giovedì 21 aprile 2011

I coniglietti saltellano sempre...

Dei Quindici, ci eravamo già occupati in alcuni post dedicati al Natale.
Così, abbiamo deciso di trascorrere anche la Pasqua in loro compagnia, giusto per mostrarvi qualche altra pagina, con quel taglio irresistibile e ottimista, perfetto per i bambini nati negli anni Sessanta. E quella cura grafica e quelle illustrazioni giocate fra tradizione e innovazione, di chi aveva capito tutto di cosa piace ai bambini.
Ovviamente qui, uova e conigli la fanno da padrone. Ma è Pasqua, appunto. Ci si possono aspettare coccodrilli e rane toro, in questi giorni?
Per leggere i testi, cliccate sull'immagine: io ancora non riesco a capire se mi piacciono più gli uni o le altre, in questi libri. Già quell'incipit, lo trovo impareggiabile: “I coniglietti saltellano sempre”. Ecco cosa significa avere delle certezze.

 Immagine tratta da I Quindici, volume 5, Feste e costumi.

Non poteva poi mancare una pagina dedicata alle piante simbolo della Pasqua. Che poi sono la palma e l'ulivo, obviously: alberi di bellezza sublime e antichissimo lignaggio.
L'illustrazione che proponiamo mescola disegni al tratto su tinte piatte con una immagine fotografica di fiori di carta: un modo a dir poco spavaldo, per non dire spericolato, di mettere insieme stili e tecniche diverse. Erano anni in cui si pensava, baldanzosamente di poter sperimentare tutto. Un approccio interessante. Rimane comunque il dubbio che alcune cose facciano a pugni, per quanto si cerchi di farle vibrare insieme...

Immagine tratta da I Quindici, volume 5, Feste e costumi.

6 commenti:

serena ha detto...

sempre nel volume 5, a pagina 151, i Quindici ci segnalano che a Roma, a Pasqua, si cucina l'abbacchio.
Adoro i quindici! li ho ereditati tutti da una zia quando ero bambina e li ho imparati a memoria.
il mio volume preferito è "fare e costruire" il numero 14. lo uso ancora oggi per i laboratori con i bambini, è una fonte inesauribile di ispirazione.(anche se datato:oggi chi usa più gli scovolini?)
il volume 15 invece, dedicato ai consigli per le mamme l'ho riempito di fiori messi a seccare.
ci sono ancora!

Topipittori ha detto...

Serena, hai fatto tombola. La pagina che indichi la posteremo nei prossimi giorni...

Valeria Brancaforte ha detto...

...io ho impresso a fuoco, nella mia memoria, il numero 9, il dorso di un giallo-verde-senape-mostarda... una meraviglia!

iulia lampone ha detto...

Grazie per queste bellissime pagine. Meravigliose sia le illustrazioni che i testi!

un caro saluto

prmz ha detto...

Ho scoperto che dei Quindici mi ricordo quasi tutto. L'attenzione che riservavo ad alcune pagine lungo interminabili pomeriggi a casa oggi mi fa sorridere perché ero proprio io quel bambino: mi stupisce come la percezione di oggi non sia altro che la mia personale traduzione di quello che mi emozionava da piccolo.
Tra le altre cose ho ritrovato con gran fatica (chissà perché nel volume 5 «feste e costumi») alle pagine dalla 252 alla 260: «Per parlare usi la voce e per scrivere usi le lettere e i numeri. Puoi anche fare giochetti: comporre figure coi numeri oppure scoprire numeri nelle figure. Ecco come si fa».
Comunque solo nei Quindici era possibile trovare nel volgere di poche pagine illustrazioni in stile xilografia espressionista, sintesi optical, foto colorizzate, collages, schizzi a carboncino, acquarelli, «paper cut»: una vera palestra di «ginnastica per illustratori»!

Topipittori ha detto...

sì, prmz, hai ragione, sulla libertà e la varietà delle tecniche utilizzate nelle illustrazioni (che fra l'altro, ricordo con estrema precisione, era una delle cose che mi attraeva di più nello sfogliare questi libri). Senza contare che a I Quindici hanno lavorato davvero i migliori illustratori dell'epoca, da Andy Warhol e Maurice Sendak.