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mercoledì 30 settembre 2015

Esperienze /8: Far parte di una fucina

Rossana all'opera a Sàrmede.

Quest’anno volevo partecipare a un corso d’illustrazione ma sentivo la necessità di trovare un insegnamento che andasse oltre la realizzazione di una o due immagini.
Volevo trovare un corso in cui l’illustrazione fosse pensata e realizzata in funzione del libro.
Il corso Progettare libri tenuto da Paolo Canton l’avevo già fatto, anche il Progettare Libri 2. Dovevo cercare altrove.
Alla Bologna Children’s Book Fair, presso lo stand delle Immagini della fantasia, la scuola d’illustrazione di Sarmede ho assistito alla presentazione del corso Illustriamo un libro di Valeria Bertesina.
Mano a mano che Valeria parlava con quel suo tono preciso e calmo io rimanevo impigliata tra le sue parole. L’obiettivo del corso era la realizzazione di una o più illustrazioni per un libro che sarà pubblicato dalla casa editrice Tassotti a dicembre 2015. Il libro contiene una piccola raccolta di poesie scelte tra i classici.

Al lavoro, nonostante il caldo, nella storica sede di Rugolo.
Avevo trovato il corso adatto a me, c’era solo un problema, alla fine della presentazione, i posti disponibili erano esauriti.
Non mi sono data per vinta, infiltrata nella lista d’attesa e grazie alla disponibilità di Valeria e dell’editore Tassotti, che ha acconsentito ad aggiungere un quartino al libro, sono riuscita a partecipare.
Un mese prima dell’inizio di Illustriamo un libro, Valeria ha inviato agli allievi il testo delle poesie in modo che potessimo leggerle, sceglierne un paio e cominciare a riflettere sulle possibilità d’interpretazione e illustrazione e magari realizzare qualche bozzetto.

Jani Lunablau.
Sandrine Duc.
La seconda settimana di luglio a Sarmede faceva un gran caldo e fin dal primo giorno di corso è stato subito chiaro che avremmo sudato parecchio e non solo per l’alta temperatura.
Valeria ha cominciato considerando le poesie che ogni allievo aveva scelto e gli eventuali bozzetti fatti, così da assegnare a ognuno di noi la poesia più adatta da illustrare.
Dovevamo realizzare una o più illustrazioni per la poesia da inserire nel libro, una o anche due illustrazioni sempre legate alla poesia per la mostra itinerante che accompagnerà l’uscita del libro, un’immagine per la copertina, che sarebbe stata scelta dall’editore, proporre almeno tre titoli.
Valeria ci ha richiesto anche di scrivere il colophon. Ho così imparato che nei libri d’artista il colophon non è composto solo dai dati informativi consueti ma anche dall’indicazione della tiratura, dalla genesi del libro, dai nomi delle persone coinvolte, ed eventuali aneddoti.
Insomma il colophon diventa un piccolo, prezioso racconto di quel che è l’oggetto libro che si tiene in mano.

Anita Cerpelloni.
Oana Alexandrescu.
Sono rimasta affascinata dal mondo lavorativo e professionale che riguarda il libro d’artista del quale Valeria ci ha fornito utili e interessanti informazioni, relative anche al mondo dell’arte in generale.
La mole di lavoro da svolgere era tanta e non facile ma il gruppo di diciassette persone, scelte personalmente da Valeria visionando i portfolio e in base alla tecnica usata da ognuno in modo da avere una grande varietà di immagini all’interno del libro, ha dimostrato coesione e concentrazione.
Io ho riscontrato grande professionalità e capacità tra i miei compagni come raramente mi era capitato a un corso. In realtà non sembrava neanche di partecipare a un corso, ma di far parte di una fucina creativa (credo che questa parola mi sia stata suggerita dalla sensazione di caldo che ancora mi porto addosso) in cui si respirava un’aria intensa, ricca di scambio di competenze in funzione della realizzazione di un lavoro comune, di una pubblicazione. 
Durante il corso il gruppo è stato anche supportato e seguito da due assistenti, Roberta Campagnolo e Antonia Conte.
Rossana Bossù.
Laura Toro Bermejo.
Valeria è un’insegnante di grande esperienza, molto competente e professionale, mette a disposizione dell’allievo la propria conoscenza come artista e come curatrice di mostre d’arte, ma è anche severa, quella severità che ti porta a sperimentare, non accontentarti della prima versione, ricercare, provare, sfruttare appieno il proprio modo di esprimersi senza prendere scorciatoie. 
In questo caso, in cui il lavoro di ognuno doveva confluire in un progetto comune, la richiesta di professionalità era ancora più alta. L’editore Tassotti ha messo a disposizione un grafico che durante il corso ha scansionato le immagini e ha iniziato il lavoro d’impaginazione, così tutti hanno avuto la possibilità di comprendere in pratica le necessità tecniche, le problematiche e i vari passaggi in funzione del prodotto libro.
Sì perché, come ha ripetuto mille volte Paolo Canton durante i suoi corsi, anche in questo caso Valeria ha voluto sottolineare la questione: l’immagine, l’illustrazione, se in funzione di un libro, non va considerata come entità a sé ma come parte di un tutto. Se come illustratori, quando creiamo un’immagine, pensiamo a essa come a un libro che comprende il testo, la narrazione, il formato, l’impaginazione, il tipo di carta e di rilegatura, la stampa, in cui ogni elemento è legato all’altro, faremo sicuramente un lavoro migliore.

Elide Piras.
A inizio corso Valeria ci ha detto che il plurale di Illustriamo un libro indicava proprio un lavoro di gruppo a cui anche lei avrebbe contribuito non solo con l’insegnamento e il supporto durante la creazione delle illustrazioni. Una volta terminate le immagini è iniziato il lavoro difficile di Valeria nel dare la giusta sequenza alle illustrazioni all’interno del libro, impresa non facile considerata la profonda diversità di tecnica e di realizzazione.
Qualche settimana fa abbiamo potuto vedere una bozza del libro, sfogliandolo si percepisce tutto il lavoro e l’impegno del gruppo nel realizzarlo.
Nonostante tutti i nostri sforzi ci è mancato il tempo di proporre il colophon e la copertina del libro, di quest’ultima abbiamo però avuto la possibilità di realizzare delle proposte da casa e inviarle per sottoporle alla scelta dell’editore. Ovviamente la mancanza di tempo non è stata dovuta alla nostra lentezza nel lavorare, ma al mese di luglio più caldo degli ultimi 136 anni. 

Claudia Castiglioni.

mercoledì 23 ottobre 2013

Il gioco della lettura

Il 26 ottobre, alle 18 e 30, inaugura a Sarmede, alla Casa della Fantasia, Le immagini della fantasia. La mostra non ha bisogno di presentazioni. Per presentarvi lo spirito di questa trentunesima edizione, crediamo non ci sia modo migliore di un brano tratto dal catalogo, firmato dalla curatrice della mostra, Monica Monachesi. Quest'anno partecipano alla mostra quattro nostre autrici: Simona Mulazzani, con le illustrazioni per Il grande libro dei pisolini; Katrin Stangl, con Forte come un orso; Camilla Engman con le immagini di C'era una volta una storia; Beatrice Alemagna, che presenta due tavole del nuovo libro che uscirà a primavera con un titolo ancora così provvisorio che non lo citeremo. A queste immagini sono accostate le presentazioni che alla mostra accompagnano le figure.


Il dono di vedere  
di Monica Monachesi

Fuori dagli scaffali, fuori dalle pagine dei libri, ma mai senza di loro, accomodate in grandi finestre sul pubblico, ecco le immagini della fantasia venute da ogni dove che ci invitano a guardare, ad ascoltare le loro storie, a esercitare il nostro pensiero e ad accogliere ammirati innumerevoli nuove, stupefacenti invenzioni.
Elasticità, curiosità, entusiasmo, questo ci chiedono le immagini della fantasia, le immagini dei libri per l’infanzia. Siamo chiamati a un gioco molto serio, al quale i bambini sanno giocare meglio di tutti: il gioco della lettura.
Sgombri da convenzioni e preconcetti, incessantemente desiderosi di conoscere, vedere, toccare, dire, fare, i bambini accolgono con molta intensità ogni invito alla lettura, possono e devono potersi confrontare con libri che non siano limiti, ma inaspettati nuovi spazi di pensiero e di vita emotiva.
Nell’epoca in cui, attraverso le immagini dirette, ai bambini si vende di tutto, la bellezza è anche un’arma preziosa. Spiacevole parlare di armi, certo, parliamo allora di capacità critica, di sapere istituire confronti, di vedere le cose in prospettive nuove, di attingere a immaginari diversi, non solo a quelli somministrati dalla pubblicità e da prodotti seriali ‘per bambini’.

Riflessioni che si risolvono, giorno dopo giorno, in gesti semplici e in momenti che si potrebbero sottovalutare, presi dalle faccende delle nostre vite. Porgere a un bambino un libro degno delle sue capacità, condividere con lui pensieri e fantasie, condurlo a visitare una mostra, ad ascoltare un autore, a disegnare in un laboratorio, insistere con convinzione nel privilegiare esperienze significative.
Un impegno non da poco che richiede costante informazione, ma promette grandi risultati, a volte così profondi da essere quasi invisibili.
Una mostra come Le immagini della fantasia è un serbatoio di idee e di possibilità che non si esaurisce nel numero delle opere, degli autori, degli editori partecipanti, ma sottende innumerevoli e misteriosi percorsi, che sono quelli che ciascuno di noi può scegliere e creare in modo individuale approfondendo, cercando, trovando.
Chi può sapere, infatti, fin dove si può arrivare sul filo di una storia, di un’idea, di un’ispirazione?

Katrin Stagl, illustrazione per Forte come un orso.
A volte i libri nascono così. Ho realizzato due serigrafie per la mia bambina appena nata: un orso che fa a braccio di ferro con una bambina e un bimbo seduto a giocare assieme a una volpe con formine di legno colorato.
“Forte come un orso” e “Astuto come una volpe”.
Le due immagini stavano nella sua cameretta.
Quando avevamo visite, spesso i nostri amici ricordavano altri paragoni proverbiali.
“Affamato come un lupo”, “Lento come una lumaca”.
Mi è sembrato bello raccoglierli tutti e illustrarli, così è nato il libro.
Lo dedico a Helene e a tutti gli altri bambini! 


Katrin Stangl, su Forte come un orso


 

Quando scrivo un testo pieno di animali, lo faccio pensando a un illustratore: Simona Mulazzani. È   andata così anche per Il grande libro dei pisolini, che idealmente chiude la trilogia preceduta da Al supermercato degli animali e Vorrei avere, libro che è stato pubblicato in sette paesi e ha appena vinto la Silver Medal della Society of Illustrators di New York. Le immagini di animali di Simona sono la perfetta trasposizione poetica del sentimento profondo e spontaneo che mi legava agli animali quando ero piccola. Sono silenziosi e carichi di mistero, e nello stesso tempo, fratelli di sangue. E sono bellissimi, e questo è determinante perché la sorprendente bellezza delle forme animali è uno degli elementi fondamentali della relazione uomo-animale. Non è una novità: è quello che si osserva in tutte le gallerie d'arte, i musei archeologici, i templi, le collezioni di artigianato del mondo. Al Louvre davanti alla maestria degli egizi nel rappresentare le forme animali, si rimane quasi costernati dal livello di perfezione. Quello che fa Simona, oltre che rappresentare, è raccontare gli animali, trasporli nella lingua emotiva e affettiva dei bambini, senza però snaturarne la verità. Tutti i bambini sognano di essere cavalli, tigri, leoni, uccelli, cani... Simona lo sa. In ognuna delle sue bestie sta acquattato un bambino invisibile, e questa è la sua carta vincente.   

Giovanna Zobolisu Il grande libro dei pisolini, illustrazioni di Simona Mulazzani

Simona Mulazzani, illustrazione per Il grande libro dei pisolini.

Vi piacciono le storie? Che storie vi piacciono? Chi vi racconta le storie? Chi inventa le storie? Cosa vuol dire raccontare una storia? Che cos’è una storia? E, dove abitano le storie?
Le storie ci sono grazie a chi le racconta. Se racconti una storia, e non solo se la scrivi e la inventi, la fai vivere, metti al mondo dei personaggi, dei mondi che prima non c’erano, oppure c’erano ma nessuno li aveva notati.
Quindi inventare storie e raccontarle sono modi di dare vita alle cose, è far sì che una cosa che ci ha colpito, che ci è sembrata bella e importante, sia anche di altri, li raggiunga: raccontare è un regalo che si fa a se stessi e agli altri. Per questo ai bambini e ai grandi piacciono le storie: perché sono regali bellissimi che ci si fa. A raccontarle e ad ascoltarle. Le storie le raccontiamo alle persone che ci sono vicine, perché pensiamo che se hanno fatto bene a noi, faranno bene anche a loro.
Le storie per questo vanno dappertutto e hanno molte case: non abitano in un luogo solo, ma continuano a spostarsi, a cambiare. Sono magiche perché rimangono ad abitare nei libri che abbiamo fra le mani, e in ognuno di noi, ma nello stesso tempo vanno a stare in altri luoghi, altri libri, altre persone, posti che possono essere lontani migliaia di chilometri, come il sole, la luna, il cielo.


Giovanna Zoboli, su C'era una volta una storia, illustrazioni di Camilla Engman 

Camilla Engman, illustrazione per C'era una volta una storia.

Mi piace molto seguire il lavoro dei nostri illustratori, sapere quello che stanno facendo. Osservare le novità, il loro stile che si evolve, muta, a volte anche radicalmente. Da circa un anno, seguivo sul sito the topsy-turvy book di Beatrice Alemagna i suoi nuovi disegni. Mi piacevano immensamente, e ho pensato subito che fare un libro con quello stile nuovo, così lieve, sorprendente, sbilenco e sorridente, mi sarebbe piaiuto molto. Poi, un giorno, Beatrice ci ha mandato un testo, chiedendoci cosa ne pensavamo. Il testo era magnifico, perché, come se non bastasse e come è noto, Beatrice è anche bravissima a raccontare con le parole. In più quella storia aveva il sapore e le atmosfere delle nuove immagini. Perciò, subito le dicemmo che ci sarebbe piaciuto pubblicarla. Così è cominciato  Brutti, storti e malfatti: un racconto surreale con dei personaggi irresistibili, un ritmo perfetto e una fine da manuale. Fra queste pagine si respira spirito infantile allo stato puro. Come faccia Beatrice a essere un'artista così perfettamente padrona dei suoi strumenti, cioè adulta e matura, e così perfettamente e incrollabilmente fedele all'infanzia, senza cadere in alcuno stereotipo, è un mistero. Spesso sento dire che i suoi personaggi, i suoi bambini sono “brutti”. Ecco, adesso finalmente con questo libro sarà chiaro a tutti di che tipo di bruttezza si tratta.

Giovanna Zoboli a proposito del nuovo libro Beatrice Alemagna, in uscita per Topipittori a primavera 2014.

Beatrice Alemagna, illustrazione per il prossimo albo Topipittori, in uscita nel 2014.

venerdì 26 ottobre 2012

Guarda che panorama!

[di Monica Monachesi. Foto di Giulia Bortot]


Lo scorso sabato, 20 ottobre, a Sàrmede, si è tenuto il primo appuntamento aperto al pubblico: la presentazione della mostra del trentennale, in anteprima per bibliotecari e insegnanti. Titolo: Guarda che panorama! Le immagini della fantasia si apre, domani, 27 ottobre, quindi questo centinaio di appassionati, giunti da da tutto il Veneto e anche da più lontano, ha a tutti gli effetti inaugurato la Casa della Fantasia, nuova sede espositiva sarmediana.


Il desiderio che ci ha spinti a questo esperimento, che ha avuto grande successo, è stato quello di condividere le scoperte fatte e gli incontri appassionanti avuti, costruendo la mostra e dialogando con gli illustratori. Abbiamo parlato quindi di bellezza, quella che per Dostoevskij “salverà il mondo” e di informazione, quella che rende davvero liberi di scegliere, in una maratona della visione durata ben tre ore e mezza, condotta da me d introdotta da Ketty Gallon che ha aperto l’incontro portando i saluti della Fondazione e ringraziando la rivista Andersen, in dono a tutti i partecipanti.


Durante la prima parte dell’incontro ho alternato proiezione di immagini e letture di brani, tratti da libri. e da riflessioni di illustratori ed editori.
Siamo partiti presentando le quattro sezioni della mostra. Il giro ha preso il via dall’opera di Roberto Innocenti, ospite d’onore dell’anno: ho letto alcuni suoi scritti soffermandomi su Rosa Bianca e Storia di Erica, due libri che parlano della vulnerabilità dell’essere umano e in cui l’enormità di eventi mondiali viene raccontata attraverso le vicende di piccoli protagonisti. Due libri perfetti per sottolineare che l’arte offre la chiave giusta per rispondere all’esigenza profonda e legittima dei bambini di capire cose inspiegabili come la guerra.
Alle parole di un grande russo, Josif Brodskij, pronunciate al ricevimento del premio Nobel per la letteratura 1987, ho affidato l’introduzione alla sezione tematica:

Ogni nuova realtà estetica ridefinisce la realtà etica dell’uomo. 
Giacché l’estetica è la madre dell’etica. 
Quanto più ricca è l’esperienza estetica di un individuo, 
quanto più sicuro è il suo gusto, tanto più netta sarà la sua scelta morale e tanto più libero – anche se non necessariamente più felice – sarà lui stesso.

Copertina di David Pintor: la Baba Jaga porta a spasso la casa stregata tra le betulle.

Per curare il libro illustrato Nel bosco della Baba Jaga. Fiabe dalla Russia, edito da Franco Cosimo Panini, e per creare, con il contributo di Davide Giurlando, la nuova sezione dedicata a 12 simboli della fiaba e del folklore russo, ho svolto una approfondita ricerca iconografica sul mondo delle immagini in Russia. Ecco alcuni riferimenti al materiale proiettato all’incontro:

I maestri dell’animazione russa sono tanti (e vi rimando all’omonimo imperdibile cofanetto di 4 Dvd). La battaglia di Kerzents è un’animazione in stop motion del 1971, diretta da Ivan Ivanov, Vano e Jurij Norshtejn su musiche di Rimsky-Korsakov.

 La battaglia di Kerzents
Fu realizzata ispirandosi all'iconografia tradizionale, russa, cioè a dipinti, affreschi e icone medievali come questa:


L’opera di Jurij Norshtejn e di sua moglie Franchesca Yarbusova spicca fra tutte.
Da due capolavori come Il riccio nella nebbia e La lepre e la volpe, che potete vedere qui sotto, sono stati tratti due libri, per ora disponibili in inglese.





Ivan Bilibin (1876 – 1942), è l’illustratore liberty che più di ogni altro si è dedicato alla fiaba russa: la sua Baba Jaga e la sua Vassilissa sono indimenticabili.


Vladimir Lebedev, “il re del libro per bambini”, e Samuil Maršak rivoluzionano il modo di concepire l’illustrazione e dichiarano: “Il bambino non ha bisogno di un surrogato, ma di una vera arte”. In Francia, la casa editrice Memo ha ripubblicato alcuni libri di questi autori.
Vchera i segodnia (Ieri e oggi), 1925.
Slonenok (L’elefantino), 1922.
 I Luboki sono stampe popolari, nate per abbellire le case, vietate sotto il regno di Pietro I il Grande (Mosca 1672 - San Pietroburgo 1725), poiché assunsero un taglio notevolmente satirico.

Palech, Mstiora, Kholui e Fedoskino sono quattro piccoli villaggi attorno a Mosca, sedi di secolari scuole di pittura di icone. Dopo il 1917, non potendo più sopravvivere dipingendo temi religiosi, cominciarono a rappresentare temi del folklore nazionale su meravigliose scatole laccate.




Infine, un film imperdibile per capire la Siberia è Dersu Uzala: il piccolo grande uomo delle pianure, tratto da due libri scritti da Vladimir K. Arseniev e diretto da Akira Kurosawa: una storia di amicizia per imparare il rispetto della Natura.
E ora provate a rispondere a una domanda: nel bosco della Baba Jaga, proprio vicino alla casa dalle zampe di gallina, c’è una citazione che l’illustratrice Clotilde Perrin ha aggiunto al racconto: la trovate?

Illustrazione di Clotilde Perrin.

Se volete approfondire, Nel bosco della Baba Jaga. Fiabe dalla Russia, fresco fresco di stampa, offre nove fiabe russe illustrate da nove illustratori: Anna Castagnoli, Fabio Facchinetti, Artem Kostyukevich, Pep Montserrat, Clotilde Perrin, David Pintor, Sacha Poliakova, Valerio Vidali, Józef Wilkon.

Ma ritorniamo al nostro giro: dopo una breve pausa, si sale al primo piano per visitare la sezione Panorama, con i 60 illustratori che non potrò qui nominare tutti. In omaggio a chi mi ospita, parto da un libro di rime che cantano le fiabe.

Antonella Abbatiello, Alfabeto delle fiabe, Topipittori.

Continuo leggendo della morte distratta dal “segreto della vita”,


Violeta Lopiz, I pani d'oro della vecchina, Topipittori.

e proseguo con: libri da avere in casa per conoscere e disegnare,

Joelle Jolivet, Zoo Logico, Rizzoli.

libri dove "tutti fanno tutto",

Madalena Matoso, Pourquois pas toi, Editions Notari.

e libri di ritratti che più profondi non si potrebbe.

Beatrice Alemagna, La gigantesca piccola cosa, Donzelli.

Concludo con le parole di Alain Serres, autore ed editore Rue di Monde: Dai libri si impara a vivere liberi!

[...] Un bambino, ha il diritto, da appena nato e sin dal primo secondo (e non uno di più!), a esser preso sul serio. Ed è per questo che si deve subito evitare di considerarlo come un poppante e bisogna immediatamente offrirgli un libro! [...] Ma attenzione! Non un libro banale e luccicante. Non un libro dove le bambine sono sempre rosa e i ragazzini sono blu di rabbia. Non un libro che tace la verità del mondo, dove i papà non piangono mai, dove si nascondano le paure, dove la morte non esiste. Non un libro dove il testo è meramente tradotto dall’immagine, nel caso il bambino non capisca al primo colpo. Non un libro che non sceglie che parole a portata di bambino, per evitargli che gli si appesantisca la testa con troppe scoperte. [...] Non un libro per poppanti, ma un libro che prenda sul serio questo piccolo essere umano. Perché passo passo, pagina dopo pagina si costruisce la sua libertà di agire e di pensare. Con un bel libro, un bambino ha il tempo di interrogarsi, di amare, di supporre. Si domanda chi è e chi desidera essere. [...] Quando si impara sin da piccoli a farsi teletrasportare nello spazio magico di un libro, si sente sempre il bisogno di ritornarci. Ci si ritorna perché ci si può ritrovare faccia a faccia davanti a sé stessi. Ci si può sedere attorno ad una frase, attendere, sognare, e immaginare tra le righe... una storia ancora più bella di quella che si sta leggendo: la propria.

E la soluzione all'illustrazione di Clotilde Perrine, l'avete trovata?
Il piccolo riccio col fagottino in spalla, omaggio al capolavoro dei Norshtejn!

P.S.
Questo, invece, è il ritratto della Casa della fantasia. Vi aspettiamo!

Illustrazione di Beatriz Martin da Case, Il gioco di leggere.