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lunedì 27 febbraio 2012

L'anno del Valerio


Se ci fosse un oroscopo dell'illustrazione, questo sarebbe l'anno del Valerio. E il Valerio in questione sarebbe Valerio Vidali. Ha vinto Ilustrarte 2012. È nella cinquina vincitrice del coreano CJ nella categoria Illustration (e ha anche due libri finalisti nella categoria Picture Book: il nostro Il regalo e Um mia um guarda-chuva di Planeta Tangerina), Adesso, dopo una gestazione lunghissima, esce Il viaggio di Miss Timothy, su testo di Giovanna Zoboli, che è in libreria da pochissimi giorni, sia in Italia sia in Corea.

Lo storyboard di Miss Timothy.
La storia è a dir poco esilarante: trattasi di una pecora che fa la brutta lana. Per ovviare al problema, Mr George, il suo pastore, il più bello dello Yorkshire, la invita a ritrovare se stessa. E cosa di meglio per ritrovare se stessi di un bel viaggio intorno al mondo? Così, la nostra miss Timothy prepara la sua valigia e si appresta a partire. Ma...




 Un libro allegro, divertente, umoristico. Credo sarebbe piaciuto a Mario Praz, per la sottile ironia con cui tratta l'anglofilia. Credo piacerà a chiunque trova irritante il continuo battere e ribattere sul problema dell'individualità e del sé. Spero piacerà ai bambini, combattuti come sono fra l'essere sé stessi e l'essere come tutti gli altri.




Correte in libreria, mi raccomando.

venerdì 11 novembre 2011

Eletricitade para a criatividade

Il Museu da Eletricidade a Belém, sede di Ilustrarte
Quando Eduardo Felipe, nei corridoi della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna,  mi ha chiesto di partecipare alla giuria del premio biennale Ilustrarte 2012, ho accettato con entusiasmo. Così, qualche mese dopo, cavaliere di fresca nomina, mi sono imbarcato a Fiumicino su un aereo per Lisbona. L’avventura è cominciata sotto i migliori auspici, con l’annuncio di un’ora di ritardo del volo.


Il luogo scelto per l’attività della giuria è, assai significativamente, la sala dei generatori del Museu da Eletricitade, a Belém, quartiere più noto per i giustamente celebrati pasteis e per il mosteiro dos Jerònimos, un capolavoro dello stile manuelino. Il luogo dove si generava l’energia che illuminava una delle grandi capitali europee contribuisce oggi a generare energia creativa e a favorirne la diffusione in tutto il mondo. In questo monumento di archeologia industriale che oggi ospita un fitto programma di mostre, avrei condiviso la responsabilità della selezione di 50 illustratori e di un vincitore con Isabelle Vandenabeele, xilografa fiamminga, vincitrice della passata edizione; João Paulo Cotrim, promotore della Casa da leitura, della Fondazione Gulbenkian; Isidro Ferrer, poliedrico illustratore spagnolo; e Martin Jarrie, artista e illustratore francese.

La sala dei generatori, pronta per accogliere la giuria.
Diversamente da quanto avviene a Bologna (come avevo raccontato qui), gli organizzatori di Ilustrarte  eseguono una pre-selezione dei lavori pervenuti, attraverso una valutazione collettiva da parte dello staff. Questo solleva la giuria dalla necessità (come avviene a Bologna), di dover passare al vaglio anche lavori evidentemente carenti. Dei quasi 1600 lavori pervenuti, poco meno di 450 sono stati sottoposti al vaglio della giuria. Infatti, la qualità dei lavori che abbiamo esaminato era già indubbiamente elevata.

Ben ordinati, i lavori che non hanno superato la preselezione.
Nei due scaffali superiori, si conservano perfino i contenitori di spedizione di tutti i lavori.
Diversamente da Bologna, poi, non è la giuria a stabilire le proprie regole. Le modalità di lavoro sono codificate dall’organizzazione in un processo in tre fasi: nella prima, ciascun giurato separatamente visiona i lavori dei candidati e indica quelli che gradisce, senza valutazioni più precise. I candidati che ricevono il gradimento della maggioranza dei giurati passano alla fase successiva. E da 450 proposte siamo passati a 128. Un processo che ci è costato un’intera giornata di lavoro, dalle dieci del mattino alle sette e mezza di sera.

Lo staff di Ilustrarte, appassionato e infaticabile.
Nella seconda fase, ogni membro della giuria, sempre separatamente, esprime una valutazione di qualità, su una scala da 0 a 3. Da questo vaglio, in una “mattina allungata” sono emersi 73 illustratori con il punteggio minimo necessario per accedere alla mostra.
L’organizzazione ha accettato la mia decisione di non esprimere il mio voto per gli illustratori pubblicati da Topipittori: mi avrebbe messo in imbarazzo attribuire un voto a lavori che avevo già deciso di pubblicare. Non era la prima volta che nella giuria di Ilustrarte si doveva gestire un conflitto di interessi: infatti, nel 2007 vinsero le illustrazioni di Susanne Janssen per Hansel e Gretel, il cui editore, Christian Bruel, era in giuria (riguardo a queste illustrazioni, potete leggere qui l’impeccabile analisi di Anna Castagnoli). In quel caso, la scelta di Christian Bruel è stata di non partecipare alla discussione finale per la determinazione del vincitore e delle menzioni speciali.

La giuria al lavoro nella prima fase di selezione: Isidro Ferrer;
Martin Jarrie con Ju Godinho; Joao Paulo Coltrim di spalle con Eduardo Felipe; e...
La mia decisione ha comportato qualche complicazione matematica: invece di contare i voti assoluti, è stato necessario calcolare il voto relativo, ovvero la percentuale dei voti ottenuti rispetto ai voti disponibili, per compensare il mancato voto di un giurato senza penalizzare i candidati e il loro lavoro. (Questo, da un punto di vista statistico, è come se io avessi votato come la media degli altri giurati.)

... Isabelle Vandenabeele
Dato che il numero degli illustratori che possono partecipare alla mostra è limitato a 50, abbiamo dovuto scegliere, fra i 27 che avevano solo il punteggio minimo necessario, i 4 da includere nella selezione. Qui è cominciato il lavoro collettivo della giuria, con la relativa discussione e un’analisi più approfondita della qualità relativa e della coerenza delle illustrazioni proposte dal singolo candidato. Sono quindi 23 gli illustratori che non ce l’hanno fatta per un pelo. Fra questi, gli italiani Alice Barberini, Laura Bianchi, Flavia de Carli e Francesco Chiacchio. Non sarà proprio come esserci, ma penso che sia comunque un buon risultato. Insomma, bravi!

Isabelle e Martin durante la seconda fase di selezione.
Della selezione dei 50, quelli che parteciperanno alla mostra e vedranno le proprie illustrazioni riprodotte nel catalogo, fanno parte ben 13 italiani (più di un quarto dei selezionati!). In ordine alfabetico: Alicia Baladan; Annalisa BolliniSilvia Bolognesi; Chiara Carrer; Michele FerriStefania Lusini; Daniela Iride Murgia; Lisa NanniClaudia Palmarucci; Simone Rea; Oscar Sabini; Daniela Tieni; e Valerio Vidali.

Isidro Ferrer, concentratissimo.
Il vincitore e le menzioni speciali vengono scelti fra i candidati che hanno ottenuto un punteggio relativo superiore al 90%. Fra questi ce n’erano due con i quali ero in rapporto diretto e, per questa ragione, non  ho partecipato alla discussione dalla quale sono scaturiti i nomi. Come ormai sapete tutti, il primo premio è andato a Valerio Vidali; una menzione speciale a Simone Rea; e l’altra menzione speciale a Nina Wehrle ed Evelyne Laube.  Se siete scontenti, quindi, non prendetevela con me.

Il pubblico può entrare nella sala dove lavora la giuria.
Qualcuno sembra anche divertirsi.
Credo valga la pena,  a questo punto, aggiungere alcune considerazioni personali. La prima è che molti candidati presentano al concorso riproduzioni, invece di lavori originali. O lavori originali realizzati su materiali inadeguati, non sufficientemente rifiniti, facilmente danneggiati nel trasporto e nella manipolazione. Una scelta incomprensibile e assolutamente controproducente, dato che la cattiva (e a volte pessima) qualità di riproduzione o di realizzazione degli elaborati inviati influenza inevitabilmente la valutazione dei giurati. Era, questo, un problema che avevo fatto notare anche a Bologna. Spero che gli organizzatori di premi e concorsi comincino a rifiutare le candidature di chi non si prende neppure la briga di presentare al meglio il proprio lavoro. Chi lavora su carta dovrebbe montare i disegni su forex o cartone bianco-bianco, per evitare che si gualciscano. Chi realizza collages dovrebbe fare in modo che i pezzi non si stacchino. Chi decide per la riproduzione, sappia che esistono laboratori per la stampa professionale in grado di fare un ottimo lavoro (e che, nonostante la professionalità, a volte non ci riescono).

Mentre gli altri giurati discutevano di primi premi e menzioni speciali, ho avuto tempo
per guardare dalle finestre il passaggio delle navi sul Tejo...
La seconda riguarda una piccola, recente polemica. Come ho detto, i lavori che la giuria ha valutato erano mediamente di qualità buona o ottima. Ma la preselezione ha escluso dalla competizione i tre quarti dei candidati. Una proporzione non troppo dissimile da quella fra il monte-candidature e la prima selezione operata dalla giuria a Bologna, dove tutte le opere presentate vengono esaminate, senza alcun filtro preliminare. Il fatto che arrivino tanti lavori di scarsa qualità anche al concorso portoghese è a mio avviso interessante perché, diversamente da quanto accade a Bologna, a Ilustrarte la partecipazione non conferisce alcun privilegio particolare. Quindi, mi sento di affermare che il sospetto che avevo maturato a Bologna – cioè che molti partecipassero con il solo obiettivo di ottenere il pass per la Fiera – è infondato. O riguarda un’esigua quanto vocale minoranza.

... e le attività che si svolgono sul frequentatissimo lungofiume.
La terza riguarda il meccanismo di funzionamento della giuria. Il fatto di lavorare separatamente, e di trovare un unico momento di confronto fra giurati per la determinazione del primo premio e delle menzioni speciali (al quale non ho partecipato per le ragioni dette), ha secondo me un difetto dal punto di vista dell'arricchimento culturale e professionale dei giurati. Capisco che sia una scelta dettata dalla necessità di svolgere il lavoro in tempi molto ristretti, ma mi è mancata quella discussione e quell’analisi collettiva dei lavori che avrebbe trasformato questo impegno in una imperdibile occasione di formazione per me. Ma questo nulla sottrae alla qualità del lavoro di selezione operato dalla giuria, con il mio contributo.

Valerio Vidali, Primo premio.
Detto questo, vorrei che tutti sapessero che l'impegno degli organizzatori di Ilustrarte - Ju, Eduardo, Sara, Elena e tutti gli altri, insieme al direttore e al personale della Fondazione EDP e del Museu da Eletricidade - è encomiabile ed esemplare. Non credo potrò mai ringraziarli abbastanza per avermi invitato a partecipare. E credo che il miglior ringraziamento da parte degli illustratori sia partecipare all'edizione 2014 di Ilustrarte con lavori impeccabilmente concepiti e realizzati. Datevi da fare. Da subito.

Simone Rea, menzione speciale
Post scriptum: C'è stato un po’ di fermento nel web per certe supposte inefficienze dell’organizzazione. Ho letto anche alcuni (fortunatamente pochi) commenti che arrivavano a metterne in dubbio la serietà e la correttezza. Non conosco i fatti nel dettaglio, ma ho conosciuto le persone che organizzano Ilustrarte e vorrei ricordare che nessuno li paga, non hanno un ente fieristico alle spalle, dedicano il proprio tempo libero e giornate di ferie a questa manifestazione che hanno portato a rinomanza mondiale rapidamente grazie a rigore culturale, serietà e imparzialità. Un messaggio che non arriva o qualche giorno di ritardo nella pubblicazione degli elenchi ufficiali di partecipanti e selezionati non dovrebbero bastare a caricargli una croce sulle spalle.

Nina Wehrle ed Evelyne Laube, menzione speciale.
A gennaio, l’inaugurazione della mostra, con retrospettiva dell'opera di Martin Jarrie. Contiamo sul reportage di un inviato molto speciale.

giovedì 14 ottobre 2010

Un regalo per giocare

Il blog Zelda Was a writer ha lanciato un give away legato a Il regalo.
Termine massimo per partecipare: 17 ottobre: perciò affrettatevi!

Lo scorso 9 ottobre a Piacenza, alla Libreria per ragazzi Matilda, in Cantone dei Cavalli 9, si è inaugurata l'esposizione delle tavole originali del nuovo libro di Valerio Vidali e Daniel Nesquens, Il regalo.
Cecilia Ramieri, illustratrice, appassionata di album illustrati ed esperta di laboratori d'arte per bambini, ha organizzato una bellissima attività creativa ispirata ai disegni di Valerio.
Nelle immagini, uno scorcio della libreria Matilda, Cecilia insieme ai bambini e i meravigliosi corpi celesti creati durante il laboratorio.


Per informazioni:
tel. 0523 651740

martedì 21 settembre 2010

Il viaggio di Miss Timothy

Il regalo è da poco in libreria, ma Valerio Vidali sta già lavorando sul prossimo libro: Il viaggio di Miss Timothy. Ecco una piccola anticipazione, arrivata ieri sulla nostra scrivania. Per il resto dovrete aspettare il 2011...