) Tuttestorie – Cagliari [47]
5) La Feltrinelli Duomo – Milano [39]
e un anno fa?
1) Castello di carta – Vignola (Mo) [100]
2) Il pesciolino d'oro – Trento [77]
3) La libreria dei ragazzi – Milano [72]
4) Giannino Stoppani – Bologna [67]
5) Il mondo delle meraviglie – Torino [61]
Il numero fra parentesi è un numero indice che segnala la proporzione di vendite rispetto al valore più elevato rilevato, convenzionalmente fissato in 100.
A margine di questa prima classifica, ci dispiace segnalare che la Libreria Pesciolino d'oro di Trento ha chiuso i battenti.
A margine di questa prima classifica, ci dispiace segnalare che la Libreria Pesciolino d'oro di Trento ha chiuso i battenti.
lunedì 4 ottobre 2010
Corazon y Querida
Agli inizi del '900 a Monza c'era una sola casa editrice che si dedicava alla letteratura per l'infanzia. Si chiamava Il Cartoccino ed era stata fondata da Ettore Boschi, che scriveva anche con lo pseudonimo di Nonno Ebe (trovate qualche informazione in più a questo link). Lo slogan della casa editrice: “Pensa “Casa Cartoccino” alla gioia del bambino e a fanciulle e giovinetti non dà solo giornaletti, ma ti crea ogni momento novità che fan contento.”
Hanno lavorato alla rivista Il Cartoccino dei piccoli moltissime firme tra cui anche Antonio Rubino, autore ed illustratore di questo singolare libro di stoffa in spagnolo, Corazon y Querida, pubblicato in forma di albo, in italiano, con il titolo Caro e Cora (lo trovate qui).
Poveri ragazzi, costretti a frequentare la pericolosissima scuola all'aperto del professor Zaccaria! Tra bagni di fango e mastini arrabbiati i due protagonisti regalano non pochi sorrisi.
Emozionante vedere questa edizione: perché in stoffa, perché è un Rubino in spagnolo, perché Caro e Cora sono stati tra i personaggi più amati dai lettori del Corriere dei Piccoli, perché qui stanno le autentiche radici del nostro fumetto.
Se volete approfondire: Antonio Rubino. Gli anni del Corriere dei Piccoli, a cura di Matteo Stefanelli e Fabio Gadducci, Bologna, Black Velvet, 2009.
Hanno lavorato alla rivista Il Cartoccino dei piccoli moltissime firme tra cui anche Antonio Rubino, autore ed illustratore di questo singolare libro di stoffa in spagnolo, Corazon y Querida, pubblicato in forma di albo, in italiano, con il titolo Caro e Cora (lo trovate qui).
Poveri ragazzi, costretti a frequentare la pericolosissima scuola all'aperto del professor Zaccaria! Tra bagni di fango e mastini arrabbiati i due protagonisti regalano non pochi sorrisi.
Emozionante vedere questa edizione: perché in stoffa, perché è un Rubino in spagnolo, perché Caro e Cora sono stati tra i personaggi più amati dai lettori del Corriere dei Piccoli, perché qui stanno le autentiche radici del nostro fumetto.
Se volete approfondire: Antonio Rubino. Gli anni del Corriere dei Piccoli, a cura di Matteo Stefanelli e Fabio Gadducci, Bologna, Black Velvet, 2009.
Parole da politico
Scrive Simon Schama - uno storico della Columbia University, autore, fra l'altro, di Paesaggio e memoria - in conclusione del suo lungo articolo-intervista con David Cameron, il primo ministro conservatore britannico, alla guida del primo governo di coalizione della storia contemporanea del Regno Unito:
Quando ripenso alla parola più ricorrente nella nostra conversazione, mi accorgo che è “bambini”: anche più di “responsabilità sociale” e “governo massimalista”. Come vorrebbe lasciare la Gran Bretagna alla fine del suo mandato?
«Un luogo migliore per i bambini, in cui andare a scuola e crescere».
E per quanto mi sia armato contro il sentimentalismo, non vedo nulla in lui del politico che bacia i bambini per la strada mentre lo dice; solo un senso istintivo, quasi animale, per la famiglia.
Il resto potete leggerlo qui.
Quando ripenso alla parola più ricorrente nella nostra conversazione, mi accorgo che è “bambini”: anche più di “responsabilità sociale” e “governo massimalista”. Come vorrebbe lasciare la Gran Bretagna alla fine del suo mandato?
«Un luogo migliore per i bambini, in cui andare a scuola e crescere».
E per quanto mi sia armato contro il sentimentalismo, non vedo nulla in lui del politico che bacia i bambini per la strada mentre lo dice; solo un senso istintivo, quasi animale, per la famiglia.
Il resto potete leggerlo qui.
venerdì 1 ottobre 2010
Andiamo allo zoo
Nel 1860, Dean and Son, una casa editrice londinese, decise di dedicarsi alla produzione di libri-giocattolo, reclamando per sé il primato nella realizzazione di libri con parti mobili (il che non risponde al vero, dato che il primo libro con parti mobili è un manoscritto astronomico trecentesco, e che i libri di astronomia con volvelles erano diffusissimi nel Cinquecento). Comunque, fra quell'anno e il 1900 hanno prodotto una cinquantina di libri per ragazzi.Quello che mostriamo qui è il Panorama of the zoological gardens: un leporello formato da 12 cromolitografie, che aperto misura circa 4 metri, progettato in modo da simulare un percorso all'interno dei Zoological Gardens di Regent's Park.
Dean and Son è nota per aver pubblicato, fra gli altri, i romanzi di Enid Blyton, e per il marchio Dean's Rag Books, con il quale, dal 1907 a ieri, hanno prodotto libri di stoffa, bambole e orsetti di pelouche. Su questo specifico e interessante campo di attività è stata recentemente pubblicata un'interessante monografia disponibile su Amazon.uk.
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