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venerdì 15 luglio 2011

Le strane coppie di Kveta

C’è un libro al quale abbiamo dato la caccia per un paio d’anni. Poi, un libraio di Praga ci ha avvisato di averne una copia disponibile: non perfetta, ma a un prezzo molto contenuto. Così, abbiamo pagato e ci siamo messi ad aspettare che arrivasse la postina. Adesso è finalmente nelle nostre mani Svet pohadek bratri Grimmu di Kveta Pacovska (Praga: Albatros, 1984).


Della grande artista e illustratrice boema avevamo già parlato qui. E in fondo non abbiamo molto da aggiungere a tutto quello che è stato detto sulla sua opera.  Il libro è una raccolta  di sei fiabe dei fratelli Grimm: lo si evince dal titolo. Ma da qui a capire di quali fiabe si tratti, a parte I musicanti di Brema, ne passa parecchio. Anche Google Translator si è rivelato poco efficace. Ma sfogliare questo libro ci ha fatto scoprire, oltre ad alcune illustrazioni veramente affascinanti, come questo rinoceronte proprio in apertura


questa sequenza di strane coppie che si guardano da pagine affiancate.





A noi bastano per essere contenti e condividere con voi l’allegra e grottesca minaccia di queste affascinanti creature, così tipiche dell’immaginario dell'ormai ottantatreenne illustratrice praghese.

lunedì 7 febbraio 2011

A pata da gata ata ata

[di Giulia Mirandola]
Buone notizie dal Portogallo. Da quando è nata Planeta Tangerina, una casa editrice  specializzata in libri illustrati della quale abbiamo parlato anche qui, qualcosa è cambiato nel paese della rivoluzione dei garofani. In meglio. Quanto avviene oggi in Portogallo riguardo la letteratura per l’infanzia, l’illustrazione, la comunicazione relativa ai servizi legati all’infanzia, l’educazione, è estremamente interessante.
In questo paese, grande (o piccolo) quanto la Sardegna, alcuni libri illustrati “ben fatti” – dietro i quali si presuppone l’esistenza di una piccola editoria molto vivace fatta da persone molto competenti e intraprendenti – stanno rivoluzionando pratiche e politiche legate all’ambito sia della cultura sia della formazione e dell’educazione, nonché dell’economia.
Due pagine di Cantar Juntos 2,
con le illustrazioni di Madalena Matoso
C’è un’esperienza, in particolare, che desidero raccontare e che fa riferimento all’associazione A PAR-Aprender em parceria [Apprendere alla pari, NdA]. È un libro e di più: un cd, un gruppo di musicisti e di educatori, un coro di bambini, diciassette strumenti musicali diversi, un numero imprecisato di genitori, un progetto editoriale, un percorso di formazione alla pari che si rivolge a “crianças” – che bel modo ha la lingua portoghese di chiamare l’infanzia – e famiglie, che ha ottenuto il sostegno della Escola Superior de Educação, del Plano Nacional de Leitura, della Fondazione Aga Kahn e della Fondazione Gulbenkian. Un’avventura, dunque, appoggiata da istituzioni private e pubbliche, e “agita” da persone che tra loro, per ottenere questo risultato, si sono mescolate. Allegramente.
Stiamo parlando di Cantar Juntos 2, canzoni e rime per bambini dai tre ai sei anni (il precedente volume, Cantar Juntos 1, è indirizzato a bambini dagli zero ai tre anni) e di una collana editoriale concepita per apprendere juntos: insieme. Chi? Adulti e bambini, grandi e piccoli, maestri e scolari, esperti nel ramo della comunicazione e del linguaggio visivo e ricercatori universitari. Detto altrimenti: tu e io.
Strumenti nuovi per una scuola che cambia e che sembra avere come meta il fare, a molti livelli, sul breve e sul lungo periodo: fare bene, anzitutto; fare con piacevolezza; fare insieme; fare scuola; fare musica; fare poesia eccetera. Una vera boccata d’aria per chi, nel nostro paese, si occupa di educazione musicale nelle scuole. Mediamente (purtroppo di eccezioni non si campa, anche se le eccezioni esistono e sanno essere importantissime), gli strumenti bibliografici di cui dispone chi pratica la cosiddetta “didattica della musica”, sono scarsi, scadenti e vetusti.
Uno dei libri «essenziali ma "belli"»
(questo è ungherese) sui quali l'autrice
ha appreso i rudimenti della musica.
Chi firma questo post non insegna musica per professione, ma ha studiato violino, solfeggio, canto, pianoforte, armonia e viola dalla metà degli anni Ottanta alla fine degli anni Novanta. Dei libri di musica che per motivi di studio usava tutti i giorni, pentagrammati e non, ricorda l’aspetto sciatto, nel migliore dei casi austero, eccezione fatta per certi volumi provenienti dalla Germania o dall’Austria, dall’Ungheria, dall’allora Cecoslovacchia – Monaco, Salisburgo, Vienna, Budapest, Praga... –, essenziali, ma “belli”, elegantemente, sapientemente. In alcuni casi prevedevano perfino il coinvolgimento di illustratori del calibro di Kveta Pacovska.
Ma torniamo al Portogallo e al nostro 2011. Cantar juntos 2 consta di novantasei pagine a colori e di quarantotto canzoni e rime organizzate secondo una scansione in sette temi: l’amicizia; i grandi e i piccoli; le storie; la quotidianità; i suoni e gli alfabeti; i numeri; la scoperta del mondo. Ciascuna sezione è introdotta da un testo che racconta agli adulti quali sono stati i criteri di selezione dei testi – da un lato, appartenenti al patrimonio popolare e a quello delle canzoni e filastrocche per bambini, dall’altro al repertorio d’autore – e che mette in evidenza alcune proposte operative per chi adotterà il libro in classe, ponendo l’accento su aspetti o parole chiave.
La copertina e una pagina di uno spartito
illustrato da Kveta Pacovska

Testi accompagnati da pentagramma e note in chiave di sol, si alternano a testi senza partitura musicale, dove la dimensione del suono e dell’esplorazione vocale, anche senza melodia, è ciò che conta. A piè di pagina, spesso, una stringa di parole raccoglie suggerimenti su come “giocare” con il testo e con la musica. Come da tradizione, le canzoni popolari hanno testi brevi, facilmente memorizzabili, dove la componente ritmica è fondamentale e quella melodica altrettanto. Non c’è esempio, infatti, che superi la durata di una doppia pagina e di quattro righi musicali.
I non madrelingua non hanno motivo di ritirarsi: leggere, ascoltare, cantare in portoghese, è già “cantare”, “fare musica”. La musica, come il volo degli uccelli, attraversa i confini, si sa. «Se sorridiamo insieme, se ridiamo insieme e piangiamo insieme, vuol dire che abbiamo un linguaggio comune» ha dichiarato in un’intervista una grandissima coreografa del nostro tempo, Pina Bausch. Ecco perché juntos è una parola da ricordare quando cantate insieme questo libro.


martedì 14 dicembre 2010

Un gatto molto famoso (e un bel gruppo di amici)

Avevamo intenzione di fare un post sulla nostra piccola collezione di libri di Kveta Pacovska (che, secondo l'informatissima Ninamasina si deve pronunciare "Quieta Pazzosca", senza che con questo le si manchi di rispetto), ma nell'incontro del gruppo di lettura di novembre, dedicato alle copertine, abbiamo presentato le copertine di questi libri come esempio dell'evoluzione dello stile di un'artista dell'illustrazione, passata da esordi molto "nella tradizione" a un presente molto d'avanguardia che noi personalmente amiamo meno.
Così, tutto è finito nel blog Alle nove da Babar, dove si raccolgono gli atti di questi incontri tanto informali quanto appassionanti, nei quali editori, librai, bibliotecari, illustratori e rappresentanti di altre e più esotiche professioni si scambiano idee, analisi e opinioni sui libri con le figure, coordinati e tenuti nei ranghi dal pugno di ferro di Diletta Colombo, genio della lampada di questo bel gruppo di amici.
L'ultima riunione ieri sera, qui dai Topi. Argomento: i libri illustrati che parlano di Dio. Prossimamente anche sul blog.
Ma di parlare della Pacovska ci era rimasta voglia. Ci ha soccorso la nostra postina (presto un post su di lei), che ci ha recapitato un nuovo acquisto: Jednicka z Provàzku, pubblicato da Albatros nel 1984.


Libretto tanto perfetto quanto celebre, per la copertina con il gatto a quadretti, suonatore di flauto, che ha fatto il giro del mondo sulla copertina del catalogo, ormai introvabile, della mostra che il Chihiro Iwasaki Art Museum di Tokyo ha dedicato all'illustratrice boema nel 1990.


La perfezione, oltre che alle illustrazioni, è da far risalire anche alle caratteristiche grafiche del libro, di formato maneggevole, ma realizzato con un equilibrio straordinario, senza mai perdere di vista il destinatario del libro, cioè, un bambino. Qui di seguito, alcune immagini.
Ulteriori commenti ci sembrano abbastanza superflui. Basta osservare ammirati.




Per saperne di più sulla bibliografia di Kveta Pacovska, questo è un buon inizio.