mercoledì 15 ottobre 2014

Ce ne fossero più spesso di giornate così

[di Elena Sartori]

Liliana ha manine piccole da duenne, una maglietta a righe colorate ed una scheda arancio tra le mani, pronta per essere scarabocchiata. Visita il Museo ad altezza “braccia di mamma” e davanti al crocifisso del Guariento, artista del 1300, non esita proprio: i personaggi, lei, lo sa benissimo dove vanno! Con un ditino li indica uno per uno, e la mamma li mette tutti al loro posto!

Un branco di cavallini di Didò (ma solo le teste eh?), riproduzione del lavoro canoviano destinato al Monumento per Ferdinando IV di Borbone, scende lo scalone della pinacoteca e si apposta sul fondo nero del set fotografico, pronto ad essere immortalato per la “Galleria degli artisti” di questa Giornata.





Arianna, dal canto suo, è perfettamente sicura che lo sfortunato bambino de Lo spino, dipinto da Antonio Bianchi, si sia avventato con troppa baldanza a piedi scalzi su quel cespuglio spinoso, infingardo e nascosto! E ce lo testimonia così.



564  paia di scarpe, piccole e grandi, hanno percorso domenica 12 ottobre il Filo di Arianna, tema 2014 della Giornata nazionale delle famiglie in Museo, che per il secondo anno viene proposta nel mese di ottobre da un’idea di Kidsarttourism e con il patrocinio del Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e di Icom.



Un filo che idealmente ha collegato tutti i musei d’Italia aderenti all’iniziativa, quasi seicento, e a questi le famiglie. Nel nostro caso, quello dei Musei Civici di Bassano del Grappa (MBA), un lungo filo azzurro dal sagrato della chiesa di San Francesco, lungo il chiostro e su, su per la scalinata e poi attraverso le sale museali e attorno alle opere ha condotto i visitatori a riappropriarsi di un patrimonio che l’evento esigeva fosse osservato dalla prospettiva di un metro e mezzo al massimo!




Per loro erano pronti dei laboratori di disegno e poi una mappa colorata del Museo e il nuovo Kit famiglia, composto da un blocchetto di schede gioco sulle principali opere esposte, una lente in cartoncino per osservare “nel dettaglio” i dipinti (o il vicino!), una porzione di pasta modellabile.



Ci siamo preparati all’apertura delle porte con la danza della haka, come gli All Blacks. Pensavamo di dover placcare decine di piccoli visitatori in corsa sciolta lungo le sale espositive, dover intercettare insidiose punte di matite troppo vicine alle tele, interrompere spontanee lotte di cuscini e invece niente di tutto questo. C’erano occhi spalancati e attenti che si guardavano intorno, al Museo civico di Bassano del Grappa ieri pomeriggio. Gambette incrociate, distese, accavallate, raccolte, piegate ad angolo retto all’indietro…. Ma educate. Bambini acciambellati a terra, a cercare di risolvere l’enigma proposto più velocemente del fratello. Nonne che potevano concedersi un tempo tranquillo e coinvolgente da passare con i proprio nipoti.

C’erano genitori soddisfatti a pavoneggiarsi, in mano la scheda di sala, e spiegare che no, non è vero che tutte le modelle del Canova soffrivano di una fastidiosa ed invadente “foruncolite”, oh no! Quei puntini neri, e come non saperlo, erano i “famosissimi” punti di repère, utilizzati dallo scultore per riportare le misure dal gesso al marmo.
E poi, con la scusa che «Sai, secondo me potresti anche fare così…», rubavano i pezzettini di pasta modellabile (vi abbiamo visti!) dalle mani della progenie. Ma non solo… E c'erano gruppi di visitatori che non andavano più via! E hanno colto l’occasione per visitare anche le sezioni non direttamente coinvolte dalle proposte didattiche pensate per la Giornata. Si sono insinuati tra le ceramiche greche a decorazione geometrica della sezione Chini, hanno messo il naso nella sala in fase di allestimento che conterrà la Storia della Città, e sbirciato dai vetri la rinnovata sala Chilesotti, quella che «ti ricordi, quando si studiava qui dentro, e c’erano le librerie di legno scuro e le luci al neon, e il bibliotecario con i baffi, se facevi la pausa troppo lunga, entrava e ti sequestrava i libri?»

Ho dovuto aspettare un’ora buona per vedere le prime famiglie entrate ridiscendere le scale verso l’uscita. Erano visi contenti. Di visi annoiati, non dico bugie, ne ho visti forse al massimo due o tre. Alcuni sono corsi di nuovo, senza farsi troppo notare, verso la sala didattica per fare il secondo giro di laboratori! Il commento più ricorrente, quel «Ehhh, ce ne fossero più spesso di giornate così…» apriva il cuore, ed alludeva, a parer mio, a tante cose. Alla gratuità dell’evento e all’accoglienza ricevuta, ma anche e soprattutto alla possibilità di passare una parte della propria domenica a fare qualcosa insieme ai propri figli, in un luogo dove insieme ci si può arricchire di mille stimoli e forse anche spunti di ispirazione. Meglio di Gardaland. E costa molto meno. In fondo poi, come diceva Alan Bennett, citato quiVal la pena ripetere che la gente entra in una galleria d'arte per i motivi più svariati; alcuni, è vero, perché amano la pittura, ma per molti guardare i quadri non è la cosa più importante. Entrano perché piove, magari per rimanere un po' al caldo, o perché sono stanchi di stare in piedi; forse sono in anticipo per un appuntamento, oppure sperano di rimorchiare proprio lì…

Beh, magari da ieri qualcuno deciderà di entrare anche per stare un po’ tutti insieme, in famiglia. Un altro, più che valido motivo!

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Elena Sartori ha una laurea in Storia contemporanea, ha lavorato presso la biblioteca di Montebelluna e ora collabora con i Musei civici e la biblioteca di Bassano del Grappa per la realizzazione di percorsi storici e di lettura rivolti a bambini e ragazzi della scuola Primaria e Secondaria di primo grado. Fa parte del Gruppo di volontari Volta la carta, che anima letture in biblioteca a Bassano per bambini dai tre agli otto anni circa, e del gruppo di lettura genitori che leggono, composto da adulti che si confrontano su titoli di narrativa per ragazzi.
A breve, sarà attivato un gruppo di lettura, da lei condotto, per ragazzi delle scuole medie alla biblioteca di Bassano. Si chiamerà Terra di nessuno e verranno discussi testi di narrativa per ragazzi sulla Grande Guerra.

[Le foto che corredano l’articolo sono © Daniele Bonifazi]


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